Come debunkare praticamente tutto

Quella che segue è la traduzione dell’articolo di Daniel Drasin “How to debunk just everything”. La prima parte della traduzione (“Il debunking in generale”) è opera di Roberto Germano ed è stata pubblicata nel suo recente libro: Aqua: l’acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure. La seconda parte (“Debunkare l’Intelligenza Extraterrestre”) è stata tradotta da me, a completamento del testo.


1. Il debunking in generale

Prima di cominciare a screditare qualcosa, preparate la vostra attrezzatura. Attrezzatura necessaria: una poltrona. Assumete la giusta espressione. Curate di avere un’aria condiscendente che suggerisca che le vostre personali opinioni sono sostenute dalla completa fiducia e credito divino.

Utilizzate termini vaghi, soggettivi, e di discredito, come “ridicolo” o “banale” in un modo da suggerire che abbiano tutta la forza dell’autorità della scienza.

Dipingete la scienza non come un processo di scoperta da condurre a mente aperta, ma come una guerra santa contro sfrenate orde di infedeli, adepti della ciarlataneria. Poiché in guerra il fine giustifica i mezzi, potete falsare, travisare o violare il metodo scientifico, o persino ometterlo del tutto, nel nome della difesa del… metodo scientifico.

Mantenete i vostri argomenti quanto, più astratti e teorici possibile. Ciò “manderà il messaggio” che le teorie accettate schiacciano ogni effettiva evidenza che possa sfidarle – e che perciò non vale la pena di esaminare nessuna evidenza di tal genere.

Rafforzate l’errore comune secondo cui alcuni argomenti sono di per sé non scientifici. In altre parole, confondete deliberatamente il processo scientifico col prodotto della scienza.

(Qualcuno potrebbe, naturalmente, obiettare che, essendo la scienza un metodo universale per la ricerca della verità, deve essere neutrale rispetto all’argomento, e che quindi soltanto il processo investigativo può essere scientificamente responsabile o irresponsabile. Se ciò accadesse, liquidate queste obiezioni utilizzando un metodo impiegato con successo da generazioni di politici: semplicemente rassicurate tutti che “non vi è alcuna contraddizione!”).

Organizzatevi in modo tale da far sì che il vostro messaggio abbia eco in personaggi autorevoli. Il livello fino a cui potete travisare la realtà è direttamente proporzionale al prestigio dell’araldo da voi scelto.

Riferitevi sempre alle affermazioni non ortodosse dicendo “sostiene che”, “si dice”, e alle vostre asserzioni come “fatti” che sono “stabiliti”.

Evitate di esaminare la tangibile evidenza. Ciò vi permette di dire impunemente “Non ho visto assolutamente alcuna evidenza a supporto di queste ridicole voci!” (Si noti che questa tecnica ha retto alla prova del tempo, e risale almeno ai tempi di Galileo. Semplicemente rifiutando di guardare attraverso il telescopio, le autorità ecclesiastiche hanno guidato la Chiesa per tre secoli, con trasparenza, svincolata dalla necessità di dover negare!).

Se diviene inevitabile esaminare l’evidenza, commentate di rimando: “non c’è niente di nuovo qui!”. Se venite messi di fronte ad un’inconfutabile prova che è sopravvissuta ai test più rigorosi, semplicemente liquidatela con un “troppo comodo”.

Identificate la necessaria componente scettica della scienza con la totalità della scienza. Enfatizzate quegli elementi della scienza angusti, stringenti, di rigore e di critica, a detrimento di quelli connessi all’intuizione, all’ispirazione, all’esplorazione e all’integrazione. Se qualcuno ha delle obiezioni, accusatelo di vedere la scienza in termini esclusivamente indistinti, soggettivi o metafisici.

Insistete che il progresso della scienza dipende dalla capacità di spiegare l’ignoto in termini del noto. In altre parole, scienza è uguale a riduzionismo. Potete applicare l’approccio riduzionistico in ogni situazione mettendo da parte via via sempre più evidenze fino a che il poco che resta si può finalmente spiegare interamente in termini della conoscenza già sistematizzata.

Minimizzate il fatto che la libera indagine e il legittimo disaccordo sono una parte normale della scienza.

Rendetevi disponibile per i produttori dei media che cercano “commenti bilanciati” su visioni non ortodosse. Comunque, acconsentite a partecipare soltanto a quelle presentazioni i cui limiti di tempo e i cui pregiudizi a priori, impediscano lussi come: discussioni, dibattiti e possibilità di replica.

Ad ogni opportunità, rafforzate la nozione che «ciò che è familiare è necessariamente razionale». Il non familiare è dunque irrazionale e di conseguenza inammissibile quale evidenza.

Affermate categoricamente che l’inconvenzionale deve essere rifiutato come, al massimo, un’onesta ma errata interpretazione del convenzionale.

Marchiate i vostri oppositori come “creduloni acritici”. Liquidate sommariamente la nozione che anche voler sfatare tutto rivela un credo acritico, sebbene nello status quo.

Sostenete che, nell’investigazione di fenomeni non convenzionali, una singola pecca invalida il tutto. Nei contesti convenzionali, però, potete saggiamente ricordare il detto secondo cui: “dopo tutto, le situazioni sono complesse e gli esseri umani imperfetti”.

Il “Rasoio di Occam”, o “principio della parsimonia”, dice che la spiegazione corretta di un mistero coinvolgerà, di solito, principi fondamentali. Insistete, dunque, che la spiegazione standard è quella corretta, perché non implica assunzioni ulteriori! Denunciate con forza che il Rasoio di Occam non è semplicemente un metodo filosofico empirico, ma una legge immutabile.

Scoraggiate con forza ogni studio della storia che possa rivelare il dogma di oggi come l’eresia di ieri. Così pure, evitate di discutere i numerosi paralleli, storici, filosofici e spirituali, tra scienza e democrazia.

Poiché il pubblico tende a non avere chiara la distinzione tra prova ed evidenza, fate il vostro meglio per mantenervi in questa tenebra. Se manca una prova assoluta, affermate categoricamente che “non c’è evidenza! “.

Se viene presentata evidenza sufficiente a garantire la necessità di ulteriori investigazioni di un fenomeno inusuale, sostenete che “l’evidenza da sola non prova nulla!”. Ignorate il fatto che nessuno suppone che l’evidenza preliminare debba provare qualcosa.

In ogni caso, insinuate che la prova precede l’evidenza. Questo eliminerà la possibilità di cominciare ogni processo significativo di investigazione — specie se non è stato già stabilito alcun criterio di prova per il fenomeno in questione.

Insistete che i criteri di prova non possono in alcun modo essere stabiliti per i fenomeni che non esistono.

Sebbene si supponga che la scienza non debba tollerare standard vaghi o duplici, insistete sempre che i fenomeni non convenzionali devono essere giudicati da un separato, ancora non ben definito, insieme di regole scientifiche. Fate ciò dichiarando che “affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie” – ma attenzione a non definire mai dove termina “l’ordinario” e dove comincia “lo straordinario”. Questo vi permetterà di confezionare un orizzonte delle evidenze che regredisce ad infinito; cioè, di definire l’evidenza “straordinaria” come quella che giace esattamente fuori dalla portata, in ogni istante di tempo.

Allo stesso modo, insistete su classi di evidenze che sono impossibili da ottenere. Per esempio, dichiarate che i fenomeni aerei non identificati possono essere considerati reali soltanto se li possiamo portare nei laboratori per colpirli con dei martelli e analizzare le loro proprietà fisiche. Ignorate le imprese delle scienze deduttive – l’astronomia, per esempio, che se la passa abbastanza bene senza dover portare esattamente i pianeti, le stelle, le galassie e i buchi neri nei laboratori per colpirli con dei martelli.

Praticate il discredito per associazione. Ammucchiate insieme tutti i fenomeni che sono comunemente considerati paranormali e suggerite che i loro sostenitori e ricercatori parlano con una sola voce. In questo modo potete trascinare indiscriminatamente materiale da un caso ad un altro per supportare le vostre visioni così come vi necessita. Per esempio, se un’affermazione che ha qualche somiglianza superficiale con quella di cui si discute è risultata una frode (oppure è comunemente considerata così), citatela come se fosse un esempio appropriato. Poi assumete un sorriso gongolante, distendetevi sulla vostra poltrona e dite solo: “Sostengo la mia tesi”.

Usate la parola “immaginazione” come un epiteto che si applica soltanto quando si vede qualcosa che non c’è, e non anche quando si nega qualcosa che c’è.

Se un numero significativo di persone concorda di aver osservato qualcosa che viola la normale percezione della realtà, semplicemente ascrivetela ad una “allucinazione di massa”. Evitate di considerare la possibilità che la normale percezione della realtà possa essa stessa costituire un’allucinazione di massa.

Ridicolo, ridicolo, ridicolo. È assolutamente la più potente e scoraggiante arma nella guerra contro la scoperta e l’innovazione. Il senso del ridicolo ha lo straordinario potere di rendere le persone — che abbiano virtualmente ogni tipo di opinione – completamente inconsce in un solo attimo. Fallisce soltanto nello sviare quelle poche persone che sono di mente sufficientemente indipendente da non cascare in quella specie di consenso emozionale che il senso del ridicolo genera.

Con appropriate allusioni ed esempi, insinuate che il senso del ridicolo costituisca una caratteristica essenziale del metodo scientifico che può aumentare il livello di obiettività e di imparzialità con cui ogni ricerca è condotta.

Se siete incalzati rispetto alla vostra nuova interpretazione del metodo scientifico, dichiarate che “l’integrità intellettuale è un argomento sottile”.

Insinuate che gli investigatori dei fenomeni non ortodossi siano degli zeloti. Suggerite che allo scopo di investigare.’esistenza di qualcosa ci si deve prima credere assolutamente Poi pretendete che tutti questi “veri credenti” conoscano tutte le risposte alle loro domande più complesse in completo dettaglio già prima. Convincete gli altri della vostra personale sincerità rassicurandoli che voi stesso “vorreste credere nei fenomeni fantastici”. Eludete accuratamente il fatto che la scienza non è una questione di credere o non credere, ma di scoprire.

Usate “fumo e specchietti”, cioè, annebbiamento ed illusione. Non dimenticate mai che una scivolosa mistura di fatti, opinioni, insinuazioni, informazioni fuori contesto e di nette bugie raggirerà la maggior parte della gente nella maggior parte dei casi. Una piccola frazione di una parte di fatti su dieci parti di ca***te basterà normalmente per il trucco. (Alcuni “discreditatori” veterani usano diluizioni omeopatiche di fatti con notevole successo!).

Coltivate l’arte di scivolare avanti e indietro tra fatto e finzione in maniera così impercettibile che il più inconsistente fondamento di verità apparirà come una solidissima base per l’intero vostro edificio di opinioni.

Utilizzate la “PTC“: Pseudo-confutazione Tecnicamente Corretta. Esempio: se qualcuno fa notare che tutte le grandi verità sono iniziate come affermazioni blasfeme, rispondete immediatamente che non tutte le affermazioni blasfeme sono diventate grandi verità. Essendo la vostra risposta tecnicamente corretta, nessuno noterà che non confuta realmente l’osservazione iniziale.

Banalizzate il singolo caso preso in considerazione, per banalizzare l’intero argomento in questione. Caratterizzate lo studio dei fenomeni ortodossi quale profondo e impegnativo, descrivendo invece lo studio dei fenomeni non ortodossi come così inconsistente da non richiedere nient’altro che uno sguardo ai giornali scandalistici. Se venite incalzato sull’argomento, dite semplicemente «ma non c’è niente da studiare! “.

Caratterizzate ogni serio ricercatore di argomenti non ortodossi come «buffo” o “bizzarro”, o come “sedicente” – le parole d’ordine favorite dai media per “falso”.

Ricordate che la maggior parte delle persone non ha abbastanza tempo o competenza per un’attenta discriminazione, e tende ad accettare o rigettare tutto di una situazione non familiare. Quindi discreditate l’intera storia sforzandovi di discreditarne una parte. Ecco come: a) prendete un elemento del caso che sia completamente fuori contesto; b) trovate qualcosa di banale che possa ipoteticamente spiegarlo; c) quindi dichiarate che quell’elemento è stato spiegato; d) organizzate una conferenza stampa e annunciate al mondo che l’intero caso è stato spiegato!

Assumete un illusionista professionista che possa imitare il fenomeno in questione; per esempio ESP, psicocinesi o levitazione. Ciò convincerà il pubblico che i testimoni originali di tali fenomeni devono essere stati a loro volta illusionisti di talento (o persone ingannate da essi) che si erano fatti beffe del fenomeno originale esattamente nello stesso modo.

Trovate un fenomeno banale che, ai profani, appaia identico al fenomeno descritto. Quindi suggerite che l’esistenza di riproduzioni dozzinali in qualche modo proibisce l’esistenza dell’oggetto originale. Per esempio, deducete che poiché la gente vede «facce” nelle rocce e nelle nuvole, l’enigmatica faccia su Marte deve essere un’illusione simile e che quindi non può in alcun modo essere artificiale.

Quando un fenomeno inspiegato mostra evidenza di un’intelligenza (come nel caso dei misteriosi cerchi nel grano) focalizzate l’attenzione esclusivamente sul meccanismo che potrebbe essere stato brandito dall’intelligenza piuttosto che sull’intelligenza che potrebbe aver brandito il meccanismo. Più attenzione dedicate al meccanismo, più facilmente potete distrarre la gente dalla possibilità dell’esistenza di un’intelligenza non ordinaria.

Accusate i ricercatori dei fenomeni inusuali di credere in «forze invisibili e realtà extrasensoriali”. Se dovessero far rilevare che le scienze fisiche hanno sempre avuto a che fare con forze invisibili e realtà extrasensoriali (gravità? elettromagnetismo?…) rispondete, ridacchiando con condiscendenza, che questa è “un’ingenua interpretazione dei fatti”.

Insistete che la scienza occidentale è completamente oggettiva e che non è basata su assunzioni non verificabili, credenze nascoste o interessi ideologici. Se accade che un fenomeno non familiare o inesplicabile viene considerato vero e/o utile da un’altra società tradizionale o non occidentale, potete rifiutarlo su due piedi come «errore dell’ignoranza”, “superstizione medievale” o «tradizione folcloristica”.

Etichettate ogni fenomeno non ben compreso come “occulto”, “marginale”, “paranormale”, “metafisico”, “mistico”, “soprannaturale”, o “new age”. Ciò metterà immediatamente fuori dal gioco la maggior parte degli scienziati ordinari, su basi puramente emozionali. Se siete fortunati, ciò ritarderà ogni ricerca responsabile su tale fenomeno per decenni o anche per secoli!

Ponete domande che sembrano contenere una conoscenza data per scontata che supporti il vostro punto di vista; per esempio, «perché i poliziotti, i piloti militari, i controllori del traffico aereo o gli psichiatri non parlano di avvistamenti UFO?» (Se qualcuno precisa che lo fanno, insistete che quelli che lo fanno devono essere mentalmente instabili).

Ponete domande a cui non si può dare risposte perché sono basate su criteri arbitrari di prova. Per esempio, «se questa asserzione fosse vera, perché non l’abbiamo vista in TV?» oppure «in questa o quella rivista scientifica?». Non dimenticate mai la madre di tutte le domande di questo tipo: «Se gli UFO sono extraterrestri, perché non sono atterrati sul prato della Casa Bianca?”.

Analogamente, rafforzate la favola comune secondo cui la conoscenza scientifica è completa e finita. Fatelo asserendo che “se questo-e-quello fossero veri, già lo sapremmo!”.

Ricordate che potete facilmente far sembrare che state refutando le asserzioni di qualcuno, costruendo “uomini di paglia» da distruggere. Un modo di fare questo è citarli in maniera sbagliata ma al tempo stesso mantenendo un grano di verità convincente; per esempio, interpretando il loro pensiero in tal maniera come se avessero sempre inteso l’estremo delle posizioni che hanno assunto. Un’altra strategia efficace, con una lunga storia di successi, è semplicemente riprodurre male i loro esperimenti – o evitare proprio di riprodurli sulla base del fatto che “farlo sarebbe ridicolo o inutile”. Per rendere l’intero procedimento perfino più semplice, non rispondete alle loro affermazioni vere ma alle affermazioni così come riportate dai media, o come sono diffuse nella tradizione comune.

Insistete che questa-e-quella affermazione non ortodossa non si può provare scientificamente perché nessuna istituzione che si rispetti finanzierebbe degli esperimenti così ridicoli.

Siate selettivi. Per esempio, se un metodo di cura non ortodosso non è riuscito ad indurre una totale remissione in un caso di malattia terminale, potete ritenerlo senza valore – evitando con cura di menzionare alcun difetto della medicina convenzionale.

Considerate gli autori delle affermazioni come se fossero i responsabili dell’etica aziendale e delle politiche editoriali di ogni mezzo di comunicazione che riporti le loro affermazioni. Se un evento inusuale o inesplicabile è riportato in maniera sensazionalistica, consideratela una prova che l’evento stesso deve essere senza alcuna sostanza o valore.

Quando un testimone afferma qualcosa in una maniera che è scientificamente imprecisa, consideratela come se fosse totalmente ascientifica. Se la persona che fa l’affermazione non è uno scienziato con credenziali, deducete che le sue percezioni possono probabilmente non essere oggettive.

Se non siete in grado di screditare i fatti del caso in esame, screditate i partecipanti – o i giornalisti che hanno fatto la cronaca del caso. Argomenti ad hominem, o attacchi personali, sono tra i metodi più potenti per influenzare il pubblico ed evitare la discussione. Per esempio, se i ricercatori dei fenomeni non ortodossi hanno avuto profitti finanziari dalle attività connesse con le loro ricerche, accusateli di “trarre profitti finanziari dalle attività connesse alla loro ricerca!” Se la loro ricerca, le pubblicazioni, le conferenze e così via, costituiscono la loro normale modalità di lavoro o il solo mezzo di sostentamento, considerate questo fatto come “la prova decisiva che il loro reddito è stato tratto da queste attività!”. Se hanno provato a raggiungere un pubblico riconoscimento del loro lavoro, potete senza correre alcun rischio caratterizzarli come persone “in cerca di notorietà”.

Fabbricate delle competenze che vi sostengano quanto è necessario, in modo da poter citare le opinioni di coloro i quali sono comunemente considerati possessori della necessaria preparazione. Per esempio, gli astronomi possono essere tirati fuori come esperti sulla questione UFO, sebbene i crediti ottenuti nei corsi in ufologia non siano mai stati un prerequisito per una laurea in astronomia.

Fabbricate confessioni. Se un fenomeno rifiuta ostinatamente di sparire, procuratevi una coppia di coloriti vecchietti eccentrici perché dicano che si tratta di una loro burla. La stampa ed il pubblico tenderà sempre a vedere una confessione come sinceramente motivata, e abbandonerà prontamente il proprio senso critico. Dopo tutto, nessuno vuole apparire senza compassione per dei peccatori che si autodenunciano.

Fabbricate sorgenti di disinformazione. Sostenete che “avete trovato la persona che ha diffuso la voce che questo fenomeno esiste!”

Fabbricate interi progetti di ricerca. Dichiarate che “queste asserzioni sono state completamente discreditate dai maggiori esperti del campo!”. Fatelo sia se questi esperti hanno mai realmente studiato queste affermazioni, sia se non lo hanno fatto, oppure, per quanto possa interessare, anche se non esistono.

2. Debunkare l’Intelligenza Extraterrestre

Sottolineate che un “oggetto volante non identificato” è esattamente questo e non può automaticamente essere ipotizzata una sua origine extraterrestre. Fatelo sia che le persone coinvolte nella discussione abbiano realmente ipotizzato un’origine extraterrestre, sia che non lo abbiano mai fatto.

Mettete sullo stesso piano le leggi della natura e la nostra attuale conoscenza delle leggi della natura. Poi etichettate tutti i concetti come quello dell’antigravità o della mobilità interdimensionale come puri voli di fantasia “perché ciò che la scienza odierna non sa spiegare, non è possibile che esista”. Se un velivolo anomalo è stato visto librarsi silenziosamente, compiere virate ad angolo retto a velocità supersoniche o apparire e sparire in un istante, limitatevi a ignorare la testimonianza.

Dichiarate che non vi è prova che esista vita nello spazio. Poiché molte persone si comportano ancora come se la Terra fosse il centro dell’universo, potete tranquillamente ignorare il fatto che la Terra, la quale si trova appunto nello spazio, possiede vita in abbondanza.

Evidenziate che il programma ufficiale del SETI dà preventivamente per scontato che l’intelligenza extraterrestre possa esistere solo ad anni luce di distanza dalla Terra. Ponete quest’assunto aprioristico sullo stesso piano di una prova definitiva; poi insistete che esso renda invalide tutte le testimonianze di contatti extraterrestri sulla Terra.

Se viene fornita l’evidenza schiacciante dell’impatto di un UFO o di un evento similare, presentate migliaia di pagine di informazioni dettagliate su un vecchio progetto segreto militare che potrebbe ipoteticamente darne spiegazione. Più voluminose saranno le informazioni, meno bisogno ci sarà di dimostrare un’effettiva connessione tra l’evento riportato e il progetto militare.

Quando qualcuno esibisce una presunta evidenza fisica di tecnologia aliena, sottolineate che nessuna analisi può dimostrare la sua origine extraterrestre; in fondo, potrebbe trattarsi soltanto del prodotto di un normalissimo progetto ultra-segreto del governo. L’unica eccezione potrebbe essere quella derivante da un atterraggio sul prato della Casa Bianca, la sola circostanza universalmente riconosciuta da generazioni di scettici come certificazione definitiva di una provenienza extraterrestre!

Se sono state presentate fotografie o altri reperti visivi di misteriosi fenomeni aerei, affermate che, poiché ormai le immagini possono essere manipolate per via digitale, esse non dimostrano nulla. Affermatelo a prescindere dalla datazione del materiale presentato o dalle circostanze della sua acquisizione. Insistete sul fatto che quanto migliore è la qualità della foto di un UFO, tanto maggiore è la probabilità di una frode. Le foto che sono riuscite a passare ogni test immaginabile possono pertanto essere considerate le più fraudolente di tutte!

Argomentate che tutte le testimonianze sull’avvistamento di umanoidi extraterrestri devono essere sciocchezze, perché l’evoluzione della forma umanoide sulla Terra è il risultato di un infinito numero di eventi accidentali in un ambiente geneticamente isolato. Evitate ogni riferimento alla proposizione logica per cui, se visitazioni extraterrestri sono realmente avvenute, la Terra non può essere considerata isolata geneticamente per la stessa impostazione del discorso.

Affermate che gli extraterrestri dovrebbero o non dovrebbero, potrebbero o non potrebbero, possono o non possono comportarsi in un certo modo perché tale comportamento sarebbe o non sarebbe logico. Fondate la vostra nozione di logica sul modo in cui si comportano o non si comportano gli abitanti della Terra. Poiché gli abitanti della Terra si comportano in tutti i modi possibili, potrete teorizzare qualunque tipo di comportamento che confermi le vostre argomentazioni.

Riducete a stereotipo le testimonianze di contatto facendo riferimento a scenari semplicistici ben radicati nell’immaginario collettivo. Se vi è notizia di un contatto ET che sembra non aver prodotto conseguenze negative, accusate sarcasticamente il testimone di credere a “extraterrestri benevoli che vengono qui per salvarci magicamente dall’autodistruzione!”. Se invece qualcuno afferma di aver subìto traumi a seguito di un contatto alieno, liquidatelo come “un classico caso di isterismo”. Se i contattisti sottolineano essenzialmente l’umanità e i limiti degli ET che sostengono di aver incontrato, domandategli “perché questi esseri onnipotenti non si sono offerti di risolvere i nostri problemi?”.

Quando i testimoni di un incontro ravvicinato si fanno avanti con riluttanza, accusateli indiscriminatamente di “cercare i riflettori” con i loro racconti inverosimili.

Domandate perché i presunti contattisti o le vittime di abduzione non abbiano contratto infezioni aliene. Rigettate come “assurda” qualunque prova medica indicante che ciò potrebbe essere in effetti avvenuto. Inserite nel novero della “pura fantascienza” l’idea che le nozioni aliene di immunologia possano essere più avanzate delle nostre o che semplicemente i microrganismi alieni abbiano una capacità limitata di interagire con i nostri sistemi biologici. Soprattutto, scartate accuratamente qualunque cosa da cui possa scaturire una reale indagine sulla questione.

Fate un viaggio in Cina. Al vostro ritorno, riferite che “nessuno laggiù mi ha detto di aver mai visto degli UFO”. Insistete sull’idea che ciò sia la dimostrazione che non esistono testimonianze di UFO al di fuori dei paesi sovraesposti alla fantascienza.

Dove la regressione ipnotica ha evidenziato similitudini tra testimonianze di contatto sparse e completamente indipendenti, sostenete che l’ipnosi è probabilmente inattendibile e spesso priva di valore se praticata da soggetti senza credenziali. Accertatevi di aggiungere che i soggetti dovevano essere immersi nella letteratura dei contatti ET e che gli ipnotisti coinvolti, quali che siano le loro credenziali, devono aver posto domande miranti ad influenzarli.

Se qualcuno afferma di essere rimasto emotivamente sconvolto da un’esperienza di contatto, sottolineate che le emozioni forti possono alterare le percezioni. Pertanto la ricostruzione del testimone deve essere ritenuta totalmente inattendibile.

Sostenete che non è possibile che vi sia una copertura del governo sulla questione ET… ma che essa esiste per legittimi motivi di sicurezza nazionale!

Accusate i complottisti di essere complottisti e di credere nei complotti! Insistete sull’idea che solo teorie accidentaliste possono spiegare le ripetute ed organizzate manifestazioni di un’attività rivolta alla soppressione delle notizie, alla negazione e alla disinformazione.

Nella peggiore delle ipotesi – ad esempio nel caso in cui l’intelligenza extraterrestre venga improvvisamente riconosciuta come un mistero globale di tradizione millenaria – ricordatevi sempre che il pubblico ha la memoria corta. Semplicemente acclamatela come “una vittoria del metodo scientifico” e dite con disinteresse: “Bene, tutti sanno che si tratta di una questione di rilevanza monumentale. In verità, i miei colleghi ed io lo andiamo dicendo da anni! “.

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