Gli Usa con Geithner chiedono più potere per la Bce

 

Alla riunione dei Paesi dell’Euro a Wroclaw in Polonia, dove era stato invitato come osservatore, e come parte in causa, “perché i problemi sono comuni”, come ha detto il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schauble, il segretario Usa al Tesoro, Timothy Geithner, con la tipica arroganza americana, ha svolto una disanima dei problemi economici e finanziari globali ed in particolare europei, che si sono aggravati, ma questo non lo ha detto, per colpa di Washington e delle speculazioni anglo-americani.
Con notevole faccia tosta e giocando con la smemoratezza dei presenti, Geithner (nella foto) ha invitato nell’ordine le banche centrali e i governi ad agire insieme per arrestare quello che sempre più sta diventando un “rischio catastrofico” per   l’economia globale e i mercati. Geithner ha lamentato che ci siano divisioni tra i Paesi Ue e la Banca centrale europea, divisioni che sono molto “dannose” in questa fase di crisi e di tensioni sui mercati. Tensioni che Geithner e il suo datore di lavoro, Barack Obama, il maggiordomo di Wall Street, hanno alimentato versando molti miliardi di dollari alle banche degli speculatori (tipo Goldman Sachs) o alle società di assicurazione (tipo Aig) che avevano giocato con i mutui subprime. A Washington evidentemente preferirebbero avere a che fare con un’Europa che parlasse con una voce sola: quella della Commissione o della Bce che con i loro tecnocrati dovrebbero sostituire la volontà degli Stati, dei governi e dei cittadini.
Bce e governi europei devono lavorare insieme, ha auspicato Geithner, per “rimuovere in modo definitivo la minaccia di effetti a catena, la minaccia di una bancarotta a cascata e tutti quei discorsi in libertà sullo smantellamento delle istituzioni dell’euro”. Una bella faccia di bronzo visto che proviene da un Paese, gli Usa, nel quale democratici e repubblicani, sono stati concordi e complici nell’aumentare in agosto il tetto legale del debito pubblico, che aveva superato ormai il 100% sul Prodotto interno lordo, e rimandare di almeno un semestre la definitiva resa dei conti. Infatti, gli enormi debito pubblico e deficit commerciale uniti insieme fanno sì che l’economia Usa si trovi sempre sull’orlo del crack, altro che la Grecia e che il dollaro sia di fatto ridotto a carta straccia. E soprattutto che riesca ad essere considerato lo strumento principe delle transazioni internazionali soltanto in conseguenza del ruolo militare di Washington come prima potenza globale.
Dobbiamo risolvere i problemi che ci sono su entrambe le sponde dell’Atlantico per   riportare la stabilità sui mercati finanziari, ha commentato Schaeuble senza precisare che il primo problema è quello di bloccare la speculazione sui titoli di Stato europei. Dobbiamo tagliare la spesa pubblica, ha aggiunto il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, perché i mercati considerino affidabili i Paesi Ue e solvibili i loro titoli di Stati.
Forti critiche all’Unione europea e soprattutto agli Usa, sono arrivate dal primo ministro russo, Vladimir Putin per l’eccessiva crescita del debito pubblico e per un modello di sviluppo che fa ricorso all’indebitamento per stimolare la crescita. Un modello che non funziona, ha affermato, perché ha causato recessione e che non può valere per il resto del mondo. Sai che scoperta!

 

Fonte: Rinascitaeu

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