CENSURA IN RETE!

I tre principali provider internet in Australia,Telstra, Optus e Primus, cominceranno a censurare l’accesso alla rete dal prossimo mese, “filtrando” più di 500 pagine tra le quali si trovano principalmente quelle che secondo l’Autorità Australiana di Media e Comunicazione (ACMA sigla in inglese) contengOno pornografia infantile. 

Nacion Red

Tuttavia, il contenuto di questa lista nera di siti web sarà completamente segreto, cosa che da una parte lascia all’ACMA totale libertà di includere qualunque pagina che consideri inappropriata, e, dall’altra d’impedire ai suoi utenti internet di conoscere quali sono i siti web a cui viene impedito l’accesso in modo unilaterale e irrevocabile. Secondo il portavoce di Stephen Conroy, ministro delle comunicazioni australiano, in questa lista saranno incluse anche “organizzazioni reputate internazionali” anche se non chiarisce la natura delle stesse.

Anche se il Ministero delle Comunicazioni ha promosso di un filtro simile a quello annunciato da parte di operatori, questo ha subito un ritardo durante l’ultimo periodo vedendo costretti gli stessi provider ad agire di propria iniziativa. Con questa mossa, per altro, la pratica totale degli utenti australiani resta in mano alla volontà dell’ACMA che limita l’accesso per il quale stanno pagando.
Come fa notare l’Electronic Frontier Foundation (EFF), la creazione di una lista nera controllata e guidata da un unico organismo sul quale l’utente non ha né voce né voto, comporta una serie di problemi che mettono un freno alla libertà in internet.
“Il problema con un piano come questo è molteplice: in primo luogo, non esiste trasparenza nella selezione degli URLs della lista nera né responsabilità da parte delle agenzie di regolamentazione. Si sconosce il nome di quelle “reputate organizzazioni internazionali” che facilitano Urls con pornografia infantile, ma potranno includere all’Internet Watch Foundation, un’organizzazione con sede nel Regno Unito che nel 2008 raccomandò ai provider britannici di bloccare una pagina di Wikipedia che conteneva la copertina di un album degli anni 70 che loro ritenevano essere illegale”. 
L’assenza di trasparenza e di responsabilità porta direttamente all’impunità e al blocco selettivo di pagine che poco o niente hanno a che fare con il contenuto dal quale si vuole proteggere l’utente. Senza andare tanto lontano, in un’occasione l’ACMA ha incluso nella sua lista nera la pagina web di un dentista che non c’entrava nulla con la pornografia infantile.
Come dice l’EFF, cosa succede se l’ACMA ritiene necessario bloccare pagine “indecenti” o “controverse”? Chi potrebbe evitarlo quando le liste nere sono totalmente confidenziali?
Cosa impedisce che questa misura sia utilizzata per ottenere profitti commerciali o annullare il diritto all’accesso dell’informazione?

Fonte: Voci Dalla Strada

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