Il sistema peggiora la sua stessa “crisi”per accelerare e giustificare i suoi piani rivoluzionari

Da vari decenni, diversi ideologi neoliberali hanno teorizzato apertamente sulla grande inutilità che suppone drammatizzare crisi economiche, militari o sanitarie e diffonderle in massa, attraverso i  grandi mass media, per ottenere cambiamenti sociali favorevoli ai loro interessi, fondamentalmente destinati ad aumentare il grado di schiavitù della specie umana.

“Solo una crisi reale o percepita come reale permette un vero cambiamento” (Milton Friedman)

“Mentre è difficile cambiare un’azienda che si trova in difficoltà, è quasi impossibile cambiare un’azienda che mostra tutti i segni del successo. Senza lo stimolo derivante da una crisi o da un periodo di grande stress, la maggior parte delle organizzazioni — così come la maggior parte delle persone — non sono in grado di modificare le abitudini e gli atteggiamenti maturati nel corso di una vita”. (John F.McDonnell)

“In un momento di grande conflitto è più facile articolare una formula ludica. Da questo punto di vista, le condizioni di guerra, crisi e tensione sono particolarmente fertili…(Per raggiungere) un processo politico globale emergente che diluisca sempre di più i limiti tradizionali tra la politica interna e internazionale”(Z.Brzezinski)

L’attuale crisi economica del sistema e, insieme a questa, la diffusione di massa del panico e allarmismo, realizzata dai grandi mass media propri del sistema (e tramite altri mezzi apparentemente contro di esso), avrebbero l’obiettivo di guidare le grandi masse popolari verso cambiamenti sistemici che permetterebbero un maggiore grado di schiavitù e la sottomissione della specie umana.

Con questa crisi si pretende (allo stesso modo che si è preteso con le altre)di  condizionare gli esseri umani perché accettino i nuovi cambiamenti come necessari e irrimediabili.

Dal mio punto di vista, è sbagliato interpretare questa crisi come una crisi strutturale del sistema (tale e quale la interpretano differenti correnti ideologiche), provocata dalla natura contradditoria dello stesso, in altre parole (e secondo tali correnti di pensiero) l’attuale crisi non sarebbe altro che una falla intrinseca dello stesso sistema capitalista. Questo oltre ad essere abbastanza ingenuo, è inoltre illogico, dato che pensare che qualcuno abbia costruito un sistema che, presto o tardi, finirebbe fallendo e, ancor di più, che non sia stato perfezionato perché non torni a fallire, dopo tanti anni, significa avere un concetto abbastanza innocente e poco reale di un nemico così potente con il quale ci scontriamo. Come ha ben detto Aldous Huxley: “I grandi banchieri, muovendo alcune semplici leve che controllano il flusso del denaro, possono determinare il successo o il fallimento dell’economia di un paese. Controllandone i comunicati stampa sulle strategie economiche che demarcano le tendenze nazionali, l’elite è capace non solo di prendere in mano le redini del potere della struttura economica di tale nazione ma anche di estendere il controllo su tutto il mondo”.

D’altra parte, pensare che l’attuale crisi finanziaria si debba ad uno scontro sotterrato tra occidente e le potenze emergenti (Cina, Russia, Brasile, India) implica avere una concezione molto idealista della politica, perché questo implica pensare che i diversi dirigenti mondiali (non necessariamente politici) sarebbero disposti a scontrarsi a dei rivali di un’invergatura simile, con tutto quello che questo implicherebbe per i loro interessi (perdita della loro posizione dominante), prima di fare un patto o di arrivare ad un accordo tra di essi. E’ molto probabile che le classi dominanti mondiali siano psicopatiche, ma questo non significa che siano privi di pensiero strategico. Questo non significa neanche che non si possa arrivare ad avere un nuovo conflitto mondiale, ma, come nelle precedenti occasioni (specialmente dalla fine del XVIII secolo) , l’obiettivo cercato non sarebbe la dominazione della classe dirigente di un paese su un altro, ma la sottomissione delle grandi masse popolari dei diversi paesi verso uno stesso scopo: la iper-schiavista, super-produttrice e acceleratrice di cambiamenti, economia di guerra.

Tutto questo perchè nella storia dell’umanità, dalla creazione delle prime città-stato fino ai nostri giorni, l’obiettivo principale delle elite dominanti, al di là della sottomissione delle elite dominanti di altri paesi ai propri interessi, è stato quello di  schiavizzare, nel modo più utile e proficuo possibile, la maggior quantità di esseri umani possibili. Voltaire diceva che il Senato Romano inviava il popolo alla guerra, più che con lo scopo di conquistare nuovi territori con quello di evitare che “divorasse i suoi stessi padroni”.

In questo senso, lo scopo cercato con questa falsa crisi economica prefabbricata, e il suo peggioramento negli ultimi tempi, è quello di condizionare l’umanità perché muova un nuovo passo nel suo processo di schiavizzazione: l’accettazione di un governo mondiale, sovranazionale, che molto presto potrebbe essere qualificato come dittatura totalitaria mondiale, da qui l’intento di spezzare l’attuale ordine economico e politico. Questo non vuole dire che le precedenti forme economiche e politiche fossero positive o meno schiaviste di quelle che si cercano d’imporre adesso, e per questo bisogna lottare per conservarle!. Dato che queste erano solo passi precedenti e necessari per raggiungere futuri obiettivi. Tali forme economiche e politiche sono state come un girello per un bambino, usato per insegnargli a mettersi in piedi e camminare, ma è necessario ripetere, quando è riuscito a farlo, perché impari a correre.

Senza dubbio, Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore, generale dell’antica Roma, che vinse Annibale e i cartaginesi usando la tattica della sfinimento, sarebbe orgoglioso dei suoi attuali discepoli.

Fonte: Antimperialista

Traduzione di: FreeYourMind!

Attenta ragazza mia, a certi seduttori…

(di Mondart)
Ed eccone qua un altro … Americano, George Carlin ( origini venete ? ) dice cose vere e molto sensate in questo video … ma in realtà non è che l’ ennesimo rappresentante della vasta schiera dei trascinatori di folle e CONVOGLIATORI DI DISSENSO. Il loro scopo: cavalcare la tigre per guidarla verso le soluzioni volute, verso gli stessi obiettivi ( tipicamente malthusiani ) già predisposti dall’ élite. Leggi il resto dell’articolo

A Pisa si sperimenta un nuovo psicofarmaco sui bambini

COMUNICATO STAMPA DELL’11/07/11

QUESTION TIME ALLA CAMERA, FAZIO CONFERMA: “UN NUOVO PSICOFARMACO PER BAMBINI IN ITALIA”. IL DOSSIER ARRIVA IN DISCUSSIONE ANCHE A BRUXELLES

Fazio risponde a Binetti nel “Question-Time”: “La sperimentazione sui bambini per lo psicofarmaco che migliora l’attenzione dei più piccoli è effettivamente in corso a Pisa”. Binetti: “Bene per la promessa di incremento di fondi per la vigilanza, peccato che in Finanziaria non ve ne sia traccia”. Interrogazione sul dossier al Parlamento Europeo, On. Muscardini “Operazione di marketing assai disinvolta, perché prima devono venire i bambini e solo dopo il business”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “La nostra denuncia era fondata, la strategia è chiara: medicalizzare bambini distratti e vivaci in sempre maggior numero”
Risposta a tempo record quella del Ministro per la Salute On. Ferruccio Fazio, che nel question-time alla Camera dei Deputati ha confermato l’esistenza presso lo “Stella Maris” di Pisa di una sperimentazione in corso su bambini, con somministrazione di una molecola psicoattiva per migliorarne le performance attentive(1).“Si tratta di un vecchia molecola anti-ipertensiva (2) che si sta cercando di riciclare come psicofarmaco pediatrico, cosa assai discutibile, dal momento che neppure se ne conoscono i meccanismi d’azione sul cervello dei bimbi”, ha commentato Emilia Costa, Psichiatra e già 1^ Cattedra di Psichiatria alla Sapienza di Roma e Primario di Psicofarmacologia all’Umberto I°.

“La nostra denuncia – dichiara Luca Poma, giornalista e Portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo Comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica (www.giulemanidaibambini.org) – era circostanziata e corretta: c’è una strategia in corso per medicalizzare i comportamenti di sempre più ampie fasce di bambini italiani. La Guanfacina di Shire è una molecola apolide, che non rendeva più: cosa c’è di meglio che inventare da zero una nuova applicazione terapeutica per guadagnare altri soldi a spese della salute dei più piccoli? Neanche si conoscono le modalità di azione di questo psicofarmaco e già lo si vuole autorizzare per l’uso sui nostri bambini”.

L’On. Paola Binetti ha preso atto della risposta del Ministro Fazio, commentando: “I fondi che il Ministro ha promesso nella Sua riposta per incrementare la vigilanza anti-abuso e iscrivere sul registro di controllo anche le somministrazioni di anti-depressivi ai bimbi, che vengono somministrati in misura 15 volte maggiore degli psicofarmaci per l’iperattività, sono un’ottima cosa, peccato che in questa Finanziaria non ve ne sia traccia, speriamo non sia l’ennesima azione di propaganda. E per la ‘pubblicità’ fatta dalla casa farmaceutica, della quale il Ministro chiede notizie, vorrei segnalare che nel XXI° secolo le campagne di marketing non si muovono solo sulle gambe dell’advertising diretto ai pazienti, bensì sulla base di articolate campagne di relazioni pubbliche, proprio come quella a cui stiamo assistendo: si crea artificialmente il bisogno di un farmaco mediante congressi scientifici (3) che chiedono più diagnosi di iperattività, e articoli sui giornali firmati da specialisti che indicano la strada (4), poi compare la soluzione, guarda caso uno psicofarmaco (5). Ma la scienza – lo dico da Neuropsichiatria Infantile, prima che da Parlamentare –ha molto da dire prima di dover somministrare uno psicofarmaco a un bambino di 6 anni”.

Nel frattempo, il dossier è arrivato nell’Aula del Parlamento Europeo, dove l’On. Cristiana Muscardini ha presentato un’interrogazione alla Commissione (6). La Parlamentare dichiara che “la Guanfacina è un vecchio brevetto da tempo in cerca di una malattia a cui essere associato. In genere succede il contrario, di fronte ad una malattia si fa della ricerca per trovare antidoti e terapie. Che un’agenzia di relazioni pubbliche si presti a simili tentativi è un problema di etica professionale che non vogliamo affrontare, ma che una casa farmaceutica operi cercando ipotetici clienti per una molecola esistente e non più usata per il primitivo scopo, ci sembra un’operazione assai disinvolta, che rovescia la scala di valori alla quale ci si dovrebbe attenere quando si tratta di salute: prima i bambini e poi il business”.

In conclusione, Poma ha ringraziato i Parlamentari per l’attenzione dimostrata in quest’importante azione di denuncia e vigilanza, ed è tornato anche sulla polemica salita agli onori delle cronache la scorsa settimana (7) sulle campagne di pubbliche relazioni in corso per agevolare Shire nell’introduzione di questo psicofarmaco nel nostro paese (8): “Come ha ben ricordato Toni Muzi Falconi (9), la vicenda ha destato non poche perplessità per com’è stata gestita. Non abbiamo emesso una condanna senza appello per Ketchum, l’agenzia di relazioni pubbliche di Shire, ma di una cosa siamo certi: mentre a Milano negavano di avere rapporti con divisioni farmaceutiche produttrici di psicofarmaci, a Roma organizzavano conferenze stampa in cui si auspicava l’aumento del numero di bambini iperattivi in terapia farmacologica. Possiamo pensare ad una sfortunata serie di ‘combinazioni’, ma allora facciamo appello ad Andrea Cornelli, il loro amministratore delegato, un professionista di indubbia caratura: che si dissoci dalle aziende farmaceutiche quando fanno business miliardari a spese della salute dei bambini”.

Link di approfondimento:

(1) il testo della risposta del Ministro Fazio è integralmente pubblicato all’indirizzo internet http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera132.pdf

(2) è la Guanfacina (nome commerciale in USA “Intuniv”®), un anti-ipertensivo di vecchia generazione, introdotto sul mercato nel lontano 1980. Determina una riduzione degli impulsi nervosi del cervello al cuore, alle arterie ed ai reni. Tra gli effetti collaterali troviamo vertigini, impotenza, dolore toracico, mancanza di respiro, eruzioni cutanee, visione offuscata e ingiallimento della pelle o degli occhi (http://www.rss-to-javascript.com/it/author-article/guanfacine-cloridrato-informazione-sui-farmaci/22f5a79d88) nonchè confusione e depressione delle funzioni mentali (http://medicinasalute.com/curare/farmaci/farmaco/guanfacina-tx/). A fronte di questi potenziali rischi, uno studio ha confermato che “la Guanfacina, un farmaco comunemente prescritto per alleviare i sintomi del disturbo da stress post-traumatico, non è più efficace di un placebo” (studio scientifico condotto da ricercatori del Medical Center di San Francisco (http://www.newsmedical.net/news/2006/12/02/37/Italian.aspx). Tuttavia, il marketing fa la sua strada, e sebbene il meccanismo del farmaco non sia completamente noto, si ritiene che esso abbia a che fare con i recettori della corteccia prefrontale, un’area cerebrale studiata nei pazienti con iperattività, e quindi l’idea ora è di utilizzarla sui bambini per rafforzare la memoria, migliorare l’attenzione e la capacità di concentrarsi e migliorare il controllo degli impulsi (http://www.pharmastar.it/index.html?cat=4&id=2447). La Guanfacina è quindi alla Sua terza destinazione d’uso: prima anti-ipertensivo, poi disturbo da stress post-traumatico, ora Sindrome da Deficit di Attenzione nei bambini.

(3) Vedi: http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__163.pdf, e http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__160.pdf

(4) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__161.pdf

(5) la fine della sperimentazione della Guanfacina è prevista a dicembre 2011

(6) http://www.giulemanidaibambini.org/lettere/lettera133.pdf

(7) http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/gravidanza-parto-pediatria/articolo/lstp/410252/

(8) http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_pressrelease__168.pdf

(9) uno dei più noti consulenti di settore a livello internazionale, PastPresident e Fondatore della Global Alliance for Public Relations and Communication Management, PastPresident della Ferpi, Docente di Public Affairs e di Global Relations and InterculturalCommunication alla New York University, Docente di Relazioni Pubbliche alla LUMSA di Roma ed alla Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza”, Docenti di Public Affairs alla “School of Government” della LUISS di Roma

http://www.giulemanidaibambini.org/

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