Come debunkare praticamente tutto

Quella che segue è la traduzione dell’articolo di Daniel Drasin “How to debunk just everything”. La prima parte della traduzione (“Il debunking in generale”) è opera di Roberto Germano ed è stata pubblicata nel suo recente libro: Aqua: l’acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure. La seconda parte (“Debunkare l’Intelligenza Extraterrestre”) è stata tradotta da me, a completamento del testo. Leggi il resto dell’articolo

I TRE PIANI PER SALVARE GLI USA DAL DEFAULT

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, si starà riunendo con alti legislatori del Partito Democratico per  prendere in considerazione l’ultima proposta per presentare un bilancio nazionale che permetta la riduzione del deficit di 14,3 bilioni di dollari e autorizzi ad innalzare il tetto del debito. 
Di William Márquez 
BBC Mundo
L’incontro avviene quando mancano pochi giorni al 2 agosto, data nella quale il governo federale potrebbe chiudere per mancanza di fondi ed entrare in una cessazione dei pagamenti ai creditori che, secondo gli analisti, causerebbe il panico nei mercati borsistici, aumenterebbe i tassi d’interesse, svaluterebbe il dollaro e spingerebbe l’economia in una recessione, mentre la qualificazione del credito degli USA sarebbe degradata.
Ci sono varie proposte sul tavolo, tutte implicano concessioni da parte dei legislatori di entrambi i partiti e dello stesso presidente Obama, ma nessuno ha la garanzia di essere approvato. La BBC Mundo presenta una ripartizione delle principali proposte, i punti chiave e la probabilità di successo avrebbero.

Piano del “Gruppo dei Sei”

Chi lo presenta: un gruppo bipartisan di tre senatori repubblicani e tre democratici

Proposte chiave:

  • Risparmio di 3,7 bilioni di dollari in 10 anni.
  • Riformulazione del welfare come Assicurazione e Salute pubblica attraversoMedicare e Medicaid.
  • Tagli alla spesa per la difesa.
  • Riscossione fiscale di 1,2 bilioni di dollari attraverso la ristrutturazione del Codice delle Imposte per chiudere le fessure o lacune fiscali senza aumentare le tasse.

Accettazione: Il presidente Obama riconosce che è un passo positivo senza attaccare il piano. Il leader repubblicano al senato, Lamar Alexander, evidenzia l’importanza che i tre senatori repubblicani nel gruppo siano dell’ala più conservatrice.

Ostacoli: Il piano è stato creato da senatori e la legislazione deve veramente iniziare nella Camera dei Rappresentanti. I democratici liberali si opporranno ai tagli nei programmi sociali e i repubblicani alla riduzione della spesa militare, oltre a non volere che si tocchino le tasse.

Piano di “Tagli, limiti e equilibrio”

Chi lo presenta: Legislatori repubblicani appena eletti e sostenuti dal Tea Party, che cercano di ridurre il governo e la creazione di nuove tasse.

Proposte chiave:

  • Risparmio di 6 bilioni in 10 anni.
  • Approvazione di un emendamento costituzionale in entrambe le camere che richieda la presentazione di una finanziaria bilanciata come condizione per aumentare il tetto del debito.
  • Aumentare il tetto del debito a 2,4 bilioni di dollari.
  • Tagli immediati della spesa pubblica di 111.000 milioni di dollari.
  • Congelare il bilancio di gestione delle agenzie federali l’anno prossimo.
  • Forti restrizioni alla possibilità di aumentare le tasse. Si approverebbero solo con 2/3 dei voti nel Congresso.

Possibilità di successo: Il progetto è stato approvato nella Camera Bassa seguendo le linee dei partiti.

Ostacoli: Sicuramente sarà rifiutato al Senato dalla maggioranza democratica. Il presidente Obama ha avvertito che avrebbe usato il veto se la legislazione viene approvata.

Piano Alternativo o “assicurato”

Chi lo presenta: Il leader repubblicano al Senato, Mitch McConnell, sostenuto dal leader della maggioranza democratica al Senato, Harry Reid.

Proposte chiave:

  • Aumentare il tetto del debito a 2,4 bilioni di dollari in tre fasi da qui a novembre del 2012, data delle elezioni presidenziali.
  • Tagli al deficit di 1,5 bilioni di dollari.
  • Ognuna delle tre volte che il presidente solleciti aumentare il tetto del debito, deve presentare raccomandazioni per tagliare la spesa in eccesso dell’aumento nel limite del debito.
  • Sotto un complesso procedimento si prevede che, dopo ogni sollecitudine, il Congresso approverebbe una “risoluzione di disapprovazione” a cui il presidente porrebbe il veto. Il Congresso, presumibilmente, non avrebbe i voti per annullare il veto e la richiesta avrebbe via libera nonostante l’opposizione dei repubblicani e degli altri conservatori.

Probabilità di successo: Non ci sarebbe bisogno del voto a favore dei repubblicani ed altri conservatori per ottenere l’aumento del livello del debito.

Ostacoli: Le agenzie internazionali di rating avvertono che i tagli non sono sufficienti e condurrebbero ad un inevitabile degrado della qualifica degli USA. (1)

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Prosegue la campagna d’odio e di diffamazione contro il Metodo Di Bella

Il testo sotto riportato è stato redatto dal gruppo di Facebook che appoggia il Metodo Di Bella (2.800 iscritti) con la collaborazione scientifica del dottor Giuseppe Di Bella. Molti spettatori, dal 14 luglio, hanno scritto – e stanno scrivendo – alla redazione della trasmissione, protestando per le diffamazioni, senza contraddittorio, contro il professor Luigi Di Bella e il dottor Giuseppe Di Bella; naturalmente senza il minimo segno di attenzione o risposta da parte della RAI. Il titolo dell’articolo è redazionale.

La redazione
EFFEDIEFFE.com

Prosegue la campagna d’odio e di diffamazione contro il Metodo di Bella

Giovedì 14 luglio u.s., nel corso della trasmissione Uno MattinaEstate, è stato presentato un servizio nel corso del quale la memoria del professor Luigi Di Bella, ed il dottor Giuseppe di Bella, sono stati grossolanamente e ripetutamente insultati e offesi. Leggi il resto dell’articolo

Google acquista un’azienda di riconoscimento facciale.

 

 

Google ha acquisto la PittPatt, un’azienda che produce un software specializzato nel riconoscimento facciale. La tecnologia della PittPatt che permette di identificare strutture facciali in fotografie e video e vincolarle a utenti.

La tecnologia è nata nel 2004 come un progetto di ricerca nell’Istituto di Robotica dell’Università Carnegie- Mellon, e conta con esperti che dagli anni 90 lavorando in tecnologie per il riconoscimento facciale. La compagnia è specializzata in accessori che permettono di identificare oggetti, così come le relazioni spaziali tra di essi.

Il team di PittPatt (acronimo di Pittsburgh Pattern Reconigtion) ha sviluppato importanti innovazioni nel campo del riconoscimento di patroni e visione attraverso il pc. “Pensiamo che la ricerca e la tecnologia possono beneficiare gli utenti in molteplici forme, per questo vogliamo lavorare insieme a loro” ha spiegato Google.

L’uso di tale tecnologia potrebbe essere mirato a migliorare la sicurezza dei sistemi di Google e creare sistemi per evitare la sostituzione degli utenti. “A Google, la tecnologia della visione tramite pc si trova nel nucleo di molti prodotti esistenti tali come Image Search, Youtube o Picasa”, spiega PittPatt sul loro sito web, “con l’unione di Google , si potranno portare i benefici delle nostre ricerche ad un pubblico più vasto”.

Il lavoro del gigante (Google) nel voler sviluppare questa tecnologia può star puntando ad un possibile riconoscimento facciale nel suo nuovo social network Google+. Ma, il giornale statunitense spiega che quando si è chiesto a Google su questo ultimo acquisto, ha dichiarato che non aggiungerà il riconoscimento facciale nelle sue applicazioni a meno che non sia necessaria una forte protezione alla privacy in un luogo concreto.

Altri portali come FB possiedono tale tecnologia tra i loro servizi. Grazie al riconoscimento facciale, l’utente può taggare gli amici nelle foto in modo facile e veloce, così come riconoscerli quando accedono al loro account per stabilire una connessione sicura. (1)

159° anniversario, la Polizia delle frontiere presenta il SIF – Sistema Informativo Frontiere

Tra le novità tecnologiche in dotazione alla Polizia italiana in mostra giovedì in piazza del Popolo, durante la festa per il 159° anniversario della fondazione del Corpo, ci sarà anche il SIF – Sistema Informativo Frontiere, commissionato dal Ministero dell’Interno alla multinazionale americanaCSC, leader internazionale nella fornitura di soluzioni e servizi IT innovativi, da tempo partner di riferimento del Ministero della Difesa americano.

Si tratta di un sistema di riconoscimento biometrico e di controllo dei documenti nelle frontiere italiane che verrà mostrato durante la cerimonia alle più alte cariche dello Stato. Ormai a regime nei principali porti e aeroporti della penisola, tra cui Fiumicino e Malpensa, la soluzione – che permette di verificare con sicurezza l’autenticità dei documenti e la titolarità dei portatori, e se questi possano circolare in Italia – è ora pronta per essere distribuita in modo massivo in tutti i punti di frontiera, pur con un costante aggiornamento che le consente di utilizzare sempre le migliori tecnologie disponibili.

Fiore all’occhiello della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, che ne spiegherà l’utilizzo attraverso apposite simulazioni, la soluzione adottata dall’Italia spicca fra i sistemi di controllo presenti negli altri Paesi dell’area Schengen. Attraverso uno scanner ottico di piccole dimensioni che utilizza raggi infrarossi, ultravioletti e luce visibile, collegato a un pc, il SIF permette all’operatore di confrontare i componenti di sicurezza invisibili a occhio nudo presenti sul passaporto elettronico ed ordinario, sul permesso di soggiorno o sui visti Schengen con i corrispondenti dati e codici presenti sul sistema informativo centrale della polizia delle frontiere e della polizia scientifica.

Nel caso specifico del nuovo passaporto elettronico, il SIF è in grado di estrarre l’immagine del volto sia dal chip che dalla parte cartacea del documento, proponendo all’operatore una finestra da dove è poi possibile effettuare un controllo visivo. Questa nuova funzionalità ha già consentito di identificare un certo numero di sostituzioni di persona. In presenza di un permesso di soggiorno, viene effettuata una verifica di identità del portatore anche attraverso un dispositivo di controllo biometrico certificato dall’FBI. L’informazione biometrica contenuta nel chip viene poi confrontata con quella acquisita dal lettore al passaggio del viaggiatore in frontiera.

In ultimo, grazie al collegamento con i database del Ministero dell’Interno, l’operatore è informato immediatamente sul fatto che il possessore del documento possa circolare liberamente in Italia e negli altri paesi dell’area Schengen e se ha o ha avuto pendenze con la giustizia. Il SIF consente, inoltre, di effettuare analisi statistiche utili per il monitoraggio di tutti i transiti in frontiera.(2)

 

Note:

1-Fonte: Rebelion

Traduzione: FreeYourMind!

 

2-Fonte: http://www.key4biz.it/Mappamondo/Europa/2011/05/Polizia_Frontiera_SIFSistema_Informativo_Frontiere.html

Un nuovo 11 Settembre come trampolino per la dittatura

L’attuale sistema finanziario ha esaurito le opzioni e perciò “si è deciso di muoversi verso una dittatura”, ha dichiarato Lyndon LaRouche in una discussione con alcuni collaboratori il 23 luglio. Riferendosi in particolare al sistema di salvataggio dell’Euro (e del sistema transatlantico) deciso al vertice di Bruxelles (vedi sotto), LaRouche ha sottolineato che non c’è modo che quel sistema possa funzionare, perché il tasso di aumento del debito in rapporto agli asset che lo sostengono è tale da rendere il debito insostenibile. 
L’amministrazione Obama e l’oligarchia britannica ne sono ben coscienti e hanno deciso di muoversi verso una dittatura come unico modo per mantenere il sistema.
È in questo contesto che occorre considerare l’ondata di attentati e minacce terroristiche della scorsa settimana, culminata nel massacro di Oslo (vedi sotto). Questa serie di sviluppi ricorda il periodo che va dal gennaio al settembre 2001, quando diverse minacce e attentati servirono a mascherare i preparativi per ciò che divenne l’undici settembre.

Nel gennaio 2001, LaRouche aveva denunciato la possibilità di un incidente di tipo “incendio del Reichstag”, sulla base di un’analisi del carattere della nuova amministrazione Bush e della sua propensione all’introduzione di metodi da stato di polizia. Successivamente, durante la primavera e l’estate di quell’anno, una serie di provocazioni tra cui la minaccia di ecoterrorismo a Washington, spinsero LaRouche a denunciare l’imminenza di un possibile attacco di guerra asimmetrica, che si verificò nella forma dell’attacco del 9/11. L’obiettivo era la dittatura negli Stati Uniti, e ci siamo arrivati molto vicino.
Ora, dal punto di vista dei controllori del Presidente Obama, la situazione è molto più disperata. I fatti della scorsa settimana evidenziano che la situazione del debito è fuori controllo sia negli USA che in Europa, e può esplodere in ogni momento. Le varie “soluzioni” approntate, tutte a difesa del sistema oligarchico, non possono riuscire, ma hanno creato condizioni di accresciuto caos e instabilità.
Da questo punto di vista va considerata la serie più recente di attentati e minacce. Oltre al terribile massacro di Oslo del 22 luglio, Mumbai è stata nuovamente bersaglio di bombe terroristiche e negli USA è stata messa in allerta la sicurezza per il pericolo di un attentato imminente alla metropolitana di New York. Il 23 luglio si sono verificate almeno quattro importanti sparatorie, in cui uomini armati di fucile hanno aperto il fuoco sulla folla. Inoltre, da fonti di intelligence oltremare è stato raccolto un dossier di informazioni e indizi anche tratti dai documenti trovati in Pakistan, che contribuisce a creare un clima simile a quello che precedette gli attacchi dell’11 settembre.
Come illustra chiaramente il caso del 9/11, la serie di “minacce credibili” attivate non solo prepara il clima, ma maschera anche le vere intenzioni strategiche. Attivando una serie di potenziali minacce da angoli diversi dalla vera fonte della minaccia, si creano le condizioni sia per l’azione che per la copertura della stessa.
Il 23 luglio, Lyndon LaRouche ha ammonito: “I fatti cruciali degli attacchi del 9/11 furono insabbiati dall’amministrazione Bush, e quell’insabbiamento è continuato con Obama. Se condoniamo questo insabbiamento, non facciamo che invitare altro terrorismo”. LaRouche ha anche chiesto agli americani di vigilare per impedire un colpo di stato negli USA, perpetrato dall’ufficio del Presidente Obama.

Libia : Washington prepara la sua rivincita

                                                          Jeffrey Feltman

Come ho spiegato in maniera alternativa nei miei articoli, la NATO il 1° luglio ha perso politicamente la guerra di Libia, nel momento in cui 1.700.000 libici sono scesi nelle vie di Tripoli per schernire l’alleanza e scherarsi in blocco con Mouammar Gheddafi [1].

Restano da trarre le conseguenze di questa disfatta. È quello che Washington ha fatto rapidamente, senza pensare che fosse necessario mettere al corrente i suoi alleati della velocità del suo cambio di direzione, e neppure della sua nuova strategia. Leggi il resto dell’articolo

Rasmussen mette in guardia contro tagli nella spesa per la difesa

Il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, avverte che l’Europa deve investire di più in difesa e intelligence per una migliore gestione delle crisi internazionali. Ha anche anche lamentato la forte dipendenza dell’organizzazione di Washington al momento di risolvere i conflitti.
L’influenza e la leadership dell’Europa sulla scena internazionale- come dimostra la situazione in Libia- si ridurranno se i tagli alla difesa continueranno, ha avvertito.

 

Il segretario generale ha detto che l’Europa dovrà fare sempre più affidamentosulle potenze emergenti come India e Cina per mantenere un livello adeguato nella gestione delle crisi internazionali.
“Penso che sia qualcosa di positivo che l’operazione in Libia si svolge sotto la leadership degli alleati europei, insieme al Canada e ai partner della regione”, ha detto.
“Per la prima volta nella storia della NATO si è vista un’operazione che non è stata guidata dagli statunitensi”, ha aggiunto.

 

Ma le operazioni potrebbero smettere in Libia senza gli “attivi unici e cruciali” forniti dagli USA se le spese per la difesa dovessero essere ridotte.
“In una prospettiva a lungo termine, se gli avvenimenti attuali continuano, l’influenza dell’Europa nello scenario internazionale si ridurranno gradualmente a causa della mancanza di capacità di trasporto e alle limitazioni per realizzare compiti d’intelligence”, ha segnalato Rasmussen

 

“A causa di questa mancanza l’Europa non sarà capace di partecipare alla gestione delle crisi internazionali e la breccia sarà occupata dalle potenze emergenti come l’India e la Cina, ed è un dato di fatto”.

 

In linea generale, il livello delle spese militari dei paesi europei membri della NATO è quattro volte inferiore a quello degli Stati Uniti.
Fonte ita: VociDallaStrada

Di cosa hanno paura

“Molti europei guardano agli anni ’50 come ad un periodo felice. Le nostre case erano sicure, tanto che molte persone non si curavano nemmeno di chiudere la porta a chiave. Le scuole pubbliche erano in genere eccellenti e i loro unici problemi consistevano in cose come il chiacchiericcio in classe e le corse nei corridoi. Gli uomini trattavano le donne come signore e molte donne dedicavano il proprio tempo e i propri sforzi ad abbellire le case, allevare i bambini e aiutare le proprie comunità tramite il volontariato. I bambini crescevano in ambienti familiari con due genitori e la mamma andava incontro al bambino quando tornava da scuola. Gli spettacoli erano qualcosa che tutta la famiglia poteva godersi. Leggi il resto dell’articolo

Oslo: tutto quello che già sapete

Tutto quello che avreste voluto sapere sugli attentati in Norvegia, ma avete evitato di chiedere, un po’ perché ci arrivavate anche da soli, un po’ perché è sempre la solita solfa.


Sui motivi del doppio attentato terroristico in Norvegia, il cui tragico bilancio è finora di un centinaio di morti, l’unica cosa che bisogna tenere presente è che – come sempre – tali motivi vanno ricercati in direzione diversa, se non del tutto opposta, a quelli insinuati dai giornali e dalle TV di regime dell’occidente. A chiarire la situazione, forse sono utili alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli anni scorsi. Fare due più due non è difficile. Leggi il resto dell’articolo

LA DATA

Ieri potrebbe essere stata forse una data cruciale (lo vedremo presto). Sicuramente è stata una giornata densa di insegnamenti. Il 90% della popolazione non li capirà affatto, come non capì nulla di “mani pulite”; e tuttora non ha preso atto di quanto accadde a quell’epoca, in cui iniziò quel processo di asservimento dell’Italia a dati ambienti statunitensi e ai parassiti industrial-finanziari italiani (sicari di quegli ambienti) che si tenta adesso di portare a termine, superando quell’“accidente storico” rappresentato dalla discesa in campo di Berlusconi. Il 90 % della “ggente” non riesce a prendere in considerazione più di una variabile per volta; il pensiero complesso, problematico, le è estraneo ed ostile. E naturalmente, questa variabile è quella che le viene fornita da certi furbacchioni che controllano la maggior parte dei mass media e dei canali di trasmissione degli ordini verso il basso, verso il “poppolo”.

D’altra parte, tutto è congegnato affinché la confusione sia tale da scoraggiare ogni considerazione complessa di una situazione, perché si deve perdere tempo e indubbiamente chi lavora duro, e ha diversi problemi che gli si presentano nel lavoro, non ha questo tempo a disposizione. Molto più che all’epoca di “mani pulite”, dovrebbe risultare chiaro che una parte è stata ieri salvata (nella figura del sen. Tedesco) mentre un’altra è stata bastonata (in quella del deputato Papa). Da una parte, sta chi era destinato, per volere estraneo, al governo nel ’92-’93; e si tratta dei rinnegati e venduti agli ambienti Usa di cui sopra. Dall’altra, sono collocati coloro che ancora bazzicano nei paraggi del “fu accidente storico”. La Lega dimostra di essere un’accozzaglia di ottusi e rozzi, priva di qualsiasi visione politica, legata a miti regionalistici e separatisti; con a capo alcuni furboni che si sono fatti le ossa in ambiente “romano”, flirtano con settori dei “poteri forti” e anche con certi ambienti stranieri, ma con modalità che li mettono talvolta in posizione più accettabile (almeno per chi la pensa come noi).

Adesso, ad es., manifestano l’intenzione di votare contro le missioni militari e, in particolare, sono ostili all’impresa di Libia (alle intenzioni seguiranno le decisioni?). I motivi appaiono tuttavia meschini e di piccolo cabotaggio: impedire l’immigrazione. Sia chiaro, non mi sognerò di sostenere i “buonisti” (cretini o manigoldi) che vogliono accogliere tutti; ma è ovvio che la guerra libica fa parte di un più vasto contesto strategico (degli Usa di Obama) ed è ridicolo ridurre tutto agli sbarchi di nordafricani sulle coste italiane. D’altra parte, non si può aver simpatia per una maggioranza (ormai sulla carta) che insiste nell’essere più realista del Re, mentre perfino Francia e Usa sono in trattative con il legittimo governo libico (pur pretendendo, con arroganza coloniale, che Gheddafi se ne vada). E poi questa “maggioranza”, sul punto in oggetto, ha tradito il suo premier, che continua a dichiarare lamentosamente la sua estraneità sostanziale alla scelta di partecipare alla guerra contro la Libia, accettata obtorto collo. Ma se l’hai accettata senza essere d’accordo, allora ti ritiri dal governo; altrimenti ti imponi e metti in riga gli altri.

La politica estera non è uno scherzetto, un accessorio – soprattutto quando si decide l’entrata in guerra, ipocritamente mascherata da operazione di pace, con l’atteggiamento di un “bravaccio” da trivio – a meno che non si sia d’accordo sul lasciare l’Italia in mani straniere, come fosse un Protettorato qualsiasi. Abbiamo perfettamente capito (noi, non so se il “poppolo”) che la guerra è stata voluta soprattutto da Napolitano; e sappiamo bene chi è costui, chi e che cosa rappresenta. Ma se tu hai il governo, e sei ufficialmente il leader del partito di maggioranza in questo governo, devi per forza piegarti a quello che formalmentenon è capo dell’Esecutivo ma solo custode della Costituzione? Se sì, allora te ne vai o denunci “a reti unificate” il capovolgimento dei poteri in questo paese allo sbando. Qui siamo ormai in pieno sconquasso degli equilibri istituzionali stabiliti costituzionalmente, come dimostra il fatto che la magistratura riceve il permesso di mettere in galera un deputato prima di ogni processo e condanna; comportamento di una giustizia, che tale non è nemmeno quando agisce così contro un semplice cittadino.

La Lega ha però approvato lo stravolgimento totale di ogni ordine, foriero di drammi ben più gravi di quelli passati, perché “in alto” le sventolano l’acciughina del federalismo fiscale, utile a non perdere ulteriori voti presso un elettorato di rozzezza e ottusità oltre ogni limite umanamente credibile. E la sinistra dei rinnegati mostra in pieno il suo volto, già visibile vent’anni fa a chi aveva occhi per vedere e cervello per pensare: il volto di chi è demandato da Usa e poteri forti a governare un paese servo. Si vota, spudoratamente, per la galera a un pidiellino alla Camera e per la salvezza del proprio senatore. Più chiaro di così! Ma per un cervello pensante.

Una conclusione ormai s’impone di fronte a questo sfascio totale delle istituzioni, del tessuto politico, ma anche sociale, del paese; di fronte ad una masnada di intellettuali “di sinistra”, per il 90% di una indegnità che meriterebbe processi e condanne definitive. Non c’è più alcuna salvezza per questo paese, secondo le modalità normali, sedicenti “democratiche”. A suo modo, Asor Rosa aveva ragione; solo che il colpo di Stato dovrebbe essere diretto contro quelli come lui, contro tutta la ghenga che ormai rovina il paese. Se però, per quanto riguarda l’intellettualità, la “falce” dovrebbe mietere a “sinistra”, ben diverso è l’orientamento in politica e, soprattutto, verso i mandanti industrial-finanziari. Qui, non c’è sinistra o destra che tenga; occorrerebbe una radicale disinfestazionebipartisan, un repulisti generale e diretto ad asportare dal corpo sociale anche la minima cellula “malata”.

Lo dico solo per far capire che ormai è inutile sperare alcunché: siamo diretti all’affondamento. Non nel senso della Grecia. Al totale “default” italiano credo poco; può avvenire solo se si perde completamente ogni e qualsiasi controllo. Può accadere, ma non sembra molto probabile; in ogni caso, non è questa l’intenzione di chi ci sta spaventando, non è questa l’intenzione di chi ha ormai ridotto a burletta il premier, un fantasma che si aggira ancora tra le rovine. A questo punto, per quel che serve, prima se ne va e meglio è; ormai crea solo ulteriore confusione e ritarda la resa dei conti, in modo che gli stranieri (anche quelli “in patria”) riescano meglio, con maggior facilità e minori costi, a realizzare i loro obiettivi.

La scelta è tra un colpo di Stato nuovamente mascherato come quello di “mani pulite”; o uno aperto e diretto contro tutti i rinnegati e traditori che infestano il nostro suolo. Per il momento, aspettiamoci o il governicchio detto di “salvezza nazionale” (mentre è diretto al nostro totale asservimento) o qualche soluzione analoga, comunque studiata per ingannare i “semplici”, quelli che ragionano in base ad una sola “variabile”, portata direttamente sotto il loro naso dai farabutti, che li convincono di stare odorando un profumo, accettabile dati i tempi, mentre si tratta invece del puzzo orrendo della loro putredine di rinnegati e traditori. Prepariamoci alla resistenza, quella vera, attuale: non quella “antifascista”, bensì contro i roditori che stanno riducendo l’Italia a una gruviera.

 

Aggiunta per divertimento. Vi ricorderete, spero, che il 7 luglio riportai in commento due notizie di agenzia. Una – della cialtronesca e sgangherata Al Jazeera – sosteneva che i “ribelli” di Bengasi erano ormai a tiro di schioppo di Tripoli, la stavano accerchiando o qualcosa del genere. L’altra diceva che Sarkozy aveva ordinato la presa della capitale libica e la fine del regime del “Grande Dittatore” per il 14  luglio (primaria festa nazionale francese, che ricorda ben altri momenti di questa nazione divenuta anch’essa un “pauvre pays”, proprio come l’Italia fu definita da De Gaulle). Rilevai che era un bene ci dessero una data precisa, così si poteva giudicare meglio la serietà di questi sicofanti. Siamo ad una settimana oltre il termine stabilito e arriva la notizia che la Francia (ma anche gli Usa vi sono dietro) è perfino disposta a trattare con Gheddafi. Basta che accetti di andarsene; ma non necessariamente da Tripoli, dove magari può girare per giardini pubblici con i suoi nipotini. L’importante è che lasci il potere.

Nel frattempo si è svolta un’altra pantomima dei disgustosi scarafaggi, detti “ribelli” (incapaci di un solo passo senza “papà e mammà” della Nato), che hanno annunciato la presa di Brega (dopo non so quanti giorni di intensi bombardamenti aerei), poi l’hanno riannunciata il giorno successivo, poi c’è stata una smentita di Tripoli, poi si è detto che ancora erano rimasti residui di truppe “lealiste” (2-300 soldati) ma accerchiati, poi è calato il solito silenzio come dopo le “fosse comuni”, i bombardamenti aerei (di Gheddafi! Ahahahah!!) della piazza di Tripoli, la distribuzione di Viagra ai soldati (sempre di Gheddafi) affinchè, debolucci e un po’ impotenti come sono, fossero in grado di stuprare le “bengasine”, ecc. Veramente devo dirlo: vien quasi (solo quasi!) da considerare con vivo apprezzamento i vecchi colonialisti a cavallo tra otto e novecento. Questi sono dei vermiciattoli. Mai si poteva credere che gli “occidentali” fossero a simile livello di meschinità, di inettitudine, di faccia tosta da malandrini di centesimo ordine. Criminali e assassini come i loro nonni e bisnonni, ma autentiche merde, di quelle di vacca che, quando cadono, fanno “splash” e si sformano al suolo appiattendovisi. Resta loro solo la potenza militare degli Usa, paese del resto nato da un genocidio di popolazioni definite “pellerossa”. Mi tingerei volentieri tutto di rosso, ma non vorrei essere preso per “comunista”, mentre la mia intenzione, per il momento, è solo di “fare l’indiano”.

 

Fonte: Conflitti e Strategie

 

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