Il meccanismo dell’odio.

Anche il secondo post ha suscitato polemiche, ma senza pugno nello stomaco non e’ un buon post, quindi andiamo avanti e raccontiamo un attimo il meccanismo dell’odio. E’ importante perche’ i fascismi furono uno dei piu’ evidenti “hate business” della storia umana, anche se i comunismi non scherzano. Volevo pero’ spiegare come mai, a mio avviso, il paragone NON sia esagerato.

La prima cosa da capire e’ che l’odio e’ un meccanismo di prossimita’.  Vedo di spiegarlo con un esempio.
Prendete in braccio un gatto e coccolatelo. Poi, una persona vicina a voi gli prende la coda e la pizzica sino a fargli male. Il gatto graffiera’, ma graffiera’ voi che l’avete in braccio. Ovviamente, se il gatto investigasse razionalmente scoprirebbe che in realta’ non siete voi a fargli male, quindi e’ ingiusto a graffiare voi.
Tuttavia, abbiamo di fronte la prima qualita’ dell’odio: l’odio e’ un meccanismo di prossimita’, il nemico deve essere VICINO, meglio se tra noi. Hitler se l’e’ presa con gli ebrei per una ragione: gli ebrei erano LI’ . Poteva prendersela pure con , che so io, i brasiliani. Ma l’odio e’ un meccanismo che non funziona benissimo a distanza.
Quindi, se voi licenziate persone, se prendete le donne e fate firmare loro letterine di licenziamento in bianco, se sfruttate precari a 600/euro al mese, se fate fare la fame ai dipendenti, non vi illudete che qualcuno se la prenda coi finanzieri di Wall Street (ammesso e non concesso che c’entrino qualcosa) . L’odio e’ un meccanismo di prossimita’.
La seconda qualita’ dell’odio e’ che l’odio ragiona per gruppi. Per odiare qualcuno dovete avere una ragione, perche’ ha una faccia. E vi guardera’ quando lo colpirete. Ma se odiate un gruppo, la faccia scompare, e il suo posto lo prende la rappresentazione che date del gruppo.
Per esempio, vivendo in Germania SO che qualsiasi italiano faccia una cazzata finiro’ col pagarla io. Nessuno mi viene normalmente a cagare il cazzo come persona perche’ essenzialmente non faccio nulla di male, quindi e’ difficile avere la scusa per assalirmi. Ma e’ possibile odiare gli italiani come gruppo.
Quindi, la seconda qualita’ dell’odio e’ che si tratta di un meccanismo che funziona meglio su gruppi. Se fate parte di un gruppo, e in quel gruppo prendete le donne e fate firmare loro letterine di licenziamento in bianco, se sfruttate precari a 600/euro al mese, se fate fare la fame ai dipendenti, non vi illudete che l’odio poi distingua tra buoni e cattivi.  Nessuno risparmiera’ i buoni per tenere i cattivi.
L’odio e’ un meccanismo generalizzante. Non esiste odio che distingue, l’odio fa di tutta l’erba un fascio, sempre e per definizione. Uno fa qualcosa, TUTTI siete colpevoli.
Un altro punto che rende l’odio come meccanismo micidiale e’ la spersonalizzazione. Essa si basa sui meccanismi precedenti, per alcune ragioni. Se vogliamo colpire per prossimita’, sappiamo benissimo di colpire quasi sicuramente chi non c’entra. Cosi’ non possiamo colpire Beppe Rossi, perche’ se odiamo Beppe Rossi dobbiamo per forza colpire Beppe Rossi. Siamo costretti a prendere la mira, e nello “spannungsbogen” (il momento in cui l’arco e’ teso ma non abbiamo ancora lasciato andare la freccia) dobbiamo riflettere.
L’odio per sua natura ha bisogno di eliminare lo spannungsbogen, il momento di riflessione tra lo stimolo a fare e l’atto di fare. Cosi’, l’odio procede per categorie. Bossi odia “i terroni” ma sposa una donna sicula. In definitiva, cioe’, “i terroni” non e’ mai “il mio amico Gaetano”. Gaetano e’ una brava persona, “i terroni” sono malvagi. Chissa’ chi sono.
Lo stesso dicasi del meccanismo di gruppo. Se vogliamo colpire un gruppo giustificandoci con le colpe di alcuni, vere o presunte, dobbiamo fare in modo che nel gruppo non ci siano “Hans e Otto”. Se ci sono due persone con un nome , saremo portati a pensare che questo orrendo crimine lo abbia compiuto magari Hans e non Otto. Cosi’, e’ meglio dire “gli italiani”, “i terroni”, “i tedeschi”, eccetera.
 La terza caratteristica dell’odio, quindi, e’ che per funzionare come meccanismo politico ha bisogno di cancellare il nome delle persone, la faccia, e trasformarla in un collettivo anonimo.  Per questo mi fa ridere chi pensa che l’anonimato possa salvarti, o che nascondersi tra la folla possa salvarti: al contrario, e’ proprio la maniera giusta per venir fatti fuori.
Bel film e fumetto ancora migliore, ma se NELLA REALTA’ avete contro soldati armati, NON nascondete la faccia.MAI.E’ TROPPO FACILE sparare su una maschera. Il difficile e’ sparare su qulcuno che ha una faccia. Questa folla in condizioni normali non ha una sola chance di sopravvivere un’ora. Il volto coperto non e’ un uomo, e’ solo un bersaglio come tanti.
Adesso rispondiamo ad alcune domande che mi sono giunte a riguardo, visto che ho citato il film di Visconti, che parla del nazismo. La prima e': come mai nessuno sospetto’ di essere un bersaglio di Hitler?
La risposta riguarda le caratteristiche peculiari di un tipo di odio che Hitler e Mussolini (come Franco) erano molto abili a vendere.
L’odio fascista per prima cosa si maschera da amore per il paese. Il fascista non odia per nulla. Dice di odiare chi commette orrendi crimini contro il paese. Ma non perche’ gli piaccia odiare, sia chiaro: il fascista chiarisce per prima cosa che se fosse per lui sarebbe a casa e che gli piace la pace e il quieto vivere. Anzi, diciamola tutta: il fascista E’ COSTRETTO ad agire.  L’avete voluta voi, cazzo.
In pratica, il fascismo merita l’appellativo di reazionario ANCHE perche’ esso stesso per primo si classifica come meccanismo di reazione. “Noi saremmo rimasti a casa con le nostre mogli, siete stati VOI a minacciare la nazione con quel gay pride! Cos’altro potevamo fare?“.
Questo ci porta alla seconda parte del discorso, ovvero che il fascismo, essendo un movimento di reazione, si diffonde a macchia d’olio meglio e specialmente durante le emergenze. “Noi eravamo belli tranquilli, quando quei bastardi hanno fatto un disastro e abbiamo DOVUTO prendere il controllo della situazione“. Che sia il credit crunch, che sia l’immigrazione, DEVE esistere un’emergenza. Il fascista, a detta sua, non spara MAI per primo.
Mein Kampf inizia con:
sentiamo tutti che presto il mondo si trovera’ ad affrontare prove che potremo superare solo se tutte le risorse saranno sotto il controllo di quei popoli e quelle razze che di diritto hanno il compito di dominare le altre.
In pratica , “se non agiamo, va tutto in merda”.
La terza caratteristica dell’odio fascista e’ il pacifismo. Dico sul serio: il fascismo si propone SEMPRE di sanare un conflitto. SEMPRE. La promessa piu’ attraente del fascismo e’ quella di un paese SENZA conflitti. C’e’ Occupy Wall Street? E’ un conflitto, nella nostra societa’ NON ci sono conflitti. Siamo uomini di pace, quindi elimineremo i conflitti. Semplicemente eliminando le opposizioni, ma loro sono colpevoli di conflitto. E noi vogliamo una societa’ pacificata.
Cosi’, l’odio fascista si afferma SEMPRE partendo dal bisogno di pace sociale che ogni gruppo sente. Lo scopo per cui ogni gruppo nasce e’ la divisione dei compiti , unito alla protezione reciproca. E’ chiaro che il progetto ideale non comprenda conflitti.
L’odio fascista, quindi , si specializza contro i gruppi che sono in conflitto, in lotta, in disaccordo. Poiche’ chi appoggia il fascista di sente un uomo di pace, non riesce MAI a identificare se’ stesso come possibile bersaglio. “Ehi, io voglio la pace quanto voi!”.
Sia in Italia che in GErmania ci furono elementi della borghesia -ebraica o meno- che votarono per Mussolini e Hitler, e che in seguito furono annientati. Questo perche’ loro  condividevano il desiderio di societa’ pacificata. Avevano paura dei conflitti sindacali, dei conflitti di classe, per cui l’odio fascista appariva loro come odio per i seminatori di odio.
Qualcuno ha scritto qui che se in un gruppo, gli imprendotori, si commettono delle malefatte, quello da odiare semmai e’ il sindacato e la sinistra. Questo e’ un classico esempio di come funziona l’odio fascista: ognuno tra coloro che supportano il movimento fascista crede di essere dalla parte di quelli che non saranno toccati perche’ cerca il quieto vivere. Su questa illusione il fascismo fonda il proprio consenso: se il  comunismo almeno dice chiaramente quale parte della societa’ vada eliminata, i fascismi sono meno espliciti e parlano al massimo di “soluzioni al problema di”.
Nel fare questo, i fascismi offrono sempre una apparente via di uscita: nello stigmatizzare i cattivi di un gruppo, danno agli altri del gruppo la sensazione di essere a posto. Se qualcuno se la prende con gli ebrei usurai, tutti gli ebrei che NON fanno gli usurai saranno tranquilli, e semmai apprezzeranno il vantaggio di non avere conflitti sociali. Quando Hitler parlava di ebrei, si riferiva ai ricchissimi , ai finanzieri ed agli usurai. Che erano una piccolissima parte . Gli altri ebrei tedeschi, non essendo ricchissimi, finanzieri o usurai, si sentivano tranquilli, e semmai erano preoccupati delle violenze che avvenivano per le strade.
Allo stesso modo, l’effetto “ma non parla di ME” funziona oggi con gli imprenditori: essi dicono “si, ma i bastardi sono altri, mica io”. Non si rendono ancora conto di essere isolati, perche’ ognuno di loro distingue se’ stesso dal resto del gruppo. Le risposte nei commenti sono eloquenti: ma io non sono come loro, spero che LORO affoghino, perche’ hanno causato tutto questo. (“I delinquenti sono LORO! Avete preso la persona sbagliata! Ci dev’essere un errore! Aaaaaaggghhhhh…..“)
Un’altra tendenza dell’odio fascista e’ quella di rassicurare: nella societa’ pacificata staranno bene tutti, finalmente. Quando si dice tutti ovviamente si contano tutti tranne qualcuno, ma i nomi vengono regolarmente offuscati ai piu’. “I nemici della patria”, “i traditori”, “i sabotatori”.  Solo quando il fascismo getta la maschera dice le cose come stanno.
L’ultimo motivo per il quale nessuno si accorge del pericolo fascista e’ che il fascismo parla di una societa’ ove tutti hanno il proprio ruolo naturale, e ogni classe sociale ed ogni gruppo si identifica col proprio ruolo. Per esempio, l’imprenditore dice “ma se eliminano gli imprenditori, chi fa l’imprenditore?”.
La risposta e’ “il mio amico beppe iscritto al partito da vent’anni”. Dopo la notte dei cristalli Hitler e i vertici dell’ NSDAP si riunirono per capire, dopo l’esproprio delle proprieta’ degli ebrei, come gestirle e a chi assegnarle. NESSUNA fabbrica di ebrei chiuse: vennero espropriate e date ad altri.
L’imprenditore si identifica completamente -come vuole l’ideologia- con la propria fabbrica, la propria attivita’, il proprio patrimonio. Egli non si rende conto, cioe’, che tutto gli possa essere tolto, eliminando lui senza eliminare quel che fa.
L’imprenditore crede di essere la sua fabbrica, ma dopo essere state espropriate le fabbriche degli ebrei non chiusero. Divennero fabbriche di ariani. Quando il duce inizio’ ad espropriare nobili e oppositori, i loro palazzi non crollarono. Cambiarono proprietario. Quando ci fu la riforma agraria e i latifondisti vennero espropriati, la loro terra non divenne incolta: divenne di qualcun altro.
E’ gioco del buon fascista fare in modo che ognuno si identifichi con il proprio ruolo economico, in modo da credere di essere un buon cittadino pacificato. Poi, quando verra’ pacificato, scoprira’ di non ESSERE la sua fabbrica, la sua terra, il suo patrimonio, il suo negozio. Scoprira’ di poter scomparire SENZA che scompaiano le sue attivita’ economiche. Scoprira’ di essere sostituibile da un membro del partito.
Allo stato attuale, il patrimonio di odio e’ gia’ pronto. Ci sono gli scontri sociali e c’e’ la voglia di pacificazione. C’e’ il senso di emergenza. C’e’ la tranquillita’ di tutti.
Il SOLO motivo per il quale non c’e’ ancora fascismo e’ che i soli fascisti sono , essenzialmente, un branco di buzzurri analfabeti che del fascismo hanno afferrato solo l’uso della violenza. Violenza che peraltro fu di portata inferiore rispetto alle rivoluzioni comuniste: per quanto sembri paradossale, nel fascismo la violenza e’ una malattia senile, mentre nel comunismo e’ una malattia infantile. Il fascismo nasce per soddisfare una richiesta di pacificazione nazionale e POI scatena la violenza totale. Al contrario, il comunismo nasce per soddisfare una richiesta di violenza -la rivoluzione- per poi imporre l’ordine totale.La quantita’ di violenza usata per portare Mussolini o Hitler al potere -il caso di Franco e’ una singolare eccezione perche’ arriva a fermare una rivoluzione bolscevica gia’ in corso- furono di gran lunga minori rispetto a quella che servi’ a Lenin, per dire. Nessuna delle prese di potere dei fascisti e’ mai sanguinosa -in termini di quantita’- quando quelle comuniste. Nel fascismo, appunto, la violenza di massa e’ una malattia senile.

Se oggi esistesse un solo fascista ideologicamente preparato, con due o tre parole in piu’ dell’analfabeta medio e un buon aspetto, avrebbe gia’ preso il potere in Italia, e probabilmente in Europa.
E se consideriamo che l’orizzonte europeo sia molto piu’ popoloso di quello italiano, ci sono circa 10 volte piu’ probabilita’ che il nostro fascista-che-ha-studiato sia di dimensione europea, che non italiana. Il che significa una cosa molto semplice: non rimangono al mondo molti posti ove scappare.
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