Terroristi di carta

(Update 21 agosto: ho aggiunto all’articolo e sottotitolato il servizio di Russia Today che vedete qui sopra. Mahdi Nazemroaya, inviato di RT a Tripoli, non solo conferma ciò che ipotizzavo nell’articolo, e cioè che il presunto “attacco dei ribelli a Tripoli” non è altro che una psyop della NATO mirante a seminare panico nella popolazione e a fiaccarne il morale; ma fornisce anche qualche indicazione aggiuntiva sulle funzioni di “intelligence” che i giornalisti dei media mainstream svolgono per gli apparati militari, qualcosa a cui finora, onestamente, non avevo mai pensato).

La guerra in Libia sembra ritornata agli splendori dei suoi primi giorni. Esattamente come a febbraio, il livello di menzogne e stupidaggini somministrate dai media occidentali ai loro assopiti lettori e spettatori sta raggiungendo rapidamente il livello di saturazione. A febbraio c’erano le fosse comuni inesistenti, gli attacchi aerei completamente inventati contro i civili e la “ribellione del popolo” creata su misura per l’astrazione mentecatta dei telespettatori nostrani, abituati a ragionare con categorie da telefilm. C’erano anche le “marce dei ribelli” contro Tripoli, che scomparivano all’improvviso dai notiziari, inghiottite dal deserto. Nonostante ciò, da allora, i gloriosi ribelli non hanno mai smesso di marciare verso Tripoli. A quest’ora dovrebbero essere arrivati in Groenlandia, se si sono mossi di buon passo. Leggi il resto dell’articolo

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