Le Agenzie di rating giocano sporco. Servono regole che le neutralizzino

Finalmente la grande stampa nazionale sembra capire i giochi sporchi delle agenzie di rating e ha cominciato a sfidare le loro sentenze sullo stato di salute dell’economia. L’ultima riguarda il Portogallo i cui titoli sono stati declassati a livello junk, spazzatura.
A risvegliare un senso di difesa dell’interesse nazionale sono state le valutazioni negative sulla manovra di finanza pubblica e sulla situazione delle 16 maggiori banche italiane. Finora i rating delle agenzie sono stati usati come clava da molti politici contro gli avversari.
Nel 2006 quando abbassarono il rating italiano, l’opposizione gridò al fallimento del governo di Romano Prodi, che pure riuscì a ridurre il debito pubblico di circa 3 punti senza una politica di lacrime e sangue.
Adesso gli annunci di abbassamento del rating da parte delle agenzie offrono il destro per asserire tout court che le politiche economiche non vanno bene. È legittimo opporsi alle varie scelte governative. Ma perché consegnare il governo dell’economia e la nostra sovranità nelle mani delle agenzie di rating?
In tempi non sospetti abbiamo sollevato seri dubbi sui comportamenti delle tre sorelle, Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch, e sui loro conflitti di interessi. Nel 2006 in uno studio, citando i resoconti ufficiali, dimostrammo che i loro executive board, i direttori ed gli alti dirigenti provenivano dalle maggiori banche d’affari e dalle principali corporation americane.
Oggi non è cambiato niente. Moody’s e S&P controllano oltre il 40% del mercato del rating. Moody’s vanta direttori provenienti da Citigroup, Chase Manatthan Bank, American Express e altri big. S&P è una controllata della McGraw-Hill, un gigante privato dei servizi finanziari, dell’informazione e dei media. È guidata anche da uomini provenienti dalle grandi banche a cominciare da Citigroup. Guarda caso proprio dalle banche che dominavano e dominano il mercato dei derivati Otc.
Tutto legittimo, ma le agenzie di rating non ci parlino di trasparenza, indipendenza e garanzie contro possibili conflitti di interessi!
Già in questa commistione appare lampante il conflitto di interessi, aggravato dal fatto che le agenzie sono pagate dalle banche per certificare i loro prodotti finanziari, come i Cdo e gli Abs.Titoli derivati su altri titoli di dubbio valore, quali ipoteche, mutui, carte di credito: debiti spesso difficilmente solvibili. Quasi tutti certificati con il bollino della tripla A.
Si ricordi che più del 90% dei Mbs con rating AAA emessi nel 2006-2007 è stato poi declassato al livello di junk. In Italia ed in Europa la stampa parla solo delle difficoltà della Grecia o del Portogallo.
Ma non dà il dovuto risalto alla decisione della Sec di avviare azioni legali nei confronti di alcune agenzie di rating, tra cui S&P, per il loro ruolo nella valutazione del merito creditizio di titoli legati ai mutui che hanno causato la crisi finanziaria.
Nel mondo la credibilità delle tre sorelle è in discussione. La Cina ha la sua Dagong, che ha tagliato da AA ad A+ il rating del debito americano e poi a quello del Regno Unito.
Sotto la spinta cinese in Malesia è stata costituita l’Associazione asiatica delle agenzie di rating con il compito di riformare il sistema e creare nuovi e condivisi standard internazionali di. Anche il premier russo
Vladimir Putin ha annunciato che il suo governo era intenzionato a creare proprie agenzie.
L’Europa mostra di essere troppo succube dei vecchi poteri finanziari. Continuiamo a ritenere urgente l’intervento dei governi per dettare norme stringenti a mercati finanziari, sistema bancario e agenzie di rating. Queste ultime sfuggono a qualsiasi seria regolamentazione.

Fonte : http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=39447

I cinque posti dove NON essere quando collasserà il Dollaro

DI CHRIS DUANE
silverbearcafe.com

Sarà il primo evento che toccherà ogni persona vivente. Tutte le attività umane sono controllate dal denaro. La nostra ricchezza, il nostro lavoro, il cibo, il nostro governo, persino le nostre relazioni sono condizionate dai soldi. Nessuna moneta nella storia dell’uomo non ha mai raggiunta un’importanza tanto vasta e profonda quanto il dollaro. È de facto la moneta mondiale. Tutte le altre divise impallidiscono al confronto. Tutte le altre crisi monetarie sono state regionali e c’erano sempre altre monete a cui la gente poteva aggrapparsi. Questo collasso sarà globale e trascinerà con sé non solo il dollaro, ma anche tutte le altre monete fiat, visto che non hanno alcuna differenza. Il collasso delle divise porterà al collasso di tutti i beni cartacei. La ripercussioni avranno effetti inimmaginabili in tutto il pianeta. (Leggi anche Il Proiettile d’Argento e lo Scudo d’Argento per proteggerti da questo collasso.)

Grazie alla globalizzazione e ai tentacoli vampireschi dell’Impero Anglo-Americano, il dollaro è la moneta di riserva mondiale

Sostiene l’economia mondiale nel regolamento dei commerci internazionali, principalmente per il commercio del petrolio. Questi soldi sono riciclati dalla City di Londra (da non confondere con Londra) e da New York. Tutto questo alimenta i vampiri delle multinazionali che hanno acquisito e raccolto la ricchezza del pianeta. I poteri delle corporations sopprimono i VERI beni, le risorse naturali e il lavoro, per destinare a sé enormi profitti. Questo modello Fascista, Statalista e Collettivista riversa il denaro nell’economia per finanziare un governo federale sempre più onnipresente. Quel governo che diventa sempre più vasto, arricchendo i suoi scagnozzi con impieghi utili per controllare i propri cittadini. Alla fine, per chiudere il cerchio, il governo controlla altre nazioni grazie al Complesso Militare Industriale.

Questo circolo dovrà essere tagliato quando avverrà matematicamente e inevitabilmente il collasso del dollaro

Per far funzionare la nostra moneta basata sul debito, DOBBIAMO incrementare il debito ogni anno E anche i relativi interessi, altrimenti entreremmo in una spirale deflazionistica mortifera. Quanto viene creato il debito, viene creato il denaro. Quando il debito è rimborsato, la moneta viene distrutta. Non ce n’è mai abbastanza per rimborsare il debito, perché non ci sarebbe più un dollaro in circolazione.

Siamo al punto in cui o facciamo un default sul debito, volente o nolente, oppure creiamo ancora più moneta/debito per tenere il circolo in movimento

Il problema è, nel caso tu capisca qualcosa di interessi composti, che stiamo raggiungendo il momento della mazza da hockey, in cui per quanto debito si possa contrarre, diventa sempre meno efficace e porta all’iperinflazione. Ci sono solo due figure necessarie a questa iperinflazione, il Prestatore di Ultima Istanza – la Federal Reserve – e lo Spenditore di Ultima Istanza, il governo. Questi due possono, e lo faranno, mandare all’aria il sistema. Io credo che aspetteranno fino alla prossima crisi e l’onda di depressione deflazionistica prima di mandare allo sfascio le presse per la stampa. Quella crisi arriverà presto, alla fine di questa estate e in inverno. Il denaro e le misure d’emergenza sono esaurite. Il fatto è che NESSUNO dei problemi che ha causato la crisi del 2008 è stato risolto. L’unica cosa differente è che adesso, invece di problemi aziendali, abbiamo problemi nazionali. In questo film, la Grecia farà la parte di Lehman Brothers e gli Stati Uniti quella di AIG. Il problema è che non c’è nessuno tappeto dove nascondere la polvere e non c’è più un governo mondiale per assorbire il debito (Problema, Reazione, Soluzione).

E questo mi porta ai cinque posti dove non essere quando collasserà il dollaro

1. Israele

Questa testa di ponte anglo-americana nel Medio Oriente era dapprima stata concepita dalla famiglia più potente al mondo, i Rothschild, nel 1917. La Dichiarazione Balfour stabilì che ci sarebbe stato un Israele Sionista anni prima dell’avvio della Seconda Guerra Mondiale e dell’effettiva fondazione di Israele. Israele non è stato un buon vicino delle nazioni musulmane e ha sempre avuto alle spalle i due peggiori ceffi in circolazione. Quando il dollaro collasserà, gli Stati Uniti avranno già parecchio da pensare sia all’interno che nel contesto internazionale per preoccuparsi di una parte di territorio non strategico. Tutto questo renderà Israele molto debole quando le tensioni si faranno davvero alte. Questa stretta striscia di terra desertica non riuscirà a far fronte alla necessità economica di dover importare il cibo e la benzina o alla realtà politica di essere circondata dai Musulmani.

2. La California Meridionale

La terra della Frutta e delle Noci vedrà Los Angeles trasformarsi in un campo di battaglia. Venti milioni di persone impacchettate in una zona in cui non c’è acqua e neppure cibo non è quanto meno messa bene. Se ci aggiungiamo le enormi disparità di ricchezza e la vicinanza a una nazione governata dagli stupefacenti, tutto questo non è una cosa di buon augurio. Se abbiamo assistito alle rivolte per Rodney King, pensiamo a cosa succederà quando il dollaro sarà distrutto e il cibo e la benzina non riusciranno più ad arrivare in quest’area. La gente sarà disperata e farà cose folli, specialmente quando un’enorme fetta dei propri cittadini è sotto terapia di antidepressivi. Se il cibo e la benzina non arrivano, come potranno trovare lo Zolfot? Nel momento in cui tutti i popoli del mondo saranno nei guai, loro mancheranno della capacità di adeguarsi a questo nuovo paradigma. Se le persone verranno private troppo velocemente di queste medicine, soffriranno esaurimenti nervosi e si avranno migliaia di sparatorie o di suicidi.

3. Inghilterra

La Terra del Grande Fratello e dell’ex Impero della schiavitù planetaria e del commercio delle spezie se la passera male. La certezza dell’élite britannica, convinta che i pecoroni non si scoraggeranno, non potrà più funzionare quando il popolo britannico sarà con l’acqua alla gola. Il carattere degli uomini si sacrifica e si unisce contro un nemico straniero, ma non se il nemico è sempre la solita élite. L’Impero Anglo-Americano potrebbe ordire un’altra false flag per distrarre la sua popolazione con un’altra Emmanuel Goldstein come successo nel 1984, ma io credo che questo collasso avverrà prima che riescano a realizzarlo. Così tutti gli occhi verranno puntati sull’élite britannica come la sola responsabile di questa catastrofe. Abbiamo assistito a sconti violenti degli hooligans per gli incontri di calcio. Cosa succederà quando quest’isola sarà tagliata da tutto, con poco cibo e poca benzina?

4. New York City

Ecco un’altra area urbana che vive troppo nel lusso grazie al dollaro. NYC è dove mi sono trasferito nel 2008. Ci sono pochi dubbi sul fatto che tutta la ricchezza a New York, nel New Jersey e in Connecticut deriva da quella di Wall Street. I risparmi e gli investimenti di tutta la nazione e gran parte di quelli mondiali affluiscono in questa capitale finanziaria. Quando il mondo si sveglierà da quest’enorme frode finanziaria, tutto ciò porterà alla distruzione della capitale per come l’abbiamo vista sinora. Avrà effetti incalcolabili sull’economia regionale, portando le persone che guidano la Mercedes a domandarsi improvvisamente dove trovare il pasto successivo.

5. Washington D.C.

Il collasso politico del Governo Federale piomberà devastante sull’economia locale, enormemente inflazionata. Quanto sempre più Stati reputeranno necessario riprendere il controllo della situazione, il Governo Federale perderà d’un tratto potere e importanza, come se tutto il mondo fosse colpito da un uragano Katrina globale. La moneta che hanno creato e speso diventerà senza valore e le pensioni degli scagnozzi del governo evaporeranno. Milioni di persone che una volta confidavano nella capacità di forzare altri a mandargli i soldi impareranno che il vero potere è sempre rimasto a livello locale. Una massiccia decentralizzazione sarà la risposta alla folle globalizzazione. Le famiglie del posto e le comunità rinunceranno a mandare in giro i propri soldi ed indebolire la propria comunità quando dovranno solo preoccuparsi di trovare un pasto e un posto al caldo.

“Si può ignorare la realtà, ma non si possono ignorare le conseguenze dell’ignorare la realtà.” Ayn Rand

In sintesi, le aree che hanno vissuto nel lusso grazie al paradigma del dollaro saranno probabilmente i posti peggiori dove vivere quando il dollaro collasserà

Molti di voi scorreranno l’articolo di sfuggita, ma siate sicuri che il collasso del dollaro sta arrivando. È una inevitabilità matematica. Non saremo tanto fortunati da cavarcela alla meno peggio come nel collasso del 2008 quando si trattava di un problema delle aziende. Questa volta si tratta di un problema nazionale e globale. Lo schema Ponzi planetario ha finito la benzina a causa del calo demografico, della diminuita disponibilità di petrolio a basso costo, del declino delle potenze egemoniche. Tutto questo avviene nel momento in cui abbiamo raggiunto la fase esponenziale o quella del collasso della nostra moneta. Il paradosso dell’onnipotenza suggerisce questo: “Cosa succede quando una forza inarrestabile si scontra con un oggetto irremovibile?” Stiamo per scoprirlo, quando il denaro infinito si scontrerà con un mondo finito.

Se vuoi interessarti e prepararti per questo collasso, per favore unisciti ai liberi Figli dell’Accademia della Libertà.

*****************************************Fonte: http://www.silverbearcafe.com/private/06.11/placesnottobe.html

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

L’usura internazionale divora la Grecia e il capitalismo divora se stesso.

I beneficiari delle riforme selvagge

Un nuovo ciclo di usura internazionale con la crisi finanziera, questa volta a livello degli Stati, già comincia a proiettarsi dalla Grecia ( attraverso dei fondi di “riscatto”) a tutti i paesi della zona euro. Come meccanismo centrale, le banche e gruppi usurai internazionali “riprestano” denaro agli Stati falliti (come prima lo fecero con le banche e aziende private), si assicurano la capacità di pagamento con “le misure d’austerità” e alimentano la nascita di un’altra bolla, con la speculazione dei bond (emissione di debito degli Stati) nel mercato internazionale. Si tratta di un nuovo ciclo, dove il sistema capitalista si ristruttura e ricicla le sue crisi in nuove “bolle”.

Di Manuel Freytas

Riciclo dell’usura

L’operazione finanziaria con il “riscatto” della Grecia non è altro che un grande affare usuraio con la crisi, questa volta fatto con uno Stato fallito e con il FMI e l’UE come strumenti esecutivi.

Il governo greco, in stato d’insolvenza per pagare il suo debito, chiede denaro (a cambio di bond) e emette più debito. Cioè torna a indebitarsi per pagare il nuovo debito.

L’UE e la BCE (come intermediari e garanti), il FMI e gruppi d’usura internazionale rifinanziano lo Stato greco e attraverso un aggiustamento selvaggio si assicurano che la Grecia paghi il suo debito riciclato con nuovi interessi usurari.

In questo modo, gli usurai internazionali ( banche centrali e gruppi privati) “prestano” soldi, si assicurano la capacità di pagamento con l’”aggiustamento” e alimentano la nascita di un’altra bolla con la speculazione dei bond greci nel mercato internazionale.

In definitiva, l’usura internazionale, dopo di essersi assicurarata la capacità del pagamento del debito greco presta dei fondi per riciclare un nuovo macro affare finanziario con il debito del paese fallito.

Cioè “presta” (comprando il debito) non per riscattare la Grecia ma per alimentare un altro ciclo di indebitamento usuraio e di bolla speculativa.

Riassumendo, il capitale usuraio mette denaro (compra bond) si assicura il suo ritorno (capitale e interessi) con l’”aggiustamento selvaggio” e la nuova disciplina fiscale (riduzione della spesa pubblica) e si assicura il guadagno speculativo con i bond nel mercato internazionale (nuova bolla speculativa) Leggi il resto dell’articolo

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