I mezzi di disinformazione

-E cosa pensa sulla democrazia mediatica?

-E.G:Ok, non dipende dal fatto che in Italia  ci sia al potere Berlusconi o San Francesco d’Assisi. Dipende dallo sviluppo dell’industria della comunicazione che si orienta verso il consumo e non verso la moltiplicazione della conoscenza e della sensibilità- Facciamo nostro il criterio secondo il quale è buono ciò che produce profitto. Questo ti insegna a schiacciare il prossimo, non a riconoscerlo come promessa. E’ una parte sostanziale di quello che potremo chiamare la dittatura della paura. Neanche gli animaletti si salvano se perfino i maiali ti trasmettono l’influenza e le mucche la pazzia. Ed io che credevo che la pazzia fosse un privilegio umano…

EDUARDO GALEANO.

I mezzi di disinformazione

di Manuel E. Yepe

Che bello sarebbe che gli avvertimenti contenuti nel libro “Disinformazione: Come i media occultano al mondo” (Valencia, Spagna 2010) arrivassero a tutti i lettori di notizie nel mondo. Perché in questo libro di Pascual Serrano, riconosciuto nel giornalismo di lingua ispana, si avverte sulla nocività e dei pericoli del prodotto ideologico che è consumato ogni giorno da centinaia di milioni di lettori, telespettatori, radioascoltatori e anche internauti che non hanno piena coscienza di ciò.

Nel libro si precisa che l’80% dell’informazione generale che si pubblica nel mondo proviene da quattro grandi agenzie dei paesi del chiamato primo mondo (AP, UPI, Reuters e AFP) che stabiliscono l’ordine del giorno delle notizie secondo l’agenda dei loro interessi corporativi.

All’essere la pubblicità la fonte principale delle entrate dei mass media nel capitalismo, siamo di fronte a qualcosa come un sistema di voto ponderato, perché la stampa dice quello che quelli che più donano vogliono, che non sono i lettori, radioascoltatori, telespettatori o internauti ma le agenzie di pubblicità che li vendono come consumatori di mercato.

Si diffondono notizie false basate su studi che sono anch’essi falsi: le grandi marche collocano, travestite da notizie, contenuti che sono solo pubblicità e propaganda corporativa, spiega Serrano.

E’ falso che gli annuncianti non abbiano ideologia, in realtà loro bloccano o stimolano secondo il loro orientamento ideologico. Come trovare uno sponsor ad un programma che denunci la corruzione di Wall Street, le violazioni delle multinazionali in Nigeria?

Lobby forti, fondazioni e gruppi di potere politico o aziendale hanno sufficiente capacità organizzativa, finanziaria e politica per portare avanti campagne di pressione contro i media o i giornalisti che escono dalla linea dominante. Per la maggior parte dei media risulta meno problematico e più proficuo soggiacere a questa pressione che scontrarsi con quelle lobby.

I meccanismi della disinformazione e manipolazione sono più complessi che la semplice bugia. Da qui che l’enfasi dei mezzi corporativi stia più nello stravolgere la verità manipolandola che in violarla.

La competizione li fa dimenticare la realtà e competere per la stessa notizia per non restare fuori.

Il prodotto televisivo si serve di immagini e suoni previamente elaborati e messi insieme nella produzione per evitare l’intelletto e il risveglio di emozioni come odio, indignazione, rifiuto o compassione di fronte ad una ipotetica situazione informativa. Alcune determinate immagini fanno passare per stupido ad un leader politico o come carismatico ad un altro, senza che il pubblico abbia avuto la possibilità di conoscerli veramente.

La dipendenza del video porta ad eliminare alcune notizie che non dispongono di immagini spettacolari per incorporare contenuti che non hanno  altro merito che quello di contare con una immagine suggestiva o spettacolare.

Il modello dominante ha imparato l’importanza di entrare nelle nostre menti con la bandiera dell’imparzialità e la neutralità, partendo dall’idea che la propaganda è più effettiva se si distribuisce come informazione.

L’obiettivo dei grandi media è di formare una determinata percezione dandogli previamente un’etichetta positiva o negativa alle questioni sulle informazioni che possano riguardare guerriglie, terroristi islamici, teorie cospirative, gruppetti urbani, disturbi civili, senza dover tener conto del contesto.

Un’altra legittima risorsa dei media nel modello dominante è quello di presentarsi come un riflesso della posizione ideologica della maggioranza.

Fischiano o applaudono a nome della società quando in realtà rappresentano appena la linea editoriale del proprio giornale.

Il modello attuale dell’informazione parte dal fatto che presentare varie versioni interessate significa raccogliere tutti gli elementi di una notizia. In molte occasioni, non si ricerca la verità, ne si considera importante farlo. Per apparentare pluralità si limitano a dare semplicemente versioni differenti, senza spiegare la realtà, spiega Pascual Serrano.

La pluralità ideologica è falsa ancora di più. Presentano polemiche e dibattiti che non sono reali perché sono sempre mantenuti dentro di alcune coordinate che non colpiscono l’essenziale. Il lettore o spettatore crede di assistere ad una discussione che mostra la pluralità e la ricchezza di opinioni come un’evidenza della libertà d’espressione, quando in realtà è ingannato con una discussione che si mantiene in uno spettro ideologico  e in scenari molti limitati.

Per quanto riguarda l’economia, lo spettro ideologico dei media è particolarmente ridotto, solo c’è un modello, quello neoliberale, che permette di far guadagnare soldi ai privati e ai quali abdicano i media.

Un’altra tecnica che i media impongono in modo sistematico- spiega Serrano- è la politica informativa del silenzio, quando non c’è interesse o non si vuole far arrivare una questione all’agenda politica e sociale. Gli insegnamenti che questa ricerca di Pascual Serrano offre, plasmata in più di 600 pagine, risultano di un valore incalcolabile per far fronte all’aggressione quotidiana a cui i mezzi corporativi del capitalismo mondiale ci sottomettono.

Fonte: VisionesAlternativas.

Tradotto da: FreeYourMind!

Leggi anche: https://freeyourmindfym.wordpress.com/2011/04/26/automi-dellinformazione/

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One Response to I mezzi di disinformazione

  1. non possiamo che guardarci intorno con rammarico per scoprire una Comunità Europea che ha fallito in toto i suoi compiti originari,vai poi a vedere se erano tali. Sin dal 1957, noi ne fummo i contestatori in quanto vedevamo in essa la costituzione di un Moloch Economico e null’altro. Oggi possiamo constatare che le nostre intuizioni erano esatte, non si costituiva una Comunità Europea basata su valori di vita e comunanza di idee, bensì si insediava un potere pseudo politico dedito a favorire il profitto dei Potentati Economici, dell’Usura Monetaria Anglo – Americana. quì non si tratta di “Liberare il Cervello”, si tratta di liberarci da un Sistema Mondiale che ci vuole suoi schiavi.

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