Il posto della Siria nella guerra dell’acqua

Si parla sempre degli idrocarburi come motivo di guerra e poche volte si parla dell’acqua. Ad esempio in Libia le immense riserve acquifere che esistono nel sottosuolo e che furono sfruttate grazie al maggior progetto idraulico del mondo sono stati senza dubbio anche uno dei motivi per far cadere il governo di Gheddafi. Che, tra l’altro, aveva messo a disposizione in modo gratuito il suo utilizzo e proprio in un paese che è un deserto!!.

In Siria l’acqua gioca anche un importante ruolo principalmente per Israele che allo stesso modo della Giordania soffrono di un deficit sempre più importante (nel 2003 di quasi 300 milioni di metri cubici annui)

L’acqua è uno dei motivi dell’occupazione illegale del territorio siriano nel Golan dal 1967, dove esistono fonti del fiume Giordano, il più importante d’Israele.

La Siria possiede acqua e molta, attraverso questo paese passa l’Eufrate dopo aver percorso la Turchia e prima di sfociare in Iraq. Precisamente un altro dei principali attori dell’attuale assedio in Siria è la Turchia che possiede la parte più consistente dei gruppi armati che hanno la pretesa di far cadere il governo siriano ed è una delle principali vie attraverso la quale entrano la maggior parte di armi destinate a perpetuare le atrocità dentro il paese siriano.

Alla Turchia non manca l’acqua, dato che l’attraversa il Tigre e l’Eufrate, ma ne vogliono ancora. Il loro progetto GAP, per controllare le acque dell’Eufrate attraverso 22 punti si scontra direttamente con gli interessi siriani che, nel caso di andare in porto tale progetto, riceverà solo un terzo dell’acqua che attualmente riceve. Questo flusso è già considerevolmente ridotto di 800m cubici al secondo che arriva in Turchia a 500 m cubici quando arriva in Siria cosa che è motivo di tensioni come è logico.

Quindi la questione dell’acqua è protagonista in Siria quanto lo è stata in Libia ed è molto probabile che non sia un problema estraneo alla Francia considerato che possiede le principali multinazionali mondiali dell’acqua e quindi sia direttamente coinvolta.

L’Osservatorio siriano sui diritti dell’uomo, l’OSDH, gioca un ruolo simile a quello del Centro di Damasco per i diritti umani e di fatto fanno campagne in comune e dichiarazioni congiunte. E’ curioso osservare che l’OSDH non possiede nessuna pagina web nonostante appaiano dichiarazioni di quest’istituzione congiuntamente al Centro di Damasco finanziato dagli USA.

Foto: Rappresentanti dei gruppi di opposizione siriana dopo una riunione con il Segretario degli Affari Esteri britannico, Wiliam Hague, novembre 2011

Se ricordiamo che Radwan Ziadeh, il direttore del Centro di Damasco forma parte del principale think tank del governo britannico (The Royal Institute of International Affairs, RIIA) o il Chathman house che controlla la politica estera della G.B, non c’è da meravigliarsi che i dirigenti dell’Osservatorio Siriano abbiano stretti vincoli con il governo Britannico.

Secondo Tony Cartalucci del CounterPsyOps : “E’ chiaro che l’Osservatorio siriano con sede a Londra riceve tutte le notizie, dossier via telefonica e video da YT dalla Siria e che sta lavorando in modo coordinato con il Ministero delle Relazioni Estere Britannico”.

Il ministro degli Esteri britannico, Hague, ha agito allo stesso modo con i dirigente dell’opposizione libica a Londra giocando un ruolo centrale nella promozione dell’attacco della NATO a quel paese.

La collaborazione tra i direttori delle associazioni “difensore dei diritti umani” in Siria, Rami Abdelrahman e Radwan Ziadeh, con il beneplacito del governo britannico, rappresenta la ripetizione della campagna genocida perpetuata dalla NATO in Libia.

Ma se non fosse sufficientemente chiaro, posteriormente all’”intervento umanitario” in Libia si è scelto come “primo ministro” del nuovo governo libico un uomo appartenente alla multinazionale BP (la terza compagnia mondiale dopo che ha assorbito l’Atlantic e Amoco), seguendo il modello afgano dove un vecchio membro della multinazionale petrolifera USA, Unocal, coinvolta nella costruzione dell’autostrada energetica trans- afgana, Karzai fu eletto come presidente del paese nel quale ancora “regna”.

Rami Abdel Rahman, oltre ad essere un oppositore del governo siriano è vincolato alla Fratellanza Musulmana in Siria, gruppo di opposizione islamica sunnita contro il governo i cui leader si trovano anch’essi a Londra.

Tony Cartalucci conclude dicendo che : “L’Osservatorio suii diritti umani siriano serve come  fonte esclusiva di “documenti” provenienti dalla Siria, nonostante  abbia la sua base a Londra. Ci sono prove che le ONG con le quali lavora in tandem siano finanziate dagli USA, ma lo stesso Osservatorio si nega a pubblicare la fonte del denaro che usa(cioè i finanziamenti che riceve) o l’origine che forma la base della sua struttura.

Fonte: Boletin Armas contro la guerra

Traduzione: FreeYourMind!

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