Resistere per Esistere

(di Walter Bond*) 

Walter Bond, "Lone Wolf"

Sono un anarchico.

Non quel tipo di anarchico un po’ hippie e politicamente corretto.

Non sono un anarchico intellettualoide.

Leggere i dibattiti teorici delle varie fazioni anarchiche non mi è mai interessato più di tanto. Sono un insurrezionalista, un riottoso. Perché? Perché è così che sono fatto, da sempre. Quando ero un bambino e frequentavo la scuola materna, ricordo un colloquio genitori/insegnanti nel corso del quale la maestra disse a mia madre che ero un bimbo brillante, ma con un serio problema con l’autorità, e che un giorno questo mio atteggiamento mi avrebbe fatto finire nei guai. Aveva ragione, e così è stato. Leggi il resto dell’articolo

FF2 – Freedom Flotilla o False Flag?

Il Mediterraneo non è proprietà di Israele’ (ma della NATO sì!)

Il logo riprenderebbe i colori della Palestina, ma se si osserva bene la scritta, sembra riprendere invece i colori del vessillo monarchico libico usato dai golpisti di Bengasi.

Il quotidiano arabo al-Hayat, di Londra, il 30 aprile 2011, aveva riferito che Khaled Mashaal e altri alti funzionari diHamas, avrebbero progettato di trasferirsi dalla Siria al Qatar, mentre l’ala militare si sarebbe installata nella Striscia di Gaza e un ufficio d’interesse di Hamas sarebbe stato aperto a Cairo. Ma un funzionario di Hamas, secondo la radio militare israeliana, avrebbe smentito tutto ciò, dicendo che la direzione del partito non aveva intenzione di lasciare Damasco, ed ha anche negato la notizia che l’Egitto avesse accettato di aprire una sede diHamas. Secondo al-Hayat, il Qatar aveva accettato di ospitare la leadership di Hamas, dopo che l’Egitto e la Giordania avevano respinto la richiesta, ma avrebbe rifiutato di ospitare i capi militari. Tali notizie sono state pubblicate subito dopo che Fatah e Hamas avevano accettato di firmare un accordo di riconciliazione. Gli Stati Uniti, nel frattempo, tramite il direttore della pianificazione politica del Dipartimento di Stato, Jacob Sullivan, facevano sapere che: “se un nuovo governo palestinese nascerà, lo valuteremo in base alla sua politica e ne determineremo, quindi, le implicazioni per la nostra assistenza“. Sullivan aveva sottolineato che qualsiasi nuovo governo palestinese dovrebbe accettare i principi fissati dal quartetto diplomatico di Stati Uniti, ONU, UE e Russia, per la cosiddetta roadmap per la pace. Questi tre principi sono: rinunciare alla violenza, accettare gli accordi passati e riconoscere il diritto di Israele ad esistere. L’accordo, annunciato al Cairo, ha visto Fatah che domina la Cisgiordania e i governanti islamici di Gaza, essere d’accordo nel formare un governo di transizione prima delle elezioni, entro un anno. “Sosteniamo la riconciliazione palestinese a condizioni che promuova la causa della pace“, ha sottolineato Sullivan. “I termini di questo accordo, le specifiche di esso e come sarà attuato, sono aspetti che stiamo continuando a studiare.”  Leggi il resto dell’articolo

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