Pornografia bellica: il nuovo sesso sicuro

Appunti sulla conferenza tenutasi in Spagna, “Solidarietà Politica”, il 27 marzo 2012.

Pepe Escobar

Gli inizi del XXI secolo sono stati assoggettati alla pornografia bellica, il principale spettacolo sportivo consumato dalla poltrona globale con le patatine digitali. La pornografia bellica ha conquistato il centro dell’attenzione la sera dell’11 settembre 2001, quando il governo Bush lanciò la Guerra Globale contro il Terrore (GWTO, acronimo inglese) che fu interpretata da molti dei suoi praticanti come una sottile legittimazione del terrore statale degli USA, in particolare contro i musulmani.

Fu anche una guerra del Terrore, una manifestazione di terrore statale opponendo il potere urbano rappresentato dall’ alta tecnologia all’astuzia rurale a bassa tecnologia. Gli USA, certamente, non hanno esercitato il monopolio; Pechino lo praticò a Xinjiang, il suo Far West, e la Russia in Cecenia.

Come la pornografia convenzionale, quella bellica non può esistere se non grazie ad una bugia, una rappresentazione oscena. Ma a differenza della pornografia convenzionale, quella bellica è autentica; a differenza di osceni, spiccioli film snuff, la gente nella pornografia bellica, muore veramente, in massa.

La bugia per eccellenza, quella che riduce a nulla tutte le altre,il centro di tale rappresentazione si stabilì definitivamente con la filtrazione del memorandum di Dowing Street del 2005, dove il capo del MI6 britannico confermò che il governo Bush voleva eliminare Saddam Hussein collegandolo al terrorismo islamico e al possesso di armi di distruzione di massa (rivelatesi poi inesistenti). Quindi, come diceva il memorandum: “l’informazione e i fatti si stanno costruendo intorno a questa politica”.

In fin dei conti, George “sei con noi o contro di noi”. Bush fu la star del suo proprio film snuff di proporzioni storiche con la bivalente funzione di invasione e distruzione del fianco orientale della nazione araba.

La nuova Guernica

L’Iraq si può vedere certamente come lo Star Trek della pornografia bellica, un apoteosi di sequel. Ad esempio la (seconda) offensiva di Falluja a fine del 2004. Allora la descrissi come la nuova Guernica. Mi presi anche la libertà di parafrasare gli scritti di Sartre sulla guerra in Algeria; dopo Falluja basta che si riuniscano due statunitensi perché tra di loro ci sia un cadavere. Citando Apocalipse Now, di Coppola, “c’erano corpi, corpi ovunque”.

Il Francisco Franco di Falluja fu Iyad Allawi, il primo ministro scelto dagli USA. Fu Allawi che “chiese” al Pentagono di bombardare Falluja . A Guernica, come a Falluja, non ci fu distinzione tra civili e combattenti: la regola fu : “Viva la morte!”

I comandanti della marina statunitense dissero che ufficialmente Falluja era la dimora di satana. Franco negò il massacro a Guernica e incolpò la popolazione locale, così come Allawi e il Pentagono negarono le morti dei civili e insistettero dicendo che i colpevoli erano gli “insorgenti”.

Ridussero Falluja in macerie, almeno 200.000 residenti si trasformarono in rifugiati e mille civili furono uccisi allo scopo di “salvarli” (echi del Vietnam). Certamente tra i mass media occidentali nessuno ha avuto il coraggio di dire che in realtà Falluja fu il Halabja statunitense.

Quindici anni prima di Falluja, a Halabja, Washington era fornitore entusiasta di armi chimiche a Saddam Hussein, che le usò per uccidere con il gas mille curdi. Allora la CIA disse che non fu Saddam, ma che fu l’Iran di Khomeini. Ma fu Saddam a farlo, e deliberatamente, come gli USA a Falluja.

I dottori di Falluja identificarono cadaveri gonfi e ingialliti senza alcuna ferita, così come i“corpi fusi”, vittime del napalm, a causa del cocktail di polistirene e combustibile. I residenti che riuscirono a scappare parlavano di “gas velenosi” e “strane bombe che producevano fumo come nubi a forma di funghi…e che dopo piccoli pezzetti cadevano dall’aria con lunghe code di fumo. I pezzi di queste strane bombe esplodevano bruciando la pelle anche quando si gettava acqua”.

E’ esattamente quello che succede a chi viene colpito da napalm o fosforo bianco. L’ONU ha vietato bombardare i civili con napalm nel 1980. Gli USA sono l’unico paese al mondo che continua ad usarlo.

Falluja ha fornito anche una schiera di mini snuff; l’esecuzione sommaria di un iracheno ferito ed indifeso in una moschea da parte di uno statunitense. L’esecuzione, registrata e vista da milioni su Youtube, rappresentò graficamente le regole “speciali” di ingaggio. I comandanti dei marines statunitense dell’epoca dicevano ai loro soldati di “sparare contro tutto quello che si muoveva e tutto quello che non si muoveva”; che sparassero “due colpi su ogni corpo”; e che qualunque uomo in grado di combattere avvistato nelle strade di Falluja venisse“fatto fuori” e infine di usare il lanciafiamme su ogni casa,prima di entrare.

Le regole di ingaggio in Iraq si codificarono attraverso manuale di 182 pagine distribuite a tutti i soldati e pubblicato nel 2004 dal Pentagono. In questo manuale sono evidenziati cinque punti: “proteggere la popolazione; creare istituzioni politiche locali; rafforzare i governi locali; eliminare capacità insorgenti e sfruttare informazione da fonti locali”.

Adesso, di ritorno alla realtà. Non si è protetta la popolazione di Falluja; la cacciarono via dalla città a forza di bombe e la trasformarono in una massa di rifugiati. Le istituzioni politiche c’erano già: la Shura di Falluja controllava la città. Nessun governo locale può gestire un mucchio di macerie dovendo recuperare cittadini infuriati. Le “capacità insorgenti” non si eliminarono; la resistenza si disperse in altre 22 città fuori controllo dall’occupazione statunitense e si propagò verso il nord fino ad arrivare a Mosul; e gli statunitensi restarono senza informazione da “fonti locali” perché trasformarono in nemici ogni cuore e mente sopravvisssuti.

Nel frattempo, negli USA, la maggior parte della popolazione era già immune alla pornografia bellica. Quando scoppiò lo scandalo di Abu Ghraib, nella primavera del 2004, guidavo verso il Texas, esplorando Bushlandia. Praticamente tutte le persone con le quali parlai attribuivano l’umiliazione dei prigionieri iracheni a “ poche mele marce” , o la difendevano per motivi patriottici  (“dobbiamo dare una lezione ai “terroristi”)

 

Adoro un uomo in  divisa.

Teoricamente, esiste un meccanismo approvato nel XXI secolo per difendere i civili dalla pornografia bellica. E’ la dottrina R2P” responsabilità di proteggere”. Si tratta di un’idea del governo canadese e alcune fondazioni che già nel 2001, poche settimane dopo che si lanciasse la guerra contro il terrore, era in circolazione. L’idea era che il concerto delle nazioni aveva un “dovere morale” di dispiegare un intervento umanitario in casi come Halabja, per non parlare della Cambogia a metà degli anni settanta o il genocidio in Ruanda a metà degli anni novanta.

Nel 2004, una parte dell’ONU codificò l’idea, insieme al pensiero che il Consiglio di Sicurezza possa autorizzare “un intervento militare” solo come “ultima risorsa”. Nel 2005, l’Assemblea Generale dell’ONU, appoggiò una risoluzione a favore della R2p  e nel 2006 la risoluzione 1674 “protezione di civili in conflitto armato”; secondo la quale,dovevano essere protetti contro “genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l’umanità”.

Adesso facciamo un salto fino al 2008, inizio 2009, quando Israele- usando aerei caccia statunitensi per creare un vero inferno- scatenò un attacco su grande scala contro la popolazione civile della Striscia di Gaza.

E la reazione ufficiale degli USA? : “Ovviamente Israele decise di proteggersi e di proteggere il suo popolo”, disse il presidente Bush. Il Congresso degli Stati Uniti votò con uno spettacolare 390 contro 5 voti per riconoscere “il diritto di Israele a difendersi dagli attacchi di Gaza”. Il governo entrante di Obama mantenne un solenne silenzio. Solo la futura segretaria di Stato, Hillary Clinton, disse: “Appoggiamo il diritto di Israele all’autodifesa”.

Almeno 1300 civili- inclusi numerose donne e bambini- furono uccisi dal terrorismo di Stato a Gaza. Nessuno invocò la R2P. Nessuno puntò il dito contro Israele perché non compì il suo ruolo di “responsabilità di proteggere” i palestinesi. Nessuno chiese un “intervento umanitario” di fronte a Israele.

La semplice concezione che una super grande superpotenza- e altre potenze minori- prendano le loro decisioni sulla politica estera sostenendole in base a motivi umanitari, come proteggere gente assediata, è ridicola. Quindi già allora abbiamo imparato in che modo viene usata la R2P. Non si applicava agli USA in Iraq o Afghanistan. Non si applicava a Israele in Palestina. Si sarebbe applicata solo per intrappolare governanti “canaglia” che non fossero i “nostri figli di puttana” come nel caso di Gheddafi in Libia l’anno scorso. Intervento “umanitario” sì: ma solo per liberarsi dei “cattivi”. E la bellezza della R2P era che si poteva applicare anche al contrario in qualsiasi momento. Bush chiamò a “liberare” gli afgani che soffrivano, specialmente le donne vestite con burqa, dai “malvagi” talebani, configurando in realtà l’invasione in Afghanistan come un intervento umanitario. E quando si smascherarono le affermazioni ingannevoli sui rapporti tra Al Qaeda e le inesistenti armi di distruzione di massa, Washington cominciò a giustificare l’invasione, l’occupazione e la distruzione dell’Iraq con…la R2P: “responsabilità” di proteggere gli iracheni di fronte a Saddam e successivamente da loro stessi.

L’assassino si è svegliato all’alba.

L’episodio più recente di pornografica bellica è il massacro a Kandahar quando, secondo la versione ufficiale del Pentagono, un sergente dell’esercito statunitense, cecchino e veterano della guerra in Iraq- un killer altamente qualificato- uccise 17 afgani civili, includendo 9 donne e 4 bambini, in due villaggi a tre chilometri di distanza e bruciando alcuni corpi.

Come nel caso di Abu Ghraib, ci fu l’abituale torrente di smentite da parte del Pentagono, come “non siamo stati noi”, o “non facciamo le cose in questo modo”; per non parlare dello tsunami di storie sui mass media statunitensi umanizzando l’eroe- trasformato- in killer di massa, con frasi del tipo “è un ragazzo così buono, un uomo di famiglia”. Al contrario, neanche una sola parola sugli Altri, le vittime afgane. Non sono persone; e nessuno conosce i loro nomi.

Una ricerca afgana ha stabilito che circa 20 soldati hanno partecipato al massacro, come a My Lai in Vietnam; includendo lo stupro di due donne. Ha senso. La pornografica bellica è una sotto cultura letale e di gruppo, insieme a uccisioni selettive, morti per vendetta, profanazione di corpi, raccolta di trofei (dita o orecchie tagliate), distruzione del Corano. Essenzialmente è uno sport collettivo.

“Squadre killer” statunitensi hanno giustiziato deliberatamente afgani civili innocenti, principalmente adolescenti, per sport, collocando le armi sui loro corpi e mettendo in mostra i loro cadaveri come trofei. Non è per caso che si stia operando da una base nella stessa area del massacro di Kandahar.

E non dobbiamo dimenticare il vecchio comandante supremo degli USA in Afghanistan, il generale Stanley McChrystal, che il 10 aprile 2010 ammise brutalmente: “”abbiamo ucciso una quantità incredibile di persone” che NON costituivano una minaccia per gli USA o per la civiltà occidentale.

Il Pentagono offre e pubblicizza in Afghanistan quello che ha già venduto in Iraq (e anche molto prima in Vietnam, a dire il vero), l’idea è che si tratta di una “combattere l’insorgenza centrata nella popolazione”, o COIN, per “conquistare cuori e menti” e che forma parte di un grande progetto di costruzione di una nazione. E’ una bugia colossale. L’”ondata” di Obama in Afghanistan- basata sul COIN”- è stata un fallimento totale. Quello che la sostituì fu una guerra dura, coperta, tenebrosa, guidata da “squadre killer” delle Forze Speciali. Questo implica un’inflazione di attacchi aerei e incursioni notturne. Per non parlare degli attacchi dei droni, sia in Afghanistan che in aree tribali del Pakistan, che sembrano avere come obiettivi preferiti le nozze pashtun. A proposito, la CIA afferma che da maggio 2010, i droni “ultra-intelligenti” hanno terminato più di 600 obiettivi umani “scrupolosamente scelti” e, miracolosamente, nemmeno un solo civile.

Presto vedrete questo grande spettacolo della pornografia bellica festeggiato in un’orgia di prossimi successi congiunti del Pentagono e Hollywood. Nella vita reale, è preparato da gente come John Nagl, appartenente al gruppo del generale David Petraeus in Iraq che adesso controlla il think tank pro Pentagono “Centro per la Nuova Sicurezza Statunitense”.

I nuovi super macho potrebbero essere gli ufficiali del Comando Congiunto delle Operazioni Speciali (JSOC). Ma si tratta di una produzione del Pentagono, che ha creato secondo Nagl “una macchina letale di anti terrorismo di grandi proporzioni”. La realtà, però, è molto più prosaica. Le tecniche del COIN, applicate da McChrystal, si fondavano su tre componenti: controllo permanente da parte dei droni, monitoraggio di cellulari e localizzazione fisica dei telefoni tramite i loro segnali. Questo implica che in una qualunque area controllata dai droni chi usi un cellulare viene identificato come “terrorista” , o almeno come “simpatizzante terrorista”. E allora la visione delle incursioni notturne in Afghanistan è passata da “obiettivi di alto valore”- membri di alto e medio livello di Al Qaeda e talebani- a chiunque segnalato come collaboratore dei talebani.

A maggio del 2009, prima dell’arrivo di McChrystal, le Forze Speciali degli USA, realizzavano 20 incursioni mensili. A novembre erano 90. All’arrivo della primavera del 2010, erano 250. Quando licenziarono McChrystal- per un articolo sul Rolling Stone (era in competizione con Lady Gaga per la copertina e vinse Lady Gaga)- e Obama lo sostituì con il generale David Petraeus nell’estate del 2010, le incursioni notturne erano arrivate a 600. Ad aprile del 2011,più di 1000 al mese.

Così funzionano le cose. Non ti venga in mente di usare il cellulare a Kandahar e altre province afgane. Sennò “gli occhi del cielo” finiranno su di te. Nella migliore delle cipotesi,finisci in carcere insieme ad altri mille civili segnalati come “simpatizzanti di terroristi” e gli analisti dei servizi dell’intelligence useranno i tuoi dati per compilare la loro “lista di morte/cattura”.

Per quanto riguarda i “danni collaterali” civili delle incursioni notturne, sono sempre stati presentati dal Pentagono come “terroristi”. Esempio: durante un’incursione a Gardez il 12 febbraio 2010, vennero uccisi due uomini: un funzionario locale del governo e un funzionario dei servizi dell’intelligence afgana. Così come tre donne (due incinta). Gli assassini dissero al comando USA/NATO di Kabul che i due uomini erano “terroristi” e che le due donne erano state legate. Successivamente il soggetto,vero obiettivo dell’assalto,si consegnò perché lo interrogassero e lo lasciassero in libertà senza alcuna accusa.

Ed è solo l’inizio. L’assassinio selettivo- come si pratica in Afghanistan – sarà la tattica preferita dal Pentagono in tutte le guerre future.

Caro, passami il preservativo.

 

La Libia è stata un’importante esibizione di pornografia bellica completa con un geniale tocco romano dello sconfitto capo “barbarico” sodomizzato nelle strade e dopo giustiziato, direttamente su Youtube.

Questo, a proposito, è esattamente quello che la segretaria di Stato USA, Hillary Clinton, in una visita flash a Tripoli, aveva annunciato meno di 48 ore prima del fatto. Bisognava “catturare o uccidere” Gheddafi. Quando lo vide sullo schermo del suo Blackberry non poté non reagire con un terremoto semantico “Wow!!”.

Dal momento in cui la risoluzione ONU impose la no fly zone sulla Libia sotto la copertura della R2P, divenne un cartellino verde per il cambio di regime. Il Piano A è stato da sempre catturare e uccidere Gheddafi. Era la politica ufficiale del governo Obama. Non c’era un Piano B.

Obama disse che la morte di Gheddafi significava la “forza della leadership statunitense in tutto il mondo”. E’ stato molto simile al “Lo abbiamo catturato” (echi di Saddam catturato dal governo Bush) come si potrà immaginare.

Con un beneficio aggiuntivo. Nonostante Washington abbia pagato almeno un 80% dei costi operativi di quegli scemi della NATO (circa 2 miliardi di dollari), era solo denaro da tasca. In ogni caso, era spregevole il “Lo abbiamo fatto!” perché la Casa Bianca continuò a dichiarare che non si trattava di una guerra, era qualcosa di “cinetico”. E non era al comando.

Solo gli ingenui totali possono aver creduto alla propaganda delle 40.000 bombe “umanitarie” che devastarono le infrastrutture della Libia fino a farla ritornare all’Età della Pietra come in Commozione e Paura a camera lenta. Questo non ha mai avuto nulla a che vedere con la R2P.

Fu tanto R2p come il sesso sicuro, e la “comunità internazionale” fu il preservativo. La “comunità internazionale”, come tutti sanno, è composta da Washington, uno dei pochi membri trascinati dalla corrente della NATO e le democratiche potenze del Golfo Persico del Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, più la Casa di Saud nell’ombra. L’UE, che poco prima accarezzava le tuniche di Gheddafi, non ha impiegato molto per prodigarsi con editoriali sui 42 anni del regime di un “buffone”.

Per quanto riguarda il concetto del diritto internazionale rimase buttato nelle fogne tanto sporche come quella che dove si nascose Gheddafi. Saddam almeno ebbe un processo artefatto in un tribunale illegittimo prima di affrontare il carnefice (disponibile anch’esso su YouTube).Osama Bin Laden semplicemente lo eliminarono, assassinandolo, dopo un’invasione territoriale nel Pakistan (senza YT, e quindi molti non ci credono)- Gheddafi lo superò, eliminato in un mix di guerra aerea e assassinio. Sono le Tre Grazie della Pornografia Bellica.

Dolce Emozione.

 

La Siria è una declinazione in più della narrativa della pornografia bellica. Se non puoi usare la R2P, inventatela.

E pensare che tutto questo si è codificato molto tempo fa. Già nel 1997, il War Quarterly dell’Esercito degli USA, definì quello che chiamò “il futuro della guerra”. Lo descrisse come “il conflitto tra i maestri dell’informazione e le sue vittime”.

Erano sicuri “siamo i maestri della guerra dell’informazione….Hollywood “prepara il campo di battaglia”…l’informazione distrugge i compiti e le culture tradizionali; seduce, tradisce, ma continua ad essere invulnerabile…La nostra capacità di controllo ci permetterà di sopravvivere e funzionare meglio di tutte le culture gerarchiche….Le società che temono o che non possono amministrare il flusso dell’informazione semplicemente non saranno competitive. Potranno dominare gli strumenti tecnologici per vedere video, ma noi scriveremo le sceneggiature, le produrremo e ci faremo pagare le royalties. La nostra creatività è devastante”.

La guerra dell’informazione che va oltre tutto, non c’entra niente con la geopolitica. Come il proverbiale prodotto di Hollywood, deve essere “creata” da emozioni a carne viva: “odio, gelosie e avidità, emozioni, al posto della strategia”.

Ed è esattamente la sceneggiatura che i mass media occidentali hanno inscenato in Siria; la tattica della “guerra dell’informazione” del War college,alla realtà. Il governo siriano non ha mai avuto molte possibilità contro quelli che “scrivono le sceneggiature, le producono e si fanno pagare i diritti”.

Ad esempio, l’opposizione armata, quello che viene chiamato “Esercito Libero Siriano” (uno sgradevole cocktail di disertori, opportunisti, jidahisti e mercenari stranieri) che ha portato i giornalisti occidentali a Homs e dopo ha insistito per prelevarli, in condizioni estremamente pericolose,attraverso il Libano, invece che farlo attraverso la Mezza Luna Rossa. Non stavano facendo altro che scrivere la sceneggiatura contro l’intrigo dei cattivissimi, dove bisogna distruggere il Gran Soggetto Cattivo a qualunque prezzo (e come colmo la moglie è una cagna snob e che le piace fare shopping!)

Solo gli ingenui terminali possono arrivare a credere che gli jidahisti- inclusi i ribelli della NATO in Libia- finanziati dal Club Contro rivoluzionario del Golfo, conosciuto anche come Consiglio di Cooperazione del Golfo, siano un insieme di riformisti democratici dotati di buone intenzioni. Perfino l’Human Right Watch si è visto finalmente obbligato a riconoscere che quegli “attivisti” armati furono responsabili di “sequestri, detenzione e tortura”, dopo di aver ricevuto informazioni su “esecuzioni di persone della forza di sicurezza e di civili da parte di gruppi armati dell’opposizione”.

Quello che la narrativa della pornografia bellica nasconde ( blanda e dura) è la vera tragedia siriana: l’impossibilità che il tanto osannato “popolo siriano” possa liberarsi da questi stronzi, il regime di Assad, il Consiglio Nazionale Siriano controllato dalla Fratellanza Musulmana e l’Esercito Libero Siriano infestato di mercenari.

Ascolta il silenzio del caos.

Questo catalogo- molto parziale- di afflizioni ci porta inevitabilmente all’attuale successo supremo della pornografica bellica: lo psicodramma iraniano.

Il 2012 è il nuovo 2002; l’Iran è il nuovo Iraq, e sia quale sia la strada, per evocare il nuovo mandato neoconservatore, gli uomini veri vanno a Teheran via Damasco, o gli uomini veri vanno  a Teheran non-stop.

E’ possibile che solo sotto le acque dell’Artico potremo scappare al corteggiamento cacofonico dei destrorsi statunitensi- e i loro rispettivi cani da guardia europei- sbavando in attesa del sangue e dispiegando l’usuale festival di fandonie come “L’Iran vuole cancellare Israele dalla cartina geografica”, “la diplomazia è arrivata alla sua fine”, “le sanzioni arrivano troppo tardi” o “l’Iran è a un anno, 6 mesi, una settimana, un giorno, un minuto dal costruire un ordigno nucleare”. Certamente quei cani da guerra non si preoccuperebbero mai di seguire quello che fa veramente l’Organismo Internazionale dell’Energia Atomica (OIEA), senza parlare degli Studi Nazionali dell’Intelligence pubblicati da 17 agenzie dell’intelligence USA.

Perché loro “scrivono le sceneggiature e le producono” in termini mediatici, e possono far quel che voglio attraverso una fusione tossica di arroganza e ignoranza, del Medio Oriente,della cultura persiana, dell’integrazione asiatica, del problema del nucleare, dell’industria petrolifera, dell’economia globale, del “Resto” comparato all’ “Occidente”.

Come nel caso Iraq del 2002, permanentemente si disumanizza l’Iran. L’incessante, totalmente isterica “narrativa” per indurre la paura del “dobbiamo bombardare ora o dobbiamo bombardare dopo” semini tratta di bombe, “oh, così intelligenti!”, fa esplodere bunker e missili di precisione che realizzeranno un lavoro ultra pulito di devastazione su grande scala senza produrre un solo “danno collaterale”. Esattamente come il sesso sicuro.

E anche quando la voce dello stesso establishment- il NYTimes- ammette che ne l’intelligence statunitense ne quella israeliana credono che l’Iran abbia deciso di costruire un bomba atomica(un bambino di 5 anni potrebbe arrivare alla stessa conclusione) l’isteria continua ad essere mega-galattica.

Di recente, mentre si preparano- “tutte le opzioni sono sul tavolo continua a ripetere Obama- per una guerra in più in quello che viene chiamato “arco di instabilità”, il Pentagono ha trovato anche il tempo necessario per ridisegnare la pornografia bellica. Con un video di 60 secondi che disponibile ora su YT, intitolato Toward The Sound of Chaos (Verso il suono del caos), presentato solo un paio di giorni dopo il massacro di Kandahar. Basta considerare l’audience, l’immenso mercato dei poveri, disoccupati e politicamente molto ingenui giovani statunitensi.

Eccone uno stralcio :

“Dove emergono il caos emergono i Pochi. I marines si muovono verso i suoni della tirannia, l’ingiustizia e la disperazione con il coraggio e la decisioni di farli tacere. Al concludersi del conflitto, imporre ordine e aiutare coloro che non possono aiutarsi da soli, i marines affrontano le minacce dei nostri tempi”

Forse, in questo universo orwelliano, dovremo chiedere agli afgani deceduti sui quali i marine USA hanno urinato, o ai mille di morti di Falluja, che realizzino una rassegna di film. I morti non scrivono. Forse potremo pensare al giorno in cui la NATO imponga una no fly zone sull’Arabia Saudita per proteggere gli sciiti nella provincia orientale, mentre i droni del Pentagono lanciano un tappeto di missili Hellfire su questi mille di arroganti, medioevali, corrotti, principi della Casa di Saud. No, non succederà.

A più di un decennio dell’inizio della guerra contro il terrore, il mondo si presenta così: un’audience pigra, virtualmente mondiale, schifata, abbagliata e intrattenuta da distrazione in distrazione, imponentemente dipendente alla disonesta esibizione di atrocità della pornografia bellica.

Fonte

Traduzione: FreeYourMind!

 

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