Cos’è il “Potere”?

“Pensiero Condiviso”

Con questo post oggi probabilmente mi attirerò l’ ira funesta del 90% dei Blogger, di quelli tutti intenti a pubblicare notizie su notizie, credendo così di fare informazione mentre non fanno altro che il gioco del potere, come abbiamo visto (verso il fondo) anche nell’ ultimo articolo sulla creazione del consenso; e certamente di quelli che pensano di risolvere chissà cosa cercando spasmodicamente “chi” occupi il vertice estremo del potere, l’ occhio della piramide, quasi si trattasse di una gara la cui posta è la libertà … di fatto depistando e sprecando inutilmente preziose energie che andrebbero indirizzate da tutt’ altra parte.

In questo modo infatti non si fa altro che rafforzare il Pensiero Unico,non si fa altro che moltiplicare proprio l’ immaginario voluto dal potere, e l’ idea che non esistano alternative percorribili. E l’ errore principale ( voluto o meno ) dei blogger è proprio quello di non far mai seguire possibili proposte alternative all’ analisi, per ben fatta che sia.

Peggio per loro: per sopraggiunti gravi motivi personali mi rimane ormai poco tempo da dedicare ancora al blog, dopodichè seguirà un periodo di pausa forzata più o meno lungo; ragion per cui, in una sorta di accelerazione finale, cercheremo di tirare le somme senza andare tanto per il sottile: l’ esposizione e le congetture fin qui prodotte ci permettono infatti di poter senz’ altro passare oltre, verso una fase più pragmatica che risponda finalmente alla fatidica domanda: “cosa fare”, che io riformulerei meglio in “quali alternative, quali possibilità ci restano ?” … Perchè, come abbiamo visto, le alternative ci sono eccome, ma compito primo della costruzione del consenso è proprio nasconderle alla vista dei sudditi, come compito dell’ incanalamento del dissenso è quello di convogliare il malcontento in forme comunque gradite e non pericolose per il Sistema stesso.

Così, pur probabilmente senza esserne consapevoli, la maggior parte del Blogger svolge proprio questo secondo, fondamentale servizio per il sistema, andando a braccetto, in modo più o meno consapevole, ai Gatekeepers più raffinati, a quelli che la rete la usano come una tonnara, e trasformano il web nell’ ennesimo luogo di mattanza di ogni reale pensiero innovativo, di ogni volontà e decisionalità … insomma in un ennesimo strumento di adattamento e accettazione della Realtà Indotta ( ed è per questo motivo che, probabilmente, ci lasciano ancora tranquillamente paciugare con Internet ).

E poi perchè non tanto di “fare” inizialmente si tratta, quanto appunto di “modificare un immaginario”, un modo di vedere le cose che ci è stato del tutto inculcato: fatto questo, le soluzioni balzeranno spontaneamente agli occhi … ma non aspettatevi risoluzioni magiche, nè delegabili ad altri: perchè richiederanno la volontà di essere poste in atto, una volontà ed un impegno personali, non più delegabili, e non espletabili col semplice rituale, istituito proprio dal potere, dell’ apporre una crocetta su un simbolo del medesimo potere.
( Capire di essere coglioni che vengono menati per il naso può far incazzare; continuare a comportarsi da coglioni è non solo perverso, ma pura follia ).

A partire da questo post pertanto vedremo di esplicitare in modo chiaro i possibili diversi orientamenti, le possibilità di deviare o cumunque di eludere il pensiero unico, cercheremo di dare dei suggerimenti pratici che siano fattiva conseguenza della nuova comprensione scaturita dalle analisi antecedenti.

Venendo al tema del titolo, il primo passo fondamentale da compiere è capire ( con la pancia, e non solo con la testa ! ) che cavolo sia quello che viene comunque detto, con formula del tutto estraniante, ambigua e bivalente, il “Potere”.

Cominciamo col dire quel che NON è: il potere non è la sfilza di nomi individuati dalle pur precise indagini giornalistiche di Paolo Barnard; il potere non è un nome, non è una famiglia, non è una setta, non sono i banchieri, non è la massoneria, non è il capitalismo, non sono nè i Rothschild nè Rockfeller nè Goldman Sachs, non sono tantomeno nè gli Americani nè i loro multiformi e camaleontici eserciti …

Anzi: chi si pone a capofitto a voler ostinatamente seguire tale direzione d’ indagine, diventa automaticamente un gatekeeper, in quanto occulta ( volutamente o meno che sia ) la più grande e semplice delle verità: il Potere siete voi, siamo noi, il potere è SEMPRE nel numero, nella folla, nella popolazione, nella moltitudine degli individui, nella loro capacità di pensiero, di associazione e di organizzazione.  Peccato che tali capacità vengano bellamente buttate nel cesso, ossia DELEGATE ad altri, i “detentori del potere“, quali in effetti sono i nomi fatti da Barnard e blogger vari … ancora, il Potere non va confuso con gli “strumenti del potere“, quali sono appunto le varie organizzazioni quali le Banche, la massoneria-mafie-servizi segreti, le organizzazioni politiche, i divulgatori di pensiero, il sistema economico, l’ élite, i circoli occulti e i gruppi di pressione, polizia e forze armate, ecc …

Il potere di un Rockfeller, per esempio, non è altro che quello che noi stessi mettiamo stoltamente nelle mani di un sistema economico criminale, nel quale non solo crediamo, al quale non solo ci affidiamo ciecamente, ma per il quale siamo disposti anche a morire ( e NON parlo in senso figurato ! ) … Un “pensiero talmente e totalmente condiviso”, dunque, che più di così non si può … Ma allora, di cosa venite a lamentarvi …???

Facendo il paragone con una mezzo di trasporto, potremmo dire che le organizzazioni sono il motore, ossia l’ insieme di forze cooperanti in modo ciclico e meccanicamente ineludibile che muovono il potere, mentre quei nomi sono chi gli autisti, chi i passeggeri di tale mezzo … ma voi siete la benzina, il carburante senza il quale il mezzo non va da nessuna parte: la grandissima energia profusa nella spasmodica creazione di consenso serve appunto a celare perennemente agli occhi della gente questa banalissima verità.  Perchè quelle sopra indicate non sono che le forme del potere, di una forza che sta nel popolo, e che può prendere infinite altre forme: e proprio per questo, una volta delegata, questa forza verrà astutamente incanalata da chi vorrà abusarne in modo che prenda solo le forme volute, e non altre.

POTERE E CONSENSO

A questo, sostanzialmente, serve la creazione del consenso: proprio a farvi credere che “QUELLO” sia il potere, ad impedire lo sviluppo di alternative, ad impedire che altre forme associative non solo non vengano adottate, ma non possano più nemmeno essere lontanamente immaginate dalla popolazione ormai divenuta completamente succube della sua stessa delega … galline che, delegando la lotta per la sopravvivenza al fattore, si sono trasformate in semplici macchine dalle uova d’ oro, incapaci ormai non solo di spiccare il volo, ma anche del più piccolo guizzo di indipendenza personale alternativa al continuo girare in tondo all’ interno della stessa gabbia.  Polli d’ allevamento, come diceva Gaber. Folli che si sono deliberatamente messi una camicia di forza e consegnati spontaneamente ai loro aguzzini, come dice Mondart.

Paradossalmente agli occhi dei più, che pensano che il potere raggiunto possa essere mantenuto col semplice ricorso alla forza ed a strumenti autoritari di repressione, la creazione di consenso sarà tanto più necessaria quanto più un governo si avvia verso forme apertamente autoritarie: uno stesso dittatore, senza una massa plaudente e consenziente, e senza un forte “pensiero condiviso”, non sarebbe altro che un povero folle in preda a deliri di onnipotenza … e proprio nelle forme autoritarie la propaganda assume infatti toni e dimensioni massicce e preponderanti.

Il fenomeno, noto come “folie à deux”, è stato ben studiato a descritto, a cavallo dei due secoli precedenti, da Gustave Le Bon in “Psicologia delle Folle” ( scarica in Pdf ), opera studiata a fondo da ogni dittatore del secolo scorso, nella quale Le Bon, novello Machiavelli, insegna ai moderni detentori del potere come ottenere il consenso delle masse: il primo fondamentale passo è appunto la riduzione degli individui a massa, compito affidato ai media: se l’ individuo preso singolarmente infatti può obiettare, può dissentire su una decisione, può argomentare con logica, intelligenza e competenza di causa su determinate scelte; se l’ individuo ha dalla sua l’ esperienza personale, le proprie capacità maturate e l’ intelligenza che da ciò deriva, tutto questo è precluso alla massa; la massa è solo un vuoto contenitore di istintualità primordiali, che risponde in modo appunto “massivo”, non intelligente, non organizzato, con reazioni che discendono non tanto dalla somma delle esperienze individuali, ma dal livellamento al basso dei vari bisogni, paure, desideri, pulsioni di sopravvivenza.

La massa, come dice la parola stessa, altro non è che individualità fatta a pezzi, altro non è che poltiglia umana, di cui resta solo “il corpo”, i bisogni fisici e psichici derivanti dalla più bassa fisicità e dal puro istinto di sopravvivenza.

La massa inoltre è emotivamente un BAMBINO che si affida del tutto emozionalmente al PADRE, in modo del tutto edipico.

L’ incontro tra Dittatore e Massa è infatti una perfetta incarnazione edipica di due immaturità: un’ immaturità adulta che guida un’ immaturità bambina: e se compito naturale di qualsiasi autorità adulta è far crescere il bimbo di cui si prende cura, qui abbiamo il paradosso del cieco che guida un altro cieco, pretendendo perlopiù di vederci … il risultato e la fine di entrambi sono facilmente immaginabili.

Possiamo vedere in un esempio meno pericoloso di ciò negli stadi come in ogni tipo di fanatismo, sportivo, religioso, verso un’ icona come verso un personaggio, nei mega-concerti ( “fans” è appunto una derivazione da fanatismo ): in tutti questi casi l’ individuo rinuncia alla propria individuazione come persona per trasformarsi nel proprio paladino, ed assume a modus agendi il riversamento su tale figura di un miscuglio di emozionalità, di pulsioni e desideri irrisolti, ansie, frustrazioni, paure, desideri della cui risoluzione verrà magicamente incaricato il paladino. In quello stesso momento l’ individuo tende ad immedesimarsi empaticamente con chi adora lo stesso idolo, ed ecco avvenire la sua trasformazione in “massa”.
Ecco quindi anche perchè, per esempio, la sconfitta della squadra del cuore è vissuta non più come un semplice fatto sportivo, ma come un fatto talmente personale e devastante da giustificare l’ ira, l’ aggressione, l’omicidio dei fans dell’ altra squadra. Ed ecco perchè in democrazia si dividono le masse su due diverse fazioni, ecco perchè sport come il calcio sono sponsorizzatissimi e socialmente premiati rispetto agli sport individuali, ecco perchè la massa accetterà in nome del paladino sofferenze indicibili, e forme di masochismo altrimenti inspiegabili; ecco perchè, in una parola, la massa non desidera la libertà.

LE VIE ALTERNATIVE

Premesso che “incazzarsi”, come dice il protagonista di “Quinto Potere” ( film che difatti altro non è che l’ ennesima opera di propaganda, anche se ben fatta e ben mascherata -il perchè cercate adesso di capirlo da soli- ) non servirebbe a nulla se non favorire una potenziale rivolta che andrebbe incanalata a riversarsi su obiettivi graditi al potere stesso, le alternative vanno perseguite con ragionata calma e perseveranza, e soprattutto all’ inizio conquistate all’ interno della nostra stessa testa.
Insomma occorre sganciarsi dallo status di “massa” e riconquistare quello di “individui”: senza questo passaggio preliminare e fondamentale non si va da nessuna parte. 

Una volta capito che il sistema non fa altro che NASCONDERCI anche la sola immaginazione di una vera alternativa, proponendo alternative trappola e/o fasulle, ci risulterà chiaro che dal sistema NON POTRA’ MAI derivare niente che possa minacciarlo o metterlo semplicemente in discussione … e che quindi dovremo piantarla di “affidarci” e cominciare a guardare proprio nel senso di una rivalorizzazione della nosta individualità, e soprattutto di quelle condizioni già enunciate da Fromm per lo sviluppo di una società sana, adattiva alla vita e non distruttiva ( Vedi anche questo post ).

In altre parole: basterebbe piantarla di condividerne il pensiero per togliere potere alla “macchina” e riportarlo nelle nostre mani.
IL POTERE NON VA ATTACCATO, VA FOTTUTO: parole sante, se intese nel senso che sarebbe stupido attaccare quel che è già nostro, molto meglio riprenderselo e goderne.


1) Usare meglio il Web

Pragmaticamente parlando, già da questo post possiamo individuare un punto nodale ben preciso su cui cominciare ad agire, ossia un utilizzo più consapevole del web e dei blog che da strumento di informazione ( che va bene, purchè non ci si limiti ossessivamente a quello ) deve diventare strumento di crescita psicologica ed emozionale, in modo da favorire quel distacco dalla massa tanto cara ai dominanti e reimpossessarsi del potere maldestramente affidato e consegnato nelle loro mani. Insomma, in questo momento il dibattito filosofico serve molto più dell’ inondazione di notizie; il riappropriarsi dell’ empatia e della sensibilità agli altri molto più che dotte disquisizioni sui massimi sistemi; la pratica spicciola di un po’ di potere, anche nelle piccole decisionalità, molto più che eterne e sterili discussioni.

In soldoni: prima di postare interrogarsi se la lettura di quel post potrà apportare qualcosa di veramente nuovo e smuovente nel lettore; dare degli imput emozionali oltre che logici; e soprattutto evitare gli errori tragici di cui sopra.
Come anticipato nel precedente post ( e su questo tema ritorneremo in modo più esaustivo ) la Rete, così come è configurata oggi, è un perfetto esperimento in vitro di autogoverno anarchico, dove il miglioramento del singolo migliora l’ intera struttura, cosa questa veramente rivoluzionaria perchè oggi non praticabile in nessun altro settore. Bisogna quindi sensibilizzare i lettori su questo importantissimo aspetto, e far capire che la stessa cosa può essere trasposta a livello di organizzazione sociale: ne conseguirebbe la morte inevitabile di ogni struttura parassita piramidale.

2) Riprendersi il Tempo

Privare le persone del proprio tempo ( ossia privarle della possibilità di pensare ed agire in modo autonomo ) va di pari passo con l’ accettazione di un immaginario indotto. Riprendersi il Tempo è una priorità quindi non solo etica, ma una necessità di fatto per ritornare ad essere individui.

Ognuno lo faccia quanto e come può, magari togliendolo alla Tv e ad altre insulse e controproducenti attività o “passatempi” … lo stesso discorso andrebbe gradualmente fatto nei rapporti di lavoro, favorendo la nascita di piccoli imprenditori “Luminosi” che, capendo che questo sistema li fagociterà, siano disposti a cambiare l’ atteggiamento di sfruttamento un uno di vera collaborazione: ti offro condizioni più dignitose e più tempo perchè so che ne verrò ampiamente ripagato in termini di consapevolezza ed emancipazione da un sistema che, dopo il mio dipendente, finirà per stritolare anche me.

Fonte : http://mon-dart.blogspot.com/2011/06/cose-il-potere.html

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