Elezioni: voterete il “meno peggio”?

 
di Marco Cedolin
Come sempre accade quando mancano pochi giorni alle elezioni, molte persone vengono assalite da una sorta di amnesia transitoria, cui si associa l’ansia da crocetta compulsiva e la bonomia da campagna elettorale, vissuta nel segno evangelico del perdono.
Ti ritrovi così a ricevere la visita di Arturo che sorridente sull’uscio di casa ti omaggia del “santino” di quel partito che ha perorato la costruzione dell’inceneritore  che lo sta avvelenando insieme alla sua famiglia. –Ma quando protestavamo contro l’apertura del cantiere hai detto che quei mafiosi non li avresti votati mai più-. E’ vero, ma se non li votiamo poi vince la destra e se vince la destra…
 Ti ritrovi al bar a fare colazione con Cristina e ti stupisce vederla infervorata nella campagna elettorale di quel partito che vuolericostruire le centrali nucleari,  proprio lei che dopo la tragedia di Fukushima ti telefonava a mezzanotte per sapere se la nube radioattiva era già arrivata in Italia. –Ma non avevi detto che  quei “mostri” il tuo voto non lo avrebbero visto mai più’- Si, certo,  però oltre alla questione ambientale ci sono tante altre cose e questa volta rischia di vincere la sinistra e giù con le tasse…già, le tasse….
Ti ritrovi in ufficio con Luigi che, occhieggiando compiaciuto ti consiglia di votare il marito della sorella di suo cognato, che è una persona seria, candidata con quel partito che ha fatto dell’onestà la propria bandiera, salvo poi fare della bandiera un uso che non sarebbe delicato descrivere nei particolari. – Ma se all’indomani della candidatura di quel mafioso giurasti che con loro avevi chiuso.- Si ma è un parente e poi sono comunque sempre meglio degli altri…già sempre meglio.
Ti ritrovi a scorgere Elena nel corteo di quei sindacati che l’hanno messa in mezzo alla strada avallando la legge 30 e la precarietà. – Chi ci fai qui?- Bisogna dare un segnale forte a questo governo di ladroni e poi domenica ci sono le elezioni.- Si, ma avevi detto che con la sinistra avevi chiuso per sempre.- Chiuso si, ma non si può lasciare spazio al razzismo…già non si può lasciare spazio.
Incontri Mauro in birreria, l’ultima volta che lo vedesti, un mese fa,  era fuori di sé per la guerra in Libia, adesso caldeggia con enfasi quel partito che la sostiene, in distonia con larga parte della sua base. –Ma non avevi  deciso mai più appoggio a questa destra al servizio degli americani?- Certo, ma tanto se stai fuori dai giochi fanno comunque quello che gli pare e finisci per favorire la sinistra…già finisci per favorire.
Così ti rassegni a rivivere per l’ennesima volta la settimana del meno peggio, con il suo corollario di ritorni di fiamma, pentimenti dell’ultima ora, nasi turati ostentando coraggio, stoico eroismo sulla linea del Piave, dove il perdono diventa una necessità di sopravvivenza.
Scordiamoci ‘o passato, paisà!

Fonte: http://ilcorrosivo.blogspot.com/

L’Ue e Frattini minacciano Damasco

L’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Catherine Ashton, ha affermato che l’Europa potrebbe approvare a breve nuove sanzioni contro al Siria
di Alessia Lai
Continuano ad attaccare la Siria e non ascoltano. Non gli interessa sentire cosa Damasco sta facendo realmente: parlano, condannano, inveiscono dall’alto della loro ortodossia democratica. Sono i vari Frattini, i rappresentati dell’Europa e dell’Occidente pacifista in casa d’altri. Nulla di quel che realmente sta succedendo gli interessa, avallano qualunque notizia spacciata da sedicenti attivisti dei diritti umani e non confermata da alcuna fonte indipendente.
L’importante è che sia utile a dipingere Assad come un feroce dittatore, chiaramente mentre di disinteressano bellamente di qualunque violazione dei diritti più elementari avvenga in Bahrein, in Yemen o in Arabia Saudita. I loro mappamondi della democrazia sono a”macchia di leopardo”. Ma è impossibile scalfire tale armata della disinformazione. Il governo di Bashar Assad sta venendo incontro a tutte le richieste dei manifestanti con i tempi indispensabili per un’azione ponderata, che non può certo essere imposta da atti di vero e proprio terrorismo, ben diversi dalle manifestazioni pacifiche di chi fin dall’inizio delle proteste è  sceso nelle strade a chiedere riforme che lo stesso governo ha definito legittime. È stata abrogata la legge d’emergenza, è stato destituito il tribunale speciale che giudicava i dissidenti sono state annunciate una serie di riforme che i Paesi vicino-orientali alleati dell’Occidente non hanno mai nemmeno preso vagamente in considerazione. Ma nulla di tutto questo ha cambiato di una virgola l’atteggiamento internazionale verso Damasco.
Solo Mosca sta puntando i piedi nelle sedi internazionali per ostacolare questa campagna diffamatoria che ha il preciso scopo di abbattere il governo dell’ultimo Paese arabo laico, socialista e soprattutto antiamericano presente nel Vicino Oriente. Ieri infatti la Russia ha respinto le richieste di una riunione speciale del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla Siria per condannare il governo di Assad. Tuttavia è una goccia nell’Oceano, atlantico in questo caso, le uniche voci alle quali si presta attenzione sono quelle “digitali” di presunti attivisti dei quali non si sa nulla e che nella rete Internet snocciolano cifre, raccontano fatti terribili, presumibilmente seduti a qualche tranquilla scrivania di Londra, Washington, Parigi. Gli stessi luoghi da cui si levano le condanne contro il regime di Bashar al Assad. E dai quali partono le minacce.
Ieri l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Catherine Ashton, ha affermato che l’Europa potrebbe approvare a breve nuove sanzioni contro Damasco, dopo quelle già entrate in vigore martedì. Rispondendo alla domanda di un eurodeputato sul perché il nome di Bashar al Assad non figurasse nella lista dei 13 soggetti colpiti dalle misure restrittive, la Ashton ha precisato:  “Ci torneremo sopra questa settimana. (…) Vi assicuro che è mia intenzione esercitare la massima pressione politica possibile sulla Siria”. È voluto intervenire sull’argomento anche il ministro degli Esteri italiano, affermando che le sanzioni europee nei confronti della Siria rappresentano un “segnale ultimo” per Damasco: il “tempo sta scadendo” ma le riforme possono ancora essere messe in cantiere ha detto il passacarte di via Veneto. Da quando si è messo l’elmetto per bombardare Tripoli, Franco Frattini si lascia andare a minacce in stile nordamericano. Ha però “concesso” ad Assad uno status lievemente diverso da quello del leader libico: “Assad non è Gheddafi”, ha detto Frattini spiegando che “la comunità internazionale ritiene” che il presidente siriano “abbia ancora un margine piccolissimo per approvare le riforme”.
Come i suoi simili Frattini non ascolta, non vuole vedere quel che in Siria sta succedendo. Numerose leggi e riforme hanno sono state già approvate, ma sembra che ai “piani alti” del potere internazionale non se ne siano accorti. Ieri Damasco ha fatto un nuovo annuncio: il governo ha deciso di creare una commissione ad hoc per l’elaborazione di una nuova legge elettorale che riferisca, entro due settimane, i risultati al presidente Bashar al Assad. Nel Paese, intanto, quella che è un’operazione anti-terrorismo su larga scala continua ad essere descritta come una violenta repressione di proteste pacifiche. Talmente pacifiche ha ieri due militari sono stati uccisi da presunti dimostranti. In realtà, nel completo silenzio dei media “embedded”, in Siria sono all’ordine del giorno gli arresti di mercenari entrati illegalmente nel Paese ed equipaggiati con armi di fabbricazione statunitense.
Fonte: rinascita.eu

Ucciso Barack Obama!

DI FAHAD ANSARI
CagePrisoners


Il criminale di guerra Barack Obama è stato ucciso nel Regno Unito dalle forze di sicurezza del Pakistan, secondo le parole del Primo Ministro pakistano, Hasan Abdullah.

Obama è stato colpito a morte in un compound presso Camberley, in un’operazione di terra eseguita dall’intelligence pakistana, la prima portata a termine dopo quello che è emerso lo scorso agosto.

Il signor Abdullah ha riferito che le forze del Pakistan hanno preso possesso del corpo dopo “una sparatoria”.

Si ritiene che Obama abbia ordinato quasi 200 attacchi nel nord e nel sud del Waziristan tra il 2009 e il 2011, nel corso dei quali circa 2000 persone sono rimaste uccise mentre era in servizio come Comandante in Capo delle Forze Armate USA. Si crede inoltre che Obama abbia ordinato i continui bombardamenti in Afghanistan durante lo stesso periodo a causa dei quali altre migliaia di persone sono rimaste uccise.

Era in cima alla lista dei ‘più ricercati’ dal Pakistan.

I test del DNA hanno poi confermato che Obama era morto, secondo le parole dei dirigenti pakistani.

Gli ufficiali dell’ISI hanno riferito che Obama è stato cremato in una pira dopo un funerale cristiano tenuto a bordo di un velivolo.

Nell’annunciare il successo dell’operazione, il signor Abdullah ha detto che questo è stato “sino ad ora il nostro successo più significativo nell’impegno della nazione per sconfiggere la CIA”.

Il Pakistan ha messo in allarme i musulmani in tutto il mondo, avvertendoli della possibilità di attacchi statunitensi in risposta all’uccisione di Obama.

Il direttore dell’ISI, Mohammed Akram, ha detto che l’America “quasi certamente” cercherà di vendicarsi della morte di Obama.

Dopo l’annuncio della notizia, una folla si è riunita al di fuori della Moschea Rossa a Islamabad, cantando “Allah Akbar”.

Il Ministro degli Esteri del Pakistan, Mullah Jundullah, ha riferito che l’operazione ha inviato un segnale ai Neoconservatori sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito.

Ha anche detto che “non potete aspettare la nostra fine, non potete sconfiggerci, ma potreste fare la scelta di abbandonare la CIA e di partecipare a un processo politico di pace”.

Il raid nel compound

Obama, 60 anni, ha autorizzato la campagna di terrore in Waziristan per circa tre decenni, durante i quali sono state uccise circa 2.000 persone.

È riuscito a sfuggire alle forze del Pakistan e a quelle dei suoi alleati per quasi un decennio, nonostante la taglia da 50 milioni di dollari che pendeva sulla sua testa.

Il signor Abdullah ha detto di esser stato ragguagliato in agosto su una possibile pista per rintracciare Obama. Ha autorizzato l’operazione la scorsa settimana una volta che ha verificato l’esistenza di informazioni sufficienti per avviare l’azione.

“Non era affatto certo e ci sono voluti mesi per portare a compimento questo proposito”, sono le parole del signor Abdullah.

Domenica le forze del Pakistan che si ritiene facessero parte della brigata scelta Badr hanno preso il comando delle operazioni a Camberley nel Surrey, che si trova 50 chilometri a sud-est di Londra.

I dirigenti pakistani hanno riferito che Obama è stato colpito in testa dopo aver opposto resistenza.

Il signor Abdullah ha detto che “nessun musulmano è rimasto ferito “.

I report dei media pakistani riferiscono che il corpo è stato cremato in una pira per conformarsi all’uso cristiano di una sepoltura dignitosa e per prevenire che la sua tomba divenisse un santuario.

Nel dare maggiori dettagli della spedizione, un ufficiale anziano del Pakistan ha riferito che un ristretto gruppo di pakistani ha concluso l’attacco in circa 40 minuti.

Tre altri uomini – uno dei fratelli di Obama e due corrieri – sono stati uccisi nel raid secondo le parole dell’ufficiale, e ha aggiunto che la moglie di Obama, Michelle, è stata anche lei uccisa mentre veniva utilizzata come ‘scudo umano’ e altre due donne sono rimaste ferite.

Un elicottero è andato perduto a causa di un “arresto tecnico”. La squadra lo ha distrutto e ha poi lasciato il posto a bordo di un altro velivolo.

Una persona del posto, David Shields, ha detto alla Reuter che gli elicotteri sono stati accolti da una “fitta sparatoria”.

Le dimensioni e la complessità della struttura di Camberley hanno “scioccato” i dirigenti pakistani..

Era circondata da mura alte dai 4 ai 6 metri, era otto volte più grande delle altre case della zona e gli è stato attribuito il valore di “un milione di dollari”, pur non avendo connessione telefonica e l’accesso a Internet.

L’ufficiale pakistano ha riferito che i servizi segreti da anni stavano seguendo un “corriere di fiducia” di Obama. L’identità del corriere è stata scoperta quattro anni fa, la sua area operativa due anni fa e poi, lo scorso agosto, è stata scoperta la sua residenza a Camberley, dando così il via alla missione.

Un altro ufficiale anziano del Pakistan ha detto che nessuna informazione è stata condivisa con gli altri paesi, compreso il Regno Unito, a proposito della spedizione.

“Solo un gruppo molto piccolo di persone all’interno del nostro governo era a conoscenza di questa operazione in anticipo”, ha detto l’ufficiale.

La residenza di Camberley si trova a poche centinaia di metri da Sandhurst, l’equivalente britannico dell’Accademia Militare Pakistana.

Alan Matthews della BBC da Camberley ha riferito che sarà certamente fonte di grande imbarazzo per il Regno Unito il fatto che non solo Obama sia stato rintracciato nel paese, ma che era addirittura a due passi dall’accademia militare.

Ha anche detto che i residenti in città erano sconvolti dal sapere che l’ex presidente degli Stati Uniti stava vivendo in mezzo a loro.

L’ufficiale anziano del Pakistan ha detto che “la perdita di Obama metterà i Neocon sulla strada del declino e che difficilmente riusciranno a invertire la china”.

L’ufficiale ha anche riferito che il probabile successore di Obama, Tony Blair, era “molto meno carismatico e non così rispettato all’interno dell’organizzazione” in base alle informazioni raccolte dal personale Neoconservatore catturato.

L’analista delle politiche dei Neoconservatori, Rajinder Harbin, ha affermato che le cause della sconfitta del Neoconservatorismo – la gamma d’istanze che hanno dato la possibilità ai Neocon di reclutare i giovani liberali disaffezionati alla propria causa – l’odio dell’Islam, il petrolio e il potere – rimangono, per il momento, non identificate.

“La morte di Obama abbasserà l’impulso della ‘guerra globale al terrore’, ma è improbabile che la farà terminare”, ha avvertito.

Un ‘successo importantissimo’

I leader di tutto il mondo hanno dato il benvenuto alla morte di Obama.

Il presidente francese Luc Blanc ha detto che Obama ha “pagato per le sue azioni”.

Il Premier britannico, Ed Milliband, ha riferito che l’uccisione è stata una “grande vittoria”, ma ha anche aggiunto che “non era a conoscenza dei dettagli” dell’operazione pakistana.

L’ex Primo Ministro pakistano, Imran Salim, ha descritto la notizia come un “successo importantissimo”.

“La battaglia contro il terrore continua, ma stanotte il Pakistan ha mandato un messaggio inequivocabile: “Non importa quanto tempo sarà necessario, ma sarà fatta giustizia”, sono le affermazioni del signor Salim.

Ma un portavoce dell’English Defence League ha minacciato attacchi vendicativi contro i “governi islamici e britannici e le loro forze di sicurezza”.

Nell’enclave israeliana di Tel Aviv, governata dal gruppo militante IDF, il Primo Ministro Ariel Lieberman ha condannato l’uccisione di “un uomo pacifico”.

Il corrispondente della BBC, Faraz Javed, ha detto che, per molti nel mondo musulmano, Obama era diventato l’incarnazione del terrorismo globale, ma per altri era un eroe, un cristiano devoto che ha combattuto tre guerre in nome della democrazia.

Tutti gli eventi qui descritti sono stati inventati, ma già lo sapevate, non è vero?

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