Un esercito supersegreto agli ordini di Obama

Martedì scorso il generale statunitense David Petraeus ha assunto ufficialmente la direzione della Cia, succedendo a Leon Panetta, diventato segretario alla Difesa. La nomina dell’ex comandante delle forze Usa in Iraq e, successivamente, della coalizione internazionale in Afghanistan, è stata vista da molti come un ulteriore passo verso la “militarizzazione” dell’agenzia di intelligence statunitense.
Questa pericolosa tendenza è stata confermata in un recente articolo del Washington Post, in cui si evidenzia come, dopo l’attacco dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle, la Cia sia diventata “sempre più un gruppo paramilitare, senza però le responsabilità e la trasparenza che l’esercito è tenuto a garantire”. Una vera e propria “svolta letale”, che ha trasformato l’intelligence statunitense da un’agenzia di spionaggio a una “incredibile macchina di morte”, per usare le parole di un ex agente segreto. Basti pensare che, dal 2001 ad oggi, i bombardamenti dei droni hanno ucciso poco meno di tremila persone.
Ma il Washington Post aggiunge un ulteriore particolare sulla portata della guerra segreta al terrorismo portata avanti dalla Casa Bianca al di fuori del controllo dell’opinione pubblica e, soprattutto, del Congresso. Riportando un brano del libro appena pubblicato Top Secret America: The Rise of the New American Security State, scritto dai giornalisti Dana Priest e William M. Arkin, il quotidiano racconta l’organizzazione del Joint Special Operation Command (Jsoc), un’unità militare di elite supersegreta che opera al di là dei vincoli imposti alla stessa Cia.
Un vero e proprio esercito parallelo di 25mila uomini, dotato di propri droni, propri aerei da ricognizione e perfino di propri satelliti. E, soprattutto, con licenza di uccidere. Il presidente – l’unico a cui devono rispondere oltre al capo del Pentagono – ha autorizzato gli uomini del Jsoc a selezionare singoli individui dalla loro lista nera e ad ucciderli senza neanche catturarli (e, inutile dirlo, senza alcuno straccio di processo o di prova).
E così hanno fatto a maggio scorso, penetrando in Pakistan per eliminare Osama Bin Laden. O nell’aprile 2006, quando hanno ucciso il leader di al Qaida in Iraq, Abu Musab al-Zarqawi. Inoltre, grazie alla loro segretezza, hanno potuto compiere azioni in Paesi non in guerra con gli Usa, come Yemen, Somalia, Filippine, Nigeria e perfino Siria.
“Noi siamo la materia oscura. Noi siamo la forza che muove l’universo, ma che non si può vedere”, si vanta col Washington Post un componente del corpo d’elite, un Navy Seal, che aggiunge: “La Cia non ha le dimensioni né l’autorità per fare alcune delle cose che facciamo noi”.
In effetti, fanno notare nel loro libro i due giornalisti del WP, se la Cia con i suoi droni e le sue forze paramilitari ha ucciso migliaia fra leader e mujaheddin qaidisti, il Jsoc ne ha uccisi molti di più. Così come, se la Cia ha catturato e interrogato con metodi “poco ortodossi” un centinaio di “sospetti terroristi”, il Jsoc ne ha catturati e interrogati “dieci volte di più”.

Nato nel 1980 con il compito di compiere blitz per liberare ostaggi statunitensi nel mondo, il Jsoc è stato sotto-utilizzato per tutti gli anni ’80 e ’90. Anche perché la sua prima operazione, la liberazione dei membri dell’ambasciata Usa a Teheran occupata dagli studenti iraniani nel 1980, finì con una collisione in volo fra elicotteri statunitensi nel deserto e otto soldati morti.
Dopo l’11 settembre 2001, però, il corpo è stato riformato, passando rapidamente da 1.800 soldati ad almeno 25mila.
Del Jsoc fanno parte molti dei principali corpi speciali super addestrati: il Team 6 dei Navy Seals (quelli del blitz contro Bin Laden), lo Special Tactics Squadron della Us Air Force, la famosa Delta Force dell’esercito, il 160.mo Special Operations Aviation Regiment, il 75.mo reggimento dei Ranger. Sul campo i suoi uomini non portano divisa né gradi, non hanno nome né documenti, e spesso si sono nascosti dietro diversi soprannomi: Secret Army of Northern Virginia, Task Force Green, Task Force 11, Task Force 121.
Per diverso tempo, l’unità supersegreta è stata comandata dal generale Stanley McChrystal, che nel 2003, quando era comandante in capo in Iraq e Afghanistan, ne trasferì il quartier generale in un hangar alla base aerea Balad, a nord di Baghdad, per allontanarsi ulteriormente dagli “inopportuni” controlli politici e legali di Washington.
Dei servigi del Jsoc hanno usufruito massicciamente sia George W. Bush che Barack Obama, anche se con il presidente democratico l’unità segreta è stata utilizzata anche di più, ad esempio nello Yemen.

 

Fonte: Rinascita

 

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