RAEL PARLA DELLA VERITA’

 

ufo

Questo brano è tratto dal libro Messengers of Deception: U.F.O.Contacts and Cults di Jacques Vallee, che ho scoperto grazie alla segnalazione di un utente di Luogocomune(Pike Bishop, qui il suo sito). Ho scaricato il libro da internet e l’ho letto tutto d’un fiato. E’ un libro piuttosto vecchiotto (la prima edizione è del 1979), ma è impressionante, leggendolo, rendersi conto di quanti fenomeni e quanti mutamenti sociali l’autore fosse stato in grado di anticipare, oltre trent’anni fa, studiando il fenomeno dei gruppi mistico-religiosi dediti al culto delle intelligenze extraterrestri. Il brano che segue riassume quello che è un po’ il “succo” del libro: l’autore – senza assolutamente scartare, e anzi avallando, l’ipotesi che dietro alcuni casi di avvistamenti UFO vi siano fenomeni di origine ignota – ipotizza però che, in molti casi, tali avvistamenti e tutto l’immenso sottobosco di culti e sette che da essi sono scaturiti, siano il prodotto di intelligenze poco extra e molto terrestri, volte a perseguire obiettivi di manipolazione sociale, sperimentazione bellica e testing propagandistico. Qualcosa che molti di noi già immaginavano o sapevano, ma che non avevo mai visto espressa con tale ampiezza e ricchezza di argomentazioni. Chi volesse leggere il libro per intero (lo consiglio caldamente) può scaricarlo dalla sezione “Libri Proibiti” di questo sito. Il testo è in inglese, ovviamente, e non credo ne esista un’edizione italiana.

(GF)

dal libro Messengers of Deception: U.F.O.Contacts and Cults

di Jacques Vallee

traduzione di Gianluca Freda

Claude Vorilhon è un giovane reporter che vive a Clermont-Ferrand (Francia), un fanatico delle corse e un latore di notizie sorprendenti. Noi stiamo vivendo, egli sostiene, gli ultimi giorni del nostro mondo! Questo gli fu rivelato il 13 dicembre 1973, mentre passeggiava per il vecchio terreno vulcanico vicino casa sua. Il tempo era nebbioso, coperto. All’improvviso vide una luce rossa intermittente e qualcosa che pareva un elicottero scese dal cielo e si fermò a mezz’aria, a circa venti metri dal suolo. Aveva le dimensioni di un piccolo autobus, conico sulla cima. Sulla sommità del cono c’era una luce bianca lampeggiante. La luce rossa era appena sotto. Comparve una scaletta e venne fuori un occupante dall’aspetto di un bambino, sorridente, il corpo circondato da una luminescenza. Sul velivolo e sulla tuta verde del pilota c’era un simbolo che combinava insieme la svastica con la Stella di Davide! Il pentacolo donatomi dall’Ordine di Melkizedek raffigurava anch’esso una Stella di Davide con dentro un motivo a cerchi concentrici.

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Il simbolo di Vorilhon vorrebbe significare: “Come sopra, così sotto, tutto si muove per cicli”. Ricordate il commento di Waite su Melchizedek: “Ha portato il mondo che sta in basso allo stesso livello di quello che sta in alto”. Leggi il resto dell’articolo

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