Di cosa hanno paura

“Molti europei guardano agli anni ’50 come ad un periodo felice. Le nostre case erano sicure, tanto che molte persone non si curavano nemmeno di chiudere la porta a chiave. Le scuole pubbliche erano in genere eccellenti e i loro unici problemi consistevano in cose come il chiacchiericcio in classe e le corse nei corridoi. Gli uomini trattavano le donne come signore e molte donne dedicavano il proprio tempo e i propri sforzi ad abbellire le case, allevare i bambini e aiutare le proprie comunità tramite il volontariato. I bambini crescevano in ambienti familiari con due genitori e la mamma andava incontro al bambino quando tornava da scuola. Gli spettacoli erano qualcosa che tutta la famiglia poteva godersi. Leggi il resto dell’articolo

Oslo: tutto quello che già sapete

Tutto quello che avreste voluto sapere sugli attentati in Norvegia, ma avete evitato di chiedere, un po’ perché ci arrivavate anche da soli, un po’ perché è sempre la solita solfa.


Sui motivi del doppio attentato terroristico in Norvegia, il cui tragico bilancio è finora di un centinaio di morti, l’unica cosa che bisogna tenere presente è che – come sempre – tali motivi vanno ricercati in direzione diversa, se non del tutto opposta, a quelli insinuati dai giornali e dalle TV di regime dell’occidente. A chiarire la situazione, forse sono utili alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli anni scorsi. Fare due più due non è difficile. Leggi il resto dell’articolo

LA DATA

Ieri potrebbe essere stata forse una data cruciale (lo vedremo presto). Sicuramente è stata una giornata densa di insegnamenti. Il 90% della popolazione non li capirà affatto, come non capì nulla di “mani pulite”; e tuttora non ha preso atto di quanto accadde a quell’epoca, in cui iniziò quel processo di asservimento dell’Italia a dati ambienti statunitensi e ai parassiti industrial-finanziari italiani (sicari di quegli ambienti) che si tenta adesso di portare a termine, superando quell’“accidente storico” rappresentato dalla discesa in campo di Berlusconi. Il 90 % della “ggente” non riesce a prendere in considerazione più di una variabile per volta; il pensiero complesso, problematico, le è estraneo ed ostile. E naturalmente, questa variabile è quella che le viene fornita da certi furbacchioni che controllano la maggior parte dei mass media e dei canali di trasmissione degli ordini verso il basso, verso il “poppolo”.

D’altra parte, tutto è congegnato affinché la confusione sia tale da scoraggiare ogni considerazione complessa di una situazione, perché si deve perdere tempo e indubbiamente chi lavora duro, e ha diversi problemi che gli si presentano nel lavoro, non ha questo tempo a disposizione. Molto più che all’epoca di “mani pulite”, dovrebbe risultare chiaro che una parte è stata ieri salvata (nella figura del sen. Tedesco) mentre un’altra è stata bastonata (in quella del deputato Papa). Da una parte, sta chi era destinato, per volere estraneo, al governo nel ’92-’93; e si tratta dei rinnegati e venduti agli ambienti Usa di cui sopra. Dall’altra, sono collocati coloro che ancora bazzicano nei paraggi del “fu accidente storico”. La Lega dimostra di essere un’accozzaglia di ottusi e rozzi, priva di qualsiasi visione politica, legata a miti regionalistici e separatisti; con a capo alcuni furboni che si sono fatti le ossa in ambiente “romano”, flirtano con settori dei “poteri forti” e anche con certi ambienti stranieri, ma con modalità che li mettono talvolta in posizione più accettabile (almeno per chi la pensa come noi).

Adesso, ad es., manifestano l’intenzione di votare contro le missioni militari e, in particolare, sono ostili all’impresa di Libia (alle intenzioni seguiranno le decisioni?). I motivi appaiono tuttavia meschini e di piccolo cabotaggio: impedire l’immigrazione. Sia chiaro, non mi sognerò di sostenere i “buonisti” (cretini o manigoldi) che vogliono accogliere tutti; ma è ovvio che la guerra libica fa parte di un più vasto contesto strategico (degli Usa di Obama) ed è ridicolo ridurre tutto agli sbarchi di nordafricani sulle coste italiane. D’altra parte, non si può aver simpatia per una maggioranza (ormai sulla carta) che insiste nell’essere più realista del Re, mentre perfino Francia e Usa sono in trattative con il legittimo governo libico (pur pretendendo, con arroganza coloniale, che Gheddafi se ne vada). E poi questa “maggioranza”, sul punto in oggetto, ha tradito il suo premier, che continua a dichiarare lamentosamente la sua estraneità sostanziale alla scelta di partecipare alla guerra contro la Libia, accettata obtorto collo. Ma se l’hai accettata senza essere d’accordo, allora ti ritiri dal governo; altrimenti ti imponi e metti in riga gli altri.

La politica estera non è uno scherzetto, un accessorio – soprattutto quando si decide l’entrata in guerra, ipocritamente mascherata da operazione di pace, con l’atteggiamento di un “bravaccio” da trivio – a meno che non si sia d’accordo sul lasciare l’Italia in mani straniere, come fosse un Protettorato qualsiasi. Abbiamo perfettamente capito (noi, non so se il “poppolo”) che la guerra è stata voluta soprattutto da Napolitano; e sappiamo bene chi è costui, chi e che cosa rappresenta. Ma se tu hai il governo, e sei ufficialmente il leader del partito di maggioranza in questo governo, devi per forza piegarti a quello che formalmentenon è capo dell’Esecutivo ma solo custode della Costituzione? Se sì, allora te ne vai o denunci “a reti unificate” il capovolgimento dei poteri in questo paese allo sbando. Qui siamo ormai in pieno sconquasso degli equilibri istituzionali stabiliti costituzionalmente, come dimostra il fatto che la magistratura riceve il permesso di mettere in galera un deputato prima di ogni processo e condanna; comportamento di una giustizia, che tale non è nemmeno quando agisce così contro un semplice cittadino.

La Lega ha però approvato lo stravolgimento totale di ogni ordine, foriero di drammi ben più gravi di quelli passati, perché “in alto” le sventolano l’acciughina del federalismo fiscale, utile a non perdere ulteriori voti presso un elettorato di rozzezza e ottusità oltre ogni limite umanamente credibile. E la sinistra dei rinnegati mostra in pieno il suo volto, già visibile vent’anni fa a chi aveva occhi per vedere e cervello per pensare: il volto di chi è demandato da Usa e poteri forti a governare un paese servo. Si vota, spudoratamente, per la galera a un pidiellino alla Camera e per la salvezza del proprio senatore. Più chiaro di così! Ma per un cervello pensante.

Una conclusione ormai s’impone di fronte a questo sfascio totale delle istituzioni, del tessuto politico, ma anche sociale, del paese; di fronte ad una masnada di intellettuali “di sinistra”, per il 90% di una indegnità che meriterebbe processi e condanne definitive. Non c’è più alcuna salvezza per questo paese, secondo le modalità normali, sedicenti “democratiche”. A suo modo, Asor Rosa aveva ragione; solo che il colpo di Stato dovrebbe essere diretto contro quelli come lui, contro tutta la ghenga che ormai rovina il paese. Se però, per quanto riguarda l’intellettualità, la “falce” dovrebbe mietere a “sinistra”, ben diverso è l’orientamento in politica e, soprattutto, verso i mandanti industrial-finanziari. Qui, non c’è sinistra o destra che tenga; occorrerebbe una radicale disinfestazionebipartisan, un repulisti generale e diretto ad asportare dal corpo sociale anche la minima cellula “malata”.

Lo dico solo per far capire che ormai è inutile sperare alcunché: siamo diretti all’affondamento. Non nel senso della Grecia. Al totale “default” italiano credo poco; può avvenire solo se si perde completamente ogni e qualsiasi controllo. Può accadere, ma non sembra molto probabile; in ogni caso, non è questa l’intenzione di chi ci sta spaventando, non è questa l’intenzione di chi ha ormai ridotto a burletta il premier, un fantasma che si aggira ancora tra le rovine. A questo punto, per quel che serve, prima se ne va e meglio è; ormai crea solo ulteriore confusione e ritarda la resa dei conti, in modo che gli stranieri (anche quelli “in patria”) riescano meglio, con maggior facilità e minori costi, a realizzare i loro obiettivi.

La scelta è tra un colpo di Stato nuovamente mascherato come quello di “mani pulite”; o uno aperto e diretto contro tutti i rinnegati e traditori che infestano il nostro suolo. Per il momento, aspettiamoci o il governicchio detto di “salvezza nazionale” (mentre è diretto al nostro totale asservimento) o qualche soluzione analoga, comunque studiata per ingannare i “semplici”, quelli che ragionano in base ad una sola “variabile”, portata direttamente sotto il loro naso dai farabutti, che li convincono di stare odorando un profumo, accettabile dati i tempi, mentre si tratta invece del puzzo orrendo della loro putredine di rinnegati e traditori. Prepariamoci alla resistenza, quella vera, attuale: non quella “antifascista”, bensì contro i roditori che stanno riducendo l’Italia a una gruviera.

 

Aggiunta per divertimento. Vi ricorderete, spero, che il 7 luglio riportai in commento due notizie di agenzia. Una – della cialtronesca e sgangherata Al Jazeera – sosteneva che i “ribelli” di Bengasi erano ormai a tiro di schioppo di Tripoli, la stavano accerchiando o qualcosa del genere. L’altra diceva che Sarkozy aveva ordinato la presa della capitale libica e la fine del regime del “Grande Dittatore” per il 14  luglio (primaria festa nazionale francese, che ricorda ben altri momenti di questa nazione divenuta anch’essa un “pauvre pays”, proprio come l’Italia fu definita da De Gaulle). Rilevai che era un bene ci dessero una data precisa, così si poteva giudicare meglio la serietà di questi sicofanti. Siamo ad una settimana oltre il termine stabilito e arriva la notizia che la Francia (ma anche gli Usa vi sono dietro) è perfino disposta a trattare con Gheddafi. Basta che accetti di andarsene; ma non necessariamente da Tripoli, dove magari può girare per giardini pubblici con i suoi nipotini. L’importante è che lasci il potere.

Nel frattempo si è svolta un’altra pantomima dei disgustosi scarafaggi, detti “ribelli” (incapaci di un solo passo senza “papà e mammà” della Nato), che hanno annunciato la presa di Brega (dopo non so quanti giorni di intensi bombardamenti aerei), poi l’hanno riannunciata il giorno successivo, poi c’è stata una smentita di Tripoli, poi si è detto che ancora erano rimasti residui di truppe “lealiste” (2-300 soldati) ma accerchiati, poi è calato il solito silenzio come dopo le “fosse comuni”, i bombardamenti aerei (di Gheddafi! Ahahahah!!) della piazza di Tripoli, la distribuzione di Viagra ai soldati (sempre di Gheddafi) affinchè, debolucci e un po’ impotenti come sono, fossero in grado di stuprare le “bengasine”, ecc. Veramente devo dirlo: vien quasi (solo quasi!) da considerare con vivo apprezzamento i vecchi colonialisti a cavallo tra otto e novecento. Questi sono dei vermiciattoli. Mai si poteva credere che gli “occidentali” fossero a simile livello di meschinità, di inettitudine, di faccia tosta da malandrini di centesimo ordine. Criminali e assassini come i loro nonni e bisnonni, ma autentiche merde, di quelle di vacca che, quando cadono, fanno “splash” e si sformano al suolo appiattendovisi. Resta loro solo la potenza militare degli Usa, paese del resto nato da un genocidio di popolazioni definite “pellerossa”. Mi tingerei volentieri tutto di rosso, ma non vorrei essere preso per “comunista”, mentre la mia intenzione, per il momento, è solo di “fare l’indiano”.

 

Fonte: Conflitti e Strategie

 

Nutrizione e contaminazione chimica del corpo: la soluzione Vegan

DI CARLO MARTINI
ComeDonChisciotte

Secondo il più recente rapporto dedicato alla diossina del Food Safety and Inspection Service (agenzia appartenente al Dipartimento dell’Agricoltura Usa), “generalmente si crede che la più significativa esposizione ai DLC (composti diossino-simili) tra gli umani venga dall’apporto alimentare di prodotti animali ed ittici” (FSIF, 2009). In particolare, stando al National Center for Environmental Assessment dell’EPA (Lorber M, 2009), il pesce e le uova ne sono gli alimenti con le maggiori concentrazioni. A destare particolare preoccupazione sono le sostanze tossiche liposolubili, responsabili di infertilità, difetti congeniti, ritardi nello sviluppo e disfunzioni endocrine, oltre ad essere considerate fattori di rischio in varie patologie cronico-degenerative tra cui quelle oncologiche: pesticidi come DDT/DDE, clordano, eptacloro e dieldrina, nonchè composti industriali quali PCB e PCDD/PCDF.

Se anche la contaminazione ambientale di alcuni dei composti in questione è complessivamente diminuita negli ultimi decenni – grazie alle legislazioni che hanno vietato l’uso commerciale di agent orange, DDT, PCB, dieldrina etc – non mancano certo le novità: presso i paesi occidentali, i cibi animali ed in particolare il pollame sono stati tra i responsabili dell’innalzamento esponenziale (riscontrabile nel latte materno) di eteri difenili polibrominati (PBDE), ritardanti di fiamma dai potenziali effetti cancerogeni, neuro-tossici ed endocrino-distruttori (Schechter, 2008), a cui si aggiungono le naftaline policlorinate, presenti soprattutto nel pesce (Kunisue, 2009).

Quanto al pesce, sia di mare che d’allevamento, è noto anche come fonte universale di metalli pesanti neuro-tossici e cardio-tossici (che finiranno anche nelle carni degli animali d’allevamento nutriti con tali pesci), al punto che – secondo le stime del dottor Michael Greger (Cornell University) – una porzione di tonno contiente l’equivalente in metil-mercurio di un centinaio di vaccinazioni al thimerosal e il consumo di una singola scatoletta alla settimana corrisponde al rilascio causato da quasi una trentina di amalgame dentali (Greger, 2008 & 2009).

Nutrizione vegan

Non sorprende che un recente studio presso la Laval University di Quebec City (Arguin, 2010), dopo aver indagato le concentrazioni plasmatiche di svariati organocloruri su dei gruppi di studio, abbia riscontrato i vegan “significativamente meno inquinati”, nonostante – come suggerito dai ricercatori – con buona probabilità i soggetti in questione abbiano avuto un’ampia esposizione tossica nell’arco della vita, avendo scelto la nutrizione vegan solo in età adulta. I risultati non fanno che confermare quanto già ipotizzato a metà anni ’90 in un’analisi comparativa della State University of New York (Schechter, 1997) che – dopo aver studiato i livelli di diossine, dibenzofurani, PCB e DDE in vari cibi di comune reperibilità – giunse alla conslusione che la dieta vegan era quella con la minor esposizione chimica. Analogamente, anche il dipartimento di salute e sicurezza industriale della Hung Kuang University (Taiwan), riscontrò un minor accumulo serico di PCDD e PDCF tra i vegetariani, persino in una zona situtata molto vicino ad un inceneritore di rifiuti (Chen, 2006).
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I robot killer dell’impero

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Minacciosi rapaci high-tech volteggiano giorno e notte su Afghanistan, Pakistan, Iraq, Yemen, Somalia, Libia e altri paesi.

La specie più diffusa è quella dei Predatori, droni dotati di videocamere e sensori all’infrarosso, gli occhi attraverso cui gli operatori li telecomandano da una base negli Stati uniti, a oltre 10mila km di distanza. Individuata la preda, essa viene attaccata con missili «Fuoco dell’inferno». Il Predatore di ultima generazione, denominato Mietitore (ovviamente di vite umane), ne può trasportare 14.

Questi e altri droni stanno rapidamente proliferando: il Pentagono, che dieci anni fa ne aveva una cinquantina, ne possiede oggi oltre 7mila. La U.S. Air Force sta addestrando più «piloti remoti» per i droni che piloti di cacciabombardieri. E sui droni da guerra puntano non solo gli Stati uniti, ma tutte le maggiori potenze. Anche l’Italia usa in Afghanistan (e forse anche in Libia) droni Predatori, telecomandati dalla base di Amendola in Puglia.

Grazie ai miliardi di dollari destinati alla ricerca e allo sviluppo, la specie si sta rapidamente evolvendo. Si stanno sperimentando droni spaziali, come l’X-37B della U.S. Air Force: completamente robotizzato, è in grado di rientrare alla base dopo la missione. Può distruggere satelliti avversari (accecando così il nemico prima dell’attacco); può lanciare dallo spazio i «dardi di Dio», con l’impatto cinetico di un meteorite; può allo stesso tempo lanciare dallo spazio testate nucleari.

Nella base aerea Wright-Patterson (Ohio) si stanno sperimentando droni miniaturizzati, che riproducono il volo di uccelli e insetti, compreso il battere delle ali. Nei futuri scenari bellici si prevedono sciami di droni-insetto che, diffusi su un territorio, spiano ovunque e sono capaci anche di uccidere.

Si stanno sperimentando allo stesso tempo, in particolare a Fort Benning negli Usa, robot terrestri da combattimento. Tra questi il «Gladiatore» [nella foto in basso], un veicolo cingolato di oltre una tonnellata dotato di mitragliatrici e altre armi, che sparano sugli obiettivi individuati dalle telecamere. Per i combattimenti soprattutto in zone urbane è ormai pronto un piccolo robot cingolato armato di mitragliatrici, che sparano quando le sue cinque telecamere (capaci anche di visione notturna) individuano una sagoma umana. È già stato sperimentato con successo in Iraq, mentre un modello analogo viene usato in Israele lungo il confine con Gaza.

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Nel quadro del programma «Futuro sistema di combattimento» (200 miliardi di dollari), il Pentagono prevede di rimpiazzare entro il 2015 un terzo dei veicoli corazzati con equipaggio, sostituendoli con robot da combattimento. Esperimenti analoghi vengono effettuati dalla marina.

Sta dunque cambiando il modo di fare la guerra: gli Stati uniti e le altre maggiori potenze usano la superiorità tecnologica per imporre il loro dominio con un’armata di droni e robot da combattimento, che riducono i rischi per i militari.

Ma la guerra robotizzata facilita l’estensione delle operazioni militari e accresce il numero di vittime civili. C’è da chiedersi a questo punto chi siano veramente i robot. Non le macchine, ma coloro che seguono la via della guerra (promovendola, giustificandola o accettandola supinamente). Camminano come automi verso il precipizio.

di Manlio Dinucci 

Fonte: http://saigon2k.altervista.org/2011/07/i-robot-killer-dellimpero/

 

 

 

Il sistema peggiora la sua stessa “crisi”per accelerare e giustificare i suoi piani rivoluzionari

Da vari decenni, diversi ideologi neoliberali hanno teorizzato apertamente sulla grande inutilità che suppone drammatizzare crisi economiche, militari o sanitarie e diffonderle in massa, attraverso i  grandi mass media, per ottenere cambiamenti sociali favorevoli ai loro interessi, fondamentalmente destinati ad aumentare il grado di schiavitù della specie umana.

“Solo una crisi reale o percepita come reale permette un vero cambiamento” (Milton Friedman)

“Mentre è difficile cambiare un’azienda che si trova in difficoltà, è quasi impossibile cambiare un’azienda che mostra tutti i segni del successo. Senza lo stimolo derivante da una crisi o da un periodo di grande stress, la maggior parte delle organizzazioni — così come la maggior parte delle persone — non sono in grado di modificare le abitudini e gli atteggiamenti maturati nel corso di una vita”. (John F.McDonnell)

“In un momento di grande conflitto è più facile articolare una formula ludica. Da questo punto di vista, le condizioni di guerra, crisi e tensione sono particolarmente fertili…(Per raggiungere) un processo politico globale emergente che diluisca sempre di più i limiti tradizionali tra la politica interna e internazionale”(Z.Brzezinski)

L’attuale crisi economica del sistema e, insieme a questa, la diffusione di massa del panico e allarmismo, realizzata dai grandi mass media propri del sistema (e tramite altri mezzi apparentemente contro di esso), avrebbero l’obiettivo di guidare le grandi masse popolari verso cambiamenti sistemici che permetterebbero un maggiore grado di schiavitù e la sottomissione della specie umana.

Con questa crisi si pretende (allo stesso modo che si è preteso con le altre)di  condizionare gli esseri umani perché accettino i nuovi cambiamenti come necessari e irrimediabili.

Dal mio punto di vista, è sbagliato interpretare questa crisi come una crisi strutturale del sistema (tale e quale la interpretano differenti correnti ideologiche), provocata dalla natura contradditoria dello stesso, in altre parole (e secondo tali correnti di pensiero) l’attuale crisi non sarebbe altro che una falla intrinseca dello stesso sistema capitalista. Questo oltre ad essere abbastanza ingenuo, è inoltre illogico, dato che pensare che qualcuno abbia costruito un sistema che, presto o tardi, finirebbe fallendo e, ancor di più, che non sia stato perfezionato perché non torni a fallire, dopo tanti anni, significa avere un concetto abbastanza innocente e poco reale di un nemico così potente con il quale ci scontriamo. Come ha ben detto Aldous Huxley: “I grandi banchieri, muovendo alcune semplici leve che controllano il flusso del denaro, possono determinare il successo o il fallimento dell’economia di un paese. Controllandone i comunicati stampa sulle strategie economiche che demarcano le tendenze nazionali, l’elite è capace non solo di prendere in mano le redini del potere della struttura economica di tale nazione ma anche di estendere il controllo su tutto il mondo”.

D’altra parte, pensare che l’attuale crisi finanziaria si debba ad uno scontro sotterrato tra occidente e le potenze emergenti (Cina, Russia, Brasile, India) implica avere una concezione molto idealista della politica, perché questo implica pensare che i diversi dirigenti mondiali (non necessariamente politici) sarebbero disposti a scontrarsi a dei rivali di un’invergatura simile, con tutto quello che questo implicherebbe per i loro interessi (perdita della loro posizione dominante), prima di fare un patto o di arrivare ad un accordo tra di essi. E’ molto probabile che le classi dominanti mondiali siano psicopatiche, ma questo non significa che siano privi di pensiero strategico. Questo non significa neanche che non si possa arrivare ad avere un nuovo conflitto mondiale, ma, come nelle precedenti occasioni (specialmente dalla fine del XVIII secolo) , l’obiettivo cercato non sarebbe la dominazione della classe dirigente di un paese su un altro, ma la sottomissione delle grandi masse popolari dei diversi paesi verso uno stesso scopo: la iper-schiavista, super-produttrice e acceleratrice di cambiamenti, economia di guerra.

Tutto questo perchè nella storia dell’umanità, dalla creazione delle prime città-stato fino ai nostri giorni, l’obiettivo principale delle elite dominanti, al di là della sottomissione delle elite dominanti di altri paesi ai propri interessi, è stato quello di  schiavizzare, nel modo più utile e proficuo possibile, la maggior quantità di esseri umani possibili. Voltaire diceva che il Senato Romano inviava il popolo alla guerra, più che con lo scopo di conquistare nuovi territori con quello di evitare che “divorasse i suoi stessi padroni”.

In questo senso, lo scopo cercato con questa falsa crisi economica prefabbricata, e il suo peggioramento negli ultimi tempi, è quello di condizionare l’umanità perché muova un nuovo passo nel suo processo di schiavizzazione: l’accettazione di un governo mondiale, sovranazionale, che molto presto potrebbe essere qualificato come dittatura totalitaria mondiale, da qui l’intento di spezzare l’attuale ordine economico e politico. Questo non vuole dire che le precedenti forme economiche e politiche fossero positive o meno schiaviste di quelle che si cercano d’imporre adesso, e per questo bisogna lottare per conservarle!. Dato che queste erano solo passi precedenti e necessari per raggiungere futuri obiettivi. Tali forme economiche e politiche sono state come un girello per un bambino, usato per insegnargli a mettersi in piedi e camminare, ma è necessario ripetere, quando è riuscito a farlo, perché impari a correre.

Senza dubbio, Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore, generale dell’antica Roma, che vinse Annibale e i cartaginesi usando la tattica della sfinimento, sarebbe orgoglioso dei suoi attuali discepoli.

Fonte: Antimperialista

Traduzione di: FreeYourMind!

Attenta ragazza mia, a certi seduttori…

(di Mondart)
Ed eccone qua un altro … Americano, George Carlin ( origini venete ? ) dice cose vere e molto sensate in questo video … ma in realtà non è che l’ ennesimo rappresentante della vasta schiera dei trascinatori di folle e CONVOGLIATORI DI DISSENSO. Il loro scopo: cavalcare la tigre per guidarla verso le soluzioni volute, verso gli stessi obiettivi ( tipicamente malthusiani ) già predisposti dall’ élite. Leggi il resto dell’articolo
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