Quanto è sicuro quello che mangi?

DI RADY ANANDA
Global Research

OGM, malattie legate al cibo e la biotecnologia. Una rassegna della relazione del GRAIN sulla Sicurezza Alimentare.

Il gruppo di ricerca GRAIN ha pubblicato una relazione globale, “Food Safety for Whom? Corporate Wealth vs Peoples’ Health” [“Sicurezza Alimentare per Chi? La Ricchezza delle Imprese contro la Salute Pubblica” ndt], che mostra come i governi e le organizzazioni sfruttano “la sicurezza alimentare” per manipolare il controllo e l’accesso al mercato. Invece di migliorare la sicurezza alimentare, le leggi nazionali e sul commercio “impongono l’apertura dei mercati o delle strategie occulte per limitare l’accesso al mercato”. Per evidenziare gli aspetti rilevanti della relazione, il GRAIN afferma:

In tutto il mondo, stanno aumentando vistosamente casi di malattia e di morte causati dai prodotti alimentari. I Governi e le Organizzazioni rispondono con qualsiasi tipo di legge e regolamento, ma, tra questi, sono veramente pochi quelli che effettivamente apportano benefici alla salute pubblica. Gli accordi commerciali, le leggi e gli standard privati adottati per imporre la loro versione di “sicurezza alimentare” stabilizzano solamente i sistemi alimentari delle Organizzazioni che pregiudicano la nostra salute distruggendo invece quelli che realmente forniscono alimenti nutritivi e hanno cura della comunità; ovvero quelli basati sulla biodiversità, sull’esperienza acquisita per tradizione e sui mercati locali.


[Dati compilati dal GRAIN in base a fonti governative e ONU, 2008-2010]

In questo video Michael Schimdt, produttore canadese di latte non pastorizzato, fa una breve affermazione relativa a queste leggi fittizie sulla sicurezza alimentare che violano il diritto di decidere sulla questione “alimenti” (considerare che lo ha confuso con il concetto di sovranità alimentare):

Nel video successivo, Paul Noble parla del latte non pastorizzato e dell’intrusione dei governi: “Se Dio avesse voluto che noi bevessimo latte pastorizzato, avrebbe inserito un pastorizzatore nella mucca”.

Il GRAIN sottolinea: “Durante la visita in India del presidente Obama a novembre 2010, il Ministro Indiano dell’Agricoltura, Sharad Pawar, ha tenuto a precisare che gli Stati Uniti possono condurre tutte le ricerche del caso che desiderano, che continueranno a essere trattate con rispetto, ma l’India non importerà latticini statunitensi che offendono i valori religiosi nazionali.”

È innegabile che le organizzazioni controllino i governi e la prova di ciò è la legge sulla modernizzazione della sicurezza alimentare. Il 4 maggio, citando tale legge per la sua autorità, l’US Food and Drug Administration ha dichiarato che potrà confiscare prodotti alimentari senza evidenza di corruzione. Ciò viola chiaramente la Costituzione degli Stati Uniti d’America che protegge i cittadini dalle confische e dalle perquisizioni irragionevoli.

Nella sua relazione di 37 pagine, il GRAIN mostra anche come gli accordi commerciali bilaterali impediscano ai Paesi in via di sviluppo di controllare le importazioni e le esportazioni. Le regole imposte dall’Organizzazione Mondiale del Commercio nel nome della sicurezza alimentare “fanno poco per proteggere il benessere sociale, servendo solamente gli imperativi di crescita aziendale e i margini di profitto”. Si possono fare diversi esempi. (Per vedere gli accordi commerciali bilaterali in corso e quelli in via di definizione, visitare Bilaterals.org).

Tuttavia, quando si parla di alimenti geneticamente modificati, i rigorosi standard ad essi relativi svaniscono:

Al tavolo dei negoziati commerciali tutti sanno, e temono, il fatto che il governo degli Stati Uniti stia spingendo per istituire standard più permissivi sugli alimenti geneticamente modificati. Infatti, un messaggio diplomatico rivelato da Wikileaks mostra che l’amministrazione George W. Bush aveva fatto pressione affinché il Governo francese moderasse la sua posizione contro gli OGM. In un messaggio [indirizzato a Washington] nel 2007 l’Ambasciatore americano in Francia arrivò al punto di suggerire di “appuntare una lista dei paesi su cui operare una ritorsione che generi panico in tutta l’Europa dal momento che [accettare gli OGM] è una responsabilità collettiva, ma che si focalizzi sui maggiori responsabili [del rifiuto degli OGM]”. Ha aggiunto: “La lista deve essere ben impostata e essere, non tanto crudele, quanto sostenibile nel lungo termine, dal momento che non ci aspettiamo una vittoria immediata.

Una tale ‘diplomazia’ è a beneficio diretto e palese di Monsanto, DuPont e delle altre aziende di biotecnologia agricola a cui dà fastidio che i paesi esteri bandiscano i semi e gli alimenti genericamente modificati e a cui fa ancora meno piacere che si richiedano le etichette che informino i consumatori sulla presenza di ingredienti modificati. Le aziende statunitensi, in particolar modo i membri della Biotechnology Industry Organization [Organizzazione dell’Industria Biotecnologica, ndt], utilizzano scrupolosamente i discorsi dell’FTA/FDA formulati dai funzionari di Washington come basi per rendere sicuro l’accesso degli OGM al mercato attraverso riforme regolatrici aggressive.

Nonostante l’FDA, l’Ente Governativo Statunitense per il Controllo di Cibi e Medicamenti, faccia un gran uso di etichette improprie, negli Stati Uniti si rifiuta di etichettare gli alimenti geneticamente modificati. Questa prassi è utile solo alle aziende biotecnologiche, dal momento che il 95% della popolazione chiede l’etichettatura degli OGM.

Oltre agli OGM,” prosegue il GRAIN, “si ritiene anche che la politica commerciale statunitense destabilizzi la sovranità sulla sicurezza alimentare e altre questioni sulla salute degli altri Paesi; inoltre Washington chiede regolarmente di attenuare le leggi che vietano le importazioni, dagli Stati Uniti, di prodotti agricoli che gli altri Paesi reputano rischiosi come il manzo (BSE, ormoni), il vitello (ormoni), il pollo (cloro) e il maiale (influenza suina).

La relazione prosegue analizzando il crescente mercato alimentare halal [islamico, ndt], la protezione/benessere degli animali e i supermercati transnazionali; parlando di Bayer CropScience e Syngenta, il GRAIN scrive:

Con l’industria dei pesticidi così strettamente coinvolta nello sviluppo e nell’implementazione degli standard del mercato globale, difficilmente sorprende che la contaminazione da pesticidi sia un fattore prevalente nei prodotti del mercato. I test condotti da Greenpeace in Cina nel 2008 e nel 2009 sui prodotti agricoli autoctoni hanno riscontrato una maggiore contaminazione da pesticidi nei prodotti provenienti da Walmart e dagli altri supermercati rispetto a quelli provenienti dai mercatini locali.

Il GRAIN si è concentrato anche sul crescente numero di movimenti locali di resistenza al “Corporate Food Safety” [Programma di Sicurezza Alimentare Pubblica, ndt]. Questi movimenti vanno dalle remote giungle del Sud alle città rurali del Maine, che dichiarano la sovranità sulla questione alimentare e giungono fino ai maggiori centri urbani di tutto il mondo. Come una reazione a catena, questi piccoli movimenti localizzati fomentano un crescente senso di auto-organizzazione:

La resistenza del popolo coreano alla carne di manzo statunitense si è trasformata in un’espressione di profonda sfiducia verso il sistema nazionale di rappresentanza democratica e verso lo stato delle relazioni con gli Stati Uniti; non è dunque un timore irrazionale dei prioni. In Australia la campagna è stata invece finalizzata al mantenimento degli alimenti nazionali nelle mani degli australiani, una posizione che molti altri paesi del mondo condividono riguardo la gestione e il controllo delle proprie risorse alimentari.

Per quanto concerne rivolte contro gli OGM, sono numerose quanto le campagne contro il manzo statunitense, ma differiscono da queste perché sono legate agli aspetti fondamentali della democrazia, alla sopravvivenza delle culture locali e dei sistemi alimentari dall’assalto delle “soluzioni” Occidentali, alla conservazione, all’interno delle comunità, delle conoscenze e delle sementi per poter sfidare tutti i modelli di sviluppo”.

Riconoscendo che gli alimenti estremamente igienici e sterilizzati distruggono i probiotici, nelle nazioni industrializzate sta decollando un movimento a favore degli alimenti naturali:

Molte organizzazioni produttrici e gruppi di consumatori, per non parlare dei movimenti più grandi come Slow Food, sono convinti che la biodiversità e la complessità ecologica – in opposizione a forme estreme di igiene – siano la chiave d’accesso a sistemi salutari e sostenibili. Dopotutto la natura aborrisce il vuoto. Naturalmente questi approcci alla sicurezza alimentare si affidano anche ai circuiti di piccola distribuzione, portando gli alimenti dalle fattorie o dagli impianti di lavorazione su piccola scala alle case della gente attraverso schemi di distribuzione meno complessi e più diretti (circoli alimentari, i sistemi agricoli di supporto alla comunità, cooperative e via dicendo).

Il caldo distrugge gi enzimi, il latte bollito perde i probiotici che lo rendono un alimento naturale sano. Gli Stati Uniti esigono che il latte venga pastorizzato se destinato alla distribuzione sul territorio nazionale. Non solo, lo stesso latte viene adulterato con ingredienti geneticamente modificati e antibiotici che costituiscono nutrimento per le mucche e vengono così trasferiti al latte.

Il GRAIN conclude: “Vorremmo smettere del tutto di parlare di sicurezza alimentare e far valere invece le nostre richieste per la qualità del cibo o qualcosa di più olistico. La sicurezza alimentare, o la qualità alimentare in termini generali, è un terreno sul quale l’agricoltura delle grandi società e le culture del mercato globale non possono prevaricare i piccoli produttori e i mercati locali. La sfida è quella di assicurare che il piccolo e il locale sopravvivano e che le più importanti questioni odierne sulla sicurezza alimentare vengano a nostro favore.

La relazione è tempestiva e rilevante ed è pensata per coloro che vogliono una panoramica globale relativa all’andamento del controllo delle risorse alimentari nel mondo.

Ulteriori Letture:

F. William Engdahl, Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation

David Gumpert, Raw Milk Revolution: Behind America’s Emerging Battle Over Food Rights

Rady Ananda è specialista in Risorse Naturali e amministra i siti Food Freedom e COTO Report.

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Titolo originale: “How Safe is Your Food? GMO, Foodborne Illnesses and Biotechnology A Review of GRAIN’s report on Food Safety

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
06.05.2011

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di LUISA BALDI

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