La guerra dei droni

Pioggia di missili Usa sul Waziristan: decine di morti e di feriti con gravi problemi alle vie respiratorie, alla pelle e agli occhi che indicherebbero l’uso di sostanze nocive negli ordigni utilizzati

Negli ultimi giorni il Pakistan ha subito i più violenti bombardamenti aerei americani dall’inizio dell’anno. Tra lunedì e mercoledì, i droni della Cia hanno sganciato decine di missili sulla regione tribale del Waziristan, uccidendo oltre quaranta persone, talebani ma anche civili, e ferendone altre decine.

Fonti sanitarie pachistane hanno denunciato ieri che i civili feriti negli ultimi raid Usa, ricoverati negli ospedali di Peshawar e delle altre città del nordovest, accusano ‘‘gravi problemi alle vie respiratorie, alla pelle e agli occhi” che indicherebbero l’uso di ”sostanze nocive” negli ordigni sganciati dai droni.

Quelli descritti dai medici pachistani, potrebbero essere gli effetti delle versioni potenziate dei missili aria-terra Agm-114 Hellfire II, in particolare quella con testata penetrante rinforzata con uranio impoverito e quella termobarica con testata arricchita da polvere d’alluminio.

L’intensificarsi della campagna aerea della Cia, oltre alla salute dei pachistani, sta danneggiando anche le relazioni diplomatiche tra Islamabad e Washington. I vertici politici e militari pachistani fanno sempre più fatica a ignorare il crescente malcontento popolare verso questi attacchi e il sempre più diffuso sentimento anti-americano.

Questo clima di ostilità montante è chiaramente avvertito dai diplomatici americani di stanza a Islamabad, preoccupati per gli effetti a lungo termine della linea dura di Washington. ”Lo scontento dei pachistani è legittimo”, ha dichiarato un diplomatico Usa al Wall Street Journal. ”Sottovalutando l’importanza dell’opinione pubblica pachistana, rischiamo di trasformare i nostri naturali alleati in nostri avversari”.

L’ambasciatore americano in Pakistan, Cameron Munter, sostenuto dal dipartimento di Stato americano, ha espressamente chiesto all’amministrazione Obama di frenare i bombardamenti della Cia. Una richiesta che la scorsa settimana è stata discussa dal Consiglio per la Sicurezza Nazionale, e respinta per la ferma opposizione del direttore uscente della Cia e futuro capo del Pentagono, Leon Panetta.

Fonte : http://it.peacereporter.net/articolo/28863/La+guerra+dei+droni+%287%29

Propaganda: se la conosci la eviti

Edward Bernays

Che ci piaccia o no tutti, nessuno escluso, siamo condizionati dalla propaganda, e molto spesso quelle che consideriamo le nostre opinioni ci sono state in realtà costruite addosso da altri. I nostri atteggiamenti e il nostro modo di vedere le cose sono spesso il frutto di una manipolazione incessante, di cui non abbiamo alcuna percezione cosciente.
La propaganda non è, come molti credono, qualcosa di vago e indefinito, ma si tratta di una vera e propria scienza, con leggi e regole ben scandite. Un manuale di istruzioni, che applicato scrupolosamente fa girare il motore. Una guida che, seguita passo passo, fa ottenere le migliori prestazioni da quel motore.

E colui che ha scritto quel manuale, che viene scientificamente applicato a tutt’oggi, è considerato uno dei 100 uomini più influenti del XX secolo, anche se pochissimi lo conoscono.
Stiamo parlando di Edward Bernays, il nipote di Sigmund Freud emigrato a New York verso la fine del 1800. Di origine ebraica, Bernays fu amico di Franklin Roosevelt e della First Lady, …
… nonostante Felix Frankfurter, giudice della Corte Suprema – anch’egli di origine austro-ebraica – lo accusasse di essere “un avvelenatore professionista dei cervelli della gente”.
Bernays è stato consulente dell’ufficio americano della propaganda durante la prima guerra mondiale, e ha dominato a lungo la scena della comunicazione in America. Le sue campagne sulla manipolazione dell’opinione pubblica ottennero sempre grandi successi, anche nei periodi di crisi come la grande depressione del 1929. Definito “il patriarca della persuasione occulta”, Bernays aveva compreso l’importanza dell’uso massiccio e spregiudicato dei media, che utilizzava per lanciare un prodotto, un candidato politico, o una causa sociale.
Nel 1933 Joseph Goebbels rivelò a un giornalista americano che il libro “Crystallizing Public Opinion”, pubblicato da Bernays nel 1923, fu utilizzato dai nazional-socialisti per le loro campagne politiche. I personaggi politici che hanno reputato indispensabili e fondamentali le tecniche sviluppate da Bernays abbracciano molte generazioni, e vanno da Adolf Hitler a George Bush, ma non solo; forse qualcuno si stupirà nell’apprendere che anche l’attuale presidente Barak Obama ha studiato a fondo l’opera di Edward Bernays.
L’innovazione fondamentale di Bernays può essere riassunta in questa sua affermazione: “Controlla le masse senza che esse lo sappiano”. Leggi il resto dell’articolo

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