Al Qaeda e la coscienza umana

Di Micheal Chossudovsky

Prima parte: un discorso pubblico assilante e ripetitivo

C’è qualcosa d’ inquietante nella natura del discorso pubblico elaborato dopo l’11 settembre. In modo assilante, giornalmente, i mass media occidentali, le autorità governative, i membri del Congresso degli Stati Uniti, gli analisti di Wall Street, ecc, non smettono di riferirsi ad Al Qaeda come la causa sottogiacente a numerosi avvenimenti mondiali. Avvenimenti importanti di natura politica, sociale o strategica- includendo le relazioni presidenziali statunitensi- si classificano quotidianamente in rapporto a Al Qaeda, il presunto architetto degli attacchi dell’11 settembre 2001.

 

 

 

 

 

 

Riunione di Ronald Reagan nel 1985 con i comandanti mujahadin afgani nella Casa Bianca (Reagan Archives)



Quello che appare più sorprendete è l’estensione della copertura da parte dei mass media su Al Qaeda, per non menzionare montagne di articoli d’opinione e “analisi” autorizzate concernenti “eventi terroristici” in diverse parti del mondo.

Gli ormai abitudinari riferimenti ai “fanatici” e ai “jihadisti” di Al Qaeda sono diventati- dalla prospettiva della notizia-  qualcosa di perenne. Sui dossier dei mass media ufficiali si dispiega tutto un rituale mondiale al riguardo. Al momento di scrivere queste linee (24 marzo 2012), alla frase “eventi  Al Qaeda” Google riportava 182 milioni di risultati  e 18.200 sui giornali.

Di fronte all’opinione pubblica si presenta ogni giorno tutta una panoplia di eventi e circostanze riguardante Al Qaeda, che comprende minacce terroristiche, avvertimenti e contro insorgenza, cambiamenti di regime nei paesi, conflitti sociali, violenza settaria, razzismo, divisioni religiose, pensiero islamico, valori occidentali, ecc.

A sua volta, la retorica su Al Qaeda della guerra contro il terrorismo impregna il discorso politico a tutti i livelli di governo, includendo il dibattito bipartisan nel Campidoglio, nei comitati del Senato e del Congresso, nella Camera dei comuni britannici, e non dimentichiamolo, nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

I politici, i mass media dominanti, Hollywood e i think tank di Washington spiegano tutti questi avvenimenti che riguardano Al Qaeda sotto un unico titolo “i cattivi ragazzi”, dove Al Qaeda viene ripetutamente segnalata come “la causa” di numerosi eventi terroristici in tutto il mondo.

La coscienza umana: Al Qaeda e la mentalità umana

Come colpisce nella mente umana il bombardamento continuo su Al Qaeda in relazione a concetti e immagini canalizzati attraverso le catene di notizie e reti di televisive occidentali?

I concetti di Al Qaeda ripetuti, ad nauseam, hanno potenzialmente un impatto traumatico sulla mente umana e sulla capacità degli esseri umani normali di analizzare e comprendere “il mondo esterno reale” della guerra, la politica e la crisi economica.

Quello che è in gioco è la coscienza e la comprensione umana fondata su concetti e fatti.

Invece, con Al Qaeda non ci sono”fatti” ne “concetti” verificabili, perché Al Qaeda è diventato un mito dei mass media, una leggenda, una costruzione ideologica inventata, usata come strumento per la disinformazione dei mass media e la guerra di propaganda.

Al Qaeda costituisce un’astrazione stilizzata, falsa e quasi folclorica del terrorismo che va impregnando la coscienza interna di milioni di esseri in tutto il pianeta-

I riferimenti ad Al Qaeda sono diventati un dogma, un credo che la maggior parte della gente sostiene incondizionatamente.

Questo è un indottrinamento politico? E’ un lavaggio del cervello? E se fosse così, quale sarebbe lo scopo?

La capacità delle persone di analizzare in modo indipendente gli avvenimenti del mondo così come  affrontare le relazioni causali riguardanti la politica e la società risultano danneggiate in modo significativo. Questo è l’obiettivo.

L’obiettivo che si perseguita con l’uso continuo di Al Qaeda per dare spiegazioni generali sugli eventi politici è quello di creare confusione perché questa impedisce alle persone di pensare.

L’inquisizione statunitense.

Si predica una nozione di Al Qaeda- “il nemico esterno” che minaccia la civiltà occidentale- a partire di “una dottrina inquisitiva”. La Sicurezza interna dello Stato personifica quello che potrebbe descriversi come “Inquisizione statunitense”. E, come nel caso dell’Inquisizione spagnola, non si può neanche cercare di sfidare il consenso generalizzato alla “Guerra Globale contro il Terrorismo”.

Il riferimento ad Al Qaeda come paradigma centrale usato per comprendere il mondo che viviamo ha come obiettivo finale quello di inculcarci timore e insicurezza. Con parole del gruppo di comici dei Monty Phyton: “Nessuno aspetta l’Inquisizione Spagnola! La nostra arma principale è la sorpresa…sorpresa e timore…timore e sorpresa…e un’efficienza implacabile…Le nostre tre armi sono il timore, la sorpresa e l’efficienza implacabile e una devozione quasi fanatica verso il Papa”.

La sottomissione incondizionata alla Sicurezza Interna dello Stato degli USA di oggi non è molto diverso dal processo di “devozione fanatica” che prevaleva sotto l’ordine feudale spagnolo. Quello che è in gioco è il nostro mondo contemporaneo, riusando le parole di Monty Phyton, è “il timore e la sorpresa” e la docilità incondizionata all’”efficienza implacabile “ ad un ordine dominante a livello politico, economico e militare.

L’inquisizione statunitense si incarica di  ridifinire il quadro legale e giuridico. La tortura e gli uccisioni politiche non sono più un’attività segreta come nei buoni tempi della CIA, nascosti allo sguardo pubblico. Sono “legali”, sono oggetto di ampia copertura mediatica e sono stati sanzionati dalla Casa Bianca e il Pentagono. Al contrario, coloro che osano scontrarsi al consenso della “guerra contro il Terrorismo” ricevono l’etichetta di “terroristi”. Difendere una vera giustizia sfidando la “crociata santa” degli USA contro Al Qaeda diventa un categorico atto criminale.

Si è aperto una nuova soglia nella storia giuridica USA. Funzionari di alto rango dentro lo Stato e l’Esercito non hanno più bisogno di camuffare i loro crimini. Di fatto, succede piuttosto il contrario. La tortura ai sospettati di appartenere ad Al Qaeda è diventata una politica pubblica con un mandato umanitario:

“ Sì, abbiamo ordinato di torturare, ma non è veramente una tortura, non è veramente una guerra, perché questi soggetti sono terroristi e “dobbiamo combattere il male”. E il modo di difendere la democrazia e la libertà è di “andare dietro i cattivi ragazzi”, è “intraprendere la guerra contro i terroristi”. “Così facciamo l’interesse pubblico”.

Inoltre, chiunque metta in discussione la nostra definizione di “combattere il male”(che include la tortura, le uccisioni e i campi di concentramento contro “i cattivi ragazzi”) è anche, per definizione, “diabolico”, e può essere arrestato, torturato e spedito ai campi di concentramenti.

Al Qaeda rappresenta, agli occhi dell’ opinione pubblica, come lo strumento del terrore dell’”islam radicale” che minaccia la Patria, distruggendo la civiltà occidentale e i valori morali. Tutto il mondo deve far proprie queste definizioni e nessuno osa mettere in dubbio l’”inquisizione statunitense”.

Al Qaeda e la “Grande Bugia”.

La leggenda di Al Qaeda sostiene la “Grande Bugia” capovolgendo la realtà. Crea sia una percezione che una fede che non possono essere sottoposte a interrogativi. Impregna la politica estera statunitense e la condotta della diplomazia internazionale. Al Qaeda e “la Guerra Globale contro il Terrorismo” costituiscono la componente fondamentale della dottrina militare degli USA.

Le affermazioni del tipo “Al Qaeda ha fatto questo”, “Al Qaeda ha fatto quello” chiariscono in modo semplice e senza complicazioni avvenimenti complessi mentre mascherano e nascondono “autentici motivi”, come: la vietata verità dietro ai fatti.

Nessuno sembra disposto a dedicare il tempo necessario per esaminare “chi è quello scorrevole nemico di Al Qaeda”, che è riuscito, come mezzi militari limitati,a scontrarsi alla macchina bellica multimilionaria degli USA.

La spiegazione generale su Al Qaeda non solo oscura i canali normali della comprensione umana ma impedisce anche che si possa accedere al passo seguente che implica  una spiegazione razionale come chiedersi: Se Al Qaeda è la “causa”, come moltissime volte è stato affermato, allora “cos’è Al Qaeda?” e “Chi c’è dietro Al Qaeda”?.

Ma questo tipo di domande raramente vengono poste nel post 11 settembre- Ricercare “chi c’è dietro i terroristi” non si può neanche fare, è un tabù politico, nonostante le prove riguardanti al ruolo storico dell’intelligence statunitense nella creazione e promozione della jihad islamica.

Oggi, se si rivelasse cosa è veramente Al Qaeda- ad esempio nel contesto di uno specifico attacco terroristico sotto una false flag- la legittimità della “guerra contro il terrorismo” così come gli alti comandi approvano, crollerebbe  come una piramide di carte.

Anche se l’identità di Al Qaeda è totalmente documentata, inclusi i vincoli con l’intelligence USA, la verità non si è filtrata nel grosso dell’opinione pubblica.

Al Qaeda e il ruolo dell’Intelligence occidentale.

La CIA ha riconosciuto che la jihad islamica “fu” un “attivo dell’intelligence” patrocinato dagli Stati Uniti da quando la guerra afgano-sovietica era nel suo apogeo (1979-1989)

La comunità dell’intelligence ammette che sì, che loro crearono i mujahaidin, che costruirono i campi di addestramento e le scuole coraniche insieme ai Servizi dell’Inter- Intelligence del Pakistan (ISI). Agendo a nome della CIA, l’ISI si impegnò nel reclutamento, addestramento e indottrinamento religioso dei “jihadisti “che il Presidente Ronald Reagan descrisse come “Combattenti della Libertà”.

Dall’inizio della guerra afgana-sovietica nel 1979 fino al momento attuale, varie organizzazioni fondamentaliste islamiche sono diventate di fatto in uno strumento dell’intelligence statunitense e, più in generale, dell’alleanza USA-NATO-Israele.

Anche se il pubblico statunitense non lo sa, gli USA hanno incluso gli insegnamenti della jihad islamica nei libri di testo “made in America”, elaborati nell’Università del Nebraska:

Gli USA spesero milioni di dollari nel fornire agli alunni afgani libri di testo pieni di immagini violente e insegnamenti islamici militari, come parte di una serie di tentativi segreti per stimolare la resistenza all’occupazione sovietica.

I manuali, che si riempirono con chiacchierate sulla jihad e imponenti disegni di armi, pallottole, soldati e mine, sono serviti da allora come materie comuni dentro il sistema scolastico afgano, e incluso i talebani usavano i libri che gli statunitensi pubblicavano.

La Casa Bianca difende il contenuto religioso dicendo che i principi islamici impregnano la cultura afgana e che i libri “compiono totalmente la legislazione e politica USA”. Ma, esperti legali si pongono la questione se i libri non violano un divieto costituzionale usando i dollari dei contribuenti per promuovere la religione.

.I funzionari dell’Agenzia degli USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID) dissero in varie interviste che lasciavano intatto il materiale islamico perché temevano che gli educatori afgani rifiutassero i libri se non vi era contenuta una forte dosi di pensiero musulmano. L’Agenzia eliminò il suo logotipo e qualunque menzione al governo degli USA dai testi religiosi, secondo quanto dichiarato dalla portavoce dell’USAID, Kathryn Stratos.

“Non è una politica dell’AID la promozione dell’istruzione religiosa”, disse Stratos. “Ma continuiamo ad andare avanti con quel progetto perché l’obiettivo fondamentale…è educare i bambini e questa è prima di tutto un’attività laica”.

“…I libri di testo, pubblicati nelle principali lingue afgane (dari e pastun) si sviluppano a inizio degli anni 80 in virtù di una sovvenzione concessa all’Università del Nebraska-Omaha e al suo centro di Studi Afgani. L’Agenzia spese 51 milioni di dollari nei programmi educativi dell’università dell’Afghanistan dal 1984 al 1994”. (Washington Post, 23 marzo 2002).

Il ruolo delle agenzie dell’intelligence occidentali appoggiando le organizzazioni affiliate ad Al Qaeda si descriveranno nella seconda parte sotto il titolo : “Chi c’è dietro Al Qaeda?”

Fonte

Traduzione: FreeYourMind!

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