RAEL PARLA DELLA VERITA’

 

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Questo brano è tratto dal libro Messengers of Deception: U.F.O.Contacts and Cults di Jacques Vallee, che ho scoperto grazie alla segnalazione di un utente di Luogocomune(Pike Bishop, qui il suo sito). Ho scaricato il libro da internet e l’ho letto tutto d’un fiato. E’ un libro piuttosto vecchiotto (la prima edizione è del 1979), ma è impressionante, leggendolo, rendersi conto di quanti fenomeni e quanti mutamenti sociali l’autore fosse stato in grado di anticipare, oltre trent’anni fa, studiando il fenomeno dei gruppi mistico-religiosi dediti al culto delle intelligenze extraterrestri. Il brano che segue riassume quello che è un po’ il “succo” del libro: l’autore – senza assolutamente scartare, e anzi avallando, l’ipotesi che dietro alcuni casi di avvistamenti UFO vi siano fenomeni di origine ignota – ipotizza però che, in molti casi, tali avvistamenti e tutto l’immenso sottobosco di culti e sette che da essi sono scaturiti, siano il prodotto di intelligenze poco extra e molto terrestri, volte a perseguire obiettivi di manipolazione sociale, sperimentazione bellica e testing propagandistico. Qualcosa che molti di noi già immaginavano o sapevano, ma che non avevo mai visto espressa con tale ampiezza e ricchezza di argomentazioni. Chi volesse leggere il libro per intero (lo consiglio caldamente) può scaricarlo dalla sezione “Libri Proibiti” di questo sito. Il testo è in inglese, ovviamente, e non credo ne esista un’edizione italiana.

(GF)

dal libro Messengers of Deception: U.F.O.Contacts and Cults

di Jacques Vallee

traduzione di Gianluca Freda

Claude Vorilhon è un giovane reporter che vive a Clermont-Ferrand (Francia), un fanatico delle corse e un latore di notizie sorprendenti. Noi stiamo vivendo, egli sostiene, gli ultimi giorni del nostro mondo! Questo gli fu rivelato il 13 dicembre 1973, mentre passeggiava per il vecchio terreno vulcanico vicino casa sua. Il tempo era nebbioso, coperto. All’improvviso vide una luce rossa intermittente e qualcosa che pareva un elicottero scese dal cielo e si fermò a mezz’aria, a circa venti metri dal suolo. Aveva le dimensioni di un piccolo autobus, conico sulla cima. Sulla sommità del cono c’era una luce bianca lampeggiante. La luce rossa era appena sotto. Comparve una scaletta e venne fuori un occupante dall’aspetto di un bambino, sorridente, il corpo circondato da una luminescenza. Sul velivolo e sulla tuta verde del pilota c’era un simbolo che combinava insieme la svastica con la Stella di Davide! Il pentacolo donatomi dall’Ordine di Melkizedek raffigurava anch’esso una Stella di Davide con dentro un motivo a cerchi concentrici.

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Il simbolo di Vorilhon vorrebbe significare: “Come sopra, così sotto, tutto si muove per cicli”. Ricordate il commento di Waite su Melchizedek: “Ha portato il mondo che sta in basso allo stesso livello di quello che sta in alto”.

Vorilhon guardò la creatura e la creatura sorrise.

“Da dove vieni?”

“Da molto lontano…”

“Parli francese?”

“Parlo qualsiasi lingua della Terra.”

“Vieni da un altro pianeta?”

“Sì.”

“E’ la tua prima visita sulla Terra?”

“Oh, no!”

“Sei venuto qui molte volte?”

“Molto spesso… è il minimo che si possa dire.”

“Perché sei venuto?”

“Oggi sono venuto per parlare con te.”

Vorilhon continua a narrarci la storia del suo incontro con il bambino splendente, seguito da diverse altre sessioni in cui potè prendere appunti sotto la sua supervisione. La storia è puerile, assurda; sembra un racconto di fantascienza scritto da un bambino di dodici anni.

“Perché hai scelto me?”

“Per molte ragioni. Prima di tutto ci serviva qualcuno che vivesse in un paese in cui le idee nuove sono bene accette. La Francia è il paese in cui la democrazia è nata e la sua immagine su tutta la Terra è quella della patria della libertà.”

 

Il pilota aggiunse che Vorilhon era stato selezionato anche perché era un libero pensatore, senza per questo essere antireligioso. Non era uno scienziato e dunque “avrebbe spiegato le cose in modo semplice, senza renderle complicate”. Non era nemmeno uno scrittore professionista e perciò “non avrebbe tirato fuori periodi involuti che la maggior parte della gente non sarebbe riuscita a leggere”. Infine, lo avevano scelto perchè era nato nel 1946, dopo la prima bomba atomica.

Il visitatore disse a Vorilhon di tornare il giorno seguente e di portare con sé la sua Bibbia. Nelle mattine successive ebbero una mezza dozzina di incontri e l’ometto diede a Vorilhon un nuovo nome, “Rael”. Nel corso di questi incontri, Vorilhon-Rael dice di aver ricevuto commenti sui passi più significativi della Bibbia. Raccolse i suoi appunti in un libro, pubblicato a proprie spese nel 1974 presso la “Message Editions” e intitolato Il messaggio portato dagli extraterrestri. Vi si narra la strana storia della creazione dell’uomo ad opera di scienziati di un’avanzata civiltà dello spazio, la quale, in seguito, assunse posizioni diverse circa il nostro futuro sviluppo, dividendo così gli déi in due fazioni, una guidata da Jahweh, l’altra da Satana. Oggi stiamo vivendo gli Ultimi Giorni di un’Era. Per poter fare nuovi progressi, abbiamo bisogno di apportare cambiamenti politici radicali. Prima di tutto, dobbiamo eliminare la democrazia:

Dovete eliminare le elezioni e il voto, che sono del tutto controindicati per l’attuale evoluzione del genere umano. Gli uomini sono utili cellule di un grande corpo, chiamato Umanità. Una cellula del piede non deve dire alla mano se deve o non deve prendere un oggetto. E’ il cervello che decide, e se l’oggetto è benefico, anche la cellula del piede ne trarrà giovamento… Occorre creare un governo mondiale e un nuovo sistema monetario. Un’unica lingua dovrà unificare l’intero pianeta.


(E’ curioso ritrovare simili tematiche negli scritti di un contattista di Clermont-Ferrand, visto che le stesse teorie vengono sostenute da Mr. T. [un altro contattista, NdT], dalla sua residenza in California). Infine, il servizio militare deve essere eliminato in tutte le nazioni. Allora gli Elohim torneranno sulla Terra e ci offriranno i benefici della loro scienza superiore. D’altro canto, se il genere umano dovesse restare aggressivo, allora essi spazzeranno via tutti i nostri centri scientifici, come già fecero con Sodoma e Gomorra.

Tornato a casa dopo l’ultimo incontro, Vorilhon riguardò i suoi appunti e “comprese l’immensità della missione che gli era stata affidata”. Decise di andare avanti lo stesso e perfino di ignorare coloro che lo avrebbero preso in giro quale “illuminato”. Pensò che “è meglio essere un illuminato che conosce la verità piuttosto che un uomo brillante che non la conosce”.

A coloro che non avessero preso sul serio il suo messaggio, avrebbe semplicemente risposto: “Guardate il cielo e vedrete tali e tante apparizioni che né i vostri scienziati né i vostri militari saranno in grado di spiegarle”.

Il segreto del fascino di Vorilhon è che egli offre una soluzione semplice, o meglio semplicistica, a tutte le nostre preoccupazioni. E’ lui stesso a confessarlo nel finale del suo libro:

Tutte queste rivelazioni mi hanno donato un grande benessere e una grande pace interiore, in questo mondo in cui nessuno sa più a cosa credere, un mondo in cui gli scienziati di professione non sono più in grado di fornire una spiegazione precisa della nostra origine e del nostro scopo. Alla luce di queste rivelazioni, tutto si chiarisce e appare semplice.


Ciò che Vorilhon esprime qui molto bene è il grave pericolo rappresentato dai culti contattisti: la fede inoppugnabile in un intervento esterno che offra all’umanità risposte semplici. La “soluzione finale” di Hitler era altrettanto semplice. Le tematiche sono familiari:

1) La gente non sa più in cosa credere, perché la scienza e l’educazione hanno reso impossibile continuare ad adorare un “Dio buono con una lunga barba bianca”.

2) D’altro canto, la scienza e l’educazione non hanno dato nessuna vera risposta alle domande più profonde del nostro intelletto: da dove veniamo? Dove andiamo?

L’illuminazione di Vorilhon ha fornito una risposta che è tanto più convincente in quanto è fondata sulla pura fede. L’omino verde gli ha ordinato di iniziare a costruire una residenza per il ritorno degli Elohim. Vorilhon ha chiesto sostegno al pubblico attraverso la radio e la televisione francese ed ha attirato diversi seguaci. Ora è in attesa dell’arrivo degli Angeli.

Vorilhon tenne una pubblica conferenza a San Francisco nel dicembre 1976. Un gruppo di circa 150 persone pagò 3 dollari per potervi assistere. Quando Vorilhon iniziò a descrivere i dettagli del suo viaggio sul pianeta degli Elohim, un giornalista osservò che “cinque persone erano già state cacciate fuori e tre anziane signore si erano tranquillamente addormentate”. Così si persero l’episodio della vasca da bagno.

Nel suo nuovo libro Esseri dello Spazio Profondo mi hanno portato sul loro pianeta, Vorilhon scrive:

Mi allacciai la cintura e scoprii che mi avevano portato davanti all’apparecchio che utilizzano per fabbricare i robot. Quando mi fui seduto, una ragazza dai capelli scuri e dall’aspetto splendido apparve nel cubo luminoso a tre dimensioni. Il mio robot chiese se lei mi piaceva o se volevo per caso darle forme diverse o modificare il viso. Gli dissi che per me era perfetta.

La macchina produsse altre cinque ragazze che accompagnarono Vorilhon nel suo appartamento, dove egli fece un indimenticabile bagno con i suoi deliziosi robot, i quali, egli racconta, “si sottomettevano ad ogni mio desiderio”.

Vorilhon non spiega nessuna delle contraddizioni presenti nel suo racconto. Perché mai gli Elohim ci avrebbero chiesto di distruggere la democrazia, scegliendosi come profeta un uomo nato in Francia, “il paese della democrazia e della libertà”? Perché avrebbero usato come loro vessillo un simbolo così umano e terrestre come una svastica all’interno di una Stella di Davide?

Dovremmo cercare la risposta nella direzione che è il fenomeno stesso a indicare: esso presenta elementi umani; eppure è per noi alieno. E’ fisico in apparenza; ma allo stesso tempo si comporta come una proiezione dell’inconscio. Suggerisco che esso rappresenti una tecnologia simile a quella televisiva, che manipola le percezioni della mente umana. Verrebbe quasi da pensare che Vorilhon abbia avuto un’esperienza iniziale e poi abbia creato dall’allucinazione il dialogo con il pilota e gli incontri successivi. Allucinazione però è una parola grossa, che implica che nulla in quell’esperienza sia stato reale. Non intendo insinuare questo. Quale che sia la tecnologia utilizzata, è l’effetto che è interessante. Il nuovo Vorilhon, così come altri contattisti, è partito per cambiare il mondo.

I Manipolatori… ho dato questo nome agli ipotetici agenti che potrebbero essere all’origine dei contatti con gli UFO e della progettazione dei loro effetti. Tutto si concentra adesso sul loro ruolo, sulla loro identità, sui loro piani. Chi sono costoro? Esseri alieni che vengono dalle profondità della galassia? Entità psichiche dell’”altra dimensione”? Automi controllati da una coscienza non umana? Incubi olografici? Forse stiamo cercando troppo lontano per trovare qualcosa che è proprio sotto il nostro naso: non potrebbero essere semplicemente umani? Non potrebbe trattarsi di maestri dell’inganno così abili da essere in grado di simulare un’invasione dallo spazio?

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Non è difficile accorgersi che le stesse tematiche ricorrono in tutto il mosaico. Molti contattisti, ad esempio, citano Atlantide. Se i nostri sedicenti “fratelli dello spazio” hanno bisogno di un simile pedigree preistorico, è davvero ragionevole ritenere che vengano da qualche stella lontana? La vera risposta è al tempo stesso più banale e più spaventosa:

Oltre l’attenzione della scienza accademica, oltre la dignità della storia ufficiale, esistono gruppi, culti e sette che fungono da “indicatori di riferimento” dei movimenti di massa.

Il mito del contatto è uno di questi indicatori di riferimento.

Un giorno raccolsi tutte le mie carte e andai a casa del maggiore Murphy, quello che mi aveva consigliato di condurre la mia ricerca tra i gruppi contattisti. Ci trovammo ben presto d’accordo sul fatto che l’idea popolare dei dischi volanti venuti dallo spazio lascia molte cose prive di spiegazione. Il maggiore, che stava ancora seguendo da vicino le ricerche sulla parapsicologia finanziate dal governo americano e che sembrava essere a conoscenza di simili ricerche compiute in Unione Sovietica, suggerì che gli UFO potrebbero non essere navi spaziali, ma ciò che egli chiamava “apparecchi psicotronici”.

“Nel 1943”, mi disse mentre eravamo seduti nel suo studio, “avevamo già le prove che diversi paesi stavano lavorando ad un velivolo di forma circolare che speravano di poter evolvere in un’arma segreta. Anche i tedeschi conducevano ricerche avanzate sulle scariche elettriche controllate e sul “fulmine controllato” e cercavano di mettere insieme queste due cose.

Quando invademmo la Germania, un mucchio di materiale cadde nelle nostre mani, ma i russi si erano già presi gran parte della roba buona. Fu allora che la gente iniziò a vedere i moderni UFO, in Svezia, nel 1946”.

Si sporse in avanti e si accese una sigaretta, lasciandomi pieno di mille domande. Perché mi stava parlando dei tedeschi e delle loro armi segrete? Sarebbe assurdo pensare che congegni del genere possano spiegare gli UFO.

“Pare che nessuno abbia documentato quel periodo, maggiore”, gli dissi per stimolare i suoi ricordi. “Il generale James Doolittle fu inviato in Svezia dagli Stati Uniti nel 1946, apparentemente sotto la copertura della Shell Corporation. In realtà, era lì per indagare sui “razzi fantasma” insieme alle autorità svedesi. Cosa ne è venuto fuori?”

“Le sue conclusioni non sono mai state rivelate”, rispose il maggiore con un sospiro che pareva voler dire, se solo il Pentagono potesse parlare! “Ma non ci vuole molta immaginazione per capire che il suo coinvolgimento implica un considerevole interesse dei capoccioni sulla questione. Fu un anno prima di Kenneth Arnold, capisci, diversi anni prima che venisse creato il Progetto Blue Book. Cavolo, l’Air Force non esisteva neppure nel 1946!” Murphy stava ovviamente accarezzando l’opportunità di ripensare a quello che per lui doveva essere stata un’epoca molto eccitante, un’epoca in cui l’intelligence militare poteva fare quasi tutto. “Un settore in cui devi capire che, a partire dal 1946, è già stata fatta in gran segreto una quantità di ricerca è quello che riguarda il controllo mentale e gli effetti della radiazione elettromagnetica (oggi la chiamiamo ELF, Extremely Low Frequency) sul corpo umano”.

“E cos’ha a che fare questo con gli UFO o con i razzi o con le armi segrete?”, gli domandai piuttosto bruscamente.

Prese il mio sfogo con molta pazienza. “In superficie, se si guarda a pochi casi isolati, come fanno gli studiosi che indagano sugli UFO, beh, sono d’accordo che non significa niente. Ma supponi che qualcuno, al termine della guerra, abbia ottenuto un congegno che magari non era un’arma molto efficiente. Magari non poteva volare in modo efficace, non poteva trasportare artiglieria e bombe, ma possedeva altre proprietà. Ad esempio, poteva emettere radiazioni che provocavano paralisi e allucinazioni quando sorvolava una data zona, in modo che i testimoni si convincessero di aver visto i fantasmi della propria immaginazione. E’ possibile che qualcuno abbia sperimentato un tale congegno in Svezia, nel 1946, poi negli Stati Uniti nel 1947, e abbia scoperto che esso era inefficace come macchina volante, ma molto utile come strumento di propaganda? E’ possibile che tale gruppo abbia compreso cos’erano gli UFO e abbia cercato di confondere le acque simulando ondate di UFO? O magari l’intero fenomeno è sotto il loro controllo?”

“Non può dire sul serio, maggiore”. Mi alzai e presi da una mensola della sua ordinatissima libreria il Libro dei Dannati di Charles Fort. “Molti dei fenomeni tipici di ciò che oggi chiamiamo UFO sono stati descritti negli annali dei tempi andati, raccolti da questo scrittore…”.

“Aspetta”, disse Murphy. “E’ raro che le cose siano così semplici, amico mio. Io sto solo cercando di metterti sull’avviso, così non sprecherai il tuo tempo a correre dietro ai sogni. Esiste un fenomeno UFO ed esistono contattisti che affermano di averne personale conoscenza fin da tempi immemorabili. Ma esiste anche la capacità di creare artificialmente tanto gli avvistamenti UFO quanto gli effetti riferiti dai contattisti. Inoltre, c’è la possibilità che alcuni gruppi abbiano già messo insieme tutto il puzzle…”

“Cioè risolto la questione degli UFO?”

“Sì. Devi considerare tutte le possibilità. Devi trarne le conseguenze. Qualcuno potrebbe aver già risolto il problema. Magari esiste una soluzione elegante per il viaggio multidimensionale e viene già applicata. Io non sono uno scienziato. Dovresti chiedere ai tuoi amici teorici cosa ne pensano. Io posso solo dirti che macchine volanti silenziose e a forma di disco possono essere costruite. Se vengono equipaggiate con i giusti macchinari, possono creare effetti stupefacenti ed essere scambiate per dischi volanti. Vorrei avere ancora i miei file sugli esperimenti tedeschi”.

Supposizioni, pensai. Teorie. Ci vorrà ben altro per spiegare la questione degli UFO. “Maggiore, non riesco a credere che qualche gruppo nazista sia riuscito a sopravvivere in segreto con questo tipo di tecnologia in proprio possesso”.

“E chi ha parlato di nazisti? Sto ipotizzando che siano coinvolti altri gruppi. La Germania era solo un po’ più avanti rispetto ad altri popoli. Abbiamo i V2 nel 1944 e abbiamo il razzo Atlas negli anni ’60. Abbiamo i foo-fighters nel ’43 e le sfere di fuoco verde sul New Mexico nove anni dopo.

“Un sacco di gente è stata coinvolta. Interessi industriali. Laboratori specializzati in ricerca psicotronica. Le ricerche dei nazisti sulle microonde erano roba da bambini rispetto alla raffinatezza delle moderne sperimentazioni. Se qualcuno sta usando questa tecnologia, possiamo presumere che padroneggi anche la farmacologia, l’uso delle droghe per distorcere la memoria dei testimoni, l’uso del controllo mentale per suggerire storie, per impiantare false visioni. Non pensi che la gente dovrebbe cercare di informarsi su questo prima di credere in amichevoli visitatori dallo spazio?”

“E’ difficile credere che tecniche di questo genere possano già essere applicate su questa scala”, dissi.

“Ma non leggi i giornali? Non segui le pubblicazioni sul controllo mentale? I militari utilizzano queste tecniche da anni.”

Tirò fuori da una cartella una serie di ritagli del New York Times che partivano dal 1977. Vi si descriveva parte di un progetto statunitense in corso da 35 anni e riguardante l’ipnosi, la narcoanalisi, la stimolazione elettrica del cervello e gli effetti sul comportamento di ogni vibrazione fisica nota alla scienza, dagli ultrasuoni alle microonde. Mi mostrò un libro intitolato Operation Mind Control, in cui W. H. Bowart descrive il suo incontro con un giovanotto appena tornato da un periodo di servizio in aviazione. Soffriva di amnesia. Come molti contattisti UFO, ricordava vagamente di aver trascorso dei momenti piacevoli, ma non era in grado di descrivere nel dettaglio dov’era stato. Dopo molte sessioni di terapia, iniziò a ricordare una parte delle sue attività. A quanto pare, era stato membro di una commissione militare in Vietnam. Faceva sogni in cui era seduto ad un lungo tavolo su una spiaggia, con funzionari comunisti da una parte e americani dall’altra. Sebbene la discussione fosse concitata, non aveva messo nulla per iscritto. Il suo compito era di ricordare tutto ciò che veniva detto. Era stato addestrato per la memoria totale… e poi tutti i suoi ricordi di quest’incarico erano stati cancellati come un nastro magnetico.

Dandomi il tempo di assimilare quest’informazione, il maggiore Murphy gesticolò in direzione degli appunti che avevo preso sui contattisti UFO e sulle loro sette.

“Hai messo insieme degli studi di caso su gruppi piuttosto interessanti. Non mi fraintendere”, disse. “Non sto cercando di dire che ci sono agenti segreti che vanno in giro per il mondo a creare per migliaia di persone queste suggestioni individuali sugli UFO. Come abbiamo scoperto quando abbiamo iniziato a sviluppare la scienza della propaganda durante l’ultima guerra, non è necessario niente di tutto questo. Un po’ di storie ben posizionate, un progetto ben elaborato che pubblicizzi qualche incidente sensazionale, faranno meraviglie. I contattisti sono vittima di una manipolazione. E io non credo che dovremmo cercare nello spazio profondo per trovare i Manipolatori”.

“E dove cercheresti?”

“Proprio qui, sulla Terra”, disse il maggiore con l’aria soddisfatta di un professore di matematica che sia appena riuscito a dimostrare un teorema particolarmente complicato. “Il posto migliore per iniziare a cercarli è tra i gruppi dell’occulto. Organizzazioni del genere sono l’ideale per un individuo astuto che voglia poter esercitare la propria influenza, essendo ignorate dagli intellettuali, da coloro che si fanno chiamare ‘ricercatori scientifici’. Hanno paura di esporsi al ridicolo entrando a far parte dell’Ordine di Melkizedek: che cosa dirà il Decano se lo viene a sapere!”

Ridemmo tutti e due. Sapevo che, almeno su quest’ultimo punto, Murphy aveva ragione. Gli scienziati professionisti erano così infidi che avrebbero fatto fuoco e fiamme contro chiunque nel proprio novero avesse osato leggere libri dell’occulto ed ammetterlo pubblicamente, o che si fosse fatto iniziare all’Ordine di Melkizedek… senza vestiti, nella vasca da bagno di qualcuno.

“Guarda quello che hai già trovato. Qui hai un sacco di storie di contattisti che a prima vista appaiono insignificanti o assurde”, continuò Murphy. “Eppure contengono idee esplosive: controllo politico da parte di un cosiddetto “livello superiore”; unificazione sociale; opposizione all’energia nucleare; superamento delle religioni tradizionali; eliminazione dell’attuale sistema finanziario. Continua a cercare. Potresti scoprire che gran parte dei gruppi UFO, comprese le più grandi organizzazioni civili, vengono influenzati da gente strana. E potrebbe saltar fuori che lo schema di condizionamento che hai scoperto nei tuoi studi al computer sugli avvistamenti UFO è studiato per produrre cambiamenti sociali sul lungo periodo”.

“Come si può dimostrarlo?”

“Cerca dei casi in cui sembri esserci stato un contatto diretto fra uno di questi gruppi e qualcuno che corrisponda al profilo dei manipolatori”, rispose il maggiore alzandosi dalla poltrona, mentre io raccoglievo i miei appunti e mi dirigevo verso la porta. “E cerca altri fenomeni non spiegati in cui compaia un simile modus operandi: elementi che abbiano un forte contenuto simbolico, ma che sembrino non avere senso. Cose che la scienza accademica si rifiuta di studiare, ma che hanno un impatto subliminale sul pubblico. E’ questo il livello su cui i manipolatori portano avanti il loro lavoro. Se ho ragione, gli UFO sono solo uno degli aspetti della loro attività, uno degli strumenti nel loro arsenale. Se si tratta di esseri umani, essi devono rivelarsi occasionalmente, anche se sono molto bravi a deviare la nostra attenzione. Quindi, non andare dietro a ogni UFO che la gente ti segnala. Potresti accorgerti che l’avvistamento più importante è stato fatto nel tuo cortile mentre tu non eri in casa”.

Ci dirigemmo insieme verso la strada silenziosa, costeggiata da file di alberi.

“Ricordati anche”, mi disse mentre salivo in macchina, “per amor di Dio, di non perdere tempo con i gruppi UFO. Ci sono cose più importanti da fare”.

Cercai di prenderlo alla sprovvista, una volta sola: “Cosa direbbe, maggiore, se tornassi con delle prove del coinvolgimento di esseri non umani? Ammetterebbe di essersi sbagliato e che i gruppi dell’occulto avevano ragione?”

“Non ho mai detto che si stiano sbagliando”, ribattè il maggiore. “Ho detto che sono stati infiltrati”.

 

Fonte: Bloghette!

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One Response to RAEL PARLA DELLA VERITA’

  1. Pino says:

    E’ vecchia la storia di questo quì già 25 o 30 anni fa ci aveva provato ma non ha avuto molto seguito ……

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