Il triangolo onnipotente

L’ultima stangata da 54 miliardi di euro varata dal Governo non è a saldo ma ad anticipo di quel che l’Europa vuole ancora “strozzinare” all’Italia. E questo accade perché abbiamo un Esecutivo economicamente iugulato da Berlino e politicamente commissariato da Parigi e da Londra E’ lo stesso Tremonti ad affermare che è più importante il voto del Parlamento tedesco delle decisioni prese nelle sedi comunitarie. Così come determinanti, inappellabili ed ovviamente non collegiali, sono state le mosse di Sarkozy e Cameron (con dietro la Casa Bianca) per buttarci fuori dalla Libia ed allungare le mani sull’oro di Tripoli. In teoria ed in pratica l’Ue non esiste anche se produce una mole di provvedimenti ridondanti, pari solo alla sua inutilità, mentre contano i rapporti di forza, gli equilibri ed i patti segreti imposti dal triangolo Germania-Francia-Inghilterra, con al centro l’occhio onnipotente di Washington. L’Italia è stata estromessa da tutto ed ora paga le conseguenze della sua debolezza sia sul teatro estero che sullo scenario interno. Stiamo assistendo ad una estorsione che ci lascia senza aree d’influenza e che ci fa precipitare tra i paesi pezzenti della comunità continentale. Il risultato di questa azione a tenaglia sullo Stivale è un accrescimento del nostro caos politico che rischia di farci collassare definitivamente. Se siamo stati calpestati dal tallone di ferro della speculazione è proprio perché non siamo stati capaci di erigere una linea fortificata a protezione delle nostre prerogative nazionali mentre ognuno cercava, al contempo, di scaricare la crisi sul vicino. E ci siamo incredibilmente aperti alle razzie dei nostri falsi partners europei e atlantici in un momento delicatissimo in cui occorreva una diversa tempra per farsi rispettare. Era già accaduto agli inizi degli anni ’90 con le conseguenze che conosciamo, dalla svalutazione della lira all’esproprio delle imprese pubbliche. A questo punto anche se a Roma non ci fosse alcun gabinetto a tenere le redini della fase le cose non potrebbero andare peggio di così. Ma questo bordello non preoccupa la nostra classe dirigente, abituata com’è a tollerare  le attività venatorie del Premier e gli uccellamenti del gerente dell’opposizione. Entrambi si perdono nella selva oscura mondiale, chi ad infilzare giovenche chi a smacchiare i pettirossi. Su queste facezie da  stalla e da gabbia non si costruisce il futuro del paese ma lo si espone al ludibrio generale e alla generale derisione. Questa pericolosa assenza di argini politici sta determinando la straripamento di alcuni poteri dello Stato come la magistratura (mai realmente rientrata nei ranghi da tangentopoli in poi), la quale sta mandando a processo le istituzioni e i vertici delle aziende strategiche facendo un favore a chi intende sottometterci e ridurci all’impotenza. Egualmente imprudente è però mettere nelle mani di faccendieri domenicali e mezze calzette imprenditoriali importanti contratti in settori sensibili, dagli armamenti all’energia. Uno come Tarantini, tanto per fare un esempio, non può arrivare fino a Finmeccanica offrendo, a destra e a manca, animatrici notturne. Chi cercava di aiutarlo a fare il salto di qualità forse non aveva ben presente la differenza tra commerciare in donne ben carrozzate e piazzare corazzate. L’impazzimento è dunque generalizzato ma come spesso accade nei manicomi si finisce col credere che i veri matti stiano al di là del palazzo, tra la gente che protesta per il carovita e le imprese che si lamentano delle tasse. Se qualcuno pensa di rimediare a tutti questi malanni con patrimoniali, riduzione della spesa pubblica, balzelli ed altre amenità economicistiche si sbaglia di grosso. Se non viene ripensata l’agenda politica del Paese, se non si capovolgono le relazioni internazionali che al momento ci collocano su una china perdente e disfattista, se non viene siglato un patto con gli italiani, finalizzato sì a qualche sacrificio ma in cambio di una difesa strenua dell’autonomia nazionale, più niente potrà risollevarci. Possono gli attuali schieramenti partitici offrire tutto questo ad un popolo arrabbiato ma anche troppo distratto? No, non possono perché in quasi quattro lustri di seconda Repubblica, tra connivenze dirette con gli usurpatori (dalla Grande Finanza e Industria Decotta nostrane alle Centrali di potere statunitensi) e piccole operazioni d’autodeterminazione abortite sul nascere, la situazione è completamente marcita. Nessuna manovra economica ci restituirà la sovranità perduta. Qui o si volta rapidamente pagina oppure si resta a versare lacrime amare dinanzi all’ennesima pagina nera della storia italiana.

http://www.conflittiestrategie.it/2011/09/19/il-triangolo-onnipotente/

 

Si legga anche http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=147GJ8

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One Response to Il triangolo onnipotente

  1. Pingback: Vaselina monetaria internazionale « Assolutamente forse

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