Egitto, l’Islam scende in politica

Dopo Mubarak nasce Hizb an-Nur, la prima formazione politica salafita

Con il nuovo partito di matrice salafita il potere islamico, spauracchio usato spesso dal regime di Mubarak sia con le potenze internazionali sia con i cristiani, alcuni laici e membri della sinistra egiziana, ora potrebbe diventare realtà.(© Getty) Con il nuovo partito di matrice salafita il potere islamico, spauracchio usato spesso dal regime di Mubarak sia con le potenze internazionali sia con i cristiani, alcuni laici e membri della sinistra egiziana, ora potrebbe diventare realtà.

Si chiama Hizb an-Nur, significa il Partito della luce. È una nuova formazione politica, la prima nella storia del movimento salafita, nata in Egitto a quattro mesi dalla caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak. «È un segno di cambiamento», ha sottolineato il quotidiano saudita ash-Sharq al-Awsat, «perché tutti ricordano come l’ex raìs avesse adottato una linea repressiva contro qualsiasi formazione di tipo islamico».
Proprio a proposito di partiti religiosi, spauracchio occidentale dell’Egitto del dopo Mubarak, il portavoce di an-Nur, Sheikh ash-Shahhat, ha chiarito che la nuova formazione sarà «un partito egiziano per tutti gli egiziani».
Uno slogan senza dubbio efficace, ma non bisogna dimenticare che spesso l’ideologia salafita viene associata all’Islam più radicale. Basti pensare che Vittorio Arrigoni, il pacifista italiano ucciso ad aprile nella striscia di Gaza, è stato giustiziato da una cellula fuori controllo di un gruppo salafita.
LE FORMAZIONI RELIGIOSE ALLE ELEZIONI. A spazzare via ogni dubbio ci ha pensato però Imad Abd al-Ghafur, il fondatore di an-Nur: «È un punto di svolta nelle relazioni tra salafiti e la società nel rispetto dell’identità islamica», ha chiarito.
Una sorta di nuovo inizio, quindi, con le formazioni religiose che potranno presentarsi alle elezioni. Ad oggi la Commissione dei partiti politici, un organo delegato a ricevere, valutare e scegliere le eventuali candidature delle correnti per il voto di settembre, ha dato il via libera a tre formazioni di matrice islamica. Hizb al-Wasat, il partito dei Fratelli musulmani Giustizia e libertà e an-Nur, appunto.
UN TAGLIO NETTO COL PASSATO. «Approvando il nostro programma», ha ribadito ash-Shahhat, «la Commissione ha dimostrato un taglio netto con il passato». Già perché proprio sotto il regime di Mubarak tutto ciò non sarebbe stato possibile. Gli oppositori venivano repressi, picchiati, spesso incarcerati. Ma dopo la rivolta di piazza Tahrir, i morti, il grido di libertà sfociato con la cacciata del raìs, qualcosa doveva pur cambiare. Ed è cambiato in un modo che in qualche modo preoccupa l’occidente, proprio per la deriva islamica.

Un posto per l’Islam dopo la repressione

L'ex presidente dell'Egitto Hosni Mubarak.(© Getty Images) L’ex presidente dell’Egitto Hosni Mubarak.

«La società egiziana è profondamente religiosa ed è inevitabile che l’Islam abbia un posto nel nostro ordine politico democratico» ha ribadito il Gran Mufti sheikh Ali Gumaa. «A lungo repressi», ha aggiunto, «i gruppi islamici non possono più essere esclusi dalla vita politica. Tutti gli egiziani hanno il diritto di partecipare alla creazione di un nuovo Stato».
LO SPAURACCHIO DEL POTERE ISLAMICO. Un nuovo Egitto che fa discutere. Il potere islamico, spauracchio usato spesso dal regime di Mubarak sia con le potenze internazionali sia con i cristiani, alcuni laici e membri della sinistra egiziana, ora potrebbe diventare realtà. Gli esperti di studi politici e strategici di al-Ahram, intervistati da al-Masry al-Youm, hanno sostenuto che «il futuro della democrazia in Egitto sarà a rischio se i gruppi religiosi continuano a impegnarsi in politica lungo linee settarie».
NON VOGLIONO LA MAGGIORANZA. A loro volta, però, i membri della corrente salafita tendono a sottolineare che lo Stato a cui aspirano è «civile, democratico, con un’autorità islamica». Non vogliono il potere, la presidenza e nemmeno la maggioranza in Parlamento, ma desiderano una riforma globale nella politica, nell’economia, nel sociale, nella scuola, nei media e in tutti gli aspetti della vita.
LA PREOCCUPAZIONE DEI CRISTIANI. Proprio per questo aumenta la preoccupazione dei cristiani egiziani, acuita dal richiamo alla sharia, la legge islamica, e ai recenti attacchi alle chiese. Imad Abd al-Ghafur, fondatore di an-Nur, cerca di smorzare i toni del dibattito, sottolineando  la necessità di garantire la libertà religiosa dei cristiani, il diritto a praticare il loro credo sia nelle questioni ‘morali’ sia in quelle pratiche, dove esiste una differenza con la sharia islamica. La priorità è fondare un Paese moderno su basi moderne rifiutando il modello di stato teocratico.
Secondo il portavoce di an-Nur per il processo democratico è fondamentale partecipare alle elezioni, a prescindere da un’eventuale vittoria. E intanto settembre si avvicina.

Fonte: http://www.lettera43.it/attualita/19308/egitto-l-islam-scende-in-politica.htm

Leggi anche :  http://freeyourmindfym.wordpress.com/2011/05/18/un-islam-occidentale-compatibile/

http://www.area-online.it/articoli/esteri/334-chi-e-cosa-sono-i-fratelli-musulmani.html

 

 

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