COME SI FABBRICANO I BULLI E I CRIMINALI

donkey school

articolo di Paolo De Bernardi

 

Un tempo esistettero gli uomini, nutriti di grano autentico; essi bevevano vini schietti che degnamente sostituirono il latte generoso delle madri; e quegli uomini erano saldi nel fisico, stabili nello psichico, fermi nella parola e quindi, perlopiù, affidabili come delle rocce. Poi sono arrivate la tecnologia e la medicina occidentali e con esse son comparsi gli omuncoli (non che si voglia porre un sicuro rapporto di causa ed effetto tra le due cose, ma ci si conceda il beneficio del dubbio). Si comincia così con gli innumerevoli vaccini per l’infanzia, che inquinano il sistema nervoso del neonato col thimerosal (sali di mercurio, altamente neurotossici); i metalli pesanti vanno a depositarsi presso i centri nervosi e ne conseguono malattie autoimmuni, ritardi mentali, irrequietezza… (per gli increduli c’è circa un migliaio di titoli della letteratura medico-scientifica, che ormai provano irrefutabilmente la dannosità delle vaccinazioni di massa. Chi scrive quei titoli può produrli a richiesta). Le premesse sono quasi poste. Al resto pensa l’alimentazione moderna, attraverso omogeneizzati e preparati “scientifici” (chi ne dubita) che lo riforniscono di ormoni e chimica: dal cloro delle acque “potabili”, al fluoro dei dentifrici; dall’aspartame (riconosciuto anche cancerogeno) ai ciclamati di merendine e dolciumi; dalla “taurina” (che induce depressione) di certe bevande, agli “aromi naturali” di matrice chimica, di cui gli esperti da prima pagina mediatica assicurano l’innocuità (son gli stessi, per capirci, che garantiscono l’innocuità dell’uranio impoverito, degli OGM, dell’elettrosmog, ecc.). E così il terreno è pronto per il prossimo consumatore del Ritalin, lo psicofarmaco per il bambino irrequieto e con difficoltà di concentrazione, che non obbedisce ai genitori, anzi: a nessuno. Più tardi (dopo che l’organismo è stato reso recettivo) arriveranno Prozac e cocaina a fare da sostrato alle compulsività omicide e suicide. Su questo terreno biochimico si innesta l’azione educativa (si fa per dire) della famiglia e della scuola contemporanee, improntata al pedagogically correct, quello che insomma attribuisce al bimbo solo diritti e al genitore (preferibilmente al padre) solo doveri.

 

 

Dopo tanti anni, s’era fatto vivo un amico del papà, ma i due non avevano potuto parlare, perché il piccolo tiranno, visto che l’attenzione era tutta per l’ospite, geloso e ambizioso di riportarla su di sé, aveva iniziato a gridare e a sfasciare tutto. Sorrisi tirati, frasi di circostanza, del tipo: “fa lo spiritoso, quando c’è un ospite”, aveva cercato di spiegare la mamma; ma infine non si son potuti evitare saluti imbarazzati, per non essersi potuti parlare dopo 20 anni. Dai genitori, ai nonni, agli zii, sono tutti proni e servi del tirannucolo, al quale neppure chiedono di raccogliere una forchetta quando cade, mentre loro, al suo compleanno, accorrono più carichi e ossequiosi dei re magi. Tra i regali vi sono videogiochi e videocassette destinati a stravolgergli l’immaginario a base di input violenti: il pedone è qualcosa da investire, la donna è qualcosa da strangolare e, grazie ai film che vedrà quando sarà più grandicello (quelli che la Rai, discarica di Hollywood, rifila tutte le sere), la donna gli appare come qualcosa da violentare e da squartare. Il neroncino, grumo di egoismi e compulsività violente, evolve verso il teppista e ora va alla scuola Media e al Liceo. Qui, se strappa il reggiseno alla compagna di scuola, oppure se buca le ruote del docente che lo ha bocciato, non rischia un bel nulla, perché a scuola trova tanto buonismo pusillanime che non si osa neppure mettergli la nota o il 7 in condotta (non più valido, dopo le illuminate riforme, a garantire la bocciatura). Il teppista fiuta che docenti e presidi oggi hanno perlopiù fifa, perché sanno che il bullo ha alle spalle genitori talmente proni alle sue volontà, che non esiterebbero a difenderlo, con mezzi anche legali, perfino quando avesse torto marcio e meriterebbe una severa correzione. “Ci vuole il dialogo, ci vuole il dialogo”, annuncia ilpedagogically correct (quello che in Inghilterra, di recente, ha portato a rendere reato il ceffone correttivo. Non è difficile indovinare che accadrà in Italia in merito). E’ successo che un ultimo esemplare di padre (fornito ancora di attributi e di cinta di cuoio) abbia scudisciato il torso della bestia, dopo che questa aveva picchiato la mamma che gli negava i soldi per il videopoker (la poveretta aveva provato a dialogare!); senonché il genitore è stato condannato dal magistrato per maltrattamenti e violenza privata. A scuola, accade che, specie le giovani insegnanti, escano non di rado dalle classi piangendo, perché non dispongono più di alcun mezzo disciplinare per tenere a bada i ragazzi e non hanno, come accadeva una volta, i genitori dell’alunno dalla propria parte. E questo si verifica non per cattiva volontà di tali genitori, ma semplicemente perché i padri sono scomparsi e con essi l’autorevolezza che consentiva di guidare e redarguire i figli. I padri sono scomparsi a seguito delle bordate ideologiche e poi giudiziarie di quei movimenti, partiti e istituzioni che con la retorica, anche cinematografica e letteraria, del padre-padrone, hanno lavorato per spaccare la famiglia, facendo apparire l’uomo come colui che costantemente usurpa e misconosce i diritti dei “deboli”, cioè moglie e figli, ai quali vengono riconosciuti e tributati solo diritti, mentre a lui, in compenso, la prassi giudiziaria delle separazioni affibbia solo doveri.

 

 

L’articolo principe dei cosiddetti “diritti umani” dice e ripete che il ragazzo è soggetto di diritti, e mai una volta che si nominasse un dovere (tipo quello di rispettare i genitori che lo mantengono). Così il bullo evolve e matura verso il criminale, il quale, ormai adulto, prova a sposarsi con un’altra che – anche lei – ha sentito nominare solo la parola “diritti”, e il doppio delle volte del futuro marito, perché l’ha sentita in quanto bambina e ora in quanto donna (anche qui un elenco lunghissimo di diritti, senza uno straccio di dovere). Cosa volete che ne esca dall’unione di due così; con l’aggiunta che lei sa appena cuocere la pasta, mentre lui non ha mai svitato una lampadina fulminata per sostituirla? Abituati ad essere solo serviti, convinti che tutto sia loro dovuto e che abbiano solo diritti, è una fortuna per tutti se si separano prima che arrivino i figli. Fate poi la differenza con gli uomini di una volta, valutatene l’affidabilità, provate a impegnarvi sulla parola con gente così, se ne avete il coraggio, e vedete che ne vien fuori.

 

 

In un mondo dove è indispensabile tanta pazienza, per innumerevoli situazioni; in un mondo dove bisogna saper sopportare; in un mondo dove è spesso necessario essere servizievoli; dove bisogna saper dire grazie (lui, che non ha mugugnato un “grazie” neppure quando i genitori gli hanno regalato l’appartamento per il matrimonio!); in un mondo dove bisognasgobbare, per tirare avanti… come fa a sopravvivere uno abituato ad avere tutto e subito, abituato ad essere servito, ad essere ingrato, ad avere soldi senza averli faticati? Abituato a credere che per lui debbano esserci solo comprensione e dialogo e mai sanzioni (mentre invece esistono perfino le carceri)? Ad uno così, con un terreno biologico già inquinato da chimica, droghe e psicofarmaci, quando impatta col mondo reale, può saltare il cervello e il tipo può compiere quei gesti inconsulti di cui son piene le cronache, perché non sempre si hanno il coraggio e l’intelligenza di ammettere che, a partire dai genitori, passando per la scuola, assistenti sociali, sentenze di tribunali, fino agli sponsor dei cosiddetti “diritti umani”,tutti gli hanno mentito, facendogli credere che tutto gli sia dovuto e che lui abbia solo diritti. Non tutti hanno intelligenza per capire che non possono esistere solo creditori senza debitori, ossia titolari di diritti senza che vi sia anche chi è soggetto a doveri.

 

 

Quando tutti gli individui di questo mondo si saranno imbevuti dell’idea di avere tanti diritti e solo diritti, mai un dovere, che faranno? E’ ovvio: la hobbesiana guerra di tutti contro tutti. Solo portando l’umanità sull’orlo di tal baratro le si potrà imporre il Leviatano della Grande Tirannide Globale. Ecco verso dove spingono la storia i manovratori, col remo dei diritti umani, ed ecco a cosa stanno penosamente e ingenuamente collaborando scuola e famiglia quando mentono ai ragazzi.

 

http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=833:come-si-fabbricano-i-bulli-e-i-criminali&catid=40:varie&Itemid=44#comments

Egitto, l’Islam scende in politica

Dopo Mubarak nasce Hizb an-Nur, la prima formazione politica salafita

Con il nuovo partito di matrice salafita il potere islamico, spauracchio usato spesso dal regime di Mubarak sia con le potenze internazionali sia con i cristiani, alcuni laici e membri della sinistra egiziana, ora potrebbe diventare realtà.(© Getty) Con il nuovo partito di matrice salafita il potere islamico, spauracchio usato spesso dal regime di Mubarak sia con le potenze internazionali sia con i cristiani, alcuni laici e membri della sinistra egiziana, ora potrebbe diventare realtà.

Si chiama Hizb an-Nur, significa il Partito della luce. È una nuova formazione politica, la prima nella storia del movimento salafita, nata in Egitto a quattro mesi dalla caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak. «È un segno di cambiamento», ha sottolineato il quotidiano saudita ash-Sharq al-Awsat, «perché tutti ricordano come l’ex raìs avesse adottato una linea repressiva contro qualsiasi formazione di tipo islamico».
Proprio a proposito di partiti religiosi, spauracchio occidentale dell’Egitto del dopo Mubarak, il portavoce di an-Nur, Sheikh ash-Shahhat, ha chiarito che la nuova formazione sarà «un partito egiziano per tutti gli egiziani».
Uno slogan senza dubbio efficace, ma non bisogna dimenticare che spesso l’ideologia salafita viene associata all’Islam più radicale. Basti pensare che Vittorio Arrigoni, il pacifista italiano ucciso ad aprile nella striscia di Gaza, è stato giustiziato da una cellula fuori controllo di un gruppo salafita.
LE FORMAZIONI RELIGIOSE ALLE ELEZIONI. A spazzare via ogni dubbio ci ha pensato però Imad Abd al-Ghafur, il fondatore di an-Nur: «È un punto di svolta nelle relazioni tra salafiti e la società nel rispetto dell’identità islamica», ha chiarito.
Una sorta di nuovo inizio, quindi, con le formazioni religiose che potranno presentarsi alle elezioni. Ad oggi la Commissione dei partiti politici, un organo delegato a ricevere, valutare e scegliere le eventuali candidature delle correnti per il voto di settembre, ha dato il via libera a tre formazioni di matrice islamica. Hizb al-Wasat, il partito dei Fratelli musulmani Giustizia e libertà e an-Nur, appunto.
UN TAGLIO NETTO COL PASSATO. «Approvando il nostro programma», ha ribadito ash-Shahhat, «la Commissione ha dimostrato un taglio netto con il passato». Già perché proprio sotto il regime di Mubarak tutto ciò non sarebbe stato possibile. Gli oppositori venivano repressi, picchiati, spesso incarcerati. Ma dopo la rivolta di piazza Tahrir, i morti, il grido di libertà sfociato con la cacciata del raìs, qualcosa doveva pur cambiare. Ed è cambiato in un modo che in qualche modo preoccupa l’occidente, proprio per la deriva islamica.

Un posto per l’Islam dopo la repressione

L'ex presidente dell'Egitto Hosni Mubarak.(© Getty Images) L’ex presidente dell’Egitto Hosni Mubarak.

«La società egiziana è profondamente religiosa ed è inevitabile che l’Islam abbia un posto nel nostro ordine politico democratico» ha ribadito il Gran Mufti sheikh Ali Gumaa. «A lungo repressi», ha aggiunto, «i gruppi islamici non possono più essere esclusi dalla vita politica. Tutti gli egiziani hanno il diritto di partecipare alla creazione di un nuovo Stato».
LO SPAURACCHIO DEL POTERE ISLAMICO. Un nuovo Egitto che fa discutere. Il potere islamico, spauracchio usato spesso dal regime di Mubarak sia con le potenze internazionali sia con i cristiani, alcuni laici e membri della sinistra egiziana, ora potrebbe diventare realtà. Gli esperti di studi politici e strategici di al-Ahram, intervistati da al-Masry al-Youm, hanno sostenuto che «il futuro della democrazia in Egitto sarà a rischio se i gruppi religiosi continuano a impegnarsi in politica lungo linee settarie».
NON VOGLIONO LA MAGGIORANZA. A loro volta, però, i membri della corrente salafita tendono a sottolineare che lo Stato a cui aspirano è «civile, democratico, con un’autorità islamica». Non vogliono il potere, la presidenza e nemmeno la maggioranza in Parlamento, ma desiderano una riforma globale nella politica, nell’economia, nel sociale, nella scuola, nei media e in tutti gli aspetti della vita.
LA PREOCCUPAZIONE DEI CRISTIANI. Proprio per questo aumenta la preoccupazione dei cristiani egiziani, acuita dal richiamo alla sharia, la legge islamica, e ai recenti attacchi alle chiese. Imad Abd al-Ghafur, fondatore di an-Nur, cerca di smorzare i toni del dibattito, sottolineando  la necessità di garantire la libertà religiosa dei cristiani, il diritto a praticare il loro credo sia nelle questioni ‘morali’ sia in quelle pratiche, dove esiste una differenza con la sharia islamica. La priorità è fondare un Paese moderno su basi moderne rifiutando il modello di stato teocratico.
Secondo il portavoce di an-Nur per il processo democratico è fondamentale partecipare alle elezioni, a prescindere da un’eventuale vittoria. E intanto settembre si avvicina.

Fonte: http://www.lettera43.it/attualita/19308/egitto-l-islam-scende-in-politica.htm

Leggi anche :  http://freeyourmindfym.wordpress.com/2011/05/18/un-islam-occidentale-compatibile/

http://www.area-online.it/articoli/esteri/334-chi-e-cosa-sono-i-fratelli-musulmani.html

 

 

La CIA ha creato Wikileaks per chiudere il libero accesso a internet

    L’autore di ‘Il Club Bilderberg‘ , Daniel Estulin, nel suo ultimo libro scredita l’organizzazione di Julian Assange

L’ex agente del KGB Daniel Estulin parcheggia il Club Bilderberg e il suo governo mondiale all’ombra per concentrarsi su un nuovo libro sull’organizzazione Wikileaks. Secondo quanto afferma Estulin in Desmontando a Wikileaks (Planeta), l’organizzazione non è una creazione di Julian Assange, ma della CIA. Niente di meno.

- Lei non si fida di nulla?
– Vengo dal mondo dello spionaggio e, in effetti, non mi fido di nulla in questo mondo. Per un semplice motivo: io so che tutto è una bugia. Guarda, io sono stato un agente per tre anni e mezzo in Africa. Il nostro lavoro consisteva nel pulire i villaggi dalle bande che trafficavano con diamanti di sangue. Un giorno, nel 1995 eravano in mezzo al nulla, in un bar di merda che aveva la TV satellitare. C’erano uomini della CIA e di Hezbollah a cena insieme, e Bill Clinton è apparso in televisione, l’allora Presidente degli Stati Uniti, e disse: “Perseguiremo i terroristi fino alla fine del mondo” E tutti a ridere. E ho pensato: questa è l’essenza di questo mondo assolutamente caotico.
- Niente è come sembra.
– La gente nella sua casa non crede che ci sono alcune cose perchè non sono sulle copertine dei giornali, ma dovrebbero esserci. E non ci sono, perché i media fanno parte dell’élite globale. Il tipo che scrive per il New York Times ha un padrone, il quale ha un altro padrone che lo paga, e sopra di questo c’è un consiglio di amministrazione. E questo consiglio lavora per l’assemblea degli azionisti. E nell’assemblea degli azionisti del New York Times ci sono industrie di armi, grandi banche come la Chase Manhattan, JP Morgan, e grandi aziende farmaceutiche.
Come pubblicherà il New York Times in prima pagina che il governo degli Stati Uniti è in Afghanistan per assicurarsi che la droga raggiunga Washington? Nessuno osa pubblicare che la droga è il lubrificante dell’economia globale.  Vediamo, siamo d’accordo che la NATO occupa il 97% dell’Afghanistan, giusto?  E risulta che quest’anno il paese ha avuto la più grande raccolta della sua storia di droga.
Com’è possibile che nessuno metta in relazione questo? Noi che andiamo d’accordo con il nostro cervello, ci rendiamo conto che questa non è una coincidenza.
- Lasciamo verificare il suo grado d’incredulità. Non crede che Bin Laden è stato catturato e gettato in mare?
- Per favore! Tutto il mondo di un certo livello sa che non è stato così. Lo ha ucciso un cancro. Chi è stato ucciso qualche mese fa? Non né ho idea. Nel 2001 è stata l’ultima volta che Bin Laden è stato effettivamente visto e sentito.- Di chi si fida lei?
– Nemmeno di me stesso. E dico sul serio. Quando ero nel servizio segreto di controspionaggio appresi che partendo da un processo di ipnosi possono configurarti molti labirinti nella testa e arriva un momento in cui non sai se quello che stai dicendo è vero o è menzogna.

- E non c’è dubbio che Assange lavora per la CIA.
– Occhio, Assange non lavora per la CIA consapevolmente. La bellezza di questa operazione è che lui non sa che lavora effettivamente per loro.

- Si spieghi. Cosa crede che sia Wikileaks?
– La CIA ha creato Wikileaks con il principale obiettivo di chiudere l’accesso libero a Internet. Infatti, il Governo americano ha redatto dal 2009 un Patriot Act Cybernetico. Ha solo bisogno di una ragione per schiacciare il pulsante off.
 
- Su cosa si basa?
– Wikileaks non aveva come obiettivo rivelare informazioni riservate. Perché in realtà, di valore, non ha rivelato nulla.

- Nemmeno il video in cui si vedono soldati americani uccidere civili in Iraq da un elicottero?
– Questo sì. Ma guarda. Come ha debuttato Wikileaks? Con questo video, scandalizzando la società. Perciò ha portato questo alla luce. Ora, nessun documento dei mille che ha divulgato ha classificazione top segret. Cosa c’è di valore in Afghanistan? La droga. Bene, delle 200.000 pagine di informazioni che sono venute fuori di questo paese c’è solo una che parla della droga. Come diavolo dev’essere inteso questo? Inoltre, Wikileaks serve ad un altro scopo.

- Quale?
- Legare i servizi segreti di tutto il mondo. Se filtrano 40.000 documenti falsi, perché ci sono molti falsi tra di loro certamente tutti devono dedicarsi a scoprire cosa è originale e cosa no.
 
- Assange è un fantoccio della CIA?
– Lo conosco da anni. Il suo patrigno l’ha introdotto da bambino in un club di culto che gestiva un’australiana di nome Anne Hamilton-Byrne. L’informazione su questo culto è chiusa e vietata dal Governo australiano, perché è una copertura della CIA. Non vogliono che nessuno inizi ad indagare sui programmi di controllo mentale attraverso un trauma indotto ai bambini. Assange e altri bambini come lui, usando l’LSD, sono stati messi in stanze buie, creando disturbi della personalità multipla. Notate lo sguardo di questo ragazzo, vuoto, inespressivo … Non esagero. Quelli di noi nel mondo dello spionaggio sanno di cosa si parla.

- E che cosa dice del soldato Bradley Manning, imprigionato negli Stati Uniti?
- Ho l’impressione che questo tizio è riuscito ad entrare in una banca ultra protetta di Fort Knoxx con la chiave della sua casa. E questo è impossibile.  Sto dicendo che cospirava con la CIA? No. Manning si credeva una lince, quando in realtà qualcuno gli ha lasciato la porta aperta, controllando ciò che gli lasciava prendere.
 

- E perché Assange è in carcere?
– Ottima domanda. Per cosa credi?

 
- Preferisco essere sorpreso.
– Gli unici documenti di valore sono quattro o cinque pagine impressionati che fondamentalmente dimostrano che il governo della Svezia e il re del paese hanno permesso, per anni, che il governo americano spiasse i cittadini svedesi attraverso tecnologie della società Ericsson. Se questo viene alla luce, è uno scandalo e cade il governo e la monarchia svedese. Per questo vogliono mettere a tacere Assange accusandolo dello stupro di due ragazze che hanno connessioni con la CIA e con la resistenza cubana.

- Che ne sarà di lui?
– Lo tengono per un pò di tempo chiuso, ci sarà una processo e lo lasceranno libero, perché non ha fatto niente di male. E per quanto riguarda il concetto di Wikileaks è già morto. E’ un cadavere galleggiante nel mare cibernetico.

- Non è che lavora per la CIA e la sua missione è sporcare con questo libro l’immagine di Wikileaks?
- Sì, e ogni giorno qualcuno scrive un libro intitolato Desmontando a Daniel Estulin. Posso dimostrare che lavoro, intendo lavoravo per un’agenzia di controspionaggio. Pardon, non è un lapsus freudiano. E’ anche vero che un ex agente non è mai libero del tutto, come l’ex alcolista, e può ricaderci. Ma ora sono fuori e non racconto cose segrete.

- Saprà che molti lo considerano un abile inventore di teorie della cospirazione.
– Hahaha. Ciò che racconto è molto semplice da capire. Ma alcune persone hanno un cattivo rapporto con il proprio cervello.

Fonte: http://www.danielestulin.com/2011/06/22/la-cia-monto-wikileaks-para-cerrar-el-acceso-libre-a-internet-entrevista-el-periodico/

Visto su: http://www.vocidallastrada.com/

BREVE VADEMECUM ALLA CORBELLERIA SCIENTIFICA

Negli ultimi tempi, l’ormai ventennale fanfaluca del cambiamento climatico e del riscaldamento globale sembra essersi sgonfiata e aver lasciato il posto ad un imbarazzato semi-silenzio, che prelude (speriamo) ad un prossimo suo smaltimento nel gigantesco cimitero delle fandonie scientifiche; il quale già si onora di ospitare una vasta progenie di pinzillacchere che, nei verdi anni della loro gioventù, fecero strage di cuori, di cervelli e di titoli a otto colonne. Come possiamo dimenticare fregnacce di straordinario spessore artistico quali il Buco nell’Ozono, la SARS, il Millennium Bug, il Declino delle Api, la Mucca Pazza, la Fine del Petrolio, le febbrili gemelle  Aviaria e Suina, lo Stronzio di Chernobyl nell’Insalata, che ci hanno intrattenuto e divertito negli anni dell’adolescenza, che sono state la colonna sonora dei nostri giorni di scuola, dei nostri primi amori?Oggi esse dormono sulla collina. A ciascun esponente di questa grande famiglia di minchiate stampate, teletrasmesse e accompagnate dal coro a bocca chiusa d’insigni scienziati salmodianti, è dedicato un grande mausoleo terrazzato in granito bocciardato e pietra saponaria nell’infinito camposanto della pecorile dabbenaggine umana. Altri attori, altri pregevoli teatranti c’intrattengono oggi dalle sollazzevoli pagine delle riviste scientifiche, in un incessante ricambio generazionale il cui vivaio i nostri dominanti non dimenticano mai di ripopolare con nuove, piacenti trovate. Il grande cimitero è lì, austero e capiente, pronto ad accogliere, nel prossimo futuro, le spoglie mortali dell’Uomo sulla Luna, del Darwinismo Evolutivo, del Big Bang e di tutti i grandi istrioni che, dopo decenni di pubbliche acclamazioni e di sfavillante carriera, attendono anch’essi, nella sobria pacatezza della vecchiaia, il momento dell’agognato e sempiterno riposo.Purtuttavia non era mai avvenuto, a memoria d’uomo, che l’imminente passaggio a miglior vita di una castroneria scientifica d’incalcolabile rilievo culturale, qual è stata l’indimenticabile grulleria della Terra Bollita, avvenisse con tanto disdoro, con così grande strascico di polemiche, con veglie preagoniche funestate dal lancio di scarole e pomodori costoluti, anziché nell’attonito silenzio d’ossequio ch’è dovuto ai grandi.La celebre performer, già in avanzato declino senile, prese la sua stecca fatale nell’imbarazzante incidente del Climategate, che dimostrò come la sua squillante vocalità sopranile non fosse spontanea, bensì malamente doppiata in playback da dilettanti che armeggiavano con modelli digitali preregistrati e bastoni da hockey. Il suo canto del cigno avvenne nel corso del fatale Summit di Copenaghen, del dicembre 2009, in cui ogni sforzo di imporre al mondo (e soprattutto alla Cina) una parziale rinuncia all’intrapresa industriale, che riportasse in auge, per abbandono dell’avversario, le passate glorie dell’imprenditoria statunitense, si rivelò vano. Da quel momento, il declino si è fatto doloroso, inarrestabile e reso più straziante dalla furente delusione degli antichi ammiratori, che hanno sfogato contro l’attempata soubrette tutta l’amarezza della credulità tradita.Eppure il lascito artistico della tramontante showgirl è stato d’enorme rilevanza metodologica. Grazie al flop della Terra Bollita, possediamo oggi un importante metro di misura per valutare il livello d’attendibilità delle numerose “verità scientifiche indiscutibili” che il cabaret del potere allestisce senza sosta sulla ribalta del pianeta. Nell’articolo che segue, Jay Richards ha tratto dalla vita della compianta Sollevatrice di Livelli Marini un indispensabile decalogo che ci consentirà di identificare la bufala scientifica e il suo gradiente di penetrazione nelle menti bovine dell’elettorato millenarista con ragionevole e illuminante approssimazione.(GF)

Leggi il resto dell’articolo

La distruzione dell’identità maschile/femminile e…omosessuale

Sono tanti i modi in cui gli esseri umani si rappresentano le contraddizioni che attraversano la loro esistenza, uno dei principali e di più lunga data si è costruito attorno alle differenze di carattere biologico, legate alla riproduzione del genere, sulla base delle quali si sono create delle differenze di carattere culturale e morale incentrate sul principio della complementarietà. Dico subito che non mi interessano, né in negativo, né in positivo le preferenze sessuali individuali, che appartengono alla sfera inviolabile della libertà individuale, non nego che una sessualità “deviante” possa arricchire l’esperienza umana, ma perché appunto possa essere “deviante” bisogna che ci siano delle identità maschili e femminili, mentre qui è in gioco la distruzione dell’identità tout court, anche di quella omosessuale.
Esiste una base naturale nelle differenze tra uomo e donna, e consiste nelle ben note differenze anatomiche, le quali originariamente servivano per la riproduzione, in seguito, poiché l’essere umano non è solo un essere biologico, ma anche culturale, attorno alla sessualità si sono sviluppate varie sovrastrutture culturali, e le “deviazioni” da questa norma, proprio perché l’uomo non è un essere puramente naturale, sono sempre state diffuse in tutte le società, un’eccezione così diffusa da diventare a sua volta norma. Nella Grecia classica l’omosessualità era la norma, ed era dovuta al carattere fortemente maschile della società greca, con esclusione e degradazione della donna, per cui l’Eros, che coinvolgeva sia la facoltà fisiche che spirituali, poteva sorgere soltanto tra gli uomini.
Non vedo perché la cultura gay debba essere esente da critiche, si tratterebbe della solita forma di discriminazione al contrario. Quanto poco i “gay pride” abbiano a che fare con la difesa dei diritti di una minoranza emerge nell’inversione operata, a essere derisa è ora la sessualità eterosessuale, questa derisione è ciò che principalmente viene messa in scena nella “parate” del “gay pride”: “Una volta ero etero, ma ora sono guarita” sintetizzava un cartello. Non vedo perché se non si accetta la derisione degli omosessuali, perché si debba accettare la derisione degli eterosessuali.
Esiste una precisa differenza tra l’essere omosessuale e l’essere checca, non a caso epiteto usato frequentemente dagli stessi omosessuali, ed è la differenza che passa tra chi vive una sessualità differente rispetto a quella maschile e femminile e tra chi vuole distruggere, annacquare e imbastardire queste differenze. Essere omosessuale senza essere “checca”, vuol dire vivere la propria sessualità “diversa” senza risentimento verso maschi e donne eterosessuali.
L’identità complementare fra uomo e donna si è costruita principalmente intorno ai principi della conflittualità e della relazionalità, entrambi fanno parte dell’esistenza umana (sia maschile che femminile) che è attraversata da questa contraddizione, ma mentre il maschio ha sviluppato il lato della conflittualità la donna ha sviluppato quella della relazionalità (ciò non vuol dire che nell’uomo sia assente la relazionalità e nelle donne sia assente la conflittualità).
Ovviamente non c’è stato nessuno che a tavolino ha progettato i “gay pride”, essi nascono spontaneamente dal disfacimento sociale delle società ultracapitalistiche, di cui hanno tutti i connotati, volgarità, vita ridotta a spettacolo, narcisismo, illusione dell’illimitata libertà del singolo illusoriamente staccato dalla collettività, ma come prodotto spontaneo viene incoraggiato e promosso dall’amministrazione statunitense. I “gay pride” hanno ben poco a che fare con i diritti degli omosessuali, sono una polpetta avvelenata dell’impero in disfacimento.
I “gay pride” promuovono l’effeminazione, che è una degenerazione del principio femminile della relazionalità staccato dalla sua complementare conflittualità, e in quanto tali sono molto graditi all’amministrazione americana in quanto facilita la passività e la subordinazione, ma promuovono anche il narcisismo, cioè l’incapacità di relazionarsi.

Questo è il suddito ideale, né uomo né donna, e nemmeno omosessuale, incapace di lottare per la propria dignità e incapace di relazionarsi con gli altri esseri umani, con l’attenzione costantemente fissa sui propri genitali e orifizi vari.

Fonte : http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24791970/la-distruzione-dellidentita-maschilefemminile-e-omosessuale-gennaro-scala

Libia: va tutto a puttane

 

In Libia siamo andati per proteggere i civili. Li abbiamo difesi a puntino mettendoli sotto cumuli di macerie e con qualche metro di terra sulla testa. Adesso sono più che al sicuro, sono praticamente in una botte di ferro, un barile simile ad una bara. Con siffatte imposture globali l’Onu, la Nato, la coalizione dei volenterosi ed il nostro governo vendono mediaticamente ad una pubblica opinione distratta e distaccata il pacco umanitarista Occidentale. Per sostenere questa ennesima guerra unilaterale, fortemente voluta da Sarkozy e Cameron a tutela dei loro interessi economici nell’area, sono state necessarie molte menzogne ed una campagna diffamatoria da parte dei mezzi d’informazione totalmente sbilanciata a favore di un gruppo di spennagalline elevato al ruolo di esercito ribelle. Ancora ieri una bomba più furba che intelligente non ha risposto ai comandi e si è schiantata su un quartiere popolare ammazzando 9 persone, tra le quali donne e bambini, e ferendone un numero imprecisato. La Nato ha chiesto scusa, non accadrà più, cioè non si verificherà nessun altro malfunzionamento degli ordigni teleguidati che saranno più precisi nel mantenere la traiettoria della morte, mentre ai cosiddetti civili nessuno sta assicurando quella incolumità che doveva essere l’obiettivo prioritario della missione. Al cospetto di questi fatti vergognosi sentiamo il Ministro Frattini dichiarare che la stampa “dovrebbe mettere in luce le atrocità di Gheddafi, a cominciare dagli stupri di massa, e dovrebbe mettere in risalto l’importanza della protezione dei civili”. Il Ministro degli affari esteri altrui e della pornografia internazionale vorrebbe anche che la stampa accendesse le luci rosse sui lealisti fedeli a Gheddafi per screditarne l’immagine di uomini fieri e coraggiosi schierati a difesa del proprio Paese. E’ forse questa l’arma segreta della Nato? Siamo già al raggio rosso della morte che travolgerà il nemico impudico? Questo signore pruriginoso guida un dicastero, ci rappresenta in campo mondiale, detta la nostra politica estera (spalleggiato dagli americani) e ci parla come fossimo degli sprovveduti. E’ stata la umida Clinton, moglie dell’inturgidito Bill, a riportare il bunga bunga dall’Italia nel suo luogo d’origine ed ora Frattini rilancia la versione hard del Dipartimento di Stato statunitense per convincerci che nel deserto della sirte manca pudicizia e moralità. Tuttavia, la novità di queste ore è lo scontro tra Quirinale, lì dove si inarca senza trionfo un figlio regale quanto illegittimo della patria, e il Viminale, retto da un sassofonista che tenta almeno di suonare tutt’ altra musica. Napolitano, arrogandosi funzioni che non gli spettano, preme affinché la missione continui mentre Maroni chiede la fine della guerra ed una veloce exit strategy sulla quale anche Berlusconi sembra essered’accordo. Comunque si concluda questa vicenda l’Italia ha già perso la faccia e le mutande. Il CNT di Bengasi ha siglato accordi con le compagnie petrolifere di Parigi e di Londra estromettendo dal business energetico l’ENI, la quale da impresa leader in Libia sarà costretta ad accontentarsi delle briciole che gli lasceranno i suoi competitors d’oltremanica e d’oltreoceano. Anche Finmeccanica ha avvicinato gli insorti, il suo Presidente Guarguaglini infatti si è recentemente recato nella regione per tutelare gli affari del gruppo. Costoro non hanno compreso che il mediterraneo è ormai un affare chiuso per loro. Chiuso nel senso di perduto. E’ andato tutto a puttane e la colpa non è del cialis ma dei cialtroni di Stato.

Fonte: http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24790612/libia-va-tutto-a-puttane-di-gianni-petrosillo

L’ultima resistenza di Max Von Pettenkofer

“L’origine delle malattie è nell’uomo e non fuori di esso; ma le influenze esterne agiscono sull’intimo e fanno sviluppare le malattie [...]. Un medico [...] dovrebbe conoscere l’uomo nella sua interezza e non solo nella sua forma esterna”.

(Paracelso)

Ero bambino quando, nel 1973, a Napoli scoppiò una delle periodiche epidemie di colera. Gli effetti del contagio sulla popolazione furono relativamente contenuti (una trentina di morti in tutto), ma l’economia, in particolare quella ittica, ne risultò devastata. I TG e i reportage televisivi dell’epoca trasmettevano a ripetizione le immagini di un pescatore napoletano che, nel disperato tentativo di dimostrare l’inesistenza del contagio vibrionico, diluviava cozze e patelle crude dinanzi alle telecamere, in una performance poi divenuta, nei decenni successivi, paradigmatica dell’incultura popolare sulle questioni epidemiologiche. Leggi il resto dell’articolo

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 74 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: