La specie umana non è la fine ma l’inizio dell’evoluzione

“La Singolarità: E’ un periodo futuro in cui il ritmo del cambiamento tecnologico sarà così rapido e il suo impatto così profondo, che la vita umana ne sarà trasformata in modo irreversibile. Ne utopica ne distopica, quest’epoca trasformerà i concetti su cui ci basiamo per dare un significato alle nostre vite, dai nostri modelli di business al ciclo della vita umana, inclusa la stessa morte. Diventeremo enormemente più intelligenti quando ci fonderemo con la nostra tecnologia.” Ray kurzweil

La tecnologia ci permetterà presto ridisegnarci e il transumanesimo è la prima cultura di questo cambiamento.

La nostra specie non cambierà nel futuro a causa di una lenta evoluzione, ma per una nuova era, veloce e diretta verso l’evoluzione tecnologica che ci permetterà di ridisegnarci in molti sensi. Questa approssimazione futurista è nota come transumanesimo e si basa nella premessa che la specie umana non rappresenta la fine ma l’inizio. L’umanità sta già cominciando a conoscere le implicazioni di questa evoluzione tecnologica, particolarmente quelle nell’area della morale. E’ la strada verso il “demiurgo” razionale permanente nello spazio e il tempo.

La cultura popolare è familiarizzata con una nuova terminologia: ingegneria genetica, cyborg, intelligenza artificiale, singolarità, post-umanesimo. Il termine post-umano sembra star guadagnando sempre più importanza, anno dopo anni, specialmente nei media, circoli accademici e “tecno-intellettuali”.

Futuristi come Alvin Toffer suggeriscono che il mondo si muove velocemente verso una “quarta onda” nella quale gli esseri umani diverranno loro stessi  post-umani, grazie ai numerosi e simultanei progressi tecnologici. Tale cambiamento è stato descritto da alcuni esperti come analoghi al cambiamento sperimentato nell’evoluzione dalle scimmie agli esseri umani.

Ma, dato che i futuristi fanno questi grandi pronostici, e noi usiamo il termine post-umano con naturalezza, sappiamo veramente ciò che attende all’Homo Sapiens?

Semplicemente, come miglioreremo noi stessi? Cosa vogliamo dire quando ci riferiamo alla condizione fisica del post-umano? Qual è esattamente il grande potenziale per la vita intelligente? A cosa assomiglia l’intelligenza avanzata?

Organismi post-umani

Dato che cominciamo ad essere nell’ondata del ridisegno umano, il destino è ancora sconosciuto. Ma nonostante tutte le domande non risposte, abbiamo qualche pista che ci può aiutare a speculare su quello che vogliamo precisamente dire con organismo post- umano- anche essendo coscienti che con tutta possibilità non ci attende un solo tipo di post-umano ma vari.

Reinventeremo le nostre costituzioni biologiche e introdurremo silicio, acciaio, e microchip dentro di noi. Alcuni forse sceglieranno di esistere come patroni di ondata cosciente mentre altri trasformeranno se stessi in robot duraturi e pronti per lanciarsi nello spazio. Simultaneamente, creeremo forme di vita completamente nuove, includendo l’intelligenza artificiale, anche forse una coscienza globale.

Il monopolio dell’Umanità come l’unica forma di vita cosciente nel pianeta arriverà presto alla sua fine, sostituita da un gran numero di reincarnazioni post-umane. Inoltre, la forma in cui ci ridisegneremo potrebbe cambiare fondamentalmente le forme in cui la nostra società funziona, e porre questioni cruciali sulla nostra nuova identità e moralità come esseri umani.

Tecnologie e possibilità

I nuovi sviluppi della scienza e la tecnologia avvengono così velocemente che alcuni potremo cominciare a sotterrare le nostre capacità di adattamento al cambiamento. I portatili non esistevano 30 anni fa, i cellulari non esistevano 20 anni fa, e il World Wide Web non esisteva 10 anni fa.

Nelle scienze biologiche, si sono ottenuti dei risultati simili, dalla scoperta della struttura del DNA nel 1953 includendo nuove medicine, bioingegneria e tecniche di clonazione.

In aggiunta, nel 2002, una creatura vivente- il polio virus- è stato ricostruito pezzo per pezzo con vari elementi chimici da scienziati dell’università di New York. Abbiamo costruito vita nel laboratorio.

Con la scoperta del genoma umano, la clonazione e la creazione della vita in laboratorio, compiti già presenti nella lista dei doveri dei biologi,si stanno cominciando a ponderare le possibilità future. Oggi, cose come la nanotecnologia e criogenesi sembrano più plausibili che mai.

Cambiamento accelerato.

Il cambiamento non è solo molto veloce, ma si sta accelerando. Alcuni esperti come Ray Kurzweil speculano sull’arrivo di una nuova singolarità nella quale l’intelligenza artificiale e le forme di vita artificiali porteranno alla vita intelligente e la vita umana. La lenta evoluzione biologica sembra avvicinarsi velocemente alla sua fine: le nostre specie continueranno a cambiare, non attraverso una lenta evoluzione biologica, ma attraverso una nuova, veloce e guidata evoluzione tecnologica.

Attualmente molte frontiere sono confuse. Le frontiere tra la nascita e la morte, tra il virtuale e il reale, tra la moralità e l’immoralità, tra il vero e il falso, tra mondi interiori e mondi esterni, tra l’io e il non io, tra la vita e la “non” vita, incluso tra il naturale e il “non” naturale. Cos’è la vita? Cos’è la non vita? Cos’è la vita naturale? Cos’è la vita “non” naturale?

Queste sono domande profonde per il nuovo e profondo mondo del transumanesimo e conseguente post-umanesimo. Le risposte sono complicate. E forse sono più  difficili per noi comprenderle che per le scimmie, o anche che per le formiche.

Da transumano a post-umano

Tale e quale è emersa la possibilità del ridisegno della coscienza umana, anche un movimento filosofico ne ha tenuto conto considerandone le implicazioni. Questa approssimazione al pensiero orientato al futuro, conosciuto come transumanesimo, si basa nella premessa che la specie umana non rappresenta la fine della sua evoluzione ma l’inizio.

Quelli che sostengono questo movimento credono che quello che serve per guidare il processo sia un’approssimazione interdisciplinare per aiutarci nell’intendimento e nella valutazione delle possibilità per vincere le limitazioni attraverso il progresso scientifico.

I transumanisti sperano di vedere opportunità tecnologiche messe al servizio delle persone, con lo scopo che vivano più tempo, con una salute migliore e migliorare le capacità intellettuali, fisiche ed emotive.

Il transumanesimo enfatizza il fatto che abbiamo il potenziale non di “essere” ma di “arrivare ad essere”. Non solo possiamo usare i mezzi razionali per migliorare la condizione umana e il mondo esterno ma possiamo anche usarli per migliorare noi stessi, particolarmente l’organismo umano. E non siamo limitati solo ai metodi, come l’educazione, che l’umanesimo- il suo predecessore filosofico- espone personalmente.

Nuova fase umana

Il transumanesimo discute anche la disponibilità dei mezzi che eventualmente ci permetteranno di andare oltre quello che ci descrive come umani.

I transumanisti credono che, attraverso la marcia accelerata dello sviluppo tecnologico e l’intendimento scientifico, stiamo registrando una nuova fase nella storia umana.

I progressi nell’intelligenza artificiale, robotica, bio-ingegneria, clonazione, criogenesi, nanotecnologia, nuove energie, codificazione del pensiero, neonati da disegno, cyborg, chimica molecolare, esplorazione spaziale, immortalità e realtà virtuale ci condurranno a una sostanziale crescita fisica e mentale possibilmente per convergere ad un punto di singolarità.

Lo storico desiderio umano di trascendere le limitazioni corporali e mentali è profondamente legata al fascino umano sulla nuova conoscenza che è tanto inspiratore quanto terrorizzante.

La forma in cui queste tecnologie siano usate potranno cambiare profondamente il carattere della nostra società, e irrevocabilmente alterare le definizioni di noi stessi, e come abbiamo determinato il nostro posto nel grande schema delle cose.

Specie emergenti.

Se crediamo che l’evoluzione biologica ha raggiunto un limite, cosa verrà dopo? L’ingegnere finlandese, Pentti Malaska, ha cercato di rispondere a questa domanda nel 1997 durante un discorso a Brisbane, Australia, quando era presidente della Federazione Mondiale degli Studi sul Futuro. Malaska specula su varie generazioni di non umani biodisegnati nella catena di produzione dell’evoluzione.

Specificamente descrive il sorgere di quello che chiama Bio-orgs, cyborgs, Silorgs, Symborgs, E Cervello Globale. I bio-borg,particolarmente l’Homo Sapiens, sono micro organismi codificati a livello proteico,  la cui infrastruttura terrestre è il suo ambiente “naturale”.

I cyborg, abbreviazione di “organismi cibernetici” sono ibridi biologici e meccanici che oltre agli ambienti tradizionali usano lo spazio vicino.

Gli organismi di silicio stanno emergendo, conosciuti come Silorgs. Queste specie, rivendica Malaska, saranno umanamente non umani, adattati attraverso un DNA artificiale con composti di silicio e con ammoniaca come dissolventi e disegnati fondamentalmente per vivere nello spazio esterno.

Grande padre Internet

I symborg, organismi simbolici, saranno auto-riflessivi, auto-riproduttivi, auto-coscienti, programmi  viventi che abiteranno in Internet come se fosse la loro infrastruttura naturale, e usando interfacce avanzate per la comunicazione con altre specie. Saranno conosciuti anche come reincarnati, questi organismi risiederanno probabilmente in supercomputer come coscienze installate.

Finalmente, teorizzava Malaska, ci sarà il “Grande Padre Internet”- una mente globale con un’intelligenza e sapere superiore. Tale intelletto potrebbe essere perfettamente un Cervello Quantico Globale.

L’economista australiano Paul Wildman, un attivo membro del WFSF e del Progetto del Millennio (Del Governo Statunitense per l’Università dell’ ONU) parla delle forme di vita alternative.

Wildman usa il concetto di “borg” nel suo senso storico e generico, per identificare un organismo bionico e definisce cinque borg terrestri: Orgoborgs, Geborgs, Cyborg, Symborg e Tecnoborg.

Già sono qui.

Widman descrive gli Orgoborg come forme di vita organica, includendo gli Humborg (umani) e nuovi e ibridi Bioborg biodisegnati.

Geborg sono organismi manipolati geneticamente mentre i Cyborg, Siliborg e Symborg sono essenzialmente come li descrive Malaska. Wildman descrive anche il Tecnoborg, una forma di vita, con uno scheletro esterno, come un insetto.

Secondo Wildman alcune di queste nuove forme di vita già esistono nel senso tecnico, dato che il 12% della popolazione attuale degli USA potrebbero essere considerati dei cyborg che usano by-pass elettronici, protesi artificiali, lenti della cornea impiantati, e pelle artificiale.

Tutte le forme di vita sono nostre creazioni e popoleranno il nostro mondo e rifacendoci alla genetica e meccanicamente, e con questo, cambiando la nostra coscienza per sempre.

Implicazioni morali.

Dato che l’umanità si esprimerà indubbiamente in un gran numero di incarnazioni diverse, questo porterà alla nascita di ogni nuova forma di vita: L’Intelligenza Artificiale.

Il futuro sarà abitato da diverse forme di vita intelligente, e l’umanità sta cominciando a conoscere le implicazioni, particolarmente per quanto riguarda la sfera della morale.

La parola “robot” è stata creata nel 1921 dal drammaturgo ceco Karel Capek nel suo libro “RUR2”(Rossum’s Universal Robots). Immortalato nel 1950 da Isaac Asimov nel suo libro “Io, Robot”.

Tre leggi robotiche

Sotto ogni aspetto della finzione, Asimov stabilì l’integrazione dei robot nella società. Creò le famose Tre Leggi della Robotica:

1-Un robot mai ferirà un essere umano, o, passivamente, permetterà che un essere umano soffra dei danni

2-Un robot deve obbedire gli ordini dati dagli esseri umani, eccetto che queste ordini siano in conflitto con la Prima Legge.

3-Un robot deve proteggere la sua propria esistenza, sempre e quando tale protezione non sia in conflitto con la Prima e Seconda Legge.

Asimov migliorò il suo sistema e estrapolò la Legge Zero: Un robot non deve ferire l’umanità, o passivamente, permettere che l’umanità soffra danni. Di conseguenza modificò le tre leggi.

Diritti dei robot-

D’altra parte i futuristi Phil McNall e il pachistano Sohail Inayatullah scrissero “I diritti dei robot” nel 1987, e la femminista Donna Haraway pubblicò “Un manifesto cyborg” nel 1984- Entrambi sono documenti importanti che difendono i diritti dei robot e cyborg.

L’esperto in robotica Han Moravec scrisse due libri che trattano del sorgere dei robot e delle risultanti implicazioni nel futuro, “Mind Children” nel 1988 e “Robot” nel 1999. Moravec dice che i robot saranno i nostri discendenti con diritti e spiega vari modi di “caricare” la mente di un robot.

Similarmente, Marvin Minsky, uno dei padri dell’Intelligenza Artificiale nel MIT, scrisse il suo famoso articolo “I robot erediteranno la terra?” nel 1994, sulla Scientific American. Qui conclude: “Si, ma loro saranno i nostri figli”.

Come questi autori e pensatori suggeriscono abbiamo bisogno di cominciare a prepararci per la futura realtà dei robot e dell’intelligenza artificiale. Per addolcire la transizione alla condizione post-umana dobbiamo preparare noi stessi per la possibilità che la Terra sia ereditata non da una ma bensì varie forme di vita altamente intelligenti e coscienti.

Un buon inizio

Il corpo umano è un buon inizio. Ma possiamo migliorare la sua qualità e trascenderlo.

L’evoluzione attraverso la selezione naturale può essere che si stia finendo ma l’evoluzione tecnologica è soltanto agli inizi, accelerandosi considerevolmente di recente.

La tecnologia che ha cominciato a mostrare dominio sui processi biologici per la prima volta 100.000 anni fa, sta finalmente dando raggiungendo la  biologia come scienza della vita

Seme umano.

Così come il teorico di logica Bart Kosko ha detto : “La biologia non è il destino. Non è mai stata altro che una tendenza. E’ stata soltanto una prima veloce e sporca forma con cui la natura ha computato con carne. I chip sono il destino”.

E i fotqubits probabilmente vengano subito dopo i chip di silicio standard, ma anche essi sono soltanto un mezzo per l’eternità della vita intelligente nell’Universo.

Nella strada verso il demiurgo razionale permanente nello spazio e tempo è vitale essere al corrente che quello che è più importante è creare e non distruggere. Così come lo scrittore nordamericano David Zindella ha scritto: “Cosa è un essere umano, quindi? Un seme. Un seme? Una ghianda che non ha paura di autodistruggere se stessa crescendo in un albero”.

Josè Cordeiro ha studiato ingegneria al MIT, economia all’Università di Georgetown e finanze all’INSEAD, Francia. E’ il presidente del World Future Society Venezuela e cofondatore dell’Associazione Transumanista del Venezuela. Ha lavorato anche per la NASA e UNIDO e scritto vari libri su diversi aspetti del futuro di Latino America.

Nota del blog: Questo articolo vuole essere solo informativo, FreeYourMind! non condivide il pensiero transumanista.  

Fonte: Tendencias

Traduzione: FreeYourMind!

Leggi anche: https://freeyourmindfym.wordpress.com/2011/06/01/transumanesimo-e-metacomunicazione/

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3 Responses to La specie umana non è la fine ma l’inizio dell’evoluzione

  1. AWAKETIMELINE says:

    ciao ragazzi spero non vi dispiaccia, ho inserito il link del vostro blog sul mio, poichè lo ritengo utile e poi perchè spesso ci passo tramite fb leggendo i vs post. fatemi sapere se avete problemi in merito. patrizio devero

    • Ringhio says:

      No, anzi, ci fa piacere.

  2. AWAKETIMELINE says:

    ok tnks!

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