I mezzi di disinformazione

-E cosa pensa sulla democrazia mediatica?

-E.G:Ok, non dipende dal fatto che in Italia  ci sia al potere Berlusconi o San Francesco d’Assisi. Dipende dallo sviluppo dell’industria della comunicazione che si orienta verso il consumo e non verso la moltiplicazione della conoscenza e della sensibilità- Facciamo nostro il criterio secondo il quale è buono ciò che produce profitto. Questo ti insegna a schiacciare il prossimo, non a riconoscerlo come promessa. E’ una parte sostanziale di quello che potremo chiamare la dittatura della paura. Neanche gli animaletti si salvano se perfino i maiali ti trasmettono l’influenza e le mucche la pazzia. Ed io che credevo che la pazzia fosse un privilegio umano…

EDUARDO GALEANO.

I mezzi di disinformazione

di Manuel E. Yepe

Che bello sarebbe che gli avvertimenti contenuti nel libro “Disinformazione: Come i media occultano al mondo” (Valencia, Spagna 2010) arrivassero a tutti i lettori di notizie nel mondo. Perché in questo libro di Pascual Serrano, riconosciuto nel giornalismo di lingua ispana, si avverte sulla nocività e dei pericoli del prodotto ideologico che è consumato ogni giorno da centinaia di milioni di lettori, telespettatori, radioascoltatori e anche internauti che non hanno piena coscienza di ciò.

Nel libro si precisa che l’80% dell’informazione generale che si pubblica nel mondo proviene da quattro grandi agenzie dei paesi del chiamato primo mondo (AP, UPI, Reuters e AFP) che stabiliscono l’ordine del giorno delle notizie secondo l’agenda dei loro interessi corporativi.

All’essere la pubblicità la fonte principale delle entrate dei mass media nel capitalismo, siamo di fronte a qualcosa come un sistema di voto ponderato, perché la stampa dice quello che quelli che più donano vogliono, che non sono i lettori, radioascoltatori, telespettatori o internauti ma le agenzie di pubblicità che li vendono come consumatori di mercato.

Si diffondono notizie false basate su studi che sono anch’essi falsi: le grandi marche collocano, travestite da notizie, contenuti che sono solo pubblicità e propaganda corporativa, spiega Serrano.

E’ falso che gli annuncianti non abbiano ideologia, in realtà loro bloccano o stimolano secondo il loro orientamento ideologico. Come trovare uno sponsor ad un programma che denunci la corruzione di Wall Street, le violazioni delle multinazionali in Nigeria?

Lobby forti, fondazioni e gruppi di potere politico o aziendale hanno sufficiente capacità organizzativa, finanziaria e politica per portare avanti campagne di pressione contro i media o i giornalisti che escono dalla linea dominante. Per la maggior parte dei media risulta meno problematico e più proficuo soggiacere a questa pressione che scontrarsi con quelle lobby.

I meccanismi della disinformazione e manipolazione sono più complessi che la semplice bugia. Da qui che l’enfasi dei mezzi corporativi stia più nello stravolgere la verità manipolandola che in violarla.

La competizione li fa dimenticare la realtà e competere per la stessa notizia per non restare fuori.

Il prodotto televisivo si serve di immagini e suoni previamente elaborati e messi insieme nella produzione per evitare l’intelletto e il risveglio di emozioni come odio, indignazione, rifiuto o compassione di fronte ad una ipotetica situazione informativa. Alcune determinate immagini fanno passare per stupido ad un leader politico o come carismatico ad un altro, senza che il pubblico abbia avuto la possibilità di conoscerli veramente.

La dipendenza del video porta ad eliminare alcune notizie che non dispongono di immagini spettacolari per incorporare contenuti che non hanno  altro merito che quello di contare con una immagine suggestiva o spettacolare.

Il modello dominante ha imparato l’importanza di entrare nelle nostre menti con la bandiera dell’imparzialità e la neutralità, partendo dall’idea che la propaganda è più effettiva se si distribuisce come informazione.

L’obiettivo dei grandi media è di formare una determinata percezione dandogli previamente un’etichetta positiva o negativa alle questioni sulle informazioni che possano riguardare guerriglie, terroristi islamici, teorie cospirative, gruppetti urbani, disturbi civili, senza dover tener conto del contesto.

Un’altra legittima risorsa dei media nel modello dominante è quello di presentarsi come un riflesso della posizione ideologica della maggioranza.

Fischiano o applaudono a nome della società quando in realtà rappresentano appena la linea editoriale del proprio giornale.

Il modello attuale dell’informazione parte dal fatto che presentare varie versioni interessate significa raccogliere tutti gli elementi di una notizia. In molte occasioni, non si ricerca la verità, ne si considera importante farlo. Per apparentare pluralità si limitano a dare semplicemente versioni differenti, senza spiegare la realtà, spiega Pascual Serrano.

La pluralità ideologica è falsa ancora di più. Presentano polemiche e dibattiti che non sono reali perché sono sempre mantenuti dentro di alcune coordinate che non colpiscono l’essenziale. Il lettore o spettatore crede di assistere ad una discussione che mostra la pluralità e la ricchezza di opinioni come un’evidenza della libertà d’espressione, quando in realtà è ingannato con una discussione che si mantiene in uno spettro ideologico  e in scenari molti limitati.

Per quanto riguarda l’economia, lo spettro ideologico dei media è particolarmente ridotto, solo c’è un modello, quello neoliberale, che permette di far guadagnare soldi ai privati e ai quali abdicano i media.

Un’altra tecnica che i media impongono in modo sistematico- spiega Serrano- è la politica informativa del silenzio, quando non c’è interesse o non si vuole far arrivare una questione all’agenda politica e sociale. Gli insegnamenti che questa ricerca di Pascual Serrano offre, plasmata in più di 600 pagine, risultano di un valore incalcolabile per far fronte all’aggressione quotidiana a cui i mezzi corporativi del capitalismo mondiale ci sottomettono.

Fonte: VisionesAlternativas.

Tradotto da: FreeYourMind!

Leggi anche: https://freeyourmindfym.wordpress.com/2011/04/26/automi-dellinformazione/

La Morte di un Fantasma

di Massimo Mazzucco

E’ morto un uomo che non è mai esistito.
Intendiamoci, un signore di nome Osama bin Laden su questa terra è esistito, per un certo periodo di tempo, ma la sua vita reale non ha avuto nulla a che fare con quello che crede la gente. Il vero Osama bin Laden, di professione sceicco, si è dedicato negli anni ’80 all’organizzazione della militanza islamica contro l’invasione russa in Afghanistan. Per fare questo ha avuto l’appoggio, concreto e programmato, della CIA, che gli ha fornito non soltanto “armi e munizioni”, ma anche gli stessi uomini importati dai paesi arabi – i cosiddetti Mujaheddin – per combattere al suo fianco.
Da questa figura tridimensionale, già di per se sfuggevole ed ambigua, è nato il personaggio a due dimensioni ad uso strettamente mediatico, che tutti conoscono come Osama bin Laden. Naturalmente, per poter gestire con disinvoltura il personaggio a due dimensioni, è stato necessario uccidere quello reale……
Risale alla primavera del 2002 un articolo, in lingua pakistana, che riportava la notizia della morte dello sceicco saudita. Anche Benazir Bhutto ne diede – in modo apparentemente involontario – la conferma. Ma questa notizia fu naturalmente ignorata dai media mainstream, che potevano così iniziare ad allevare il loro prezioso pargolo bi-dimensionale, che gli avrebbe fruttato centinaia di titoloni a nove colonne nel corso di quasi un decennio.

Sulla inconsistenza – ridicolaggine, anzi – di questo personaggio fittizio non ci dilungheremo di certo. Abbiamo già abbondantemente smentito la sua reale esistenza più volte, e lo abbiamo fatto in modo a nostro parere del tutto esaustivo.

Nè peraltro dobbiamo sforzarci più di tanto per dimostrare che anche questa notizia della sua uccisione non sia che un’ennesima, patetica messinscena: non solo la foto “ufficiale” del cadavere – messa in circolazione, a quanto pare, dalle autorità pakistane – è un falso plateale, ma anche se esistesse una foto genuina del cadavere di bin Laden nulla potrebbe garantire che sia stata scattata ieri, e non otto anni fa.

Di fatto erano nove anni che non vedevamo più una immagine credibile di bin Laden da vivo, e questo dovrebbe bastare a risolvere la questione sulla vera data della sua morte.

Ci resta ora da valutare perchè sia stato scelto proprio questo momento per dare questa (falsa) notizia-bomba alle agenzie di tutto il mondo.

Per prima cosa, salta all’occhio un dettaglio molto interessante: tutti sanno infatti che sia buona regola dare le “brutte notizie” (scandali presidenziali, crolli in borsa, ecc.) il venerdì sera, in modo da approfittare del week-end – notoriamente “morto”, da un punto di vista mediatico – per attenuarne in qualche modo gli effetti negativi. Appare invece curioso che la notizia della morte di bin Laden sia comparsa sulle testate di tutti i giornali del mondo proprio il lunedì mattina, quasi si volesse ottenere l’effetto contrario: usare tutta la settimana per avere il massimo rimbombo su questa notizia, andando a coprirne eventualmente di altre meno accattivanti.

Si chiama “Wag the Dog” – dal titolo del famoso film – ed è un trucco che è stato usato spesso di recente dai presidenti americani (il più famoso di tutti è il caso di Clinton, che decise di far bombardare un impianto chimico in Sudan – creando una grande eco mediatica – proprio nel momento in cui stava per esplodere lo scandalo Lewinsky).

Ebbene, forse non tutti sanno che la scorsa settimana il presidente Obama ha rilasciato il suo “vero“ certificato di nascita. Lo ha fatto nel tentativo di placare una volta per tutte le polemiche sul suo reale luogo di nascita, che molti sostengono non essere stato quello delle Hawaii. Peccato per lui che il “vero“ certificato di nascita sia risultato essere un falso clamoroso. Ci hanno messo dai 14 ai 18 minuti, gli esperti di Photoshop, per cogliere in quel documento una serie di manipolazioni talmente evidenti da non lasciare nessuna speranza a chi voglia sostenere che sia autentico.

Finora i media americani avevano finto di ignorare quello che in Intenet già tutti sanno, e cioè appunto che il certificato sia falso, ma sembra evidente che prima o poi qualcuno della destra avrebbe raccolto queste informazioni, e la Fox non avrebbe certo risparmiato il presidente da una figuraccia planetaria.

Figuraccia che gli costerebbe di certo la rielezione.

A questo si aggiunga il fatto che proprio la settimana scorsa il Pakistan ha apertamente invitato il governo dell’Afghanistan ad abbandonare la sua alleanza con gli Stati Uniti e ad appoggiarsi invece, come già stanno facendo loro, al nascente impero cinese.

Quale occasione migliore, si potrebbe pensare, perché la Casa Bianca tirasse fuori questo splendido asso nella manica? Ora che Osama non c’è più, infatti, cadranno molte delle motivazioni che trattengono i soldati americani in Afghanistan (non era per questo che ci eravamo andati, dopotutto?), e questo potrebbe evitare che il governo afghano arrivi all’esasperazione e scelga davvero di passare dalla parte dei cinesi.

Resta infine una considerazione da fare: il popolo americano in prima fila, ed in qualche modo anche buona parte del resto del mondo, sono stati presi in giro per ben tre volte con la stessa invenzione: sono stati presi in giro quando gli è stato detto che fosse Osama il responsabile degli attacchi dell’11 settembre. Sono stati presi in giro quando gli è stato detto che eravamo in Afghanistan per cercare di catturarlo, e sono stati presi in giro ora che gli hanno detto che è stato ucciso soltanto ieri.

D’altronde, come dicono i saggi, “vulgus vult decipi”. Ergo decipiatur.

L’opinione generale


“Non c’è alcuna opinione, per quanto assurda, che gli uomini non abbiano esitato a far propria non appena si è arrivati a convincerli che tale opinione è universalmente accettata. L’esempio fa effetto sia sul loro pensiero, sia sul loro agire. Essi sono pecore che vanno dietro al montone ovunque le conduca: è per loro più facile morire che pensare. E’ assai curioso che l’universalità di una opinione abbia per loro tanto peso, dal momento che essi possono pur vedere su di sé quanto si accettino opinioni senza giudizio e solo in forza dell’esempio. Ma in realtà non lo vedono, perché manca loro ogni conoscenza di sé. Solo i migliori dicono, con Platone, i molti hanno molte opinioni [Repubblica, IX, 576, c], cioè il vulgus ha molte frottole in testa e, se si volesse tenerne conto, si avrebbe un gran da fare. L’universalità di un’opinione, parlando seriamente, non costituisce né una prova né un motivo che la rende probabile. Coloro che lo affermano devono ammettere: 1) che la distanza nel tempo priva quella universalità della sua forza probante: altrimenti dovrebbero riportare in vigore tutti gli antichi errori che un tempo erano universalmente considerati verità: per esempio dovrebbero ripristinare il sistema tolemaico oppure nei paesi protestanti il cattolicesimo 2) che la distanza nello spazio produce lo stesso effetto: altrimenti l’universalità di opinione fra chi professa il buddhismo, il cristianesimo e l’islamismo li metterà in imbarazzo. Ciò che così si chiama opinione generale è a ben guardare l’opinione di due o tre persone; e ce ne convinceremmo se potessimo osservare come si forma una tale opinione universalmente valida. Troveremmo allora che furono in un primo momento due o tre persone ad avere supposto o presentato e affermato [o imposto, ndr] tali opinioni, e che si fu così benevoli verso di loro da credere che le avessero davvero esaminate a fondo: il pregiudizio che costoro fossero sufficientemente capaci indusse dapprima alcuni ad accettare anch’essi l’opinione: a questi credettero a loro volta molti altri, ai quali la pigrizia suggerì di credere subito piuttosto che fare faticosi controlli. Così crebbe di giorno in giorno il novero di tali accoliti pigri e creduloni: infatti, una volta che l’opinione ebbe dalla sua un buon numero di voci, quelli che vennero dopo l’attribuirono al fatto che essa aveva potuto guadagnare a sé quelle voci solo per la fondatezza delle sue ragioni. I rimanenti, per non passare per teste irrequiete che si ribellano contro opinioni universalmente accettate e per saputelli che vogliono essere più intelligenti del mondo intero, furono costretti ad ammettere ciò che era già da tutti considerato giusto. A questo punto il consenso divenne un obbligo. D’ora in poi i pochi che sono capaci di giudizio sono costretti a tacere e a poter parlare è solo chi è del tutto incapace di avere opinioni e giudizi propri, ed è la semplice eco di opinioni altrui: tuttavia, proprio costoro sono difensori tanto più zelanti e intolleranti di quelle opinioni. Infatti, in colui che la pensa diversamente, essi odiano non tanto l’opinione diversa che egli professa, quanto l’audacia di voler giudicare da sè, cosa che essi stessi non provano mai a fare, e in cuor loro ne sono consapevoli. Insomma: a esser capaci di pensare sono pochissimi, ma opinioni vogliono averne tutti: che cos’altro rimane se non accoglierle belle e fatte da altri anziché formarsele per conto proprio? Poichè questo è ciò che accade, quanto può valere ancora la voce di cento milioni di persone? Tanto quanto un fatto storico che si trova in cento storiografi, ma poi si verifica che tutti si sono trscritti l’un l’altro, per cui alla fine, tutto si riconduce all’affermazione di uno solo… “io lo dico, tu lo dici, ma alla fine lo dice anche quello:/dopo che lo si è detto tante volte, altro non vedi se non ciò che è stato detto” (Goethe, dalla Farbenlehre)”. Arthur Schopenhauer********

Cos’altro vogliamo aggiungere se non che questo accadeva prima che si affermassero i grandi mezzi di comunicazione? All’epoca non c’erano Berlusconi e Murdoch eppure i meccanismi di formazione della pubblica opinione (o opinione generale come la chiama Schopenhauer) non erano così dissimili da quelli di oggi. Due o tre individui (appartenenti a drappelli di decisori o al circuito mediatico dominante) apparecchiano un’ipotesi che diviene una convinzione, la impongono facendo leva sulla loro autorità ed ecco che il pubblico segue pedissequamente la corrente di questo pensiero, formandosi delle opinioni che ritiene partorite dal suo cervello. Ma sono cibi socialmente precotti che vengono riscaldati nel microonde della soggettività. Crediamo di star cucinando qualcosa mentre veniamo cotti a puntino. Cosa ne dicono gli urlatori di sinistra che attribuiscono a B. il disonore di aver ridotto gli italiani ad un popolo di ingrifati e lobotomizzati senza visioni personali? Ancora il semiologo Umberto Eco, qualche giorno fa, parlava di educare il nostro popolo per renderlo aderente a valori più democratici e progressisti. Cioè alle sue opinioni sul mondo che, a mio modo di vedere, sono altrettanto confuse, sbagliate e per di più fin troppo accordate a quelle dei poteri forti che infestano la nazione, dalle banche ai padroni delle ferriere. Detto questo, forse è il caso di farsi un’opinione diversa di tali imbonitori chiamati impropriamente professori.

Ps. Umberto Eco, anche facendo un gran balzo, non supererà mai l’unghia del piede di Althusser. Il filosofo piemontese si è fatto bello sostenendo in una intervista a Il Manifesto  che quando lui parlò per la prima volta di strutturalismo fu aspramente attaccato da Althusser il quale in seguito, smentendosi puerilmente, avrebbe tentato un innesto dello stesso strutturalismo sul marxismo. Dubito che il pensatore di Birmandreis si sia mai occupato di Eco e, soprattutto, so che mai accettò in vita di essere incasellato in detta corrente. E’ vero che non è possibile giudicare un intellettuale dall’idea che egli ha di sè stesso, ma non è nemmeno corretto attribuirgli l’appartenenza ad apparati concettuali che ha sempre respinto.

Fonte : http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24510674/lopinione-generale-di-gp

Osama è Morto, dice Obama.Ma la foto è un falso.

Il leader di Al Qaeda (allora esite Al Qaeda!), Osama Bin Laden, è stato ucciso oggi in una operazione condotta dagli Stati Uniti nei pressi di Islamabad da una piccola squadra Usa, che ne ha recuperato il corpo.

Almeno così dice il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlando della maggiore vittoria Usa contro il terrorismo di questi ultimi tempi.

Si, nella foto è lui anche se…cavolo, è proprio uguale alla foto di sinistra…sembra quasi un fotoritocco.

Sembra, e scusate se oso…

Vediamo come si sono svolte le cose nelle ultime ore e cerchiamo di capirci qualcosa:

04.46 – La CNN anticipa: “Ucciso Bin Laden”
La CNN dà per prima la notizia della morte di Bin Laden, seguita a ruota dalle principali emittenti televisive Usa. (Che dicono sempre la verità).

05.43 – L’annuncio di Obama: “Ucciso Bin Laden”
Il leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden, è stato ucciso oggi in una operazione condotta dagli Stati Uniti nei pressi di Islamabad da una piccola squadra americana, che ne ha recuperato il corpo. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parlando della maggiore vittoria Usa contro il terrorismo di questi ultimi tempi.

06.05 – Accertato che il corpo è il suo
L’operazione in cui è stato ucciso il leader terrorista più ricercato del mondo è iniziata una settimana fa. Il corpo è stato recuperato ed è stato accertato oltre ogni ragionevole dubbio che si trattava proprio di Bin Laden.

06.20 – Folla in festa davanti alla Casa Bianca
Pochi minuti dopo la notizia della morte di Bin Laden da parte dei principali network televisivi, che hanno preceduto l’annuncio ufficiale di Obama, davanti alla Casa Bianca si è radunata una folla in festa che cantava “Usa Usa” e sventolava bandiere. Sollievo, scoppi di gioia e canti per i tanti giovani ma anche persone con i capelli bianchi che hanno deciso di trovarsi davanti al simbolo dell’unità del loro Paese, a quasi dieci anni di distanza da quel maledetto 11 settembre del 2001. Il giorno in cui lo sceicco del terrore riuscì a mettere in ginocchio l’America. Da quei giorni di sangue e tragedia, gli Stati Uniti si sono sempre sentiti un Paese in guerra. (Giustizia è fatta.O no?).

06.22 – Obama: “Sua uccisione era nostra priorità”
Il presidente americano Barack Obama ha detto che l’uccisione di Osama Bin Laden è stata la priorità numero 1 nella lotta ad Al Qaeda.  (Dai, ci avete messo solo 10 anni a scovarlo nelle grotte Pakistane.Intelligence?).

06.22 – Obama: “Giustizia è fatta”
Il presidente Barack Obama ha detto che con l’uccisione di Osama Bin Laden “giustizia è stata fatta”.  (Sei sicuro Barack Houssein?, Bush lo sa?).

06.34 – Assalto finale ad Abbotabad
Lo scontro finale per la cattura è avvenuto oggi a Abbotabad, nella valle di Orash a nord di Islamabad, ed è stato condotto da un gruppo di elite composto anche da militari pachistani. Lo ha confermato a GEO Tv un responsabile dei servizi di intelligence Isi. Secondo questa fonte, l’assalto finale al nascondiglio del capo di Al Qaida e’ stato sferrato dopo l’abbattimento nella zona prima dell’alba di un elicottero dell’esercito pachistano.

06.43 – Uccise almeno altre tre persone, forse un figlio
Almeno altre tre persone sono state uccise, oltre ad Osama Bin Laden, nella operazione contro il leader di Al Qaeda, riferiscono fonti del Pentagono. Una delle tre vittime sarebbe un figlio adulto dello sceicco.

06.59 – Ha opposto resistenza armata
Osama bin Laden ha opposto resistenza armata quando le forze speciali americane sono entrate nel suo rifugio, hanno riferito fonti del Pentagono. Nella sparatoria è stato ucciso ed il suo corpo è stato prelevato dai militari americani giunti in elicottero sul luogo dell’operazione.

07.22 – I talebani smentiscono
Un esponente talebano pakistano, Tehrik-e-Taliban, ha smentito l’uccisione di Bin Laden. Lo riporta la televisione pakistana Geo Tv.

07.45 – Ucciso con proiettile alla testa
Osama Bin Laden è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla testa, hanno riferito oggi fonti del Pentagono. Le forze speciali che hanno effettuato l’operazione avevano provato più volte il piano di attacco per evitare vittime tra civili innocenti.

07.45 – Cadavere mostrato da tv pakistane
Le tv pachistane stanno mostrando le immagini del cadavere sfigurato di Osama Bin Laden. (Sfigurato?Le TV pakistane hanno preso un file PSD, altro che palle).

07.47 – Cinque le persone uccise nel blitz
Sono cinque, tra le quali lo stesso Osama bin Laden, le persone uccise nel blitz contro il leader di Al Qaeda. Lo riferisce uno dei responsabili dell’operazione. Tra i morti c’è un figlio di Bin Laden, due uomini che si presume fossero “messaggeri” del leader del network del terrore, e una donna. Altre due donne sono rimaste ferite. “E’ stata un’operazione particolarmente pericolosa”, spiega uno dei responsabili contattato telefonicamente, sottolineando anche i problemi tecnici che hanno costretto il commando a scendere da uno degli elicotteri utilizzati, a causa di un “guasto meccanico”. Nel complesso residenziale che ospitava il leader di Al Qaeda, protetto da mura alte e filo spinato, c’erano poi molte donne e bambini, ha spiegato ancora la fonte.

08.02 – Foto volto sfigurato forse è un fake
L’immagine del volto di Osama Bin Laden morto, diffusa sul web, sarebbe un fotomontaggio. (Sarebbe?Eh si, il condizionale è d’obbligo quando non si parla di proclami americani…). (forse però) lol

08.20 – Jihad islamica a Obama: “Vi sgozzeremo tutti”
I gruppi della Jihad islamica maledicono Barack Obama: “Oh Allah, fai che questa notizia non sia vera”, si legge in un messaggio in arabo sui siti della guerra santa islamista, “che Allah ti maledica, Obama. Americani, noi continueremo a sgozzarvi” conclude.  (Ed eccoci.Nuova guerra in arrivo?Ma se falsificano le foto cosa fanno con le dichiarazioni?).

08.45 – La Russa:”Ora forte contraccolpo terrorismo”
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si augura che, sebbene non manchino altri capi terroristi, l’uccisione possa costituire un “forte contraccolpo per il terrorismo” perché “quella di Osama Bin Laden era una figura in qualche modo mitizzata”.

08.46 – Frattini: “Grande vittoria sul male”                                                                                                                                                                                              Una grande “vittoria del bene contro il male”: così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha  commentato la notizia.

09:02 – Arrestati anche quattro figli e due mogli
Due mogli e quattro figli di Osama Bin Laden sarebbero stati arrestati durante l’operazione congiunta delle forze americane e dell’intelligence pakistana ad Abbotabad, a nord di Islamabad, che ha portato all’uccisione del capo di Al Qaeda. Lo sostiene la televisione panaraba Al Arabiya.

09.04 – Frattini: “Vigilanza intelligence molto alta in tutto il mondo”
Dopo l’uccisione di Bin Laden, la “vigilanza è molto forte”, “tutte le autorità di intelligence, comprese quelle del nostro Paese, stanno valutando i legami con cellule” che si trovano “in Europa” e “l’impatto” che questa notizia potrebbe avere. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini,a Mattino 5. Per il ministro non è il caso di parlare di “allarme terrorismo” ma la “vigilanza è molto forte”.


09.38 – CNN: “Bin Laden sepolto in mare”
Sul sito internet della CNN si legge che “Osama Bin Laden è stato sepolto in mare”. Il sito cita un funzionario statunitense, secondo il quale il cadavere del leader di Al Qaeda è stato “trattato secondo la tradizione islamica”. Secondo il New York Times, prima della sepoltura il cadavere è stato portato in Afghanistan. (Questo lo vediamo poi…)

09.38 – Interpol: “Rischio terrorismo accresciuto”
L’Interpol ha messo in guardia contro “un rischio terroristico accresciuto”, dopo la morte di Osama Bin Laden. Serve “una vigilanza extra”, ha detto il segretario generale dell’organizzazione, Ronald Noble, per scongiurare reazioni del terrorismo in tutto il mondo. “Le autorità dei singoli Paesi devono rafforzare le misure di sicurezza per evitare attacchi di rappresaglia da parte degli affiliati ad Al Qaeda”.  (Eh si, ora devono rafforzare la sicurezza…)

10.03 – Pakistan non informato del blitz
L’operazione che ha portato all’eliminazione di Osama Bin Laden è stata condotta “direttamente” dagli Stati Uniti in territorio pakistano: lo precisa il ministero degli Esteri di Islamabad in un comunicato. A Washington intanto, fonti dell’amministrazione Obama sottolineano che “le autorità pachistane non sono state informate dell’operazione”.

10.38 – Asia Times: “Al Qaeda sta sostituendo i vertici”
Il comando di Al Qaeda, dopo l’uccisione di Osama Bin Laden, sarà assunto da un gruppo scelto di leader, che erano già stati selezionati, e che si sono già riuniti presso Mir Ali, nelle regioni tribali del Pakistan al confine con l’Afhghanistan: lo sostiene il sito del quotidiano thailandese in lingua inglese Asia Times, citando fonti del Nord Waziristan.

10.58 – Nascosto in un fortino di lusso
Un fortino da un milione di dollari. Questa l’ultima residenza del leader di Al Qaeda, a Abbotabad. La descrive un funzionario della Casa: “Siamo rimasti scioccati da quello che abbiamo visto, un compound straordinario e unico”. La struttura, spiega il funzionario, secondo quanto riporta la Bbc, ha “un valore approssimativo di un milione di dollari, ma non aveva connessioni telefoniche o Internet”. Il complesso è abbastanza affollato e ospita numerosi militari pachistani in pensione: grande otto volte di piu’ delle case adiacenti, è circondato da un muro alto fino a 5 metri e mezzo su cui corre il filo spinato, con altri muri posti all’interno che separano le varie zone del compound. Vi si accede tramite due ingressi principali presidiati dalla sicurezza, e i residenti bruciano l’immondizia invece di farla raccogliere. Solo poche finestre del complesso si affacciano sull’esterno e i balconi hanno un muro di oltre 2 metri.

11.01 – Tradito da un corriere
Un corriere ha “tradito” Osama Bin Laden, consentendo alle forze Usa di localizzare il leader di Al Qaeda nel compound di Abbotabad. Gli 007 statunitensi erano sulle tracce dell’uomo, che abitava con un fratello: “Quando abbiamo visto il compound siamo rimasti esterrefatti”, spiegano i funzionari responsabili dell’operazione, insospettiti dal fatto che il corriere vivesse in un luogo del genere.

Le cose da dire sarebbero davvero tante;fa sorridere che il ricercato N.1 degli Stati Uniti sia stato ucciso perchè “tradito da un corriere”.

Fa sorridere anche che gli Stati Uniti abbiano in mano, morto, (peccato non averlo preso vivo…) l’uomo che cercavano da dieci anni e si affrettino a seppellirlo in mare, come da tradizione islamica, anzichè esibire il suo corpo agli americani;una foto, una sola foto è stata scattata ad Osama.Sarebbe stato più ovvio riprenderlo da qualsiasi posizione, fare in modo insomma che non ci fossero dubbi sulla sua morte.Ma si sa che buona parte della popolazione pende dalle labbra dei Media.

Ora non ci resta che aspettare che i Photoshoppatori della casa bianca facciano altri ritocchini, in modo nei giorni a venire da dare altre foto alla stampa per rafforzare il fatto.

Questo è un parere personale, un parere di una persona che ha imparato ad usare Photoshop nel giro di un anno:Osama, se mai sia esistito e braccato dagli States, non è morto.L’immagini di qui sopra mostra quasi palesemente un abile (ma nemmeno troppo) lavoro di fotoritocco.

Datemi una foto di Bush, un’oretta di tempo e la stampa di mezzo mondo in mano e vi farò credere che è morto Bush.

Cosa succede ora?Già tutti gli stati alleati hanno già comunicato che “verranno rafforzate le misure di sicurezza” per prevenire attacchi stile 11/09.

Cosa significa?Cosa comporterà questo “rafforzare le misure di sicurezza” per noi cittadini?

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro, anche in seguito alle (presunte) dichiarazioni di Al Qaeda che ci vuole “sgozzare tutti”?

E’ notizia delle 12:21 ora odierna che il network Pakistano che ha diffuso la foto ha ammesso che si tratta di un falso;ovvero, quelli che hanno distribuito l’unica prova che sia morto Osama ora dicono che la prova stessa non è vera.

Eppure, guardando i tg nazionali e non, sembra che questa notizia non sia importante;incredibile come tutti l’abbiano annunciata a voce bassa per poi tornare a parlare del successo ottenuto contro il terrorismo.

Osama è morto.Questo è quello a cui noi dobbiamo credere ora.Fino a nuovo ordine mediatico.

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