La NATO e la Cyber-Guerra

 La NATO risponderà agli attacchi alla rete.

Ieri 17 maggio si è festeggiata la Giornata d’Internet. Forse è per questo che l’amministrazione Obama, in un nuovo caso di “casualità” ( o obamità) ha annunciato il suo nuovo piano per internet: estendere l’ambito d’azione della NATO alla rete.

Questo significa che, allo stesso modo che rispondono agli attacchi “fisici”, qualunque “cyber attacco” ad un paese membro della NATO sarà considerato come un attacco all’Alleanza, e quindi i paesi che ne fanno parte saranno obbligati a rispondere.

Sembra che la propaganda neocon si sia solidificata nell’Amministrazione progressista che gli sta dando una svolta che le anteriori amministrazioni avrebbero voluto per se stesse.

Dopo, il DMCA, la COICA, il sequestro di domini, la Strategia di Identità di Fiducia (NSTIC, sigle in inglese) , e il Protect IP, adesso l’amministrazione “neoprog” vuole “collettivizzare” la risposta agli attacchi della “cyber guerra”.

Bisogna mettere in risalto che il discorso “neoprog” che danno i giornali anglofoni è identico a quello di Mike McConnell, lo spia numero uno che da anni parla sui pericoli della cyber guerra.

I responsabili dell’idea, il Pentagono ed i Dipartimenti di Stato, Giustizia, Commercio e Sicurezza Nazionale, hanno già qualificato per bocca del Fiscale Generale Eric Holder questo movimento come storico, dato che “i pericoli e minacce del XXI secolo alla sicurezza nazionale e internazionale non hanno frontiere”.

Nel campo nordamericano, il Dipartimento di Sicurezza Nazionale aumenta le sue competenze assumendo la responsabilità dei sistemi informativi federali, includendo le reti di comunicazione.

A livello internazionale, l’obiettivo è che la Cina, Iran e/o Russia aumentino le quote di libertà nella rete, restringere le misure per il furto e infrazione delle proprietà intellettuale e la creazione di leggi più restrittive per proteggere la privacy degli utenti.

Per arrivare a questo punto, la Segretaria di Stato H.Clinton ha già avvertito che non esistono soluzioni che abbiano una sola misura quindi è necessario arrivare ad un “consenso”.

Curiosa visione quella dell’amministrazione “neoprog” che cerca di aumentare i controlli in Internet allo stesso tempo che finanzia corsi di attivismo destinati a saltare tali controlli, sempre e quando siano (tali corsi) nei paesi che subiscono le dittature.

Come ultimamente dicono molte voci, sarebbe bene ripassare alcuni slogan di un certo libro come quello di “libertà è schiavitù”.

Certamente, felice Giornata D’Internet.

Fonte:  http://www.nacionred.com/seguridad-en-internet/la-otan-respondera-ante-ataques-en-la-red

Tradotto da: FreeYourMind!

Il vero significato delle”non notizie” dei media

“Ad Obama conferito il Premio Nobel per la pace” … un nobel “preventivo”, per di più … solo una boiata pazzesca data gratuitamente in pasto ai teleutenti, o non piuttosto un messaggio ben preciso per le orecchie che sanno coglierlo e capirlo ? 

“Finalmente catturato e ucciso il temibile Bin Laden” … ci credono semplicemente idioti, o piuttosto tale messaggio è rivolto a “terzi” con finalità che niente hanno a che vedere con l’ informazione ?

“Napolitano si augura che il nuovo anno veda un maggiore dialogo costruttivo instaurarsi tra le diverse istituzioni del Paese” … solo una banale cazzata ed esercizio di vuota retorica, o piuttosto un significante ben preciso rivolto alle “istituzioni” intese però in modo molto differente da quanto comunemente intende il normale cittadino ?

Chi pensa che i Media siano semplicemente “ottusi e grossolani disinformatori” ne vede solo la parte più superficiale e, tutto sommato, meno importante. Non solo infatti i media sono in un certo senso tenuti “istituzionalmente” a mentire ( concetto che chiariremo più avanti ), ma contestualmente devono assolvere ad altri importantissimi compiti loro assegnati dal potere reale, quali la creazione e il controllo spicciolo dell’ opinione, la creazione più impegnativa di un profondo immaginario emozionale e collettivo indotto, ed infine la veicolazione occulta di messaggi destinati ai membri stessi dell’ élite al potere.


E sono proprio le “non notizie”, o le notizie apparentemente assurde proposte con tanta insistenza dai Media anche a costo di coprirsi di ridicolo, che ci permettono di capire perfettamente il Sistema in cui viviamo:
tali notizie non sono atte a disinformare ( nè tantomento ad informare, ovviamente ), e non sono affatto rivolte alla massa, ma sono da intendersi come scambio di messaggi tra élites, o meglio tra l’ élite e i suoi troyan.
Riprendendo l’ esempio già fatto altre volte dell’ assalto informatico, possiamo considerarle uno scambio di messaggi tra il Virus ( ancora esterno al computer / nazione ) ed il Troyan ( già introdotto nel computer / nazione e nel quale ha già lavorato in modo occulto ottenendo dal sistema stesso l’ apertura di una “porta d’ accesso” ): i messaggi stanno comunicando al Troyan quale sarà il modus agendi del Virus, ed il preciso modo in cui il virus cercherà ora di introdursi ed ottenere il totale controllo del computer.

La veicolazione dei messaggi tra poteri avviene nei media in modo assolutamente analogo a quanto abbiamo visto succedere analizzando alcune produzioni cinematografiche, di cui l’ esempio già portato di “Sesso e Potere” costituisce lo standard forse più chiaro e di più immediata comprensione. ( L’ idea di proporre un presidente come Nobel per la Pace compare proprio tra i dialoghi di questo film, la cui trama verte su come si organizza una finta guerra ed una rivoluzione colorata …! )
E quando i media riportano insistentemente l’ evento realmente accaduto del conferimento del Nobel ad Obama ( paradossale alle orecchie della massa sia l’ evento in sè quanto il tam-tam mediatico che su di esso viene allestito ), il messaggio occulto e rivolto al Troyan è chiaro: “Ok, si dà il via a questa nuova fase, e quanto annunciato qui ( nel film ) sarà esattamente il nuovo modo di agire del Virus: il Troyan sappia interpretare e capire il disegno per non interferire con esso ed agevolarlo il più possibile”. Di rimando ci saranno in senso inverso segnali che il Troyan ha recepito ed accolto il messaggio, e in tal senso va letta, per esempio, una dichiarazione apparentemente banale e gratuita come quella sopra citata di Napolitano.
( Dice: “non sarebbe più pratico un bel colpo di telefono” ? No, per più di un motivo: dalla segretezza, alla possibilità di essere intercettati, al fatto di doversi far intendere contemporaneamente da una miriade di “ruoli” peraltro non sempre ascrivibili a persone specifiche nè tantomeno conosciute … i messaggi del potere reale viaggiano quindi di preferenza proprio sui binari mediatici. Così se voglio, per fare solo un esempio minimo, che la magistratura insabbi le indagini su un determinato caso, basterà che i media veicolino un messaggio simbolico che sarà esattamente interpretato dai troyan che ricoprono i vari ruoli chiave, chiunque essi siano.

Inoltre l’ esempio cibernetico calza perfettamente alla comprensione di un altro aspetto essenziale,
ossia come un potere ancora VIRTUALE ( il Virus ) stia premendo per CONCRETIZZARSI REALMENTE, per trasferirsi al corpo reale del computer, per diventare, in caso di successo, IL computer stesso.
L’ attuale conflitto, ( da tempo in atto e già vinto nell’ Occidente strettamente inteso ed ora esteso al mondo arabo ), è infatti da intendersi come la lotta per il potere tra la classe ricca, la nuova borghesia, l’ èlite finanziaria-virtuale-globalista e la massa della popolazione, povera, ed assolutamente imprigionata in un mondo “reale” fatto di economia produttiva e nazioni-stato.
Una lotta che non va intesa quindi in senso di conflitto tra Nazioni, non in senso strettamente geopolitico, ma di una più estesa LOTTA DI CLASSE senza confini, in cui una classe occidentale finanziaria, sovranazionale e virtuale sta cercando di incistarsi nel terreno reale … come un parassita, che pur potentissimo, micidiale e pericoloso sarà costretto a soccombere se non riuscirà a prendere il pieno controllo di un organismo reale, in questo caso i territori reali dove questa nuova classe è nata ideologicamente e si è già potenzialmente espressa
( In questo senso, quello che abbiamo visto accadere nel “primo occidente” a livello finanziario si ripropone, pari-pari, a livello strategico e militare negli stati cuscinetto dove la penetrazione finanziario-bancaria non si è resa possibile, e dove la tattica dell’ attacco militare aperto perseguita sotto Bush si è rivelata essere un pantano controproducente. La tattica virtuale attualmente utilizzata da Obama, in cui si contrappone una forza puramente mediatica alla realtà dei fatti quale pretesto per un intervento risolutore, è una perfetta rappresentazione iconografica del potere stesso, un’ icona talmente vicina all’ essenza da metterla quasi a nudo, un rischio estremo che ci dice che si tratta probabilmente dell’ ultimo asso spendibile ).



Ecco perchè si ricorre quindi ad altri “virus”, ed ecco che acquistano un senso chiarissimo ed incontrovertibile le affermazioni di “Obama Nobel per la Pace” e di “definitivamente ucciso e sepolto Bin Laden”: il messaggio che il Virus sta veicolando al Troyan è proprio quello della sua “mutazione genetica”, del fatto che ora si presenterà sotto un altro aspetto, con un altro volto, e che agirà in modo differente da quanto fatto in precedenza. ).
In effetti, considerando l’ aspetto tattico col dovuto cinismo e pragmatismo, Obama ha ottenuto maggior successo di Bush impiegando in modo assolutamente minore l’ attacco bellico aperto, e sostituendolo con il controllo delle varie “rivoluzioni floreali” favorite ad hoc. I suddetti messaggi diventano quindi intelligibilissimi se pensati non rivolti alla massa ( che di fatto ne rimane confusa e sbigottita ), ma al “Troyan” che lo deve recepire, interpretare, e favorire.

( E su chi sia il Troyan, e sulle sue modalità d’ azione all’ interno del computer / nazione, torneremo in altra sede; qui valga solo la pena sottolineare che non solo E’ FATTO DELLA STESSA SOSTANZA del virus che tende ad infiltrare, ( quindi sostanzialmente una elite minore che si identifica con gli stessi fini del virus ) ma che agisce sul computer in modo occulto, entrando di soppiatto sotto la porta, eludendo la vigilanza dei servizi e dell’ antivirus … e questo è possibile solo se si ipotizza una organizzazione superiore, un hacker, ovvero una massoneria.
E a tutti gli effetti pratici si sta semplicemende riproponendo oggi a livello di “Occidente esteso” quanto probabilmente successe nel Rinascimento a livello europeo e più avanti a livello di Nuovo Mondo: un potere economico di fatto, ma ancora “virtuale” rispetto al territorio, che sta incistandosi nel terreno reale. Il suo transfert è l’ organizzazione segreta, il suo modus operandi l’ infiltrazione, il suo scopo sostituirsi ai poteri territoriali locali.
( E, come avviene oggi, anche allora il suo pensiero veniva diffuso, inculcato ed annunciato tramite dei “media”, che nel rinascimento erano per esempio le arti, soprattutto l’ architettura, che aveva il vantaggio di veicolare i messaggi del potere proprio nei luoghi più frequentati. Cattedrali, piazze, palazzi erano i media dell’ epoca, e non a caso proprio gli “architetti e liberi muratori” furono da sempre i primi detentori e veicolatori del sapere massonico ).
Torno ancora a riproporre la lettura di “come funziona uno spot pubblicitario” perchè le dinamiche usate dal troyan, la sua facilità di penetrazione, il suo agire occulto sono sorprendentemente simili a livello psicodinamico al funzionamento del dominio mediatico: e chi capisce ralmente questo sarà automaticamente in grado di capire perfettamente il nemico, i suoi troyan ed anche il funzionamento in toto del meccanismo dei media.

( Apro una breve parentesi, per sottolineare una curiosità interessante: gli stessi blog e siti di controinformazione che riprenderanno poi tali notizie, pur criticandole ma senza capirne il loro vero significato, non faranno altro che il gioco stesso del potere, amplificandolo.
Amplificazione in questo caso inutile, ma che diventa invece utilissima e funzionale al potere stesso quando il messaggio è volto a controllare la massa alimentando finte contrapposizioni ideologiche introdotte dal sistema al fine di creare troyan emozionali facili da utilizzare e strumentalizzare successivamente.
Casi attuali di tale gioco perverso sono costituite dalla recente reintroduzione e vivacizzazione di due diatribe assolutamente stupide e sterili, in quanto la verità non sta nelle due opzioni A e B presentate alla massa, ma in una terza C che non viene presentata. La finta contrapposizione viene però creata ed alimentata al duplice scopo di tenere nasconta la vera questione sottostante e creare facili appigli emozionali su cui far presa per gestire le masse.
Sto parlando delle attuali diatribe di “Olocausto Vs. Negazionismo” ( che nasconde dietro un pretesto storico la vera contrapposizione culturale sul modo di intendere l’ economia e quindi di organizzare la società civile ), e di “Eolico e Fotovoltaico vs. Nucleare” ( che nasconde dietro chiari interessi due vie entrambe insostenibili, evitando che il discorso cada sulla ricerca e lo sviluppo di energie alternative paticabili e già ben note e potenzialmente assai socialmente vantaggiose: fusione fredda, solare termodinamico -Rubbia-, motore magnetico -Tesla-, idrogeno ) …  in entrambi i casi il vero “quid” della questione viene occultato, ma si favorisce il montare di banali quanto utilissime, ai fini della sottomissione sociale, contraposizioni ideologiche.
Niente come una contrapposizione emotivo-ideologica si presta infatti ad essere un fantastico strumento in quanto a capacità di fratturare emotivamente la popolazione e creare opinioni cavalcabili. Chiusa la parentesi  ).

Tornando all’ analisi mediatica e cinematografica, possiamo individuare tre fasi operative ben nette e distinte messe in atto nei tempi odierni dal potere economico per insediarsi nel mondo reale; tutte queste fasi sono state puntualmente annunciate e preconizzate da altrettante opere cinematografiche, in modo netto ed inequivocabile:

 1968: Rosemary’s Baby  Coincide con la prima fase moderna: il potere occulto decide di uscire nettamente allo scoperto e prendere apertamente e direttamente il controllo sociale, uscendo dal paravento istituzionale ed incistandosi  più nettamente nel corpo sociale. La società del consumo deve cedere il posto all’ aperto sfruttamento da parte dell’ élite. Il concetto è assai bene espresso simbolicamente nel film con l’ ingravidazione da parte del Demonio del corpo della protagonista, “ceduta” con l’ inganno ad un gruppo di occultisti e satanisti ( i mercanti-massoni del rinascimento, il potere economico attuale ).
Seguiranno nella vita reale gli anni della svolta economica, che da un periodo di relativo benessere diffuso e crescita sociale confluirà nella tensione atta al consolidamento del potere finanziario americano attraverso lo strumento monetario. Da noi nel 75 scoppiano contemporaneamente tre bombe in altrettante Banche Nazionali: è la fine della sovranità monetaria, che sarà infiltrata dagli strumenti finanziari privati atti a “penetrare ed ingravidare” l’ intera società occidentale. Seguirà, come in tutta Europa, la progressiva perdita prima di ogni autonomia economica ed infine anche giuridica.  Il frutto di questa gravidanza non avrà più nulla di simile alla madre da cui discende: chiara anche l’ idea annunciata di “mero sfruttamento” del corpo sociale.  Altrettanto chiara è l’ operazione di  obnubilamento e plagio psicologico condotto sulla donna al fine di renderla debole e manovrabile, aspetto che investe direttamente il tema del controllo mediatico.  ( Vedi film in streaming )

1998: Attacco al Potere  Coincide con la fase di espansione del potere economico che, ormai consolidatosi nel suo terreno d’ origine ( Europa, Usa, Israele ) si trova a doversi confrontare con il mondo arabo. Obiettivo primario diventa in questo momento la sottomissione e più ferma consolidazione del medio oriente, dettata da una pluralità di fattori ( economici, culturali, controllo energetico, e sostanzialmente impedire il processo di autodeterminazione avviato da alcuni popoli ). In questo senso il potere, o perlomeno il monopolio economico statunitense è veramente messo in crisi in quanto strettamente dipendente dalla possibilità di sfruttamento incondizionato delle risorse della zona.  Il film teorizza quindi l’ intervento militare aperto seguito dalla politica Bush, anticipando per filo e per segno tutto quanto verrà posto in essere negli anni a venire, dagli attentati, al terrorismo internazionale, alla demonizzazione del mondo islamico, allo stato di guerra permanente, ai mezzi estremi quali il ricorso alla tortura e alla legge marziale.  Insomma un altro caso in cui le coincidenze sono tali e tante ( viene addirittura preconizzata la figura stessa di Osama Bin Laden, simile sia nell’ aspetto che nel nome ! ) da far dubitare fortemente di una semplice casualità.    ( Vedi post )   ( Vedi film in streaming )

1997:  Sesso e Potere  Anche se la trama preannuncia con chiara evidenza lo scandalo sessuale Lewinsky collegandolo alla necessità di una guerra ( evidente, invertendo i termini della finzione filmica, la preconizzazione della guerra contro la Serbia, a cui Clinton fu spinto dal Congresso proprio servendosi dell’ affaire Lewinsky ), il vero messaggio del film è nell’ anticipazione di tutto quanto stiamo ad oggi assistendo, ossia l’ utilizzo del mezzo mediatico per fomentare e scatenare false rivolte e guerre in paesi sensibili. Evidentemente tale tattica, oggi attuata con successo da Obama, era già stata pensata come tecnica alternativa all’ interventismo diretto seguito da Bush, nel caso si fosse rivelato inefficace, come di fatto è stato. Altra testimonianza del preciso significato simbolico e mediatico che acquisiscono le attuali notizie sulla “morte e seppellimento di Bin Laden” ( non useremo più l’ intervento militare diretto e l’ esercito di terra ) e del precedente annuncio del Nobel per la pace ad Obama ( sempre di invasione si tratta, ma condotta con tecniche più sottili ed efficienti sia dal punto di vista dell’ immagine che del risparmio di vite umane ).   ( Vedi post )   ( Vedi film in streaming )

LA REALE FUNZIONE DEI MEDIA

Quale è dunque la reale funzione dei media ?
Servono davvero ad informare il cittadino qualunque su quanto accade ?

Come sempre, per capire a fondo un fenomeno dobbiamo immedesimarci e cercare di riprodurlo in vitro: poniamoci in questo caso nei panni di un gruppo eversivo qualsiasi che, ponendosi il fine anche nobilissimo di voler conseguire un miglioramento sociale generalizzato ed il bene effettivo della popolazione, decida di ribaltare e sostituirsi al potere costituito.

Ammesso che tale gruppo disponga già degli altri mezzi necessari all’ operazione ( potere reale, organizzazione, finanziamento, appoggi interni ed esterni, appoggio militare, ecc. ) balzerà subito agli occhi come evidenza primaria la necessità comunicativa nei suoi vari e contradditori aspetti: tenersi in contatto continuo e scambiarsi informazioni “vere” senza scoprirsi agli occhi del dominante; diffondere al contempo informazioni “false” e depistanti sulla reale attività svolta; infine, anche ponendosi nella precisa volontà di agire per il bene della popolazione, sarà neccessario istituire una “propaganda” atta a smuovere velocemente grandi masse, con le quali non posso per vari motivi di sicurezza e di pragmaticità intrattenere un rapporto di reale informazione … che i media ( e per diretto corollario la politica ) debbano mentire è dunque una triste necessità insita nel postulato stesso.  La vera informazione, sia per motivi di sicurezza che per motivi pratici, resterà appannaggio di una ristretta élite.  Niente di strano quindi, se questo si verificherà quanto più la massa da guidare sarà ampia: la democrazia è dunque fin dall’ inizio una contraddizione in termini, un ossimoro irrealizzabile, un terreno dove l’ inganno diventa strumento indispensabile per la sua realizzazione.
( Un maggior livello di trasparenza potrebbe aversi in organizzazioni più piccole, di tipo tribale, dove il controllo sia più diretto e gestito direttamente da comitati popolari … e stiamo descrivendo proprio il modello libico di Gheddafi ).

Riassumendo, ( e ripeto: anche volendo agire a fin di bene ) avremo postulato da subito le tre funzioni principali che dovremo assegnare ai media, e che possiamo così riassumere:

1)  I media non possono, nè devono, informare la popolazione sui reali fini perseguiti dall’organizzazione in atto
2)  I media devono servire al fine ultimo di orientare l’ opinione della massa, e a guidare la popolazione nella direzione voluta attraverso la creazione di opinioni e stati d’ animo emozionali indotti
3)  I media devono anche servire contestualmente a veicolare messaggi veritieri ed informazioni utili indirizzate ai membri stessi dell’organizzazione

… In ogni caso, e comunque la si giri, ne consegue che vivere nell’ inganno è la condizione naturale della popolazione in ogni fase di passaggio sociale, sic et simpliciter … e solo a consolidamento avvenuto, se i moventi dell’ élite erano veramente volti ad ottenere un miglioramento reale ed esteso, potrà essere adottata una maggiore trasparenza.

… Ma è davvero questo il fine ultimo degli attuali massoni al comando ?  “In itinere veritas”, la verità si vede strada facendo, dice il proverbio … ed il percorso storico di questi criminali non è MAI stato caratterizzato da una sola buona intenzione.

GALEOTTA  FU  LA  CIOCCOLATA
( dal blog di Paolo Franceschetti )   

Fonte : http://mon-dart.blogspot.com/2011/05/il-vero-significato-delle-non-notizie.html

Un islam occidentale-compatibile

Il settimanale Al-Ahram nella sua edizione del 13 aprile pubblica un articolo di grande interesse per un evento che, seppur fondamentale, è completamente sfuggito a tutte le testate della stampa  occidentale: i Fratelli musulmani hanno ufficialmente aderito al liberalismo!

Sotto il titolo “Un liberalismo ambiguo”, il giornalista egiziano Nevine Kamel analizza il nuovo progetto economico della Fratellanza Musulmana riassumendolo come “un mercato libero e aperto al mondo” o, in altre parole, come liberalismo e globalizzazione!
E il direttore di Al-Ahram evidenzia che il programma pubblicato dai Fratelli Musulmani non è diverso da quello che la parte più liberale dell’entourage di Mubarak difende dal 2004 : lo smantellamento del pubblico servizio e la riduzione del numero dei dipendenti, aumentando il settore privato, le esenzioni doganali, ecc.

Ovviamente, il portavoce della Confraternita assicura che “l’obiettivo di questo progetto è di istituire un sistema liberale equo ” e sostiene inoltre, per esempio, che ” la privatizzazione è un mezzo per migliorare o salvare un ente pubblico”.
In parole povere, il liberalismo islamico è un liberalismo dal volto umano

Tuttavia fino ad oggi, i Fratelli musulmani hanno sempre sostenuto la necessità di un intervento dello Stato nell’economia a difesa di una visione socialista dell’economia.
Quindi, hanno cambiato punto di vista…

Si potrebbe obiettare che la loro mutazione è in definitiva insignificante, ed è solo di facciata e di marketing politico.

Forse, ma non possiamo evitare di pensare che, al contrario, la presente dichiarazione formale è il risultato finale di una nuova alleanza: l’Occidente Liberale con l’Islam (che liberale lo è diventato), essendo ora in accordo con questi fondamentali economici, è infatti l’alleato perfetto di Washington e della NATO nel Maghreb e del Mashrek.
Quanto possiamo osservare è il culmine del discorso di Barack Obama al Cairo nel giugno 2009, quando ha chiesto “un nuovo inizio basato sull’interesse comune e rispetto reciproco” tra Stati Uniti e il mondo musulmano, con l’obiettivo di rafforzare il suo controllo su di esso e per evitare che non si possa pensare, in un momento o in un altro, a un accostamento verso Pechino e verso Mosca.
Sino ad ora, l’istituzione progressiva di questo progetto è stata soprattutto sensibile alla variazione dei rapporti che Washington intrattiene con Tel Aviv.

Gli eventi della cosiddetta “primavera araba” sono la seconda fase di questo piano: il cambiamento dell’antiquata nomenclatura locale è pericoloso oltre che ostile.
L’integrazione nella sfera governativa, a Tunisi, al Cairo e a Bengasi (e forse domani a Ramallah) come partecipanti o come opposizione amichevole degli islamici locali prova che se il locale sunnita era perfettamente compatibile con la visione del mondo degli strateghi geopolitici del Grande Occidente, ora è con loro anche nella visione del mondo economico.

Patrick Haenni sul sito Religioscope (www.religion.info) ha evidenziato il ruolo  anti-Mubarak svolto da Amr Khaled, una sorta di Tariq Ramadan, egiziano, giovane predicatore diventato la coscienza della classe media che è perfettamente rappresentativa di questo nuovo-Islam occidental-compatibile.

Il suo progetto è ben definito da Patrick Haenni: “disimpegno dello Stato in una linea neo-liberale:che lo Stato rinunci a controllare tutto, che lo Stato si concentri sulle grandi sfide macro-economiche e geo-strategiche e che per il resto si riposi sulla società.Il suo sogno di Stato islamico è “una società civile, senza dubbio pia e soprattutto ben gestita.”
Su Le Monde del 15 febbraio Guillaume Perrier ha spiegato come il modello della rivoluzione araba era la Turchia, che “rappresenta un esempio di felice connubio tra Islam e democrazia, un paese stabile, in grado di coniugare le aspirazioni conservatrici dell’elettorato con la democrazia e l’economia di mercato” e le sue tre forze sono, in ordine , “la sua tradizione musulmana”, “la sua vivace economia” e “il suo governo democratico”.
Guillaume Perrier ha anche insistito sul fatto che, pragmaticamente, Erdogan ha speso più energie per liberalizzare l’economia che per l’islamizzazione della società turca…

E’ quindi comprensibile il motivo per cui Alain Juppé ha di recente espresso interesse per avviare un dialogo “senza complessi” con i movimenti islamici nel mondo arabo per “rispettare le regole del gioco democratico”, che in altre parole significa soprattutto accettare il libero mercato e secondariamente la parodia della democrazia rappresentativa…

Nel frattempo, gli islamisti liberali tanto apprezzati sia da Juppé che da Obama si erano impegnati in queste ultime settimane (come riferito dal settimanale Al-Ahram del 20 aprile) in una diffusa distruzione di tombe e monumenti sufi, considerati da loro come manifestazioni di un Islam eretico.Hanno poi attaccato una manifestazione femminista che si era innalzata in piazza Tahrir e distrutto almeno una chiesa copta.
Tutto questo senza che i media in Occidente se ne rendessero conto e senza che i difensori dei diritti umani se ne preoccupassero.

Basti pensare che queste persone non possono (più) essere malvagie, hanno visto la luce e ora sono a favore del “mercato libero e aperto al mondo” e della privatizzazione …
Così opprimono dunque, se lo vogliono, i sufi, le femministe o i copti, ma questo non ha importanza in relazione alle questioni reali che motivano tanto Obama quanto Juppè…

Christian Bouchet

Fonte: http://www.voxnr.com/cc/a_la_une/EFpuppFEkAVSQUktFP.shtml

Traduzione: FreeYourMind!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: