Petrolio Infinito dalle Alghe?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La notizia ha dell’incredibile ma sembra possibile creare petrolio dalle microalghe, un “petrolio blu” (o Bio-Petrolio)  utilizzabile in tutto e per tutto con il petrolio classico.

Come?Sembrerebbe che la creazione di petrolio arriverebbe semplicemente dalla coltura di micro-alghe, attraverso l’addizionamento di acqua e CO2.

E’ stato brevettato da un cementificio di Alicante (Spagna), in collaborazione con un gruppo di ricerca franco-spagnolo (come avevamo già segnalato in passato: leggi qui e qui). Contemporeamente, un progetto di ricerca in Sardegna ha prodotto i medesimi risultati, con lo scopo di poter utilizzare il bio-petrolio come alternativa al petrolio ricavato dalle trivellazioni!

Perchè, anzichè dichiarare guerra a stati sovrani e svendere il proprio territorio alle compagnie petrolifere straniere, la nostra classe dirigente non usa il “disavanzo” italiano per investimenti in questa direzione?

Qui sotto propoiamo il servizio della Tv francese TF1 sulla scoperta, oltre a due articoli che forniscono unlteriori spiegazioni all’argomento.

http://vimeo.com/22286570

Indiscutibilmente se la cosa prendesse piede e fosse confermata la creazione di petrolio con tale facilità sarà interessante osservare come faranno questa volta a fermare tutto per riprendere a trivellare allegramente il pianeta.

Pubblichiamo a corredo dell’informazione questi due articoli che ci aiuteranno ad approfondire ulteriormente la questione:

Spagna:il petrolio sarà creato dalle alghe

Il centro di ricerca del “petrolio pulito” si estende per quasi 50 chilometri quadrati in una vasta pianura vicino alla città di Alicante accanto ad un cementificio da cui la CO2 viene catturata e trasportata tramite un gasdotto di collegamento verso i tubi di “petrolio blu”.

Il progetto, sviluppato nel corso degli ultimi cinque anni dai ricercatori spagnoli, francesi e dalla Bio Fuel Systems (BFS), è ancora sperimentale ma in un momento in cui le aziende stanno raddoppiando gli sforzi per trovare fonti energetiche alternative, l’idea di riprodurre e accelerare il processo per la creazione di combustibili fossili che ha impiegato milioni di anni, è un’idea molto interessante.

L’ingegnere Eloy Chapuli ha affermato che il loro progetto consiste nel simulare le condizioni che esistevano milioni di anni fa, quando il fitoplancton è stato trasformato in petrolio, in modo tale da creare un petrolio biologico senza aspettare milioni di anni.

Ogni giorno una parte del liquido  altamente concentrato ricavato dalla alghe viene estratto e filtrato per produrre una biomassa che viene trasformata in bio-olio. Il colosso americano ExxonMobil prevede di investire fino a $ 600 milioni nella ricerca sul petrolio prodotto dalle alghe perché soltanto nello stabilimento della Spagna orientale si produrrebbero 1,25 milioni di barili al giorno, quasi quanto l’esportazione giornaliera di petrolio dall’Iraq.

Dobbiamo aspettare dai 5 ai 10 anni di studio per vedere pompe di petrolio ecologico prodotto dalle alghe nelle nostre città. Stando a quanto è scritto sul sito della BFS, ci sono diversi vantaggi nella distribuzione del petrolio pulito: drastica riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, può essere utilizzato su un motore diesel senza modifiche ed infine è biodegradabile. L’unico grande svantaggio è quello di non possedere grandi investitori a livello mondiale ma questo sfortunatamente è il punto debole di tutte le energie alternative.

Il sito della BioFuel Systems.

Sardegna: biopetrolio da alghe e CO2

Spetta alla Sardegna, stavolta, il primato nell’interazione tra imprenditoria e ricerca, con la messa a punto di una tecnologia che sfrutta fonti rinnovabili di energia. L’azienda sarda Biomedical Tissues, infatti, ha recentemente depositato il brevetto europeo sul “Procedimento per la produzione di biopetrolio che prevede l’impiego di CO2″, un sistema che consente di ricavare, dalle alghe unicellulari presenti nei mari e nei fiumi, alcuni biocarburanti come il biodiesel e altri composti destinati all’industria alimentare, biomedicale, cosmetica e zootecnica. Il brevetto è nato da uno studio partito nel 2008 nell’Università di Cagliari; i ricercatori hanno poi coinvolto l’azienda e avviato una collaborazione con il Cnr e il centro di ricerca internazionale Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia (Crs4).

Il procedimento si basa sull’impiego di microalghe che, utilizzando l’anidride carbonica e la luce del sole, sono in grado di riprodursi velocemente e di creare sottoprodotti oleici convertibili in carburanti biologici. “Si cattura l’anidride carbonica contenuta in fumi di scarico, per esempio di una centrale termoelettrica, e la si veicola in apparecchiature chiamate fotobioreattori, al cui interno sono state isolate delle microalghe che metabolizzano la CO2″, spiega a Galileo Giacomo Cao, docente di Ingegneria Chimica e Ambientale presso l’ateneo sardo e responsabile del gruppo di ricerca che ha messo a punto il processo: “Dalle alghe così trattate è possibile estrarre il biopetrolio, utilizzabile per la produzione di biodiesel, ma anche di vitamine, antiossidanti, antimicrobici e antitumorali”.

Questo brevetto, unico in Italia, ha un duplice obiettivo: produrre combustibili rinnovabili e ridurre l’immissione nell’atmosfera dell’anidride carbonica. I vantaggi, secondo la Biomedical Tissues, saranno anche economici: le microalghe, la cui elevata produttività è garantita dalla loro velocità di crescita e dal loro alto contenuto di olio, possono essere coltivate in zone industriali o aride, senza ‘invadere’ superfici agricole. “Oggi il costo di produzione sarebbe più alto di quello del petrolio. Ma non sarà così in futuro – prevede Cao – quando il prezzo del greggio salirà col contrarsi della sua disponibilità”. E il salto dalla sperimentazione alla produzione industriale potrebbe essere breve: la Biomedical Tissues ha partecipato al bando “Industria 2015 per progetti innovativi nel sequestro della CO2 atmosferica” e, se il progetto sarà approvato, verranno costruiti quattro stabilimenti dimostrativi, di cui uno nel cagliaritano, dove ha sede l’azienda. (a.o.)

Fonti: stampalibera.it , vimeo.com , galileonet.it , impressionidallaluna.it

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