Come si definisce il terrorismo

 

La legge antiterrorista approvata settimana scorsa dal Congresso di BS AS ha creato un dibattito sull’ampiezza che si è data alla parola terrorismo. La modifica al Codice Penale stabilisce che, anche quando un delitto “sia stato commesso con lo scopo di terrorizzare la popolazione” la pena prevista si raddoppia. Lo stesso succede se “lo scopo fosse quello di obbligare le autorità pubbliche (…) a realizzare un atto o astenersi dal farlo”.

Questa nuova definizione sostituisce quella precedente molto più limitativa, stabilita dalla legge del 2007, che limitava il terrorismo a gruppi che avessero un piano d’azione destinato alla propagazione dell’odio etnico, religioso o politico; fossero organizzati in reti operative internazionali e possedessero armi o un qualche mezzo che mettesse a rischio la vita di “un numero indeterminato di persone”.

L’ampia delimitazione del terrorismo prevista dalla nuova legge ha creato delle critiche da parte di numerose associazioni sociali, come il Centro di Studi di Legali e Sociali, e Abuelas de Plaza de Mayo, facendo notare che la nuova definizione potrebbe includere anche le proteste sociali. Roberto Gargarella, professore di diritto costituzionale, ha manifestato le sue riserve sulla qualificazione nuova di “terrorista” prevista dalla normativa. Il progetto è stato modificato, per includere un chiarimento: le pene straordinarie non si applicheranno “in occasione dell’esercizio di diritti umani e/o sociali o di qualunque altro diritto costituzionale”.

La legge continua però a presentare seri problemi per Eleonora Rabinovich, direttrice dell’area di libertà d’espressione dell’Associazione per i Diritti Civili: “non impedisce che si inizino processi penali, e sarà l’imputato che dopo dovrà provare che stava esercitando un diritto costituzionale”. Rimane la possibilità di criminalizzare le proteste sociali, dato che “i giudici saranno quelli che esercitano tale legge e che decideranno quando si sta esercitando un diritto costituzionale”, ha concluso l’avvocatessa.

La definizione che si applica è oggetto di dibattito in molti paesi. Di fatto l’ONU non ha ancora definito in modo ufficiale il terrorismo perché non si arriva ad un accordo tra tutti i membri della stessa.

L’UE lo ha definito nel 2002 nella seguente forma: “Intimidire gravemente una popolazione, obbligare indebitamente i poteri pubblici o a un’organizzazione internazionale di compiere azioni o di non compierle, o destabilizzare gravemente o distruggere le strutture fondamentali politiche, costituzionali, economiche o sociali di un paese o di un’organizzazione internazionale”. Il testo in seguito delimita le azioni che saranno considerate terroristiche, tra le quali s’includono: attentato contro la vita di una persona che possa sfociare nella morte, sequestro o presa di ostaggi, distruzioni di massa in installazioni governative o pubbliche e altre azioni specifiche.

Negli USA la legge stabilisce che gli atti terroristici sono quelli che cercano d’intimidire o frenare la popolazione civili, influire nelle politiche di un governo attraverso l’intimidazione o la coercizione, colpire la condotta di un governo con distruzioni di massa, uccisioni o sequestri.

La Cina due mesi fa ha approvato una definizione che cataloga come terroristi gli atti “destinati a creare timore pubblico, mettere a rischio la sicurezza pubblica o colpire organi statali o organizzazioni internazionali attraverso la violenza, il sabotaggio, minacce o altre tattiche. Questi atti causano o sono destinati a causare un severo danno alla società provocando vittime, generando grandi perdite economiche, danneggiando installazioni pubbliche o alterando l’ordine sociale”.

Nella regione, il Cile ha una legge che può triplicare le pene per un delitto se viene considerato come terrorismo. E’ stata applicata al momento di giudicare delitti commessi durante le proteste di gruppi mapuche. Secondo la normativa legale, costituiscono atti terroristici tutti quelli che si commettano “con lo scopo di produrre nella popolazione o in una parte di essa il timore ingiustificato di essere vittima di delitti” per trattarsi di “un piano premeditato di attentare contro una categoria o un determinato gruppo di persone”. Sarà considerato terrorismo anche quando “il delitto sia commesso per far approvare risoluzioni all’autorità o imporle”. Il Brasile, da parte sua, non ha una legislazione specifica sull’argomento.

La discussione sulle leggi antiterroristiche e il loro impatto sui diritti umani non è solo un argomento riguardante l’Argentina. Secondo uno studio sulle conseguenze delle leggi antiterroristiche realizzato dalla Commissione Internazionale di Giuristi (un organismo dedicato a supervisionare il rispetto della legge nel mondo) ha espresso i problemi concernenti dopo di aver realizzato udienze in più di 40 paesi. Dopo aver chiarito l’importanza che gli Stati combattano il terrorismo, sottolinea i problemi di queste leggi, tra questi quelli che “ le ampie definizioni della legislazione antiterrorista limitano le libertà fondamentali d’espressione, opinione e riunione”.

 

Fonte: Chequeando.com

Traduzione: FreeYourMind!

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