Popolo e conformismo ll

Caratteristica principale della grande massa della popolazione, più che la “stupidità” è il conformismo.
L’uomo “comune” è, prima di ogni altra cosa, conformista, attributo che non ha in sé valenza necessariamente negativa.
In una società di virtuosi, per essere accettato egli si comporterebbe, nel limite delle sue possibilità, in modo virtuoso.
Al contrario, in periodi in cui l’élite è composta da criminali, questo “uomo comune” nel suo piccolo ne assimila i comportamenti: ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per la “massa” si deduce in primis dall’esempio che danno i vertici.

Uno dei grandi temi trattati dalla filosofia e dalla sociologia nel corso dei secoli è quello riguardante la profonda natura degli uomini.
Gli uomini sono tendenzialmente portati a compiere il male oppure sono per natura inclini al bene?
La questione, ovviamente irrisolta, e forse mal posta, ha dato vita a numerosi dibattiti e a diverse trattazioni, e c’è anche stato chi non ha avuto timore nell’esprimere un giudizio perentorio e definitivo.
Il pensiero di Niccolò Machiavelli, ad esempio, si fonda sulla convinzione della naturale malvagità degli uomini.

Come dimostrano tutti coloro che ragionano del vivere civile, e come ne è piena di esempli ogni istoria, è necessario a chi dispone una republica, ed ordina leggi in quella, presupporre tutti gli uomini rei, e che li abbiano sempre a usare la malignità dello animo loro, qualunque volta ne abbiano libera occasione
Niccolò Machiavelli, Discorsi Leggi il resto dell’articolo

MINACCE DI MORTE

La lettera inviata da Draghi e Trichet, il 5 agosto scorso, al Governo italiano è la prova che le burocrazie comunitarie hanno lanciato un’Opa sul Paese per stringerlo alla gola. All’Italia viene imposto di rinunciare a tutte le sue prerogative politiche per essere soggiogata da organismi finanziari con denominazione europea e pertinenza extra-continentale. Il fatto che sia stato un conterraneo, con passaporto Goldman Sachs, a sottoscrivere la missiva è cosa di gravità inaudita che meriterebbe una reazione senza precedenti. Il sunnominato banchiere sta collaborando con terzi esteri per schiacciare e iugulare le nostre istituzioni. Va sfiduciato immediatamente. Se fossimo stati un Paese con gli attributi, nei confronti del neo governatore della BCE sarebbe già scattata un’accusa di alto tradimento con conseguente assicurazione alla giustizia, ma da noi purtroppo non c’è più una giustizia, essendo questa impegnata a correre dietro alle gonnelle delle puttanelle. Questo è un golpe in piena regola che avrebbe dovuto allertare magistratura e apparati di difesa dello Stato. Ma ancor più pernicioso è stato l’atteggiamento del Gabinetto Berlusconi il quale, di fronte a tale ricatto che riporta alla memoria gli avvenimenti dei primi anni ’90, allorché la lira fu spinta in un baratro da quelle stesse massonerie finanziarie che ora ci dettano parsimonia ed equilibrio dei conti, piuttosto che informare i cittadini e di chiamarli ad una risposta popolare, ha piegato il capo scaricando su tutti noi la propria codardia ed inettitudine.

In Europa c’è chi sta peggio di noialtri, chi ha un debito privato maggiore, chi ha banche più compromesse e sull’orlo del fallimento, chi cresce poco ma parla tanto e chi fa la voce grossa pur avendo la cassa vuota. Dopo gli avvenimenti nel mediterraneo e la guerra in Libia non c’è più da traccheggiare. La mossa a tenaglia sulla Penisola viene condotta tanto con mezzi economici che con provocazioni politico-militari. Ci hanno buttati fuori dagli affari internazionali e pretendono anche di farci pagare il prezzo dei loro assalti al calor bianco. Rischiamo seriamente di sprofondare nella sentina di questa convulsa fase storica e di non tornare più in superficie. Siamo all’emergenza nazionale e il dibattito politico continua a girare intorno ai buchi, quelli tra le gambe delle signorinelle e quelli tra le mammelle della spesa pubblica. Tutto questo mentre nessuno si accorge della voragine epocale che ci sta inghiottendo. Considerato che le nostre manovre vengono scritte nell’eurotower di Francoforte e che la nostra politica estera viene dettata da Londra, Parigi e Berlino, non c’è più bisogno di mantenere alcun Parlamento interno. Lo Stato è in liquidazione ed i cialtroni di regime vengono a predicare contenimento e moderazione. Qui il morto ci scappa di sicuro, ma dalla loro parte.

 

LA LETTERA TRADOTTA IN ITALIANO

«C’è l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita»

Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011

Caro Primo Ministro,

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali. Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:

1. Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2. Il Governo ha l’esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L’obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell’1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.

Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.

Con la migliore considerazione,

Mario Draghi, Jean-Claude Trichet 

 

fonte: Conflitti e Strategie

Italiani cavie per la sperimentazione clinica dei farmaci – al voto la delega al governo

Martedì 27 settembre all’aula della Camera va al voto la delega al Governo in materia di sperimentazione clinica dei farmaci. Disegno di legge 4274-A, presentato dal Ministro della Salute Fazio, con parere favorevole della Commissione Affari Sociali: Art 1Il Governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativiin materia di sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano”.

Un Parlamento che delega il Governo a legiferare in proprio su sperimentazione medica a carico di tutti i cittadini italiani non è un Parlamento, ma un’accolita di irresponsabili che votano per la sudditanza della Sanità al soldo, aprendo un nuovo mercato che riduce gli italiani a cavie al servizio delle case farmaceutiche. La Delega prepara e sancisce la dittatura sanitaria.

Nei principi di delega, si afferma che tale riassetto “è da realizzarsi in conformità alle disposizioni (esigenze?) dell’Unione Europea”.
Il Governo individuerà i Centri pubblici e privati autorizzati alle sperimentazioni dalla fase 0 alla fase IV con particolare sostegno, attivazione e promozione dei Centri Clinici dedicati agli studi di fase 0 e fase I, quindi quelli per la sperimentazione su “volontari” sani.
Si ribadisce che la delega riguarda “azioni mirate per evitare una perdita della quota di ricerca clinica nazionale a favore di quei Paesi dotati di contesti procedurali ed economici più “attrattivi” nel settore delle ricerche early phase” cioè di fase 0 e fase I (sul volontario sano).
Ci dicono che gli italiani non lo farebbero per soldi né per miseria, ma per bontà, come già fanno cedendo da viventi sani un rene, parte di fegato e prossimamente di polmone, a degli estranei.

Il Governo istituirà con Decreto un Comitato Nazionale delle Politiche di sperimentazione clinica dei medicinali; fonderà la banca dati nazionale che dialogherà con la banca dati europea e con l’osservatorio nazionale; ridurrà il numero dei Comitati Etici da 269 a 110 circa, collegandoli alla rete informatica del Comitato Nazionale; avvierà procedure informatizzate per la gestione della documentazione e della notifica delle reazioni e degli eventi avversi verificatisi nella attività di sperimentazione. Per quanto attiene le responsabilità professionali però, è stabilito che sono coperte dal segreto professionale e d’ufficio.

I decreti legislativi del Governo saranno su proposta del Ministro della Salute di concerto con il Ministro per le Politiche Europee in primis e in subalternità con gli altri Ministri. Gli schemi dei decreti di Governo saranno trasmessi alla Camera dei Deputati per pareri entro 40 giorni, decorso tale termine i decreti saranno considerati validi. Comunque il Governo anche dopo l’emanazione potrà adottare disposizioni integrative e correttive.

E’ stato ribadito più volte nel DDL che da tutto ciò non dovranno derivare oneri alla finanza pubblica. Allora chi paga? E quali vantaggi ne traggono gli italiani?
Nella premessa c’è la risposta: tale legge avrà importanti ricadute sul piano occupazionale per gli sperimentatori che per lavorare non dovranno migrare potendo restare in Italia (dove ci sono le cavie).

Inoltre si afferma che la sperimentazione costituisce un’entrata aggiuntiva e alternativa per l’amministrazione sanitaria. Già ora “per ogni sperimentazione viene stipulato un contratto tra sponsor e amministrazione sanitaria locale; quest’ultima quando riceve il compenso per la prestazione sperimentale, trattiene una quota e trasferisce il residuo nella retribuzione dello sperimentatore”. Anche nei principi di delega si stabilisce che rimarrà in capo al direttore generale della struttura sanitaria coinvolta nello studio la firma della convenzione economica.

Tra i principi di delega è introdotto anche il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) personale che è alimentato in maniera continuativa dai medici curanti ed utilizzato nella ricerca.

Il Parlamento ha già tradito molte volte delegando il Governo in materia di sanità. Gravissimo quando ha ceduto nel 1993 al Ministro della Sanità e sue lobby il potere di definire modalità e tempi per la dichiarazione autoritaria di “morte cerebrale”e successive variazioni, da cui il Decreto del Min. Raffaele Costa nell’agosto del 1994 e successivo diktat peggiorativo della Min. Livia Turco nell’Aprile 2008. La la strada è aperta al possibile artificio mortifero dell’attuale o prossimo Ministro.

Se abbiamo ben capito, la delega al Governo per la sperimentazione clinica dei medicinali è così assoluta ed i principi di delega così generici, che non ci stupiremmo se il Governo usasse questo potere per decretare l’uso dei corpi in cosiddetta “morte cerebrale” da tener vivi per un anno per esercitazioni chirurgiche, chimiche e radiologiche: proposta di legge che balla in Parlamento dal 2004, da noi stigmatizzata per la sua abiezione in due Audizioni presso la Commissione Affari Sociali.

Neppure ci meraviglieremmo se il Governo decretasse la forma delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) per superare e tacitare l’opposizione all’alimentazione e idratazione forzate su persone in stato vegetativo; o peggio decretasse l’uso di farmaci sperimentali di massa, come già fatto col vaccino anti-HPV di fatto imposto a tutte le bambine italiane.

Un’impostazione da 1984 (Orwell) che vede le dirigenze politico-economiche accordarsi tra loro su come piegare tutti quanti alle logiche del profitto, camuffando le intenzioni con la promessa di un portale informatizzato per il cittadino che, lungi dal facilitargli la vita, sarà solo fonte di pubblicità, condizionamento e “reclutamento”.

Nerina Negrello
Presidente
www.antipredazione.org

LA LIBIA E LA GRANDE BUGIA: Usare le organizzazioni umanitarie per lanciare le guerre

La guerra contro la Libia è costruita sulla frode. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha approvato due risoluzioni contro la Libia, sulla base di accuse non provate, in particolare che il colonnello Muammar Gheddafi avesse ucciso il proprio popolo a Bengasi. L’affermazione nella sua forma esatta è che Gheddafi aveva ordinato alle forze libiche di uccidere 6.000 persone a Bengasi. Tali affermazioni sono state ampiamente diffuse, ma sempre vagamente spiegate. Fu sulla base di questa affermazione che la Libia è stata deferita al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, al Palazzo di Vetro di New York, e cacciata dal Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite, a Ginevra.
Affermazioni false sugli eserciti mercenari africani in Libia e sugli attacchi di aerei a reazione contro i civili, sono state utilizzate anche in una vasta campagna mediatica contro la Libia. Queste due affermazioni sono state messe da parte e sono diventate sempre più torbide. Le rivendicazioni sui massacri, tuttavia, sono state utilizzate in un quadro giuridico, diplomatico e militare per giustificare la guerra della NATO ai libici. Leggi il resto dell’articolo

Il governo greco ha gonfiato il suo deficit per applicare le misure d’austerità.-

Le dichiarazioni di un membro del consiglio dell’istituto greco di statistiche, ELSTAT, ha rivelato che la Commissione Europea attraverso l’Eurostat, ha fatto pressione a questa istituzione perché gonfiasse le cifre del deficit pubblico del paese ellenico.

Nuovo scandalo a sfondo contabile in Grecia. In questa occasione, il protagonista è l’Eurostat- l’istituto statistico europeo, dipendente della Commissione Europea, che ha fatto pressione sul servizio di statistiche greco (ELSTAT) per gonfiare il deficit del paese ellenico nel 2009 dal 12% al 15% del PIB per poter giustificare così le successive e brutali misure di austerità che ancor oggi si continuano ad applicare.

Lo scandalo si è saputo grazie alle dichiarazioni di Zoe Georganda, professoressa di Econometria e membro del consiglio dell’ELSTAT alla stampa greca: “Il deficit del 2009 è stato artificialmente gonfiato per far vedere che il paese soffriva il più grande deficit d’Europa, più di quello irlandese”, svela Georganda. “Questo ha permesso di giustificare le dure misure contro la Grecia. Il deficit greco si è presentato finalmente al 15,4% mentre in realtà era intorno al 12% del PIB”, assicura.

Secondo la sua testimonianza, distinti responsabili dell’Eurostat avevano costretto la Grecia ad aggiungere nei suoi conti le spese delle aziende pubbliche…ma senza includere le entrate. Georganta sostiene anche che il presidente dell’ELSTAT aveva rifiutato le obiezioni formulate in quel momento dai membri del suo Consiglio.

Alla luce di questo scandalo, il ministro dell’Economia greco ha reagito annunciando un rinnovamento di tutti i membri del consiglio dell’ELSTAT tranne che il presidente.

L’Iniziativa per la Creazione di una Commissione di Audit del Debito Pubblico Greco considera gravissimo quest’episodio, che mostra che “Governo, UE e FMI hanno manipolato le statistiche” le cui decisioni ricordano quelle dei “regimi totalitari”.  “Il governo di Papandreou voleva presentare la politica dei Memoranda come necessaria e obbligatoria ed è per questo che è ricorso a simili metodi inaccettabili che avevano come scopo quello di ingannare il popolo”. Per quanto riguarda la partecipazione dell’Eurostat nella faccenda “mostra che la sua pretesa indipendenza è una presa in giro”.

Per questo, l’Iniziativa esige in un comunicato “di aprire i libri del debito e le finanze pubbliche e del controllo sociale ora, in un momento dove si è scoperto che il Governo, FMI e UE sono pericolosi e privi di ogni credibilità”.

Dopo aver conosciuto questo nuovo scandalo nei conti greci, bisogna ricordare lo scandalo dell’occultamento del debito greco nel 2001. Rivelato da media come Der Spiegel o il NYT all’inizio della crisi greca, fu Goldman Sachs che aveva truccato i conti attraverso i prodotti finanziari derivati. In quel momento il direttore della Goldman Sachs in Europa non era altri che Mario Draghi, il prossimo governatore della BCE. CE, FMI, BCE….

L’ombra della Troika che impone austerità al popolo greco è sospettosamente allargata. Non in vano, i greci sono convinti che la Grecia è il laboratorio dove si prova fino a dove il popolo è in grado di sopportare.

Fonte: DiagonalWeb

Traduzione: FreeYourMind!

Wadah Khanfar,al-Jazeera e il trionfo della propaganda televisiva

Al-Jazeera, il canale informativo del Qatar, che in 15 anni si è imposto nel mondo arabo come fonte originale di informazioni, improvvisamente si è impegnato in una vasta operazione di intossicazione, per rovesciare i regimi della Libia e della Siria con tutti i mezzi. Questa svolta, dimostra Thierry Meyssan, non è un risultato congiunturale, ma è stata preparata molto tempo fa, da individui che sono riusciti a nascondere i propri interessi personali al pubblico. Rivelazioni …

Wadah Khanfar

Il canale del Qatar, Al-Jazeera, ha annunciato le dimissioni del suo amministratore delegato, Wadah Khanfar, e la sua sostituzione con un membro della famiglia reale, Sheikh Hamad Ben Jassem Al-Thani, il 20 settembre 2011.

Sheikh Hamad è un quadro di Qatargas. Ha lavorato per un anno a Parigi-La Défense, la sede della Total. Ha presieduto, in passato, il Consiglio di Amministrazione di Al-Jazeera.

Questa notizia è stata presentata dalla stampa atlantista in tre modi diversi: come dimissioni forzate e ripresa del controllo della catena da parte dello Stato, come una vendetta dell’Autorità palestinese a seguito del rilascio dei documenti palestinesi, e infine, come risultato delle fughe di Wikileaks, che spiegano certe connessioni di Khanfar con gli Stati Uniti.

Se tutte queste interpretazioni possono contenere una parte di verità, esse mascherano il motivo principale: il ruolo del Qatar nella guerra contro la Libia. Qui, è richiesto un passo indietro. Leggi il resto dell’articolo

Slogan del potere: “Ci servite indignati sennò finirebbe il mio gioco. Indignatevi dunque!”

Se il potere non facesse il possibile per farti incazzare, per indignarti, per farti arrabbiare, tu non entreresti nel suo gioco e l’”affare” finirebbe. Se il potere non ideasse e promuovesse drammi che alimentano il tuo desiderio di vendetta (crisi, guerre, catastrofi), tu, semplicemente, te ne andresti. Se il potere non ci avesse fatto sentire come necessario il superamento di se stessi per raggiungere la “felicità”, da molto tempo non saremmo più qui.

Ma il potere ha bisogno di averti vicino, dato che se non ti avesse vicino non potrebbe continuare con il suo gioco.

E per tenerti vicino, il potere, prima di tutto, ha bisogno che tu lo odi irrazionalmente, così lo affronti, in modo che tu abbia come unico fine quello di superarlo, in modo che non ti separi mai dal suo fianco; in modo che tu non debba pensare neanche di allontanarti da lui. Per questo ti punge, ti morde, ti graffia, e lui stesso ti fa credere che puoi arrivare a superarlo, che puoi arrivare a prendere il potere, e che in questo modo tutto migliorerà.

Il potere ci fa credere che è un ostacolo per le nostre vite; che non permette che si sviluppino, che solo scontrandoci con lui e superandolo, otterremo la completa pienezza vitale. Ma con questo solo otterremo una cosa: retro- alimentare il gioco del potere.

E’ come pretendere di finirla col calcio giocando a calcio contro il rivale migliore. Anche se vincessimo avremo solo ottenuto una cosa: perfezionare il gioco del calcio, non eliminarlo. Da quel momento, toccherà a noi difendere il nostro “regno” di fronte agli altri, dando così continuità al gioco.

Il potere sa che, per sopravvivere, ha bisogno che tu lo odi, ha bisogno di un’opposizione che lo alimenti, non solo con lo scopo di essergli utile come scusa per esercitare il suo potere ma anche per, usandoti come veicolo, possa, con un’altra maschera, sedersi di nuovo sul trono con più forza di prima, e questo a sua volta, provocherà la nascita di una nuova opposizione il cui scopo sarà quella di rimettere in azione il gioco. E così, una ed un’altra volta ancora,sarà sempre più “perfetto”, come direbbe il buon Herbert Spencer (1) anche se considero che psicopatico sia il termino preciso.

Per tutto questo, la tua indignazione e la tua lotta contro il potere è soltanto una garanzia della sua sopravvivenza, dato che espressa la tua volontà di non porti una vita senza di esso, di non separarti mai da esso.

Per esso , tutto è molto chiaro, forse un giorno sarà chiaro anche per noi.

1)      Herbert Spencer è stato il padre del darwinismo sociale, teoria pseudoscientifica creata, esclusivamente, con lo scopo di giustificare e mascherare il carattere psicopatico del gioco del potere.

Di cosa vi indignate se siete voi a scegliere di non essere liberi?

Perché urlate così? Perché protestate in questo modo? Di cosa vi indignate? Se la vostra decisione è stata e continua ad essere quella di accettare di essere schiavi di un altro; servo di un altro, attenetevi alle conseguenze adesso. Dovreste sapere che quello che vi sta succedendo non è altro che la conseguenza della vostra volontaria decisione di rinunciare alla libertà e optare per la schiavitù. Cosa volete? Continuare ad essere schiavi ma con i grilletto meno premuto? Riconoscetelo, almeno, che non siete disposti a rinunciare alle vostre catene, che solo volete siano più facili da portare.

Questo atteggiamento mi risulta così ridicolo quanto quello di quel gruppo di bestie che protestavano perché al posto di essere portate al macello lungo la solita via che volevano venivano trasportate lungo un’altra.

Voi stessi siete in qualcosa che somiglia molto ad un macello e sembra che, più importante del fatto che vi portino a mutilarvi le estremità, vi importi il modo in cui sarete mutilati. Sembra che la cosa più importante per voi non è uscire dal macello, scappare da esso, ma il modo di starci meglio al suo interno. Ma al macello solo si va per un motivo, quindi, smettete di indignarvi!

Mi ricordate anche quella famiglia di disgraziati invitata da amici a trascorrere le vacanze in una casa in montagna e che si lamentavano tutto il tempo perché la casa era troppo lontana dal mare. Se non ti piace la casa perché ti ostini a rimanerci a ogni costo? Non vedi che la casa è stata creata per coprire i bisogni dei suoi proprietari non i tuoi? Per molto che ti impegni per ristrutturarla, la casa sempre compierà la stessa funzione: farti rimane nella montagna lontano dal mare.

Dovresti sapere che quando accetti volontariamente di rinunciare alla tua libertà, a cambio dell’ipotetica protezione dei muri del castello, stavi anche accettando che i suoi proprietari potessero disporre della tua vita come volevano. Ricordati che, nel contratto che hai firmato, ciò che meno conta è la tua individualità. Con quel contratto hai rinunciato a te stesso. Questo è il vero e unico oggetto di quello che chiami contratto sociale, per quanto variopinto che cerchi di rappresentartelo mentalmente per nascondere la cruda realtà.

Adesso, non devi lamentarti se loro esercitano il diritto che tu hai concesso ma di avergli concesso tu stesso quel diritto, e per non avere il valore sufficiente o l’immaginazione necessaria per pensare altre forme di vita lontano dal castello. La nostra libertà non muore quando qualcuno ce la chiede ma quando noi decidiamo di consegnarla.

Se non ti piace la strada che ti conduce al macello perché ti ostini a continuarla a percorrere? Se non ti piace neanche la casa che altri hanno costruito perché non te ne vai una volta per tutte? Se tanto infelice ti rende quel contratto, cosa aspetti per romperlo?

In qualsiasi caso, anche se riuscissimo a migliorare la decorazione dei muri del carcere nel quale viviamo, o anche aumentare la metratura dello stesso, questo avrebbe come risultato solo una cosa: che la nostra condizione di prigionieri sarebbe ancora meno percepita e quindi meno percepibili le nostre catene e questo non farebbe altro che aumentare la difficoltà di liberarcene, un giorno.

Non è arrivata l’ora di smettere di pensare a come migliorare la nostra vita nella prigione e cominciare a teorizzare sul modo di uscirne? A meno che crediamo (o vogliamo credere) che l’habitat naturale degli esseri umani sia la prigione.

Fonte: Antimperialista

Traduzione: FreeYourMind!

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