La guerra contro la Libia è un disastro economico per l’Africa e l’Europa

Uno dei motivi della guerra contro la Libia è quello di fermare lo sviluppo del continente, consentire l’installazione della base militare dell’US Africom in Cirenaica e l’avvio dello sfruttamento coloniale dell’Africa a beneficio degli Stati Uniti. Per capire questi problemi nascosti, la Rete Voltaire ha intervistato Mohammed Siala, ministro della cooperazione e direttore del fondo sovrano libico.

JPEG - 25.3 Kb
Mohammed Siala riceve gli investigatori di Rete Voltaire
© Mahdi Darius Nazemroaya/Rete Voltaire

Rete Voltaire: Il suo paese è ricco di petrolio e gas. Avete capitalizzato 70 miliardi dollari nella Autorità per gli Investimenti Libica. Come usate questa manna?

Mohammed Siala: Abbiamo risorse significative, ma non sono rinnovabili. Così abbiamo creato la Autorità per gli Investimenti Libica per proteggere il patrimonio delle generazioni future, come hanno fatto i norvegesi, per esempio. Tuttavia, dedichiamo una parte di questi fondi allo sviluppo dell’Africa. Questo vuol dire che abbiamo investito oltre 6 miliardi dollari in azioni di sviluppo del continente, in agricoltura, turismo, commercio, miniere, ecc. Leggi il resto dell’articolo

GRILLO SPARLANTE

grillo-vacci-tuUn Paese con i grilli intesta non va da nessuna parte. Se addirittura ne basta uno solo, con la testa grande e globosa più dei suoi stessi simili, per piegare un’intera nazione, allora vuol dire che stiamo messi proprio male. In una favola a lieto fine il Grillo parlante deve necessariamente finire spiaccicato vicino ad un muro ma siccome noi viviamo una brutta novella lo abbiamo persino trasformato in un oracolo vivente. Questo esserino verde che frinisce di rabbia ed è poco avvezzo all’educazione, tanto che sfancula chiunque si azzardi a contestarlo, non è molto coerente eppure è riuscito a gabbare migliaia di persone volenterose.  Quest’ultime non hanno ben compreso che una volontà cieca e mal riposta danneggia più dell’inerzia o del malaffare che giustamente si tenta di debellare. E così il distruttore della modernità, dopo aver criticato processori e processati, si è scelto un canale moderno per amplificare il suo messaggio beat, riversandolo in bit e byte avvelenati, per meglio  ingannare questa Italia addormentata da Trento a Canicattì.

Grillo, in realtà, è riuscito a trasformarsi in un ologramma onnipresente ed ubiquo prima ancora di beccarsi una martellata sulle antenne e di divenire puro spirito. Ogni tanto appare in qualche manifestazione per fare casino, vomitare parolacce ed incitare alla violenza, salvo sparire al momento opportuno inghiottito da ombre lunghe e forze oscure che lo proteggono e lo finanziano. Pare che il comico più che una maschera sia una marionetta che si muove a comando e su ordine degli dèi della finanza mascherati da persone per bene. I fili del burattino sono tirati da uomini e gruppi callidi più che coscienziosi. Dietro di lui, che fa gestire ogni sua attività dal guru dell’informatica e dei social network Gianroberto Casaleggio, ci sarebbe in primo luogo la Camera di commercio americana in Italia, ovvero come riportato in un articolo su Dagospia “una lobby indirizzata a favorire i rapporti commerciali delle corporation americane in Italia», nel cui consiglio di amministrazione compaiono nomi ….di rilievo: il vice di Microsoft Italia, Umberto Paolucci, Gian Battista Merlo, presidente e amministratore delegato Exxon Mobil Mediterranea, Gianmaria Donà dalle Rose, amministratore delegato della Twentieth century Fox home entertainment Italia, Massimiliano Magrini, country manager di Google Italia, Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia, Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset, Maria Pierdicchi, direttore generale Standard & Poor’s, Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo, Cristina Ravelli, country legal director The Walt Disney co. Italia, Dario Rinero, presidente e numero uno di Coca-Cola Hbc Italia, Cesare Romiti, presidente onorario Rcs.” Ed ancora sul medesimo pezzo possiamo leggere: Micromega nel 2010 segnalava [che] oggi nell’American chamber of commerce in Italy troviamo altre figure di spicco come Gianluca Comin, dirigente Enel e Giuseppe Cattaneo dell’Aspen Institute Italia, il prestigioso pensatoio, creatura di Gianni Letta, presieduto da Giulio Tremonti. E l’Aspen Institute pesa, ovunque agisca. Luogo di incontro fra intellettuali, economisti, politici, scienziati e imprese. Nell’Aspen transita l’élite italiana, che faccia riferimento al centrodestra o al centrosinistra”. C’è un bel calderone di interessi bancari, finanziari e politici alle spalle di Grillo eppure costui ha la bella faccia tosta di frinire contro i fossili degli schieramenti politici nostrani. Ma più di ogni altra cosa Grillo sparlante si mette di traverso a qualsiasi iniziativa di modernizzazione del paese, si tratti di Tav, di nucleare, gas o di inceneritori. E’ lui il vero dinosauro che porta nella pancia una funesta trappola come il Cavallo di Troia. Questo testone della preistoria vuole ricacciarci indietro nel tempo per soddisfare i suoi pessimi sponsor e rendere l’Italia un orto botanico dove gli insetti si sollazzano e gli italiani regrediscono. Il nostro è il Belpaese e non Quelpaese tanto citato che i vermi vorrebbero colonizzare.

Fonte:  http://www.conflittiestrategie.it/2011/07/04/grillo-sparlante/

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: