Costruire un pretesto per muovere guerra alla Siria: L’Agenda nascosta dietro la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU

di Ronda Hauben
Global Research
blogs.taz.de/netizenblog – 27 Ottobre 2011

I – Introduzione

Martedì, 4 ottobre, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha annunciato di voler riprendere un progetto di risoluzione sulla Siria. Questo incontro doveva essere un’occasione, nella quale le lezioni che alcuni membri del Consiglio di Sicurezza avevano tratto dall’esperienza con le risoluzioni sulla Libia, potevano riflettersi sul loro comportamento riguardo ad un progetto di risoluzione contro la Siria.

Diverse settimane prima, era stato detto ai giornalisti che c’erano due diverse bozze di risoluzione sulla Siria; presentate al Consiglio di Sicurezza.

Un progetto di risoluzione sulla Siria era stato proposto da Russia e Cina. Russia e Cina hanno dichiarato che la loro risoluzione era stata progettata per favorire un processo pacifico per aiutare il governo siriano, sia ad effettuare le riforme secondo il suo desiderio dichiarato, che con la violenza estremista contro il governo siriano che rendeva tali riforme difficili.

L’altro progetto di risoluzione è stato presentato da altri quattro membri europei del Consiglio di Sicurezza – Francia, Regno Unito, Germania e Portogallo. (1) Questo progetto condannava le azioni del governo siriano. Non si opponeva all’intervento straniero negli affari interni della Siria. Il progetto europeo invitava tutti gli Stati a negare armi al governo siriano, ma non faceva alcuna richiesta di negare armi all’opposizione armata.

La bozza del progetto europeo individuava il problema nel governo siriano, similmente a come la risoluzione 1973 individuava il problema in Libia nel governo guidato da Muammar Gheddafi.
Arrivando nella zona controllata dove erano riuniti i giornalisti, i quattro membri Europei del Consiglio di Sicurezza hanno informato i giornalisti che avevano chiesto un voto per la loro risoluzione, quella sera in una riunione programmata per le 6 pm. Leggi il resto dell’articolo

Le prospettive della cooperazione geopolitica Russia-Cina

l primo ministro russo Vladimir Putin ha compiuto una breve visita di due giorni in Cina, l’11-12 ottobre. L’evento non ha ricevuto ampia copertura sui media globali, anche se in realtà c’era qualcosa di speciale. La visita si è svolta dal momento in cui Putin era stato ufficialmente riconosciuto come il principale candidato per le elezioni presidenziali nel 2012. Quando un probabile leader viaggia in Cina, prima che negli Stati Uniti, gli esperti di solito lo vedono come un gesto che spiega cos’è la politica estera cui il futuro presidente si concentrerà. In secondo luogo, la Cina e la Russia avevano posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Siria, provocando molte critiche da parte dell’amministrazione statunitense. Questo è stato il primo precedente del genere.

Il vicepresidente statunitense Joe Biden s’è rivolto alla comunità pro-democratica della Russia, dicendo che a Putin non dovrebbe essere permesso di correre per la presidenza nel 2012. Ma Mosca non sembrano seguirne i consigli. Ne era riuscito a Washington il tentativo di convincere la Russia che lo scudo di difesa missilistica degli Stati Uniti non è rivolto contro la Russia, ma gli alieni. Anche le differenze su alcune altre questioni sono in aumento. Quindi, è ovvio che il ‘/reset/’ ha fallito. Ora, cerchiamo di utilizzare il metodo di analisi geopolitica per fare luce su quello che realmente sta accadendo. Leggi il resto dell’articolo

SCOPERTA LA RETE CAPITALISTA CHE GOVERNA IL MONDO

   

Mentre le proteste contro il potere finanziario travolgono il mondo in questa settimana, la scienza sembrerebbe confermare i peggiori timori dei contestatori.

Un’analisi delle relazioni che sussistono fra 43mila corporation multinazionali ha identificatoun gruppo relativamente piccolo di società, specialmente banche, che esercitano un potere sproporzionato sull’economia globale.

I presupposti di questo studio hanno richiamato alcune critiche, ma gli analisti di sistemi complessi contattati da New Scientist sostengono che si tratta di uno sforzo originale inteso a sbrogliare i fili del controllo sull’economia globale.

Sostengono inoltre che se si avanzasse ulteriormente la spinta di tale analisi, essa sarebbe di aiuto per identificare i modi in grado di rendere il capitalismo globale più stabile.

L’idea che pochi banchieri controllino una grande porzione dell’economia globale potrebbe non essere una notizia agli occhi movimento Occupy Wall Street di New York né a quelli dei contestatori di altre parti (vedi le foto). Tuttavia, questo studio, condotto da un trio di teorici dei sistemi complessi presso il Politecnico Federale di Zurigo in Svizzera, è la prima ricerca che va oltre le ideologie, per identificare empiricamente una simile rete di potere. L’opera combina la matematica collaudata nel modellare i sistemi naturali con dati aziendali completi, per fare una mappa delle proprietà fra le multinazionali.

«La realtà è talmente complessa che dobbiamo rifuggire i dogmi, sia che si tratti di teorie cospirazioniste o di libero mercato», afferma James Glattfelder. «La nostra analisi è basata sulla realtà». Leggi il resto dell’articolo

L’ Araba Fenice: eterna escatologia del potere, eterna illusione dei popoli ( ovvero: siete dei boccaloni )

Primo scopo del Potere è quello della propria conservazione

Tornando a quanto detto nell’ultimo post, ebbene … è il classico modo in cui il Potere vi frega: illudendovi attraverso un “doppio uso” dell’ ideologia e della logica, fornendo alla massa dottrine accattivanti in cui però viene introdotto il virus della sottomissione, inducendo così la popolazione ad agire contro il suo stesso interesse, e facendo proprio quello dei suoi dominanti.

L’ “assunto leonardiano” ( che è poi l’ originale assunto massonico ) ivi analizzato infatti, pur in sè positivo, postula la completa dipendenza da una guida occulta che si ritiene debba “saperla più lunga” … Ora, ogni ragazza di buon senso prima di uscire con uno sconosciuto dovrebbe porsi la classica domanda: “Ma che tipo è ? Posso fidarmi ?”, invece la massa ( per contorte ragioni già ben indagate dai vari Le BonBernays, ecc. ) è usa darla via al primo venuto senza farsi tante domande, purchè sia “affascinante”, e soprattutto se costui veste i veli leggiadri di un’ accattivante ideologia … Perchè lo fai, benedetta ragazza mia ?? Leggi il resto dell’articolo

Il dollaro al centro della crisi

di Alain de Benoist – 26/10/2011

http://www.comedonchisciotte.org/images/yuan-dollar-3_42.jpg

Per molti economisti, una delle cause della crisi sistemica globale cui attualmente assistiamo, dipende dal crollo del sistema di Bretton Woods fondato sul dollaro americano come perno del sistema monetario internazionale, e più particolarmente da ciò che l’economista cinese Xu Xiaonian ha definito «sovraemissione di moneta della Riserva Federale». Édouard Husson e Norman Palma ritengono, ad esempio, che la crisi sia la conseguenza diretta dell’«esorbitante privilegio» che permette agli Stati Uniti di «acquistare i beni e i servizi del mondo con della semplice carta»[1]. In ogni caso, il fatto è che le tensioni all’interno del sistema monetario internazionale costituiscono oggi una crisi all’interno della crisi, e che una bancarotta di questo sistema implicherebbe obbligatoriamente quella del dollaro.
Come è noto, il dollaro ha uno statuto particolare tra tutte le altre monete. Creato nel 1785[2], costituisce la moneta nazionale degli Stati Uniti e dei loro territori d’oltremare (come Portorico), ma è al contempo la principale moneta di riserva, la moneta più utilizzata al mondo per le transazioni commerciali, la principale divisa trattata sul mercato dei cambi, la divisa che possiede i mercati finanziari più importanti e, dal dicembre 2006, la seconda moneta dietro l’euro in termini di moneta di circolazione. Nel 1985, più dell’80% degli scambi mondiali era già formulato in dollari. Questa percentuale è salita all’89% nel 2004. Nel 2007, il dollaro contava in misura del 64% nelle riserve delle banche centrali nel mondo (il 72% nel 2002). Sappiamo altresì che la maggioranza dei paesi paga in dollari il petrolio greggio acquistato dai paesi produttori (i famosi «petrodollari»), essendo le due principali borse petrolifere del mondo, quelle di Londra e di New York, ugualmente dominate dalle imprese americane.
Per comprendere come siamo arrivati a questo punto, si impone qualche elementare cenno storico. Leggi il resto dell’articolo

MES : Meccanismo Europeo di Stabilità

Il MES ossia il Meccanismo Europeo di Stabilità è stato firmato l’11 luglio 2o11 e la sua ratifica, contrariamente alla data iniziale del 2013, dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno corrente.

Questo Meccanismo sorge e si introduce modificando l’articolo 136 del Trattato di Lisbona. Ufficialmente è stato creato per soccorrere i paesi in difficoltà e preservare la stabilità economica dei paesi della zona Euro. Questa decisione è stata presa all’unanimità e non sono stati tenuti in conto le astensioni.

Nonostante sia un Accordo stipulato per la zona euro alle riunioni in veste di “ascoltatori e osservatori” possono partecipare quei paesi che non fanno parte dell’UE ma che forniscono contributi ad un paese europeo, così come anche il FMI e altre organizzazioni potrebbero essere invitate dai Governatori ad assistere alle riunioni in quanto osservatori.

Le decisioni all’interno del MES saranno prese dai 17 Ministri delle Finanze che lo comporranno che diventeranno i Governatori che risponderanno alle leggi del MES.

Al vertice del MES ci sarà un Direttore Generale-avente la cittadinanza europea-  eletto, per le sue competenze e esperienza in campo finanziario-economico, dai Governatori. Leggi il resto dell’articolo

10 osservazioni geopolitiche sull’occupazione della Libia

di Luigi Ambrosi

L’ esecuzione di Gheddafi e l’occupazione della Libia ricorrendo al governo fantoccio del CNT chiudono, per ora, l’ennesima operazione imperialista delle principali potenze ex-coloniali. L’intero fronte dei vincitori occidentali della seconda guerra mondiale (USA, GB, Francia) si è ritrovato unito per banchettare sulle risorse di uno stato sovrano. Alcune osservazioni geopolitiche sono necessarie, intendendo per geopolitica l’analisi dei rapporti di forza internazionali, geopolitica ancora sottodimensionata nelle analisi nonostante i precedenti storici (dal Congresso di Vienna alla Conferenza di Yalta) debbano suggerire una attenzione prioritaria.

Prima osservazione: la “riconquista” della Libia rappresenta una vittoria internazionale della NATO e dell’imperialismo occidentale, che riafferma il proprio primato politico e militare sul pianeta. Essa è un monito per tutti gli Stati sovrani a non contrapporsi agli interessi economico-politici dei paesi dell’Alleanza occidentale che, se anche in crisi economica, conservano un arsenale di fuoco da renderle ancora superiori. Iran, Siria, Venezuela, Bolivia e soprattutto i paesi BRICS [1] sono avvertiti. Abbiamo assistito ad un puro atto di neo-colonialismo … Leggi il resto dell’articolo

Anche il Papa si è “indignado”

Se io venissi eletto papa, il mio primo problema sarebbe quello di portare avanti l’agenda del Vaticano, da sempre elitaria e restauratrice, cercando nel contempo di apparire come un difensore delle masse oppresse e sfruttate in tutto il mondo.

Quale migliore occasione, quindi, per una “cavalcatina” fuori porta, quando là fuori da cavalcare c’è addirittura un movimento mondiale, che protesta per le ingiustizie subite a causa di un sistema finanziario che ha allargato ormai la forbice del benessere oltre ogni limite di sopportazione?

Se poi fossi particolarmente astuto, non introdurrei concetti nuovi – sempre rischiosi in ogni caso – ma mi adagerei comodamente su frasi e citazioni altrui, in modo da allontanare da me ogni possibile sospetto di manipolazione del messaggio. A quel punto ci infilo dentro le conclusioni a cui voglio arrivare, e il gioco è fatto. Leggi il resto dell’articolo

Brevi considerazioni dopo la morte(?) di Muammar Gheddafi

[NDR]
Prima di passare all’articolo ci tengo a  precisare una cosa: nessuno in questo blog è concorde alla messa in scena che da per morto il rais.

Questo articolo di Preve da per scontato il contrario, quindi si trova in antitesi con le nostre idee di base; lo scopo della sua divulgazione è semplicemente quello di mostrare uno scenario non virtuale ma fintamente veritiero, dove un Gheddafi morto viene giudicato dall’autore per quello che ha fatto nella sua vita.

DI COSTANZO PREVE
eurasia-rivista.org

Il coro mediatico di oscena gioia dopo la morte di Gheddafi (ucciso come un topo nascosto in una fogna, eccetera) deve essere per noi motivo di insegnamento. Fra pochi giorni il circo mediatico se ne dimenticherà, come è sua consolidata abitudine, ma è bene fissare subito sulla carta alcuni elementi di riflessione.
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Libia – la storia della pistola d’oro da collezione di Gheddafi

ALGERIA ISP / Secondo Zengtena 20 ottobre 2011, l’immagine mostrata da Al Jazeera per l’assassinio di Gheddafi, un ribelle che brandisce un’arma sarebbe la prova che è stata rimossa dalle mani del leader libico.
Potete vedere la foto scattata il 27 agosto a Bab El Aziziyah mostra la stessa arma nelle mani di un ribelle.
Questo conferma che Al Jazeera è un supporto menzognero che sta orchestrando una guerra d’immagini senza precedenti.
Come si può solo immaginare che Gheddafi parta per la guerra con un’arma d’oro da collezione.
Dallo scoppio delle manifestazioni in Libia, o meglio del complotto contro la Libia,i ribelli hanno avuto l’appoggio di Al Jazeera che ha mentito al mondo per demonizzare il leader libico e il suo esercito in modo da avere una copertura delle Nazioni Unite per bombardare il paese illegalmente.
Lo Sceicco Qaradawi con la sua fatwa ordinata e pagata in dollari dall’emiro del Qatar, ha sconfessato i popoli musulmani del leader libico.
La guerra ha distrutto un intero paese, ha ucciso i neonati, bambini, donne, … La Libia è invasa dai membri della NATO che utilizzerà il petrolio libico gratuitamente.

Traduzione : Freeyourmind

Fonte : AlgeriaIsp

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